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A Catania, seminario su Economia, Politica e Società

Organizzato dal Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università, si è svolto il 10 ottobre a Catania presso il Palazzo delle Scienze il Seminario “Economia, Politica e Società: in cammino sulle orme dell’Economia di Francesco”.

Tra i relatori è intervenuta Giuliana Mastropasqua del Punto pace Pax Christi di Catania.

Dopo una breve presentazione del movimento Pax Christi Italia, Giuliana si è soffermata sulle profonde disuguaglianze che affliggono il nostro pianeta e non risparmiano neanche il nostro Paese, legate principalmente all’attuale sistema economico mondiale.

Nel mondo oggi infatti prevale una cultura della difesa, una tendenza a risolvere i conflitti con le armi, quindi con la guerra, senza considerarne le tristi conseguenze distruttive presenti e future. Si è avviata così più o meno in tutto il mondo una folle corsa al riarmo, con un enorme impiego di risorse finanziarie, a scapito del miglioramento economico e sociale delle popolazioni.

Giuliana è poi passata ad analizzare le spese militari nel mondo e in Italia.

La spesa mondiale per armamenti è in costante crescita, aggirandosi nel 2023 intorno a 2.200 miliardi di euro. Come è facile immaginare, capofila in questa corsa agli armamenti sono gli Stati Uniti.

In Italia, tra l’altro anch’essa formidabile produttore ed esportatore di armi, la spesa militare nel 2023 ha superato i 25 miliardi (equivalenti a 47.000 euro al minuto!). Ma oggi non bastano più, perché la NATO ci richiede di passare a 38 miliardi annui (72.000 euro al minuto).

Uno degli esempi più eclatanti di risorse sperperate è certamente quello del programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35, supersofisticati e attrezzati per l’attacco, non certo per la difesa. Il costo medio di uno solo di essi è circa 130-150 milioni di euro. Giuliana ha quindi illustrato una serie di opere sociali che si potrebbero realizzare con la spesa di uno solo di questi aerei da guerra.

In definitiva, quindi, a fronte dei molti problemi italiani che richiedono finanziamenti, come la sanità, l’educazione scolastica, la giustizia, la sicurezza sul lavoro, la crisi energetica ed ambientale, il rischio idrogeologico del territorio, in una parola a fronte dello sviluppo del bene comune il governo italiano dà la preferenza all’acquisto di armamenti.

A conclusione del suo intervento, Giuliana ha auspicato lo sviluppo, paziente e indispensabile, di un’economia di pace, solidale con gli ultimi e i più fragili, caratterizzata da scelte precise, concrete e consapevoli. A questo proposito ha citato la Banca Etica, istituto di credito che opera e investe in progetti sociali e sostenibili, scartando per principio ogni transazione che riguardi armamenti, al contrario di molte altre banche, per questo definite “banche armate”.

Un folto numero di presenti, tra cui molti studenti universitari e delle medie superiori, ha seguito con interesse il seminario partecipando al successivo dibattito.

Punto pace di Catania