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In ferie al mare. Ma non possiamo tacere…

Anche stamattina siamo con i nostri figli al mare, qui nella splendida spiaggia del Salento, ma il racconto che i due amici coi hanno raccontato ieri sera vicino all’inferno del CIE di Bari, proprio non possiamo dimenticarlo. Ed ora apriamo il giornale e leggiamo di altri 900 disperati, in fuga dalla Libia, sono arrivati a Lampedusa. Ci sentiamo fortemente sollecitati a dire: ci riguarda, ci sta a cuore. Non possiamo ignorare, non possiamo chiudere gli occhi. Che cosa dire ai nostri bambini? Impariamo l’accoglienza. Impariamola nelle nostre case, tra le nostre famiglie, nei luoghi in cui viviamo, anche accettando di misurarci in una vacanza fuori dall’ordinario che ci “obbliga”, piccoli e grandi, alla convivialità delle differenze (e grazie a d.Tonino Bello per questa azzeccatissima metafora).

 

Cosa ci facciamo qui in Puglia? Siamo in vacanza, famiglie e singoli provenienti da diverse città d’Italia. Per andare al mare? Non solo. Partecipiamo ad un’esperienza sulle strade di questa bellissima regione, terra di incontro tra Oriente e Occidente, intreccio di storie e di culture millenarie, organizzata da Pax Christi Italia sulle orme di don Tonino Bello (1935 – 1993): “dai sogni ai segni di pace”.

 

Davvero un vescovo singolare, questo don Tonino, che scendeva personalmente le scale del vescovado per aprire la porta a chi suonava e la spalancava alle famiglie di sfrattati. Lui ci ha mostrato la sua meravigliosa terra di Puglia: abbiamo trovato tracce del suo esempio nelle tante porte aperte e nelle molte mani pronte ad accogliere, a restituire vita e valore, a donare.

 

Nelle numerose realtà feconde che abbiamo incontrato, come la CASA di Ruvo di Puglia, il centro Agimi, la cooperativa Kenda, la bottega creativa di Franco ultimo artigiano del centro storico di Bari e il campo Rom alla periferia della città, abbiamo sperimentato la Puglia come vera “arca di pace e non arco di guerra”.

Ma abbiamo anche ascoltato la voce di testimoni che ci hanno raccontato il CIE, Centro di Identificazione ed Espulsione nella città di Bari, nel quale sono rinchiuse duecento persone senza aver commesso alcun reato penale, in attesa di essere identificate e scacciate via dall’Italia.

 

In questo momento drammatico per le popolazioni africane e del Medio Oriente a causa anche della folle guerra in atto in Libia, che vede un esodo biblico di migliaia di innocenti in cerca di pane, libertà e giustizia, mentre ci confrontiamo sul significato dell’accoglienza invochiamo l’Occidente e l’Europa a saper pensare ed attuare una politica di autentica accoglienza e di rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

 

Migrare non è un reato. Per questo sentiamo forte la necessità di esprimere la nostra indignazione per la condizione nella quale versano i tanti crocifissi ingiustamente reclusi all’interno di un luogo come il CIE, di così grande mortificazione della dignità umana.

 

Siamo venuti in Puglia per godere della sua bellezza, ma anche per manifestare la nostra vicinanza ai tanti migranti presenti in questo territorio.

 

Da questa regione che ha visto il movimento pacifista protagonista di grandi mobilitazioni contro la militarizzazione del territorio e le guerre in Medio Oriente e nei Balcani anche attraverso la voce coraggiosa dei suoi vescovi, vogliamo unire la nostra voce a quella dei nostri amici pugliesi e alla voce di tutti coloro che vogliono continuare ad essere testimoni della speranza.

 

Con la fisarmonica e con la vita Don Tonino ci ha lasciato la chiara indicazione che vivere insieme e accoglierci gli uni gli altri è un canto e una festa. Ci piace chiudere queste righe con queste parole sue:

 

Concedi, o Signore, a questo popolo che cammina l’onore di scorgere chi si è fermato lungo la strada

e di essere pronto a dargli la mano per rimetterlo in viaggio.

 

Le famiglie di ogni parte d’Italia, che hanno vissuto con Pax Christi

l’esperienza “Dai sogni ai segni di pace”.

Alessano, 15 agosto 2011

 

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