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2 Giugno: SCRIVI ANCHE TU: Ripudiamo la guerra!

ANCHE TU puoi far sentire la tua contestazione alla PARATA MILITARE del 2 giugno. Anche tu scrivi al Presidente della Repubblica per chiedere di restituire al 2 Giugno la forza dirompente e smilitarizzata della nostra Repubblica, fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra. Dal convegno di Pietralba è stata inviata questa prima lettera. Riscrivila personalmente, con il tuo gruppo e comunità, spediscila al Presidente della Repubblica e alle autorità civili della tua città, sindaco, prefetto, consiglieri, deputati, affinchè sostengano questa nostra proposta nelle sedi istituzionali. Diffondi la tua/vostra lettera ai media locali e per raccoglierle e pubblicarle tutte, inviala a info@paxchristi.it

 

CLICCA QUIA FIANCO per scaricare LA LETTERA:    2 Giugno_lettera da inviare

2 GIUGNO, RIPUDIAMO LA GUERRA

Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La pace è l’unico valore veramente rivoluzionario, diceva Turoldo, perché costringe a ripensare tutte le categorie del vecchio mondo che è stato costruito sulle macerie delle guerre. E Balducci, rivolgendosi ai cristiani, ricordava che una chiesa veramente evangelica deve essere come un’obiezione di coscienza piantata da Dio nella carne viva del mondo.

Essere costruttori di pace oggi significa obiettare al sistema di guerra e alle spese militari che la guerra rendono possibile.  Noi vogliamo essere cittadini obbedienti alla Costituzione italiana, scritta subito dopo il flagello del secondo conflitto mondiale, e proprio per questo tesa al ripudio della guerra stessa. Lo dice l’articolo 11. E’ la stessa Costituzione che ci indica come la nostra Repubblica sia fondata sulla forza del lavoro. Lo dice l’articolo 1. In mezzo, tra l’articolo 1 e l’articolo 11, ci sono 10 articoli fondamentali della nostra carta costituzionale, su altrettanti valori fondanti: la giustizia, la libertà, la salute, l’educazione, ecc. Questo significa che i lavoratori devono costruire le condizioni per la dignità della vita di tutti coloro che vivono nel nostro paese, e che la guerra (e la sua preparazione) è l’unico vero disvalore da espellere per sempre dal contesto sociale e civile.

Per tutto questo noi non comprendiamo perché la Festa della Repubblica, che ricorre il 2 giugno, venga celebrata con le parate militari, la sfilata della armi, la mostra degli ordigni bellici. E’ una contraddizione divenuta ormai insopportabile. Questo è il ripudio della Costituzione,non della guerra. E’ il rovesciamento della verità.

Il 2 giugno ad avere il diritto di sfilare sono le forze del lavoro, i sindacati, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, le ragazze e i ragazzi del servizio civile. Queste sono le forze vive della Repubblica; i militari hanno già la loro festa, il 4 novembre, che ricorda “l’inutile strage” della prima guerra mondiale, come disse il papa Benedetto XV.

A lei, Presidente della Repubblica chiediamo di abolire la parata militare del 2 giugno, anche per rispettare la necessità di risparmio economic (ci costerà dieci milioni di euro): inviti i giovani disoccupati e i pensionati come rappresentanti del popolo italiano in sofferenza. E’ un vero e proprio scandalo che mentre si impongono pesanti sacrifici a tutti, il Parlamento ed il Governo abbiano confermato l’enorme spesa di oltre 10 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri F35.

Ci impegniamo ad interpellare le autorità civili delle nostre città, sindaci, prefetti, consiglieri comunali, deputati, affinché sostengano questa nostra proposta, scrivendo anche lettere ai giornali e diffondendole nei luoghi di lavoro. Il 2 giugno con le nostre associazioni vogliamo celebrare l’Italia che “ripudia la guerra”: dove possibile organizzeremo delle sfilate dove i cittadini disarmati innalzeranno i cartelli con l’articolo 11 della Costituzione.

I partecipanti al Convegno “La pace realismo di un’utopia”, riuniti a Pietralba nei giorni 21 e 22 aprile 2012 su Ernesto Balducci e David Maria Turoldo a vent’ anni dalla loro scomparsa.

 

 

15 commenti

  1. Danilo Minisini Rispondi

    La ridicola dimostrazione di forza (?) legata alla parata delle forze armate stride drammaticamente con una realtà fatta di angoscia e sofferenza. Non se ne può più!

    Condividono:
    Minny Cavallone
    Sandra Bevilacqua
    Antonietta Trizzino

  2. Marco Rispondi

    Condivido.

