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Campagna Ponti e non muri: Palestina, continua la tragedia di un popolo non riconosciuto

Nell’indifferenza globalizzata continua a consumarsi la tragedia dei palestinesi, un popolo non riconosciuto. E con essa si consuma la residua moralità di quanti volgono lo sguardo altrove o giustificano quel crimine contro l’umanità adottando la narrazione sionista che liquida ogni atto di resistenza palestinese come, terroristico,e violento, meritevole solo di repressione e condivide la soluzione finale di espellere i nativi  dalla propria terra in quanto presenze ingombranti e pericolose, reprobi di fronte alla promessa divina di dare al solo popolo “eletto” tutta la terra e quanto contiene.

Una estesa rete di complicita’ internazionali attentamente costruita e coltivata  vieta di contrastare il progetto geopolitico di sottomissione della Palestina e dell’iintero Medio Oriente attuato in stretta ed inossidabile intesa fra Tel Aviv e Washington. Quando va bene l’ONU o singoli parlamenti nazionali  ne denunciano la palese illeagalita’  ma nessuno prende iniziative concrete per contrastarne l’attuazione con gli strumenti di cui la stessa ONU dispone , , assumendosi  il tal modo la responsabilita’ enorme di delegittimare il Diritto Internazionale sancito dopo le ecatombe mondiali del XX secolo.

In Palestina e’ in corso la normalizzazione dell’occupazione, ottenuta con il piu’ ampio ricorso ad ogni illecito strumento per condurre la guerra contro il popolo come,  descritto nei dettagli dall ’israeliano Jeff Halper , fra gli altri. Neppure la creazione di uno  stato di “apartheid” stabilito con legge del parlamento israeliano del luglio 2018 ha prodotto significative reazioni.

Perfino l’annessione della Cisgiordania prevista dall’ccordo del secolo fatto proprio da Trump puo’ essere fintamente “sospesa”, mentre di fatto procede quotidianamente sul terreno.

Gaza poi e’ un territorio giudicato “invivibile” dove 2 milioni di abitanti sono reclusi  e sottoposti a pratiche aggressive che impediscono la vita quotidiana ed ogni  attivita’ economica, che provocano vittime in uno stillicidio quotidiano di attacchi con aerei e droni. E’ intollerabile che nazioni civili consentano tali crimini contro l’Umanita’ e si contentino d’inviare aiuti umanitari , palliativi per le loro coscienze.

Nel decennale di quello che fu il documento  “Kairos Palestina – Un momento di verita’ “una parola di fede, speranza e amore dal cuore delle sofferenze palestinesi , i cristiani hanno rinnovato il loro appello  per “un’azione decisiva anche con il ricorso al boicottaggio. Nello specifico dell’impegno cristiano invitano ad “ impegnarci nello studio e nel discernimento rispetto alle teologie che usano la Bibbia per giustificare l’opppressione del popolo palestinese”

Pax Christi Internazionale ha fatto seguito con un documento esplivcito nel chiedere alla comunita’ internazionale di ritenere Israele responsabile delle violazioni del Diritto Internazionale. L’appello si chiude con la richiesta di riconoscere lo stato di Palestina.

In Italia proprio su questo tema le due Reti per la Pace e per il Disarmo promuovono  congiuntamente per sabato 29 novembre ad Assisi , in occasione della 43ma Giornata ONU di solidarieta’ con il popolo palestinese, un incontro fra importanti sigle politiche , culturali e sindacali di livello nazionale per chiedere alla nostra  societa’ politica il riconoscimento dello stato di Palestina.

Un atto dovuto a fronte della negazione del diritto di quel popolo ad avere un proprio stato. Non la prefigurazione dell’esito della secolare questione , bensi’ l’appoggio ad una rivendicazione legittima che ponga i due popoli in una condizione meno asimmetrica nel decidere le condizioni per la loro ineludibile e pacifica convivenza nella Palestina storica.

La Campagna Ponti e non muri continua il proprio impegno a dare forza e rappresentativita’ alla rete “Societa’ Civile Palestina” che ha preso avvio nella sede di Pax Christi Italia a Firenze. Una ventina di sigle associative hanno dato la loro adesione e si sta lavorando alla edizione congiunta della 43ma  Giornata ONU 2020 che si articolera’ in due distinti momenti di dimostrazione e d’’impegno: a Napoli sul tema delle espressioni artistiche dell cultura palestinese ; a Milano con approfondimenti tematici su Israele alla Corte Penale Internazionale, sul ruolo dell’educazione per la pacifica  convivenza fra i popoli e sull’economia palestinese fra occupazione ed annessione .

I tradizionali viaggi di conoscenza e di solidarieta’ promossi dalla nostra Campagna sono stati purtroppo sospesi causa Covid, ma riprenderanno non appena possibile ; nel frattempo si supplisce con  la proposta di raccolta fondi per le attivita’ degli amici palestinesi che di consueto visitiamo .

La newsletter “bocchescucite” prosegue nel suo lavoro d’ informazione e controinformazione ed anzi si profila la necessita’ di estendere le collaborazioni volontarie per mantenere e rafforzare la sua diffusione.

Norberto Julini