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Armi nucleari: appello del mondo cattolico “Per una repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari”

don Renato Sacco

“Chiediamo a voce alta al governo e al parlamento che il nostro Paese ratifichi il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari. La pace non può essere raggiunta attraverso la minaccia dell’annientamento totale, bensì attraverso il dialogo e la cooperazione internazionale”. È l’appello lanciato ieri durante una conferenza stampa on line per presentare il documento firmato da 39 presidenti nazionali di realtà del mondo cattolico italiano per chiedere all’Italia di ratificare il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari.”

Così scriveva il 27 maggio 2021 l’agenzia d’informazione SIR.

“Il nostro Paese non ha né firmato il Trattato in occasione della sua adozione da parte delle Nazioni Unite, né l’ha successivamente ratificato”, si leggeva nell’appello. “In Italia nelle basi di Aviano (Pordenone) e di Ghedi (Brescia), sono presenti una quarantina di ordigni nucleari (B61). E nella base di Ghedi si stanno ampliando le strutture per poter ospitare i nuovi cacciabombardieri F35, ognuno dal costo di almeno 155 milioni di euro, in grado di trasportare nuovi ordigni atomici ancora più potenti (B61-12).”

Era un appello promosso da Acli, Azione Cattolica, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari Italia, Pax Christi. A cui poi hanno aderito oltre 40 associazioni, dal Gruppo Abele al Sermig, dalla Fraternità di Comunione e liberazione alla Comunità di Sant’Egidio, da Libera all’Agesci, dal Coordinamento delle teologhe Italiane alle Comunità cristiane di base. Un appello che aveva smosso il mondo cattolico italiano, anche luce di vari interventi non solo di papa Francesco, ma anche del Presidente della CEI , card. Bassetti, dei Vescovi della Toscana e della Campania e di altri Vescovi italiani.

A pochi giorni dal primo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari (22 gennaio)  i Presidenti e Responsabili nazionali di Azione Cattolica, Acli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari, Pax Christi sono intervenuti nuovamente per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari, con una lettera rivolta a tutte le associazioni cattoliche che avevano già firmato, ricordando il messaggio di papa Francesco per la giornata della Pace 1 gennaio 2022 e l’appello degli oltre 50 Nobel, che rilanciano una “semplice proposta per l’umanità”, una “riduzione concordata della spesa militare del 2 per cento ogni anno, per cinque anni…  mille miliardi di dollari statunitensi entro il 2030”.

Alla luce di tutto questo i promotori, tra cui anche Pax Christi, scrivono: “proponiamo di ritrovarci in una Giornata di confronto fra tutte le realtà del mondo cattolico che hanno sottoscritto il documento “Per una repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari”. Tale Giornata, che vuole essere un momento di riflessione, approfondimento teologico, discernimento e accorato rilancio dell’appello che ci ha visti insieme lo scorso anno, si svolgerà a Roma il 26 febbraio 2022 secondo il programma e le modalità che verranno in seguito comunicate anche in considerazione della diffusione della pandemia. Auspichiamo un’ampia partecipazione a questa Giornata che vuole offrire un contributo originale alla riflessione e all’azione sui temi della pace.”

Il testo integrale lo si può trovare sul ns sito https://www.paxchristi.it/?p=19144. Stiamo lavorando per preparare la giornata del 26 febbraio, sarebbe bello in presenza…, Un appuntamento per riflettere e approfondire, e nello stesso tempo rilanciare l’appello a firmare il Trattato.. o almeno a partecipare come osservatore alla prossima assemblea a Vienna, forse a marzo. L’appello è stato rilanciato da numerosi mezzi d’informazione e social.

E’ un lavoro di costruzione di rete, di relazioni che vogliono far crescere una consapevolezza, una cultura di pace e di disarmo, in particolare disarmo nucleare.

Un metodo che è già contenuto, come si usava dire tempo fa.

Per questo lavoriamo per preparare bene la giornata del 26 febbraio.

Ci stimola e lo ringraziamo per questo, l’intervento del card Bassetti, Presidente della CEI che era già intervenuto al Congresso di Pax Christi ad Assisi lo scorso mese di settembre e aveva sottolineato la sua adesione alla richiesta di adesione dell’Italia al Trattato, e nuovamente lo ha ribadito nell’intervento di apertura al Consiglio permanente della CEI, lo scorso 24 gennaio: “ …Non possiamo voltarci dall’altra parte, perché la questione ci riguarda: gesti decisivi, come la firma del Trattato contro le armi nucleari, possono aprire grandi orizzonti”.