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RESPINTI. altro che villa e campo da golf…

Gentile direttore,

chi le scrive è un gruppo di cittadini, credenti e non credenti, che ritiene necessario far udire la propria voce di fronte agli eventi internazionali che in larghissima misura stanno toccano il nostro paese e alle ultime dichiarazioni del senatore Umberto Bossi, ministro di questa Repubblica.

Come cittadini riteniamo che il rapporto con altre culture e popoli sia un elemento problematico che chiama alla responsabilità la classe dirigente d’un paese come il quotidiano d’ogni cittadino.

Il non riuscire o il non volere affrontare questi fenomeni se non ricorrendo alla violenza verbale o a un rozzo riduzionismo, è segno dei profondi limiti politici, culturali e umani d’una classe dirigente e d’una collettività.

È segno dell’incapacità di progettare una politica estera verso paesi e popoli che desiderano libertà e democrazia e una politica interna al di fuori dei muri e delle barriere innalzate dalla paura.

È segno dell’incapacità di cogliere come l’incontro con altre identità culturali abbia costituito e continui a costituire la storia e il patrimonio culturale del nostro paese e del nostro continente.

È segno dell’incapacità di cogliere come l’incontro con altre umanità sia la linfa che da sempre alimenta quanto di meglio l’Italia e l’Europa hanno saputo produrre in termini di pace e giustizia.

Come credenti manifestiamo profonda preoccupazione riguardo a un punto – l’immigrazione, l’incontro con lo straniero, il diverso, l’altro – che tocca l’essenza della fede cristiana trasmessa dal magistero della Chiesa.

Troppo spesso, in maniera illecita, si continua a rivendicare un cristianesimo che, ridotto ad un tratto distintivo della “nostra” civiltà italiana ed europea e a elemento identitario d’una comunità nazionale, viene brandito come un’arma contro chi cristiano non è.

Crediamo che la Legge di Dio, da Abramo che praticò l’ospitalità a Mamre, al comando di Cristo “ero straniero e mi avete accolto”, posta nel cuore d’ogni uomo, riecheggi anche nei confronti di chi oggi attraversa un braccio di Mediterraneo in cerca di speranza.

Un gruppo di cittadini

Alberto Guasco, Riccardo Saccenti, Carmelo Scannella, Eugenio Comincini, Francesco Barbieri, Manuela Barbolla, Daniela Rossato, Piero Zuppet, Armando Buonaiuto, Francesco Cavallini s.j., Laura Menestrina, Norberto Julini, Emanuele Curzel, Felice Briscese, Francesco Pecori s.j., Elena Fietta, Alessandro Risso, Dino Buzzetti, Margherita Arioli, Silvio Mengotto, Silvano Zucal, Monica Borsari, Francesca Caimi, Donatella Falzetta, don Pietro Villa, Lucia Pozzi, Andrea Cautillo, Giovanni Turbanti, Luca Lera, Mariangela Maraviglia, Stella Coglievina, Emma Guerci, Anna Polloni, Massimo Sola, Simona Lino, Jaja Pasquini, Maurizio Mannocci Galeotti, Franco Ganugi

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