Mail YouTube

Presidente incostituzionale: morte della democrazia en El Salvador

Mariella Tapella, Volontaria di Pax Christi in El Salvador

Il 1/6/2024 in El Salvador si è realizzato l’insediamento di Bukele come presidente incostituzionale. Dopo la firma degli Accordi di pace del gennaio 1992. Un avvocato costituzionalista ha dichiarato: oggi El Salvador ha vissuto la morte della democrazia!!! 

Il giuramento è avvenuto  in presenza di una parata militare che  tristemente ricorda tempi bui della storia di El Salvador.  

C’è da dire che le Forze armate con Bukele,  recuperano il protagonismo nella vita política del Paese, in contraddizione con gli Accordi di Pace, a tal punto di convertirsi in una sorta di “guardia pretoriana” sottomessa totalmente alla volontà dell’esecutivo.

Dopo la sua nomina si rivolge ai presenti  dicendo che i salvadoregni devono appoggiarlo in tutto senza dubbi nè dissensi; non devono nè  mettere in dubbio, nè analizzare e nè pensare: ossia  essere sudditi e non cittadini. Come dire: essere “massa” e non Popolo. Vale la pena a tale proposito ricordare ciò che diceva San Romero: un Popolo disorganizzato e’ una massa con la quale si puo giocare. 

Il 1/6/2024, dopo aver prestato giuramento come Presidente di fatto, ed aver ottenuto dalla massa presente l’appoggio incondizionato, dal balcone del Palazzo Nazionale, ha  pronunciato il suo discorso.

Come usa fare, usa aspetti emotivi più che razionali… Il discorso totalmente vuoto di contenuto, senza nessuna proposta concreta per i prossimi cinque anni del suo governo incostituzionale. Ha invece enfatizzato i risultati ottenuti nel campo della sicurezza, sottolineando la “medicina amara” usata per combattere le “maras” cioè le gang criminali, usando una analogia del “medico miracoloso” che estirpa il cancro…  Tutto ridotto ad una apologia della sua persona come l’unica capace di “sanare e risolvere” i problema del paese. 

Le menzogne che hanno  segnato il discorso di Bukele, hanno reso futili le sue ripetute invocazioni nel nome di Dio.

Infatti la sicurezza attuale non è un miracolo, come dice un Padre gesuita: “è frutto di una repressione indiscriminata, brutale ed inumana” non solo contro le “maras”, ma contro i settori popolari ed in generale contro tutti coloro che non lo “osannano”, molti dei quali innocenti. Il regime di eccezione  dal marzo del 2022, vigente  a tutt’oggi che viola  la dignità umana.  Come puó chiamarsi “sicura” una società militarizzata?

L’ invocazione dell’intervento divino, nasconde l’enorme sofferenza umana, causata per questa classe di “miracoli“.

Ma di quale Dio parla Bukele? 

Il Dio di Gesù non fa questo tipo di “miracoli”. Il Dio di Gesù non distrugge, il Dio di Gesù è puro Amore, misericordia infinita, che ha fatto l’opzione per i poveri,  gli marginati e gli esclusi del Mondo e del sistema.

Nel suo discorso ha annunciato misure impopolari: la “medicina amara” per “sanare”  l’economia.

Anche questa volta il presidente, di fatto il dittatore, utilizzerà lo stesso metodo usato per la sicurezza: “provare ed adottare” ciò che secondo lui funziona, senza tener conto del costo, della sofferenza che infliggerà alla maggioranza impoverita. Questo perchè non ha mai avuto un piano di governo.

Così chiede ai presenti lealtà assoluta in quanto non è previsto il dissenso e ripete più volte che vuole sudditi e non cittadini.

Su questa linea stabilisce gli ingredienti per migliorare l’economia:

  1. La “protezione di Dio”
  2. il lavoro instancabile del Governo che propone “medicine amare”
  3. la massa deve difendere a spada tratta ogni decisione che il Governo prenderà, senza fiatare. 

Bukele legittima così la morte della democrazia, confermando il suo disprezzo per lo Stato di diritto e la sua mancanza dei principi fondamentali della democrazia. 

Anche il suo abbigliamento è significativo: un vestito che ricorda lo stile napoleonico ed anche la sua guardia, con cappa nera stile dittatura di Pinochet. 

 Vorrei precisare che è stata’ la massa a legittimare  l’ 1/6/2024 il Presidente incostituzionale, non il Popolo!  

Molte volte Bukele  menziona Dio, autodefinendosi un suo strumento… a tal punto che la  sua rielezione incostituzionale è stata presentata come volontà di Dio che lo ha guidato durante il suo primo mandato, proclamandosi cosí  come leader messianico, destinato a compiere una grande missione e che solo merita applausi ed appoggio incondizionato. 

Però l’aiuto e la saggezza di Dio che Bukele ha più volte invocato, si sono mostrati fallaci, quando il pastore fondamentalista neopentecostale Dante Gebel, ha promesso abbondanti benedizioni a chi compie la legge di Dio, legge che Bukele aveva già violato. Infatti non rispetta il dettato costituzionale e non procurerà il benessere del  popolo, perchè pensa solo al  suo benessere personale e del suo clan.

Perciò mentendo, ha usato il nome di Dio invano!!!

Triste il ruolo della gerarchia cattolica: alleanza trono-altare. Una gerarchia  che  denuncia timidamente le ingiustizie  e la repressione, finendo cosí indirettamente con  avallare  un  presidente  incostituzionale  che viola costantemente la legge, i diritti umani, e che soffre di aporofobia, disprezzo per i poveri in quanto sono loro, come sempre, che “berranno le medicine amare”

Ci chiediamo: cosa avrebbe fatto Mons Romero? 

In parecchi pensiamo che avrebbe fatto quello che fece negli anni ottanta, dato che la realtà di oggi è molto simile a quella. Non avrebbe appoggiato un governo  di fatto che viola i diritti umani. Romero diceva “niente mi importa tanto come la vita umana (16/3/1980).   San Romero continua ad essere speranza per i poveri, speranza che oggi in El Salvador vogliono  fare sparire. San Romero faro, símbolo di un cristianesimo liberatore che ha fatto propria l’opzione per i poveri, referente nella lotta per la giustizia e per cercare sentieri di pace in giustizia e verità.

San Romero che ci invita a continuare, accompagnare, alla luce della fede, il processo di liberazione dalle nuove schiavitù inflitte da questo sistema – mondo. Schiavitù crudeli ed inumane.

Sistema che si fa forte di una religiosità deformata, spiritualista, individualista che anestetizza le persone, difronte ai gravi  problemi che soffre l’umanità e che appoggia la “teologia della prosperità”.  Molte persone buone, molti cristiani, incluso sacerdoti, l’hanno  purtroppo assunta  acriticamente. 

San Romero, fedele discepolo di Gesù di Nazareth, ci ha insegnato con la sua vita a lavorare instancabilmente per il Regno di Dio, transformando questa realta anti-regno.    Ci ha insegnato la spiritualità della resistenza. Resistenza per costruire la speranza certa.   Resiste chi spera. Questa resistenza viene dalla fede. 

Oggi come ieri, l’Apocalisse ci rivela il senso della storia… chiama alla resistenza e rivitalizza la speranza. 

San Romero faro luminoso e speranza dei poveri ieri come oggi….

San Romero Vive Vive….