don Emanuele Personeni
Come stare di fronte al male?
Se mi volto dall’altra parte tradisco le vittime perché le abbandono nelle mani dei loro carnefici. No, non posso voltarmi dall’altra parte.
Allora non resta che guardare. Ma se guardo e vedo lo scempio di esseri umani che soldati annoiati compiono sbadigliando o festeggiando, mi sento fatalmente portato a desiderare il loro male, in una spirale di vendetta esemplare e spietata.
Mi rendo conto di essere prigioniero del male. Se lo ignoro ne divento complice, se lo guardo mi vince. Chi mi libererà da questa angustia che mi tortura? Non chiedo di essere esentato dal dolore. Vorrei soltanto non essere prigioniero del male. Vorrei non averne paura e denunciarne apertamente le malefatte senza però entrare a far parte delle sue fila, senza contribuire alla sua metastasi e ai suoi travestimenti. Vorrei ma ad ogni passo mi accorgo che il male mi sovrasta, mi supera, continua a germogliare fuori di me e nella mia mente riproducendo senza sosta la scena originaria di Caino che uccide suo fratello o quella vile di chi non prende posizione. Chi mi salverà da questa carne votata alla morte e genera morte?
Gesù mi salverà, anzi mi ha già salvato. Gesù non si é voltato dall’altra parte, ha combattuto frontalmente il male, ogni male, ogni demone, senza fare un passo indietro (per questo é finito in Croce) e non ha fatto un passo avanti nella direzione della vendetta (per questo non é sceso dalla Croce). É restato fermo nella compassione. Compassione per le vittime dei carnefici e per gli schiavi di satana che sono i carnefici. Denuncia e annuncio, inseparabilmente. Guai a voi e beati voi, inseparabilmente. Di questo é fatta la compassione. Gesù sarà fermo nella compassione fino alla fine del mondo, in attesa che gli uomini lo guardino, affondino i loro occhi nel suo sguardo, credano in lui e si convertano. I cristiani celebrano la prima venuta di Gesù perché si preparano alla seconda. Il giudizio universale da cui nessuno potrà fuggire lo pronuncerà proprio Gesù. La sua compassione non ammetterà infingimenti, ipocrisie, sotterfugi mentali di sorta. Da essa saremo giudicati. E sarà vita eterna per chi l’avrà cercata e perdizione per chi avrà continuato a rifiutarla. Nessuno si senta al di sopra degli altri e soprattutto al di sopra del giudizio di Dio. Ciascuno cerchi piuttosto di convertirsi alla misericordia di Dio tornando a vivere di pietà e a testimoniare la verità. Con gratitudine, umiltà e coraggio.
Il Crocifisso non é un simbolo dell’amore. É l’amore. Perché é Dio. Il Dio da cui solo viene ogni bene, il bene della creazione e il bene della redenzione, quel Dio che ha costretto la propria carne a morire alla prepotenza e alla sete di sangue per farne il luogo della compassione. Affinché la nostra carne e la nostra anima potessero essere salvate dalla morte eterna.
Satana vuole strapparci a Dio e gettarci negli inferi. Il Figlio di Dio é venuto per strapparci agli inferi e condurci nell’abbraccio eterno di Dio. Fidiamoci di Lui, ascoltiamo la sua Parola, nutriamoci della sua Eucarestia, torniamo spesso al suo perdono nel sacramento della Riconciliazione e lasciamo che cambi i nostri sentimenti e trasformi il nostro agire. Non c’è molto tempo. Dobbiamo fare in fretta. Se il Natale é alle porte, significa che alle porte c’è la prova della Pasqua. Che il Signore ci trovi pronti. Che sia il Natale di Cristo!



