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Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare

Fonti:

NPT Neews in review, Vol 7, No. 10 in Reachingcriticalwill.org

A Four Week festival of doble standards – Hipocrisy and Outright by Nuclear armed States in indepthnews.net

Press room releases in armscontrol.org

sintesi a cura di Viviana Longo

Il 26 Agosto si è conclusa in maniera fallimentare, la decima Conferenza di revisione del TNP.

Dal 1° al 26 agosto 2022, i 191 Stati firmatari si sono riuniti a New York per rivedere il Trattato di non proliferazione nucleare.

Di cosa si tratta? Il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) è il pilastro fondamentale dell’architettura di sicurezza internazionale. Ogni cinque anni, i 191 Stati firmatari verificano l’attuazione e il rispetto del TNP.

Sinteticamente, possiamo affermare che la conclusione del TNP nel 1968 è stata dettata dalla corsa agli armamenti tra le superpotenze dopo la Seconda guerra mondiale, e in particolare dal rischio concreto di escalation nucleare durante la crisi dei missili di Cuba nell’ottobre del 1962.

Il trattato rimane tuttora la base per il disarmo nucleare globale e si fonda su tre pilastri:

1.     il divieto per le cinque potenze nucleari ufficiali – Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia – di trasferire armi nucleari, e per gli altri Stati firmatari di sviluppare, produrre o procurarsi questo tipo di armi;

2.     lo smantellamento degli arsenali nucleari esistenti;

3.     il diritto all’uso pacifico dell’energia nucleare per tutti gli Stati firmatari.

Ritornando ai nostri giorni, al termine della Conferenza, che si è tenuta in un contesto reso ancora più complicato dall’aggressione militare della Russia nei confronti dell’Ucraina, non si è riusciti ad addivenire ad alcun accordo.

Gli Stati dotati di armi nucleari non hanno rispettato il loro obbligo fondamentale di disarmo nucleare ai sensi dell’articolo VI del Trattato, assunto 52 anni fa, né le promesse e gli impegni relativi ad azioni che avrebbero portato al disarmo nucleare che hanno concordato in relazione all’estensione indefinita del Trattato nel 1995 e nei documenti finali del 2000 e del 2010.

Al contrario, è quasi come se questi impegni fossero stati invertiti. Tutti gli Stati dotati di armi nucleari stanno dirottando ingenti somme di risorse umane ed economiche impegnandosi in programmi di potenziamento qualitativo e, in alcuni casi, quantitativo dei loro arsenali nucleari; il ruolo delle armi nucleari nelle politiche di “sicurezza” sta aumentando e le minacce nucleari vengono fatte apertamente e segretamente, giustificate come componenti legittime della “deterrenza” nucleare.

Per parafrasare ciò che scrisse nel 1946, Lewis Mumford e cioè che “non si può parlare come uomini sani di mente intorno a un tavolo della pace mentre la bomba atomica stessa sta ticchettando sotto di esso. Non trattate la bomba atomica come un’arma di offesa; non trattatela come uno strumento di polizia. Trattate la bomba per quello che è: la follia visibile di una civiltà che ha smesso di adorare la vita e di obbedire alle leggi della vita”, presso le Nazioni Unite nelle ultime quattro settimane, osservando le sessioni del TNP aperte alla società civile, è stato letteralmente come osservare uomini (per lo più) folli attorno a quello che dovrebbe essere un tavolo della pace, ora con la bomba all’idrogeno che ticchetta sotto di esso.

Nella plenaria conclusiva di venerdì 26 agosto, il rifiuto della Russia di accettare la formulazione della bozza del documento finale che esprimeva “grave preoccupazione per le attività militari condotte nei pressi o presso…. la centrale nucleare di Zaporizhzya, nonché per la perdita di controllo da parte delle competenti autorità ucraine su tali località a seguito di tali attività militari…” e altre formulazioni riguardanti Zaporizhzya, è stato il motivo apparente per cui non è stato possibile

Secondo quanto riferito, le principali obiezioni della Russia al documento finale erano i riferimenti alla centrale nucleare di Zaporizhzya. Sebbene la società civile non sia stata ammessa ai negoziati sulle bozze dei documenti la scorsa settimana, sappiamo da precedenti incontri aperti che la Russia voleva che l’Ucraina fosse indicata come l’autore di questi attacchi.

Mentre la Russia ha accusato gli “Stati occidentali” di politicizzare la Conferenza di revisione, molti di questi Stati – tra cui l’Unione Europea, il Regno Unito e gli Stati Uniti – hanno accusato la Russia di essere l’unica responsabile del fallimento della Conferenza di revisione nel raggiungere il consenso sul documento finale.

