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La Sardegna dice addio al 2019 con la Marcia nazionale della Pace

La Marcia nazionale della Pace (foto Mario Rosas)

La scelta per la 52esima edizione è ricaduta sull’isola perché è la “regione più militarizzata d’Italia”, fra i partecipanti anche don Luigi Ciotti fondatore del Gruppo Abele e di Libera31 Dicembre, 2019 – La Nuova Sardegna

CAGLIARI. La Sardegna saluta il 2019 con la 52esima edizione della Marcia nazionale della Pace che si tiene nella Giornata della pace, oggi 31 dicembre. Nel grande corteo partito a Cagliari bambini, famiglie, giovani e anziani. E molti stranieri. Tutti insieme per un «capodanno alternativo» in nome della fratellanza e del no alla guerra. La manifestazione è cominciata intorno alle 18 da piazza San Michele. All’appuntamento sono arrivate circa duemila persone provenienti da tutta la Sardegna, con presenze eccellenti anche dal resto d’Italia: un nome su tutti don Luigi Ciotti, storico fondatore di Gruppo Abele e di Libera.

Hanno partecipato alla camminata che ha attraversato la città da viale Trento a piazza Amendola, passando per le strade della festa di Capodanno, il largo Carlo Felice e via Roma, anche Luigi Bettazzi, emblema della marcia e Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto. Tante le istituzioni associazioni che hanno partecipato all’organizzazione o aderito alla marcia: Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, l’Azione Cattolica Italiana, la Caritas e Pax Christi. E poi Sardegna solidale (il coordinamento del volontariato nell’isola), gli ecologisti e antimilitaristi di Sardegna Pulita e tanti altri movimenti.

Don Ettore Cannavera, comunità La Collina, ha sottolineato alla partenza i valori della fratellanza. Mentre il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu si è soffermato su famiglia («preoccupati per gli ultimi dati Istat) e lavoro. Una manifestazione che alterna camminata, con canti e fiaccole, e momenti di riflessione nelle diverse tappe cittadine. Momento clou la messa alla basilica di Bonaria con sobrio banchetto finale: un modo intimo e solidale di festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

Nel suo messaggio per la Giornata della pace, il Papa ha parlato della “pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”

La scelta quest’anno è caduta sulla Sardegna perché, come ha sottolineato don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, “è la regione più militarizzata di Italia, con tante basi militari, con poligoni di tiro, c’è poi la fabbrica di armi che l’Italia vende ufficialmente all’Arabia Saudita che poi utilizza per bombardare lo Yemen”.