  3. Roberto Rispondi

    La parata del 2 giugno ci costa circa 10 milioni di euro, diamoli agli esodati o come credito alle piccole aziende. grazie

  4. Giampiero Rispondi

    non leggiamo una parte (della Costituzione) ignorando il tutto…come dicevano i giuristi classici “Incivile est, nisi tota lege perspecta, una aliqua particula eius proposita, iudicare vel respondere”
    la nostra Costituzione ripudia la guerra, come strumento per risolvere le controversie fra i popoli, cioè alla guerra come strumento per dirimere una controversia o rivendicare un diritto (fra due o più Stati) e non il combattere una guerra difensiva, tant’è che prevede direttamente l’esistenza del Consiglio Superiore di Difesa, presieduto dallo stwesso Presidente della Repubblica, che è altresì definito Capo delle Forze armate.
    in pratica con la richiesta di lettere prospettata da P.ax C. è come chiedere al Papa di abolire il clero cattolico, cioè chiedere all’organo verticistico di una struttura l’abolizione della struttura stessa.
    i nostri costituenti non volevano affatto abolire le FFAA e daltronde molti di loro erano ex partigiani, e sanno (sapevano) che le armi sono necessarie contro chi non intende ragione e dialogo (vedi al tempo i nazisti);e la nostra stessa Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di dichiarare lo stato di guerra (su delibera delle camere) confermando che lo Stato Italiano Repubblicano può trovarsi quindi in una situazione di guerra dichiarata (solo difensiva) legittima dal punto di vista Costituzionale.
    posizioni come quella espressa da P.C rapprwesentano solo un buonismo privo di contatto con larealtà, dei fatti e dei rapporti fra popoli e stati. Giampiero L. Dottore in Giurisprudenza.

    1. Giampiero Rispondi

      errata corrige: rappresentano

    2. Myriam bartolucci Rispondi

      Ok, sono d’accordo su quanto dici,sulla situazione generale della costituzione e anche sull’ambiguità dell’art.11. Ma 10 milioni di euro de sti tempi per una parata potrebbero essere risparmiati comunque!!!

    3. Paolo Bertagnolli Rispondi

      Gentile signor Gianpiero, forse non ha letto con sufficiente attenzione la lettera di Pax Christi: questa lettera invita il Presidente Napolitano a non far svolgere la parata militare il giorno in cui si ricorda la fondazione della Repubblica italiana che, secondo l’articolo 1 cita: ” L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”, quindi NON sulle armi.
      Le armi,poi, lei le vede come difesa del territorio, vorei sapere se considera armi di difesa anche i famosi F-35: caccia bombardieri atti al trasporto di armi nucleari, il governo si è deciso a comperarne “solo” 90!
      In questo eriodo di crisi, Lei crede che l’acquisto di 90 aerei sia un acquisto economicamente valido? Crede, forse, che a Cameri si formeranno tanti posti di lavoro? Crede che, se non acquistiamo questi aerei, dovremo pagare una penale come disse il ministro della guerra (scusi, si dice della difesa) ammiraglio Di Paola, subito smentito, guarda caso, da un suo collega.
      Ritornando alla parata del 2 giugno, costo cirda 4.000 euro, non sarebbe più utile, se Lei non crede che sarebbe etico, usare questi soldi per i terremotati dell’Emilia?

  5. riccardo Rispondi

    ma se si cancella la parata come farà la Beretta a fare pubblicità alle proprio armi ?
    è un grande problema dato che
    LA BANCA DEL VATICANO è TRA I MAGGIORI AZIONISTI DELLA BERETTA

    controllate pure se non ci credete !

    ricki

    1. mp Rispondi

      Ho controllato… e ho trovato chi ne parla convinto:
      http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/02/la-banca-vaticana-lo-ior-e-la-grande.html
      e chi smentisce la notizia:
      http://www.zazoom.it/blog_rsc/post.asp?t=ARMI-BERETTA-e-BANCA-VATICANA-(IOR)&id=6506 http://www.uccronline.it/2012/02/26/ennesima-bufala-anticlericale-smentita-lo-ior-e-le-armi-beretta/

      direi che lo Ior ha tante contraddizioni, ma le critiche vanno ben documentate, se no si rischia di diventare inaffidabili…
      Marco

      1. lara Rispondi

        grazie Marco, stavo cercando anche io conferme/smentite (come faccio sempre)prima di diffondere mail che mi arrivano…
        Se continuiamo a gridare al lupo al lupo anche quando non ha senso finiremo per confonderci tra di noi!!
        Buona giornata a tutti

  6. ANNAMARIA BONIFAZI Rispondi

    tanti sono i motivi per i quali non si puo’ non condividere l’appello,tra questi il diritto alla pace,l’inutilità della parata, le risorse impegnate,che ,in questa situazione di grave crisi finanziaria,potrebbero essere destinate in modo più proficuo per far fronte al dilagare di una “povertà” sempre più preoccupante.

  7. Vanna Rossani Rispondi

    Condivido in toto.

  8. ALESSANDRA CHIAPPINI Rispondi

    Grazie per averci fornito questa opportunità collettiva. L’unione fa la forza. Speriamo di avere un po’ di ascolto!
    Alessandra Chiappini

  9. giovanni dalena Rispondi

    potete inviarmi l’indirizzo mail della presidenza della repubblica per poter mandare la mail della lettera di cui sopra? Grazie

  10. LUISELLA Rispondi

    DA CONDIVIDERE ASSOLUTAMENTE

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