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Lettera della Comunità dell’Arca a Pax Christi

Vi scriviamo in qualità di Responsabili, per l’Italia, della Comunità dell’Arca.

Come certamente saprete la Comunità dell’Arca fu fondata da Lanza del Vasto, che fu discepolo di Gandhi ed è presente oggi in vari Paesi del mondo. Abbiamo avuto tanti rapporti con persone del vostro Movimento.

Conosciamo la Rivista Mosaico alla quale Enzo collabora da diversi anni. Siamo amici di Adriana Salafia, Giorgio Buggiani, Giuliana Mastropasqua del Gruppo di Pax Christi di Catania e con loro anche “vicini di casa” trovandosi la sede della nostra Casa dell’Arca in provincia di Catania, a Belpasso.

Vi scriviamo perché sentiamo oggi infatti tutta l’urgenza d’una posizione radicale alla guerra e a tutti gli eserciti, come radicale è la minaccia alla Pace, che, con il rischio dell’uso delle armi atomiche, è diventata minaccia sacrilega alla vita dell’umanità intera.

Ci sentiamo di condividere questa preoccupazione con il vostro Movimento al quale ci legano, sentimenti di amicizia e alcune iniziative comuni.

Dopo l’inizio delle guerre in Ucraina e in Palestina e dopo la partecipazione di Tito e Nella Cacciola, impegnati dell’Arca, alla Carovana organizzata da Stop the War Now in Ucraina, nella primavera del 2023, la Comunità dell’Arca italiana si è interrogata a fondo su come rendere pubblica una ferma obiezione di coscienza alla modalità armata e militare di  risoluzione dei conflitti tra stati, dichiarando al contempo la disponibilità a formarsi a metodi di difesa non armata e nonviolenta, già sperimentati in diverse occasioni nella storia umana.

Quest’ultima dichiarazione per la diffusione di modalità non armate è quel sì che si accompagna al rifiuto delle armi e senza il quale giuste sarebbero le perplessità di quanti ritengono l’obiezione di coscienza un atto di codardia. Riteniamo che questo posizionamento etico sia condiviso da una forte componente del popolo italiano, anche se pochi sono ancora i luoghi politici e di comunità in cui esso ha trovato la possibilità di essere approfondito, di rafforzarsi e manifestarsi pubblicamente.

In Sicilia stiamo operando per la costruzione di una “Officina di formazione alla nonviolenza” e abbiamo accolto con grande gioia il recente avvio, su iniziativa di Pax Christi Internazionale, dell’istituto Cattolico per La Nonviolenza.

Come sappiamo, l’obiezione di coscienza all’uso delle armi per le funzioni di difesa dello Stato è un diritto acquisito dal nostro ordinamento giuridico. Essa però, pur essendo una manifestazione pienamente legale e giuridicamente riconosciuta è, nei fatti, difficilmente esprimibile da quando in Italia la leva obbligatoria è stata sospesa e i cittadini del nostro Paese non sono al momento formalmente richiamati, in nessun modo, all’adempimento del dovere di difesa della Patria sancito dall’articolo 52 della Costituzione.

Tenuto conto di questa circostanza, la prima riflessione al nostro interno si è conclusa con un breve documento (https://www.trefinestre.com/volantino-obiezione) e una dichiarazione di obiezione di coscienza che, aderendo alla Campagna “Obiezione alla Guerra”, promossa dal Movimento Nonviolento, abbiamo inviato alle istituzioni preposte alla Difesa nel nostro Paese, in primis al Presidente della Repubblica che è anche Capo delle Forze Armate e che presiede il Consiglio supremo di Difesa.

Tra tutte le campagne in corso noi pensiamo che la Campagna per diffondere l’Obiezione alla Guerra sia quella prioritaria in quanto ci fa assumere un posizionamento etico dal quale deriveranno altre azioni.

Abbiamo tuttavia riflettuto sul fatto che il numero ridotto di membri della nostra comunità non rende efficace e visibile la nostra manifestazione pubblica. Il Movimento Nonviolento che ha promosso la Campagna è certamente un’aggregazione più numerosa e strutturata della nostra, anche se ci muoviamo intorno alle centinaia di aderenti e forse qualche migliaio di simpatizzanti.

Pertanto, il lavoro al quale, nel nostro piccolo, ci siamo sentiti chiamati, è stato, oltre a quello di manifestare la nostra obiezione di coscienza, anche quello di sollecitare molte più persone a dichiararsi obiettori alla difesa armata e alla guerra, sia attraverso una diffusione “porta a porta”, sia attraverso il coinvolgimento delle numerose associazioni, movimenti e comunità sensibili ai temi della pace e della nonviolenza.

La Comunità dell’Arca riconosce infatti al Movimento Nonviolento il merito di avere negli anni tenuto vivo il dibattito sull’Obiezione di Coscienza e sulla Difesa Nonviolenta e ancor più la tempestività e la capacità organizzativa che lo ha visto per primo lanciare la campagna “Obiezione alla Guerra”, fare azioni di solidarietà con gli obiettori russi, bielorussi e ucraini, israeliani e con altre persone di quei popoli che si espongono in prima persona, cercando vie nonviolente per risolvere i conflitti in corso. Questa loro forza ideale insieme a una buona struttura organizzativa, che il nostro piccolo gruppo non ha, sono infatti un fermento essenziale nell’area nonviolenta e nel nostro Paese.

Come già detto, noi vediamo al contempo crescere molte altre energie positive per la costruzione della Pace, anche se i media non ne danno sufficiente informazione: basti pensare a ciò che cresce nel mondo cattolico sotto l’impulso di Papa Francesco e alla recente iniziativa dell’Arena di Pace a Verona.

Proprio in considerazione di tutto ciò, riguardo alla Campagna “Obiezione alla guerra” noi riteniamo che sarebbe opportuno un vero e proprio rilancio, con il coinvolgimento, in qualità di co-promotori, del maggior numero di soggetti che potrebbero arricchirla di nuove sensibilità, idee e apporti. Soltanto un allargamento dei promotori potrebbe rendere questa Campagna visibile, diffusa e di conseguenza efficace oltre che rappresentativa di un sentire diffuso tra la popolazione italiana.

Ne abbiamo parlato con il Presidente del Movimento Nonviolento, che al momento ci ha detto di preferire, per il momento, vari motivi, una gestione monocratica della Campagna. Ma noi siamo sicuri che, se questa richiesta arrivasse da più parti, il Movimento Nonviolento non potrebbe che rallegrarsi di avere tanti compagni di strada e di lavoro! Un aggregazione più ampia e formalmente plurale non potrebbe che giovare alla causa della Pace.

È in questa prospettiva che il nostro cammino di approfondimento è proseguito, sia al nostro interno sia confrontandoci con altre persone e movimenti a livello nazionale (Operazione Colomba, Movimento dei Focolari, Azione Cattolica, MIR, CESC Project, SERVAS, Ricostruttori nella Preghiera, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università, Associazione Le Rose Bianche, UDI-Palermo e altri). Tutto ciò è testimoniato dai vari contributi che abbiamo voluto inserire nell’opuscolo (https://www.trefinestre.com/obiezione-1-) che costituisce il nostro diario di percorso, ancora aperto ad altri necessari apporti. È molto probabile che, grazie alla disponibilità della Casa Editrice La Meridiana, esso diventerà un sussidio per giovani, insegnanti, educatori e responsabili di gruppi associativi che vorranno promuovere l’obiezione di coscienza alla guerra.

Nel nostro opuscolo abbiamo dato conto anche di modalità diverse di proposizione dell’Obiezione di coscienza, cercando di presentarle non come diversità incompatibili o inconciliabili, ma evidenziandone al contrario elementi di originalità che potrebbero essere compresenti in un unico orizzonte e in un unico contenitore, come ad esempio un Forum nazionale sull’obiezione di coscienza e un unico centro di raccolta e monitoraggio delle dichiarazioni dei singoli cittadini.

Noi pensiamo che proprio il magistero di papa Francesco inviti a individuare un percorso per la ripresa di questa proposta. Papa Francesco rinnova quasi ogni giorno, il suo appello chiedendoci di agire nello stile della nonviolenza attiva. In particolare, nel messaggio per la celebrazione della giornata mondiale della pace del 2017, Papa Francesco disse che la Chiesa avrebbe accompagnato ogni tentativo di costruzione della pace anche attraverso la nonviolenza attiva e creativa. Quella nonviolenza che vanta testimonianze storiche importanti dentro la Chiesa: da San Massimiliano, che nel 295 scelse la pace rifiutando, come cristiano, di prestare il servizio militare nell’esercito romano, al Beato Franz Jägerstätter, contadino austriaco che per la stessa fede rifiutò di indossare la divisa dell’esercito nazionalsocialista di Hitler e fu condannato a morte nel 1943. Allo stesso modo non vanno dimenticate le migliaia di obiettori di coscienza che, in forza del rifiuto ad impugnare le armi (ammesso e regolamentato in Italia dal 1972) hanno svolto il servizio civile sostitutivo di quello militare in tempi più recenti presso tante organizzazioni fra cui la Caritas e tanti altri Enti cattolici e laici.

Il nostro sogno è proprio quello di ricostituire un grande popolo di obiettori di coscienza che siano al contempo operatori di pace, pronti a fare ognuno la loro parte, in forma sempre più competente e organizzata. Per far questo occorre coraggio, studio, creatività e disponibilità a mettersi in gioco.

È con questo spirito che, con le nostre deboli forze, chiediamo un coinvolgimento attivo del vostro Movimento in questo percorso.

Aspettiamo pertanto di poterci incontrare con voi, cercando di tracciare insieme un percorso

per diffondere il più possibile le dichiarazioni pubbliche di obiezione di coscienza alla difesa armata e, al contempo, di disponibilità ad addestrarsi alla difesa nonviolenta e, per far questo, una interlocuzione con tutti i soggetti sensibili alla Nonviolenza e alla Pace.

Vi abbracciamo forte.

Pace Forza e Gioia!

Palermo 28 ottobre 2024

Enzo Sanfilippo e Maria Albanese

Responsabili per l’Italia della Comunità dell’Arca