Settimana “spirito, arte e pace” in Basilicata

cartina della Basilicata

Dal 22 al 28 agosto di quest’anno si è rinnovato il tradizionale appuntamento con la settimana “spirito, arte e pace”, organizzata e guidata da Gianni Novello, giunta quest’anno alla decima edizione consecutiva.
La regione visitata all’insegna di queste tre parole ispiratrici è stata stavolta la Basilicata. Hanno partecipato a questa esperienza comunitaria oltre 50 persone (aderenti e non a Pax Christi), provenienti da ogni parte d’Italia, con una folta partecipazione catanese e della fraternità di Romena (vicino Pratovecchio, Arezzo).
Si consolida così il significato e lo stile particolare di questa visita, in continuità con l’esperienza della comunità di S. Maria delle Grazie di Rossano, che ricerca, nel luogo visitato, segni e testimonianze di pace, tradizioni di fede e spiritualità, bellezze artistiche e particolari problematiche di sviluppo umano e sociale.
Ogni mattina iniziava con una preghiera comunitaria e una riflessione proposte da Gianni, che ci suggeriva la parola-chiave per il giusto spirito di quella giornata.
Con Alessandro Dragone, architetto materano che ci ha fatto da guida molto speciale, abbiamo ripercorso le peculiari e complesse vicende urbanistiche di Matera, dall’abbandono forzato dei “Sassi” negli anni ’50 del secolo scorso, al loro recupero come abitazioni da 20 anni a questa parte. La testimonianza di Don Marcello Cozzi, responsabile di “Libera” per la Basilicata, ci ha fatto scoprire che la mafia esiste anche in questa regione, meno appariscente ma non meno deleteria. Abbiamo incontrato il vescovo di Acerenza, mons. Giovanni Ricchiuti, che ha coraggiosamente denunciato la tiepidezza della chiesa nei confronti del problema dell’immigrazione, ma che allo stesso tempo vede segni di speranza nella vivacità dei movimenti giovanili di rinnovamento ecclesiale. Ci ha incantato la visita di antiche chiese rupestri scavate nella roccia, con affreschi ancora conservati, testimonianza di fede e spiritualità dei cristiani dei primi secoli.
Una giornata intera è stata dedicata ai luoghi, alle atmosfere e all’aspro paesaggio dei “calanchi”, descritti da Carlo Levi ad Aliano (Gagliano nel suo libro), paesino del Materano, dove fu confinato dal fascismo per un anno, tra il 1934 e il 1935, esperienza magistralmente descritta nel suo “Cristo si è fermato a Eboli”.
E inoltre, durante la settimana, abbiamo visitato splendidi monumenti come la cattedrale di Acerenza, il castello di Lagopesole di Federico II, la cattedrale di Anglona e, naturalmente, i celebri “Sassi” di Matera, ammirati anche nella luce suggestiva del tramonto. Infine, non è mancata un’occhiata alle singolari “Dolomiti lucane”, nel paesino di Pietrapertosa.
Questa “itineranza” estiva, nonostante il caldo, ha rappresentato per i più un momento particolare di pausa e riflessione attiva, durante il quale, come diceva don Tonino Bello, indimenticato vescovo di Molfetta, “ci si ferma a riparare le tende prima di riprendere il cammino”.
Un grazie a Gianni Novello, a tutti i partecipanti e a tutti coloro che ci hanno assistito (specialmente Rosangela e gli amici della cooperativa della Casa di Sant’Anna dove siamo stati accolti a Matera), che hanno interpretato e vissuto pienamente lo spirito fraterno e comunitario che l’esperienza si proponeva.

Enzo Pezzino – Catania

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