Carla Bellani
Pax Christi International esprime profonda preoccupazione per l’escalation di violenza in corso in Sudan, in particolare nello stato di Gezira e intorno a El Fasher, la capitale del Nord Darfur, dove gli scontri hanno provocato migliaia di sfollati e gravi vittime civili, colpendo in modo sproporzionato donne e bambini. https://paxchristi.net/statement-on-escalating-violence-in-sudan/
Il documento di Pax Christi si esprime in sintonia col Report sul Sudan dell’OCHA (Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari) presentato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e che registra un intensificarsi del conflitto, un numero crescente di vittime.
Si legge nel Report OCHA: “La popolazione da 18 mesi sopporta sofferenze inimmaginabili nel mezzo di una guerra brutale che non dà segnali di tregua. Vengono segnalate atrocità scioccanti: uccisioni di massa, orribili violenze sessuali in particolare nello Stato di Aj Jazirah, divenute un orribile distintivo di questo conflitto.
I civili continuano a fuggire: oltre 11 milioni gli sfollati, di cui circa 3 milioni nei paesi vicini.
Una grave crisi alimentare colpisce milioni di persone in tutto il Sudan per il blocco degli aiuti umanitari in diverse aree come ad Aj Jazirah, Khartoum, Sennar e Nord Darfur: stati che già sperimentavano i livelli più alti di insicurezza alimentare. Nel Nord Darfur, la carestia e il colera stanno sterminando gli follati nel campo di Zamzam.
La guerra, la fame, la malnutrizione e le malattie fanno morire centinaia di migliaia di persone.
E’ indispensabile tenere aperto il valico col Ciad per far passare personale e rifornimenti umanitari. Le parti in lotta devono togliere i blocchi alle rotte che portano i soccorsi, devono consentire ai civili di uscire dalle aree di combattimento e devono permettere delle pause umanitarie.
Chiediamo al Consiglio di sicurezza, e a tutti gli Stati membri influenti, di adottare misure immediate e senza restrizioni per affrontare questa grave situazione. Infine, come sempre, chiediamo misure urgenti per porre fine ai combattimenti e garantire la pace disperatamente necessaria in Sudan.”



