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Mediterraneo, Arca di pace, non arco di guerra

Editoriale del Presidente

+ Giovanni Ricchiuti

Carissime e carissimi,

            abbiamo appena concluso il Consiglio Nazionale nella nostra Casa a Firenze, un momento positivo, costruttivo in cui abbiamo ribadito i nostri impegni e le scelte di Pax Christi di non tacere anche all’interno della Chiesa. E poi si è parlato della nostra Assemblea, ecc di cui avremo modo di informarvi quanto prima. Io ho anche partecipato, subito dopo il Consiglio,  a Roma alla Commissione CEI, giustizia e Pace..            

            Per prima cosa voglie ricordare e condividere con voi la bella e positiva esperienza del nostro Convegno di fine anno a Cagliari e poi della marcia la sera del 31 dicembre. Credo come abbiamo detto anche in Consiglio sia stata una bella esperienza. Il nostro Convegno “Bella Italia, armata sponde…” ha aumentato ancor di più i legami con quel territorio così militarizzato. Abbiamo davvero incontrato tante realtà, associazioni, movimenti che si battono per un territorio libero dalle servitù militari, oltre alla situazione che ben conosciamo della RWM che produce bombe…

In Sardegna, pensate ci sono 35 mila ettari di territorio sotto vincolo di servitù militare. In occasione delle esercitazioni viene interdetto alla navigazione, alla pesca e alla sosta, uno specchio di mare di oltre 20 mila chilometri quadrati, una superficie quasi pari all’estensione dell’intera Sardegna. Sull’Isola ci sono poligoni missilistici, per esercitazioni a fuoco, poligoni per esercitazioni aeree, aeroporti militari e quant’altro… Si tratta di strutture e infrastrutture al servizio delle forze armate italiane o della Nato. 

Il nostro impegno in questa direzione continua.

            Il secondo punto: appena rientrati dalla Sardegna abbiamo assistito all’impennata di violenza, i missili di Trump, le uccisioni, e tutto quello a cui assistiamo Tra iRan e Usa e che sappiamo bene va ben oltre a quanto vediamo.

“Gli ultimi tragici avvenimenti – abbiamo scritto nel nostro comunicato dell’8 gennaio – rischiano di travolgere non solo il Medio Oriente ma il mondo intero in una nuova ‘avventura senza ritorno’. Il rischio di una guerra di cui è difficile prevedere sviluppi e conseguenze è tragicamente reale.”   (http://www.paxchristi.it/?p=16328)

Abbiamo voluto intervenire subito ribadendo che non possiamo accettare questa logica  folla della guerra e delle armi. La situazione internazionale è gravissima, e non dimentichiamo la Libia, ma noi insieme all’impegno per dire mai più la guerra, come abbiamo scritto, “gridiamo la speranza”. In questa prospettiva anche Pax Christi è tra i promotori della giornata di sabato 25 gennaio: una mobilitazione internazionale per la pace Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace! contro le guerre e le dittature a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti, lanciata negli USA e ripresa anche da noi in Italia.

I punti pace, insieme ad altri movimenti sul territorio, siano promotori di incontri di denuncia, di partecipazione informazione contro ogni guerra, e contro questa visione del mondo, inaccettabile, sempre più ‘militarizzata’.

            Il terzo punto riguarda il prossimo Convegno a Bari, dal 19 – 23 febbraio “Mediterraneo frontiera di pace”. (http://www.mediterraneodipace.it)

Su questo appuntamento importante io ho scritto un articolo su Vita Pastorale, novembre 2019, e anche sul numero del nostro Mosaico di Pace, Gennaio 2020. Tutto il numero è dedicato a questo appuntamento con vari interventi molto significativi,  che vi consiglio di leggere. Nel mio articolo “Pace nel mediterraneo”  ho voluto ricordare il documento dei vescovi della Metropolia di Bari del 1988, intitolato, con un’efficacissima immagine, Puglia arca di pace e non arco di guerra,  nato grazie dal grande impegno del nostro don Tonino.

Un Mediterraneo che non deve essere via di morte o di disperazione, come invece si sta continuamente verificando. A questo incontro, 19 – 22 febbraio, parteciperanno 60 vescovi delegati, dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, più 90 vescovi italiani  dal 22 e 23 con la presenza di papa Francesco.

            E in conclusione sono preoccupato anche di tutto quanto si sta dicendo in questi giorni sulla questione palestinese. Non possiamo tacere di fronte a tutte le violenze inaudite e ingiustizie che stanno subendo. Così come non posso trattenere la mia reazione, che è ben più che di stupore, di fronte alla dichiarazione inopinata di Salvini che ha detto – nel caso diventasse presidente del Consiglio – di volere proporre Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele. Un conto è l’olocausto, e un conto è invece la politica dello Stato di Israele, che non condividiamo per niente. La devono smettere di comportarsi come i padroni del mondo.

Lo dobbiamo dire in modo chiaro.

            Buon cammino di impegno per la pace a tutte e tutti voi.