In fondo all’articolo il Contributo del Punto Pace di Catania
Filippo Severino, Coordinatore Sud
Il Coordinamento Sud di Pax Christi si è riunito sabato 9 e domenica 10 novembre 2024 a Lamezia Terme, nella Casa di spiritualità “BethelTabor”, con ottima accoglienza e sistemazione da parte del Punto Pace locale e dei volontari che gestiscono la struttura.
Prima dell’inizio dei lavori c’è stata la preghiera guidata dal nostro teologo don Giovanni Mazzillo, con brevi testi tratti dalla bolla d’indizione del Giubileo e sul tema della speranza. Ha fatto seguito il saluto-riflessione del Presidente don Giovanni Ricchiuti, sempre sulla speranza, virtù difficile e necessaria nell’attuale drammatico contesto.
Hanno partecipato 31 aderenti e 9 Punti Pace (Avellino, Bisceglie, Caserta, Catania, Cava de’ Tirreni, Corato, Lamezia Terme, Napoli e Terlizzi). C’è stato generale apprezzamento per aver svolto l’incontro in presenza, nella gioia di rivedersi e nella consapevolezza che la relazione autentica non si realizza con l’online ed il virtuale (uso eccezionale ed aggiuntivo, non sostitutivo dell’incontro fisico). Rosa Siciliano diceva che non si è trattato solo di una scelta metodologica, ma testimoniale.
Diversamente dagli incontri precedenti (Salerno 2022, Tortora 2023), non si è tenuta una conferenza tematica aperta alla cittadinanza locale. Questa scelta è stata fatta per lasciare più ampio spazio ad una riflessione ad intra del Movimento, in vista della Congresso 2025 e per il particolare momento che Pax Christi sta vivendo.
Sabato pomeriggio si è tenuta un’unica relazione sulla comunicazione, da parte di Rosa Siciliano che ha offerto qualificati spunti di riflessione e domande ai presenti, aprendo così il dibatto.
C’è stato un accenno alla comunicazione interna, evidenziando un uso talora alquanto smodato della chat e un modesto utilizzo, da parte degli aderenti, di Verba Volant, sia nell’assiduità di lettura, sia nell’inviare informazioni locali.
Per la comunicazione ad extra è stato evidenziato il richiamo alle radici del Movimento e alla nostra ricchezza di contenuti e proposte. Abbiamo ricevuto tanto ed abbiamo, dunque, il dovere della restituzione. La comunicazione avviene attraverso l’incontro personale. Ma anche portando avanti un approfondimento ed una scientificità dei contenuti, oltre che utilizzando mezzi e metodologie significative per raggiungere quanti più possibile e tenendo conto anche di adeguate analisi. (C’è stato l’esempio del “word cloud” a proposito della ricerca sul tema pace nel sito di Pax Christi, elaborato dagli studenti dell’Università “Vanvitelli” di Caserta). Però una tale impostazione richiede professionalità e risorse economiche adeguate.
Una comunicazione alternativa e un modo alternativo di comunicare passano attraverso gesti forti. Come Movimento, cioè, dobbiamo ritornare a punti di rottura radicali per incidere, così come avviene per un filo d’erba che è capace di spuntare trapassando l’asfalto, nonostante la sua apparente debolezza. A tal proposito il Presidente richiama con disappunto che, invece, nella Chiesa ancora si resta legati all’Ordinariato e all’ordinamento militare, così che nel calendario dell’anno giubilare il primo posto è riservato al “Giubileo delle Forze Armate”.
Considerato, poi, che i ragazzi oggi non vanno più sul sito, ma utilizzano i social, c’è stata la proposta di don Giovanni Mazzillo di esservi quotidianamente presenti (lui l’ha chiamata “presenza trasmissiva perpetua”), magari dando ad ogni gruppo il compito di seguire uno specifico social. Però è stato anche premesso che i social non sono risolutivi se la comunicazione non è sempre collegata alla comunione con i poveri, i perdenti, il rovescio della storia. Ed apparsa la necessità sinodale di cambiare la mentalità ecclesiale perché cambino le prassi pastorali.
Infine, sempre a proposito della comunicazione sono stati ricordati anche: il necessario passaggio alla digitalizzazione di “Mosaico di Pace”; l’importanza di riportare, da parte dei Punti Pace, le iniziative nazionali sui siti locali; la migliore divulgazione delle campagne di Pax Christi attuali e future, perché capaci di dare maggiore concretezza alla costruzione della pace e di raccogliere consensi e aggregazione all’esterno del movimento.
