Mail YouTube

Contro forum G7: il contributo dei comitati per la pace di Puglia

Vito Micunco, Coordinatore della Rete dei Comitati per la Pace di Puglia

In occasione del consueto appuntamento annuale del G7, che quest’anno si è tenuto in Puglia dal 13 al 15 giugno, la rete regionale dei comitati per la pace ha deciso, insieme a numerose altre organizzazioni della società civile pugliese, di dar vita ad un forum alternativo a quello ufficiale con l’intento di affrontare i medesimi temi in discussione al G7 ma da un punto di vista radicalmente diverso: a partire cioè dalle esigenze di giustizia e solidarietà dei popoli e non dagli interessi di governi e multinazionali.

Cuore di questo contro forum sono state tre giornate di studio, una svoltasi a Brindisi il 15 maggio e due a Bari il 31 maggio e 1 giugno, nel corso delle quali sono stati approfonditi sette temi in particolare: guerra, Palestina, istruzione, ambiente e salute, lavoro, migrazioni e intelligenza artificiale.

Per ognuno di questi temi sono state elaborate alcune proposte concrete che sono state illustrate in una affollata conferenza stampa tenutasi a Fasano il 14 giugno nell’ambito di una giornata di mobilitazione alla quale hanno preso parte oltre 500 persone provenienti da tutta la regione e che ha riempito di voci e colori le strade della città.

Per quanto riguarda la guerra – il tema su cui più hanno contribuito i comitati per la pace – sono le cifre a evidenziare il tratto bellicista che ha caratterizzato il G7: a partire dal progettato piano di riarmo pluriennale da diecimila miliardi di dollari.

Si tratta di miliardi sottratti alle già scarse risorse destinate alla lotta alla povertà e alle disuguaglianze, al contrasto del cambiamento climatico e alla cooperazione internazionale.

Quando invece, per fare solo un esempio, basterebbe meno dell’1% di quello che spendono ogni anno in armamenti tutti i paesi del G7 per debellare definitivamente l’endemico problema della fame nel mondo.

Ma evidentemente è la guerra e non la cooperazione il modo in cui il G7 pretende di governare la transizione verso un mondo che sarà necessariamente multipolare dopo trent’anni di predominio assoluto da parte dell’Occidente.

Sulla Palestina, infatti, ha accettato l’idea che il conflitto prosegua ad oltranza.

E sull’Ucraina ha confermato il sostegno a Kiev, senza prospettive per la conclusione della guerra.

Il contro forum ha invece ribadito come l’unica alternativa realistica al suicidio nucleare e ambientale dell’umanità sia la pace: una pace da perseguire attraverso il rafforzamento del multilateralismo, il ricorso a forme di difesa civile e nonviolenta, la riduzione delle spese militari e la conversione dell’industria bellica, la ratifica universale del trattato di proibizione delle armi nucleari.