19 aprile 2024 Ciampino iniziativa del coordinamento centro
I temi proposti dal coordinamento centro sono stati affrontati da:
CARLO GUBITOSA segretario Peacelink che, oltre a presentarsi, ha iniziato la sua relazione parlando di Aldo Capitini con una sua citazione “A me importa fondamentalmente l’impiego di questa mia modestissima vita…….mettere sulla bilancia intima della storia il peso della mia persuasione, del mio atto….”.
Punti essenziali della relazione sono stati:
primato della politica: la politica non è più espressione del potere del popolo (omnicrazia), ma legato agli interessi personali ed economici dei gruppi di potere con l’intento di condizionare le scelte di loro gradimento (vedi lobby delle armi)
multilateralismo: fare alleanze tra paesi che seguono un obiettivo comune e per questo dovrebbe esserci una democratizzazione dell’ONU già richiesta dal 1992 dall’Associazione per la pace e nel 2005 dalla marcia Perugia-Assisi che chiedeva un ONU DEI POPOLI.
Disarmo nucleare: il rischio di una guerra nucleare non è mai stato così alto come ora, anche più dei tempi della guerra fredda anche a causa dell’errore umano. Nel 2017 a ICAN, la campagna per il disarmo nucleare, fu assegnato il premio Nobel per la pace e il trattato che ne seguì è stato ratificato da decine di Stati ma la strada è ancora lunga.
Obiezione di coscienza: è il rifiutare di andare alla guerra e, pagando in prima persona perché gli obiettori vengono incarcerati per la loro scelta, fanno un’azione nonviolenta e di rispetto per la vita. Anche nelle nazioni oggi in guerra ci sono obiettori e disertori che rappresentano “l’esercito invisibile della pace”.
Prevenzione dei conflitti e Intervento civile e umanitario: ripartendo dagli obiettivi della campagna “Un’altra difesa è possibile” ribadire che in tanti ambiti sono possibili soluzioni nonviolente come l’intervento civile nei teatri di guerra (l’interposizione dei corpi civili di pace) o anche in interventi umanitari. Vi è un 0,7% del Pil dell’ITALIA che sarebbe destinato alla cooperazione internazionale nell’ottica di aiutare gli Stati ad alleviare le ingiustizie e la povertà al fine di allentare le tensioni sociale al fine di una efficace prevenzione delle guerre interne.
Nonviolenza, nonmenzogna, noncollaborazione: agire in maniera nonviolenta, cercare sempre la verità informandosi in maniera alternativa, non collaborare cioè informarsi sulle campagne di boicottaggio e disinvestimento.
ANTONIO DE LELLIS membro di Pax Christi Molise e già tesoriere di Pax Christi Italia, esponente di Attac Italia, esperto di economia della pace e autore del recente libro “Uscire dalla guerra, per un’economia di pace”.
Inizialmente è stato fatto un elenco di vari trattati di diritto internazionale, dell’Unione europea e della nostra Costituzione dove viene messa in risalto e come valore fondante la pace.
Esiste una frammentazione negli Stati europei in materia di politica estera ed energetica, mentre a livello mondiale ci sono oligopoli che dividono i paesi tra “paesi creditori” (come Cina, Russia, Arabia saudita) e debitori (come l’Occidente).
Nello scenario di guerra attuale possiamo evidenziare che la guerra in Ucraina è stato un esperimento di neoliberismo estremo e che ha incrementato la spesa militare mondiale. Paradigmatico è il caso Italia dove, dal 2013 al 2023, la spesa militare è aumentata del 30% e del 132% per i nuovi sistemi d’arma.
Un punto saliente e poco conosciuto dell’Ucraina riguarda il fatto che nel 2014 ci fu uno shock war economy nel senso che una cittadina statunitense Natalie Jaresko che ha servito nel Dipartimento di Stato Usa, fu nominata capo del dicastero delle finanze ucraine e solo il giorno prima ottenne la cittadinanza ucraina: ella rappresentò la longa manus statunitense e grazie alla quale furono attuate feroci politiche. Tra le stesse annoveriamo la repressione degli oppositori politici, privatizzazione selvaggia di tutte le imprese a partecipazione statale, leggi marziali, aumento da 40 a 60 ore di lavoro settimanali e conseguenti depotenziamento delle tutele sociali e sindacali, spoliazione di tutte le risorse nazionali, accesso ai prestiti internazionale con la conseguente riduzione della sovranità monetaria e statuale.
Oggi ogni visione alternativa alla Nato e agli Usa viene bollata come insensata e gli Stati riescono solo ad armarsi fino ai denti, mettendo a forte rischio la stabilità del Mondo intero. Anche istituzioni come il Fondo monetario internazionale che per decenni nei paesi del Sud sono servite per limitare lo sviluppo autoctono, hanno avuto la funzione di applicare aggiustamenti strutturali opposte ai bisogni delle popolazioni. In tal senso l’anno 2023 ha battuto tutti i record per il maggior numero di aggiustamenti fiscali.
A conclusione Antonio De Lellis ha tracciato alcune linee per un’economia di pace, rappresentate da: disarmo, natura e accoglienza. I passi da seguire sono la messa al bando delle industrie delle armi e la limitazione della loro commercializzazione, l’abbandono del consumismo a favore della sobrietà, orientarci verso energie rinnovabili, indirizzarsi verso l’economia di comunità potenziando l’economia pubblica dove pubblico non è sinonimo di stato ma di comunità.



