
Cisgiordania, colline a sud di Hebron, 6 novembre 2024. Nel villaggio di At-Tuwani, un bulldozer della DCO (District Coordination Office, cioè l’amministrazione israeliana dell’area) demolisce la casa della famiglia Al Khatib, senza nemmeno consegnare un ordine di demolizione. La stessa famiglia aveva subito la demolizione della propria casa a luglio scorso. Dopo quell’episodio, aveva deciso di ricostruire sulla propria terra una nuova abitazione, a 50 metri di distanza dalla precedente. Oggi non esiste più.
La polizia e l’esercito controllano che la demolizione dell’abitazione, del serbatoio dell’acqua e del pollaio adiacente, con dentro ancora alcune galline, avvenga senza intoppi, impedendo agli attivisti internazionali, tra cui volontarie e volontari di Operazione Colomba, di avvicinarsi e interferire.
Ma fotografare e registrare l’accaduto per diffondere le informazioni il più possibile, significa comunque accendere un faro sulle violazioni dei Diritti Umani!
In Area C ogni nuovo permesso di costruire va chiesto all’autorità israeliana, che non ne concede ai residenti palestinesi. Ogni volta che i palestinesi erigono un’abitazione, un ricovero per animali, una scuola, una moschea, o qualunque altra struttura, la DCO la demolisce. I coloni israeliani, illegali sul territorio secondo il diritto internazionale, invece, ottengono facilmente l’allacciamento alla rete idrica dei loro avamposti e colonie, secondo una strategia di implacabile colonizzazione e annessione di porzioni di territorio.
Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace dell’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII, è da 20 anni accanto ai palestinesi dell’area che hanno scelto di resistere in maniera nonviolenta all’occupazione.
Qui i report mensili delle attività svolte da Operazione Colomba sul campo, a ottobre e novembre 2024:



