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Coordinamento centro – Dalla narrazione alla speranza come linfa per la pace in un mondo disperante

Andrea Maccari e Andrea Stocchiero

Anguillara Sabazia, 23 novembre 2024

PAX CHRISTI vuole essere una rete di gruppi di contagio della pace. Mentre siamo in movimento per abbracciare le diversità e promuovere la convivialità delle differenze, abbiamo anche bisogno di un luogo per contemplare, riflettere, incontrarci. Specialmente in un momento storico, come quello che stiamo vivendo, in cui c’è una pericolosa “carestia di pace” (Papa Francesco). Il cammino dei costruttori di pace continua con una lunga storia di fedeltà alla gente, passione per la giustizia, la speranza e la pace.

L’incontro del Coordinamento del Centro Italia, organizzato dal Punto Pace ospitante della Diocesi di Civita Castellana presso la parrocchia Regina Pacis di Anguillara Sabazia, ha visto la presenza dei punti pace di Firenze, San Miniato, Cecina, Pistoia, Roma, area Roma nord-Viterbo, Termoli, e associazioni di Avezzano e Chiusi.

L’incontro è iniziato alle 10,15 con una preghiera comune.

Pio Castagna ha illustrato il programma della giornata e si è fatta una breve presentazione dei punti pace presenti. In questa prima fase dell’incontro sono state anche condivise le iniziative dei Punti Pace: uno spazio narrativo che ha fatto emergere una presenza vitale sui territori, malgrado le poche risorse a disposizione.

Gianni Novello ha ricordato i fondamenti e la storia di Pax Christi, la necessità di un messaggio di “speranza disperata”, di essere gruppi di contagio per una profezia diffusa, di approfondire la conoscenza per servire la pace, riscoprendo le radici e i profeti della nonviolenza. Gianni ha aggiunto che oggi più che mai occorre essere un segno alternativo, di indignazione con azioni di umanità per una speranza di tenerezza. E ha proposto i tre passaggi di studio, preghiera e azione.

Si è aperta, quindi, la prima sessione di lavoro comune sulla questione delle difficoltà, qui indicate da quelle più diffuse a quelle meno:

  • di condivisione all’interno della Chiesa, nelle Diocesi e nelle Parrocchie;
  • presenza di una certa resistenza nella Chiesa al messaggio della nonviolenza;
  • nel rapporto con le nuove generazioni (è una questione di metodo di coinvolgimento, di situazioni di precarietà, occorre farsi contagiare e andare verso di loro);
  • nella capacità di analisi;
  • a proporre azioni coraggiose;
  • scontri con faziosità e polarizzazione, tecniche per far passare le nostre idee;
  • assenza di una sede per buona parte dei gruppi.

Nel pomeriggio si è aperta la seconda sessione di lavoro sul tema delle competenze e delle prospettive: cosa vogliamo e ci attendiamo in vista del Congresso? Come metodo di lavoro si è seguito il percorso dei capisaldi di Pax Christi: studio, preghiera e azione.

Per quanto riguarda lo studio, si è sottolineata l’importanza:

  • di approfondire la teologia della pace nel dialogo interreligioso;
  • Approfondire analisi sul cosa, sui fenomeni di pace e guerra, sulla nonviolenza, e sul come, sui metodi per diffondere messaggi e creare dialogo nei diversi ambienti, a partire dalle parrocchie, e anche con chi non la pensa come noi, essendo capaci di entrare nei contenuti;
  • Valorizzare l’Istituto Cattolico per la Nonviolenza e la ricerca sulla nonviolenza.

Per quanto riguarda la preghiera, si è voluto sottolineare l’importanza di continuare i percorsi di orazione comune dei Punti Pace, seguendo anche temi predefiniti. In tal senso è importante stabilire contatti con le Parrocchie e gruppi già attivi e presenti nelle varie realtà parrocchiali. Altrettanto importante è la valorizzazione di cammini e incontri su temi quali quelli proposti nel libro “Gesù e la non violenza” dell’Istituto cattolico per la Nonviolenza.

Per ciò che concerne l’azione (cosa possiamo fare?), si è evidenziato come ci sia necessità di interventi nazionali più incisivi e chiari, alla “don Tonino Bello”, e meno diplomazia. Nello specifico si sono proposti i seguenti momenti di attività e proposte in vista del Congresso:

  • Essere movimento e non agenzia distributrice di servizi, radicati nei territori;
  • Essere presenti nel Giubileo 2025 con una nostra iniziativa? E con una giornata per la pace;
  • Essere visivamente presenti nella marcia Perugia Assisi 2025 e collaborare con il coordinamento nazionale degli enti locali per diffondere la delibera sulla pace;
  • Essere presenti nelle scuole e collaborare con la rete delle università per la pace;
  • Creare e agire in alleanze, ad esempio in sinergia con Rete dei Numeri Pari, con Azione Cattolica, Agesci, Sant’Egidio, Movimento Laudato Sì, Movimento nonviolento, Rete Italiana disarmo, Focolarini;
  • Incidere sulla pastorale sociale a livello CEI;
  • Promuovere la disobbedienza civile per la nonviolenza, l’obiezione fiscale, i boicottaggi alle guerre, il sostegno agli obiettori di coscienza e a Mediterranea;
  • Cammini per la pace, per l’art.11 della Costituzione e la nonviolenza;
  • Proseguire la formazione nel servizio civile e con la Rete Pace e Disarmo;
  • Lancio del Giubileo sul debito nel 2025 affrontando la questione fiscale, la regressività fiscale, le spese militari, i sussidi alle imprese inquinanti.

Verso il termine del coordinamento si stabiliscono i prossimi passi:

  • Elaborazione del resoconto del Coordinamento
  • Nuovi incontri del coordinamento (il prossimo on line in Gennaio) per entrare nel merito della redazione delle mozioni da portare al congresso, le nostre priorità anche sui territori

Per il prossimo Congresso, si affronta anche la questione delle elezioni del nuovo consiglio e dei coordinatori. Il Coordinamento del Centro Italia è nella potenzialità di esprimere tre consiglieri. Si sono raccolte ipotetiche candidature

Il Coordinamento è proseguito con una serie di comunicazioni riguardanti il convegno del 30/31 dicembre a Pesaro, il rinnovo delle iscrizioni per il 2025, i boicottaggi in essere riguardo la “giusta causa” contro ENI per la questione climatica, la campagna del disinvestimento del Movimento Laudato Sì, il boicottaggio alle imprese che commerciano e producono con Israele, la campagna contro le Banche Armate.

Nelle conclusioni si sono ribaditi alcuni concetti fondamentali quali la radicalità della nonviolenza attiva, l’importanza di continuare il lavoro di gruppo e di curare la comunicazione con l’esterno, nonché valorizzare i temi della speranza “speranzata” non solo come auspicio ma come processo, come azione. L’incontro è terminato con un momento di preghiera guidato da Gianni Novello.