Domenica mattina, dopo la preghiera animata da Livio Gaio del Punto Pace di Napoli, la Vicepresidente Adriana Salafia ha ripreso quanto emerso nel giorno precedente, facendo alcune puntualizzazioni: il Movimento e specificamente il Consiglio Nazionale dedicano da tempo attenzione al tema della comunicazione (anche in maniera operativa attraverso corsi di formazione) e ai suoi diversi destinatari (aderenti, giovani e quant’altri); è nota la difficoltà di reperimento di risorse umane ed economiche (gli esperti vanno retribuiti e nel contempo noi non vogliamo da banche e aziende finanziamenti dubbi rispetto ai valori etici che ci animano); il sito è fatto male e non è adeguatamente aggiornabile, per cui appare necessario un suo completo, ma costoso, rifacimento; la richiesta di giovani in servizio civile va subordinata alla riapertura della Casa per la pace; i bisogni economici attuali, per sopperire ai quali c’è l’appello del Presidente, rientreranno anche grazie alla riapertura della Casa con probabile affido gestionale alla Cooperativa sociale “Arca”.
Ha fatto seguito l’intervento a distanza del Coordinatore nazionale che si è riferito alla bolla di indizione del Giubileo “Spes non confundit” e ai numerosi significativi avvenimenti di cui si farà memoria nel 2025, anno anche del nostro Congresso ad Assisi. Norberto Julini ha quindi evidenziato l’importanza di questo Congresso per il futuro del Movimento ed ha ricordato come esso cominci ben prima di aprile, con una preparazione che passa attraverso il Convegno di fine anno a Pesaro, gli apporti dei Coordinamenti interregionali e la riflessione nei Punti Pace. Ed ha richiamato l’importanza della comunicazione, su cui tanto stiamo investendo, e la necessità di fare di tutto perché il nuovo Consiglio Nazionale possa favorire anche il rapporto con motivate e qualificate persone e realtà esterne al nostro Movimento, con cui condividere più incisivi percorsi di pace.
Così, dopo il collegamento audio con Norberto, la riunione è andata avanti con una ricca riflessione del Punto Pace di Catania a cui hanno fatto seguito spunti e proposte degli altri partecipanti all’incontro di Coordinamento, con riferimento ad una vasta area di tematiche che richiedono attenzione e impegno (nonviolenza, migranti, guerre in atto, crisi della democrazia, autonomia differenziata, privatizzazione della scuola e della sanità, riforma della legge 185/90, per citarne solo alcune), in continuità al cammino sinodale, alla Settimana Sociale della Chiesa cattolica, ad Arena 24.
E’ emersa l’importanza di essere presenti nelle scuole con una proposta di educazione alla pace per i giovani. Ma con la puntualizzazione che forse è più efficace rivolgersi alla formazione degli insegnanti per i quali abbiamo già una ricchezza di materiale e di proposte: la campagna “Scuole smilitarizzate”; l’invito ad una lettura commentata nelle classi della “Lettera ai giudici” di don Lorenzo Milani; la nostra recente pubblicazione “Frammenti di Pace”; il testo sulla nonviolenza di Pax Christi International; tutto quanto prodotto dal nostro Centro Studi; i corsi di aggiornamento per gli insegnanti di Religione proposti agli uffici scuola delle diocesi; il corso”Ban the bomb”; la Scuola di innovazione sociale per la pace realizzata insieme all’Università Lateranense.
Altri punti emersi nel dibattito sono stati: la validità del rilancio de “I dodici raccolti” con la possibilità di appuntamenti di preghiera comune, anche online; la richiesta di “vincolare” i Punti Pace ad alcuni momenti significativi da realizzare sui territori contemporaneamente (giornata mondiale della Pace, vacanze spirituali, veglie di preghiera in momenti forti dell’anno liturgico e degli eventi di attualità, … ); l’ampliamento del collegamento tra i Punti Pace attraverso, dove possibile, coordinamenti regionali per il reciproco sostegno e la messa in atto di iniziative comuni; la presenza sulla stampa locale e sui periodici online, a partire da quelli diocesani; l’organizzazione di percorsi-visite guidate di “Arte e Pace”, capaci di attrarre di più rispetto alle tradizionali conferenze. E’ stato anche evidenziato che il nostro fine è la pace e non il proselitismo, ma che, tuttavia, bisogna arricchire il Movimento di nuove “forze” cercando di ampliare il numero di aderenti, individuandoli anche tra pensionati attivi che hanno maggiore disponibilità di tempo. Infine sono stati richiamati l’opportunità di dividere il bilancio nazionale per “centri di costo” e di preparare una sorta di “prontuario” per agevolare i nuovi candidati alla comprensione degli impegni da assolvere in Consiglio Nazionale. E proprio riguardo alle candidature per il prossimo Consiglio Nazionale e per il Coordinatore Sud ne sono state individuate alcune, ma sull’argomento ci si è dati appuntamento ad un ulteriore incontro online da tenersi probabilmente a febbraio. Alla fine, prima del pranzo conclusivo, c’è stata la S. Messa presieduta da don Giovanni Ricchiuti, concelebrata da don Giovanni Mazzillo e padre Alfio Carciola.



