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Editoriale

Care e cari,
Abbiamo vissuto una Pasqua bagnata di sangue e violenza, di tanta sofferenza.
Penso allo Sri Lanka. E alle notizie che ci giungono dalla Libia.
Mi chiedevo personalmente: che senso ha celebrare la Pasqua davanti a queste tragedie?
Che senso ha? Me lo chiedo anche per tutti noi operatori di pace.
La Pasqua, lo sappiamo, è il ribaltamento della pietra tombale. Dopo Erode, Ponzio Pilato, ecc., questo Crocifisso è stato sistemato. Mettiamoci una pietra sopra, e così finisce tutto!
La Pasqua fa saltare all’aria questo progetto!
La pietra è ribaltata, rinasce, la vita, la speranza. La morte è stata sconfitta. E aggiungo: questa strategia delle “pietre tombali” nel mondo continua ancora oggi. Pensiamo alla violenza, alla guerra, all’emarginazione, alla non accoglienza dei migranti. Le speranze di tante persone vengono schiacciate. Ed è naturale che venga un pensiero di pessimismo, di rassegnazione, di impotenza di fronte a queste “pietre tombali” che qualcuno cerca di mettere sulla storia. Ogni giorno. Mettiamoci una pietra sopra, e così sistemiamo tutto.
Ovviamente chi ha fede sa che non è così.
E noi, proprio per questo motivo, abbiamo speranza e ci impegniamo nel dare segni di speranza perché non c’è nessuna pietra che non possa essere ribaltata.
Dobbiamo allora riconoscere le tante voci che si levano nel mondo, di credenti e non credenti, perché venga vanificata questa strategia di morte. Penso anche al lavoro dei tanti punti pace di
Pax Christi, e di ognuno. Seminare speranza e dire che non c’è nessun masso che possa impedire alla speranza di andare avanti.
Il nostro impegno è adesso.
Certo abbiamo ben chiaro i tanti segnali negativi.
Poi penso alla foto del Ministro degli Interni col mitra in mano, proprio nel giorno di Pasqua. Proprio nel giorno delle vittime in Sri Lanka. Colpisce la leggerezza e la superficialità.
E’ una cosa grave in sé, ma ancora più grave e la superficialità di questi gesti! Cosa si vuol comunicare con una foto del genere? Con un mitra in mano? Non si comunica certo dialogo e relazione umana. Quale linguaggio è possibile con un mitra in mano? Non certo quello della parola, del dialogo e del rispetto dell’altro!
E se poi aggiungiamo anche i commenti sul 25 aprile ridotto a ‘derby’!
Siamo di fronte al delirio…
Tra pochi giorni l’appuntamento della nostra Assemblea. Dove parleremo di impegno per la pace, di disarmo. Ma penso anche all’incontro sulla nonviolenza a Roma, ai primi di Aprile con Pax Christi International. All’incontro con alcuni del Consiglio Internazionale di Pax Christi a Santeramo in Colle, dove ci siamo trovati a fine anno, e poi ad Altamura con un incontro pubblico. Sono segnali positivi di speranza, che dobbiamo cogliere e valorizzare.
I sentieri della giustizia e della pace non possono essere abbandonati, anche se stretti e difficili.
E quindi, un caro arrivederci a tutti a Calambrone (Pisa) per la nostra Assemblea. Col desiderio di incontrarci, di dialogare, di condividere questa speranza. Avremo anche da ragionare sul nuovo Statuto con le modifiche che ci vengono richieste dalla legge. Avremo modo di riflettere con ponderazione, senza timori. E’ una questione da affrontare e lo facciamo in un clima di dialogo e  fraternità.
Arrivederci a tra pochi giorni.
+ Giovanni Ricchiuti, Presidente Pax Christi

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