Settimane Sociali https://www.settimanesociali.it
Sonia Zuccolotto
Trieste, straordinaria città ricca di storia, di popoli, di lingue, di speranze per chi riesce a superare la rotta Balcanica… è stata proprio una bella scelta essere qui e condividere la pluralità del nostro essere cattolici, universali!
L’organizzazione delle Settimane sociali deve essere stata molto impegnativa, siamo proprio dentro la città, nel centro storico, a due passi dal porto, futura scena dei Fari di Pace.
Incontriamo tantissima gente, ci sono un centinaio di stand sparsi nelle piazze adiacenti a piazza Unità d’Italia dove, nel 1938, Mussolini aveva annunciato l’imminente promulgazione delle leggi razziali in Italia e oggi noi celebriamo la Democrazia e la Partecipazione.
Il nostro stand si trova in piazza Hortis, all’ombra!
Moltissimi stranieri passeggiano davanti agli stand, turisti, studenti universitari, pensavamo di vedere qualche ragazzo, di quelli che si fanno medicare i piedi in piazza del Mondo, ma abbiamo anche sentito che hanno evacuato il Silos, già, in questi giorni, tra il G7 dell’istruzione, la visita del Presidente e del Papa…bisognava sistemare qualcosa…
Il clima alle Settimane sociali è veramente gioioso, davanti al nostro stand abbiamo fatto giocare i bambini e molti si fermano a chiedere informazioni: chi siamo, cosa facciamo. Abbiamo preparato materiali da distribuire, in primis Mosaico di Pace, penne e biglietti da “visita” con tutti i nostri contatti. Ci ha fatto molto piacere conoscere, al nostro stand, don Enrico Trevisi, vescovo di Trieste, che è arrivato da noi, un po’ furtivo, un po’ come don Tonino …

Intorno a noi, ci sono tantissime iniziative, conferenze, spettacoli, tavole rotonde e il problema maggiore è che moltissime coincidono negli orari, peccato! Siamo riusciti, con fatica, tanti gli impegni, a pranzare con Rosetta e Antonio, nostri delegati, anche loro impegnatissimi tra conferenze e lavori di gruppo. Però non potevamo mancare all’incontro delle buone pratiche della pace e cooperazione internazionale.
La piccola sala al Salone degli Incanti a Trieste è piena per questo incontro-confronto, che si prospetta interessante. Conduce l’incontro Francesco Codagnone, un giornalista locale de “Il Piccolo” di Trieste. Al tavolo, con il nostro coordinatore nazionale Norberto Julini, siedono rappresentati del Sermig, del Consiglio dei giovani del Mediterraneo, Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, del Non dalla guerra – Volontariato in Giordania, dell’Operazione Colomba- Giovanni XXIII, del MASCI Movimento adulti scout cattolici.
Norberto Julini, dopo una breve presentazione di Pax Christi e facendo risuonale le parole di Paolo VI “Jamais plus la guerre!!!”, illustra il motivo della nostra presenza alle Settimane sociali, su invito dell’arcivescovo di Catania, mons. Renna: portare la nostra “Buona Pratica”, la sfida e l’impegno di Pax Christi per l’educazione alla pace.
Descrive poi il nostro stand di Pax Christi dove condividiamo le nostre esperienze a partire dalla nuova pubblicazione “Frammenti di Pace”, un manuale per educatori, insegnati, operatori pastorali. Abbiamo anche proposto ai nostri visitatori “Apprendere attraverso la nonviolenza” un libro da “usare” con urgenza come ci suggeriscono gli autori Castagna e Panerai; “La nonviolenza di Gesù nel Vangelo”, del nostro Centro Studi; “Uscire dal sistema guerra, per un’economia di pace” di De Lellis, Placido, Risso; le ultime esperienze di aggiornamento – formazione con i corsi Ban Bomb change the system e Intelligenza artificiale e pace; la Scuola di Innovazione Sociale in collaborazione con la Lateranense; Mosaico di Pace, la nostra rivista con i dossier; le campagne Ponti Non Muri, Banche armate, le scuole smilitarizzate.
Nel suo intervento Norberto richiama tre parole maestre: “Pregare Studiare e Agire”, verbi che accompagnano il lavoro in Pax Christi, in particolare in questo gravissimo tempo di guerra. È noto che le guerre nascono dalla menzogna, dall’alterazione della verità, per questo lo studio diventa il principale impegno per sostenere il dialogo, il dibattito, le sfide continue con chi crede che le armi siano la soluzione. Lo studio attiva percorsi e azioni, muove le persone all’incontro per riuscire a costruire la verità e la pace.

Durante l’incontro emerge il desiderio di trovare contatti e progettare insieme con le altre realtà presenti, del resto in questi giorni a Trieste l’incontro e lo scambio sono l’attività principale.
Al tavolo delle Buone Pratiche della Pace ci sono tante belle convergenze nella condivisione delle esperienze e nella progettualità. Si sente ancora una volta la necessità di fare rete soprattutto per condividere obiettivi politici, ma non si parte da zero, naturalmente. Viene ricordata infatti, invitando ad aderire, la coalizione delle 44 sigle del pacifismo italiano che ha sottoscritto il documento per dire “Italia, ripensaci”: aderiamo al trattato contro il nucleare. Diventa sempre più necessario alimentare il movimento dal basso, mettere insieme le persone, il popolo cristiano, unito, aperto, che si muove verso obiettivi comuni, verso la Democrazia, lo strumento-valore per vivere e tenere sempre attivo il cantiere della Pace. Tra le proposte, per fare degli esempi, emergono l’esigenza di unirci per difendere la legge 185, di mettere insieme le forze per formare i formatori facendo confluire le specificità di ciascuna delle nostre realtà. A questo proposito, si potrebbe lavorare insieme sul tema dell’Intelligenza artificiale, con tutte le perplessità, rischi e potenzialità che ha, con lo scopo di educare alla pace, così, come ci invita papa Francesco nel suo messaggio del primo gennaio. Un altro percorso da continuare insieme, attivato già da tempo, è quello di Ponti e non Muri, dei viaggi in Palestina per testimoniare quanto accade, a costo di essere accusati, come già avviene, di antisemitismo. Continuiamo a creare reti come sta succedendo nell’iniziativa Fari di Pace che farà tappa anche a Trieste il 20 novembre 2024 in concomitanza del passaggio della marcia mondiale della pace che partirà dal Costa Rica il 2 ottobre.
Gli obiettivi per avviare insieme un percorso di lavoro e formazione, come artigiani della pace, potrebbero essere, come ricorda Norberto Julini, quelli che ci ha anticipato don Luigi Bettazzi in uno degli ultimi suoi interventi:
- convertirci ad una mentalità nonviolenta
- imparare l’intermediazione, la diplomazia e la mediazione nei conflitti
- prepararsi all’interposizione.
Nel cantiere della Pace non devono mancare “la profezia la lungimiranza e la creatività… ci vogliono architetti ed artigiani; ma i veri costruttori di pace devono essere sia architetti che artigiani, ciascuno con i propri carismi personali che concorrono con quelli degli altri al lavoro comune” come dice il Papa Francesco.
Ringrazio per la loro presenza con noi a Trieste: Norberto Julini, Elisabetta Tofful, gli amici di Trieste Rita, Giorgio, Betta e Licia.
Ma soprattutto ringrazio Nunzia, Anna, Giuliana e Giorgio del punto pace di Catania, Marco mio marito con i quali abbiamo condiviso questa importantissima esperienza.