Pur dichiarando che sarebbero stati disposti ad accettarla come espressione di solidarietà in un momento di grave crisi internazionale, hanno ritenuto che fosse molto debole, con molte carenze, in particolare la mancanza di parametri, scadenze e obiettivi misurabili per il disarmo nucleare.

Sebbene gli Stati dotati di armi nucleari siano stati apparentemente disposti ad accettare vaghi impegni a rispettare gli obblighi precedenti nella bozza del documento finale, non sono stati disposti a impegnarsi in un percorso concreto per raggiungerli.

La speranza è che il risultato profondamente insoddisfacente di questa conferenza di revisione serva da campanello d’allarme e faccia comprendere l’urgenza di lavorare instancabilmente per l’attuazione del TNP e del TPNW [Trattato sulla proibizione delle armi nucleari].

Un aspetto di questa Conferenza di revisione che merita di essere esaminato con maggiore attenzione è stata l’iperbolica promozione degli “usi pacifici” della tecnologia nucleare da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e della maggior parte degli Stati contraenti, armati e privi di armi nucleari. L’articolo IV del TNP conferisce a tutti gli Stati parte un “diritto inalienabile” alla tecnologia nucleare pacifica. Nella bozza del documento finale:

“La Conferenza sottolinea che le attività dell’AIEA nel campo della cooperazione tecnica e delle applicazioni nucleari contribuiscono in modo importante a soddisfare il fabbisogno energetico, a migliorare la salute umana e animale, a combattere la povertà, a proteggere l’ambiente, a sviluppare l’agricoltura, a gestire l’uso delle risorse idriche, a ottimizzare i processi industriali e a preservare il patrimonio culturale, contribuendo così a migliorare la qualità della vita e il benessere dei popoli del mondo”.

In contrasto con la mancanza di misure per far progredire il disarmo nucleare, la bozza del documento finale include una lunga lista di attività specifiche per promuovere ed espandere ulteriormente gli usi “pacifici” della tecnologia nucleare.

Ascoltando le dichiarazioni dei governi e leggendo i loro documenti di lavoro, si potrebbe essere portati a credere che l’energia nucleare risolverà tutti i problemi del mondo. Tuttavia, la maggior parte, se non tutta, la tecnologia nucleare è intrinsecamente a doppio uso.

Sullo sfondo delle continue preoccupazioni per la proliferazione e del palpabile allarme per i crescenti pericoli nucleari a Zaporizhzya, nessuno ha messo in dubbio la saggezza di rilegittimare e reinvestire nella tecnologia nucleare “pacifica”. È necessario esaminare questo paradosso

Durante le osservazioni conclusive di venerdì, la Francia ha rilasciato una dichiarazione congiunta a nome di 55 Stati e dell’Unione Europea, che condannava la guerra della Russia contro l’Ucraina e deplorava le sue minacce nucleari e il sequestro delle centrali nucleari ucraine. Senza dubbio, la guerra illegale di aggressione della Russia contro l’Ucraina, le sue minacce di usare armi nucleari, la sua decisione di innalzare lo stato di allerta delle sue forze nucleari e l’occupazione delle centrali nucleari ucraine, sono in contrasto con gli obblighi del TNP e hanno gravemente compromesso la credibilità del Trattato e il lavoro di questa Conferenza di revisione.

Ma la Russia non è stata la sola a far deragliare questa Conferenza. Nonostante tutte le divergenze tra coloro che giocano a fare geopolitica, la Russia è stata pienamente allineata con gli altri Stati armati di nucleare del TNP nell’impedire attivamente l’inclusione nel documento finale di qualsiasi impegno significativo per far progredire il disarmo nucleare, fermare le minacce nucleari o ridurre i rischi nucleari. Sebbene i cinque Stati armati nucleari del TNP non siano un monolite, possono certamente concordare su alcune cose: vogliono continuare a possedere e modernizzare i loro arsenali nucleari, non credono di essere legalmente obbligati a eliminare le loro armi nucleari e odiano davvero, davvero tanto il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW).

Inoltre, gli alleati nucleari, compresi quelli dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO), l’Australia, il Giappone e la Repubblica di Corea, sostengono in varia misura la perpetuazione delle armi nucleari e la pericolosa dottrina della deterrenza nucleare

Cinquantadue anni dopo l’adozione del TNP, le armi nucleari esistono ancora e gli Stati dotati di armi nucleari le stanno chiaramente potenziando e modernizzando con l’intenzione di possederle a tempo indeterminato. Questa situazione non può persistere; altrimenti, stiamo davvero proteggendo lo spirito multilaterale, la sicurezza collettiva o il diritto internazionale o stiamo solo proteggendo gli Stati dotati di armi nucleari, i doppi standard e le disuguaglianze globali?