Anche in Europa ponti e non muri

Pax Christi Italia e Pax Christi Austria al Brennero

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La croce di Lampedusa costruita col legno dei barconi. Un piccolo ponte ricavato da pietre di un muro distrutto. Mini colombe di filo spinato liberate da una rete metallica srotolata davanti alla Chiesa della “Madonna della strada” del Brennero.
La distribuzione di un passaporto tascabile con scritte di Alexander Langer e di papa Francesco. Il canto di Whe shall overcome sulla tomba di Alexander Langer a Vipiteno.
paasaporto brennero 4.6.16

Questi i gesti che hanno accompagnato, l’iniziativa ecumenica “Anche in Europa ponti e non muri” promossa da Pax Christi Italia e Austria con il Movimento nonviolento, Caritas Cnca, altre associazioni delle diocesi confinanti, la Federazione delle Chiese evangeliche, sabato 4 giugno 2016 al Brennero.
Un intreccio di simboli conviviali per affermare la necessità di interventi sociali e politici intelligenti e lungimiranti davanti ai dramma dei profughi in fuga da guerre di cui siamo corresponsabili col nostro massiccio invio di armi verso le località di conflitto e di miseria.

La riflessione comune, accompagnata da una preghiera bilingue, ha voluto testimoniare la necessità di diventare esploratori di frontiere e costruttori di ponti. Promotori di un nuovo umanesimo in nome della solidarietà responsabile per il riscatto della dignità umana.

5 giugno 2016

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Contatti:
Segreteria Nazionale di Pax Christi: 055/2020375 info@paxchristi.it
Coordinatore Nazionale di Pax Christi: d. Renato Sacco 348/3035658 drenato@tin.it

da Avvenire, 05/06/2016

da Avvenire, 05/06/2016

4 commenti

  1. chiara Rispondi

    mon cher ami Christian, moi aussi n’è jamais oublie’ les jours a’ Taize ..restons nous en contact! Je suis in facebook!Chiara Sibona

  2. HERILIER Christian Rispondi

    Je retrouve dans ce texte de Chiara Sibona l’esprit de Taizé que j’ai connu en 1968-69 et que n’ai jamais oublié sur les différents chemins que j’ai pris.
    Christian Hérilier

  3. P. GIOVANNI MURAZZO Rispondi

    ….MI É PIACIUTQ MOLTA LA RIFLESSIONE…

    DESIDERO PREGARE PERCHÉ CI SIANO “PIÚ PONTI E MENO MURI! A PARTIRE DAL NOSTRO CUORE…
    P, GIOVANNI, MISSIONARIO SAVERIANO…IN BRASILE DEL 1974…

  4. Chiara Sibona Rispondi

    PREGHIERA ECUMENICA PER L’EUROPA
    Brennero- 4 giugno 2016
    Siamo riuniti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il Signore ha detto:
    Se due o Ire si riuniscono per invocare il mio nome, io sono in mezzo a loro(Mt 18, 20).
    Nel silenzio rendiamoci consapevoli della presenza del Dio Trinità in mezzo a noi.

    Breve intermezzo di silenzio

    LODE E RENDIMENTO DI GRAZIE

    Vogliamo pregare a Gesù che con la sua tenerezza supera tutte le frontiere:

    Laudate Omnes gentes, laudate Domini

    Gesù che è nato in una stalla.

    Gesù che da bambino doveva fuggire con i suoi genitori.

    Gesù che è stato condannato innocente.

    Gesù che mangia con i pubblicani e i peccatori

    Gesù che segue la richiesta di un capitano romano.

    Gesù che si adopera per le donne riguardo alla successione.

    Gesù che si fa convertire da una donna pagana.

    Gesù per cui l’uomo vale più della legge.

    Gesù che ci toglie i sassi dalle nostre mani.

    Gesù che allarga le nostre frontiere strette.

    Gesù che piange per ogni persona annegata.

    Gesù che costruisce ponti invece di muri.

    Gesù, tu senti sempre le grida del tuo popolo

    apri i nostri occhi per riconoscere in ogni persona nostra sorella, nostro fratello,apri i nostri cuori

    e insegnaci a costruire ponti invece di muri.

    Per questo preghiamo
    Per tuo Figlio, fratello di noi tutti. Amen.

    Dal discorso a Lesbo di Sua Santità Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli:
    Carissimi fratelli e sorelle, amati giovani e bambini, siamo venuti qui per guardarvi negli occhi,
    per sentire la vostra voce e per tenervi la mano … Sappiamo che venite da zone di guerra, di
    fame e di sofferenza. Sappiamo che il vostro cuore è pieno di preoccupazione per le vostre famiglie. Sappiamo che cercate un futuro più sicuro e luminoso. Abbiamo pianto vedendo il mare
    Mediterraneo diventare un cimitero per i vostri cari. Abbiamo pianto vedendo la compassione e la sensibilità della gente di Lesbo e di altre isole. Tuttavia abbiamo anche pianto vedendo la durezza di cuore dei nostri fratelli e sorelle — i vostri fratelli e sorelle — che hanno chiuso i confini e si sono voltati dall’altra parte. Chi ha paura di voi non vi ha guardato negli
    occhi. Chi ha paura di voi non ha visto i vostri volti. Chi ha paura di voi non vede i vostri figli.
    Dimentica che la dignità e la libertà trascendono paura e divisione. Dimentica che la migrazione
    non è un problema del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, dell’Europa e della Grecia. È un problema del mondo.Il mondo sarà giudicato dal modo in cui vi avrà trattati. E saremo tutti
    responsabili del modo in cui rispondiamo alla crisi e al conflitto nelle regioni dalle quali provenite.
    Il mare Mediterraneo non dovrebbe essere una tomba. È un luogo di vita, un crocevia di culture e di civiltà, un luogo di scambio e di dialogo. Alfine di riscoprire la sua vocazione originale, il mare
    nostrum, e più in particolare il mare Egeo, dove siamo riuniti oggi, deve diventare un mare di pace … La pace non è la fine della storia. La pace è l'inizio di una storia legata al futuro. L’Europa dovrebbe saperlo meglio di qualsiasi altro continente!

    RICHIESTA di PERDONO

    (De Clermont – KEK, Sibili 2007)

    Lettore: Abbiamo bisogno di coraggio! Il coraggio di guardare in faccia i nostri blocchi e le nostre divisioni!

    Tutti: SIGNORE, PERDONACI E DONACI IL CORAGGIO!

    Poiché nonostante l’ordine della missione che Cristo ci ha dato, di essere suoi testimoni,
    restiamo spesso chiusi nelle nostre chiese, senza saper riconoscere e accogliere l’opera di Dio che si compie.
    Poiché nonostante il cammino percorso dai popoli dell’Europa per fare del nostro continente uno spazio di riconciliazione, di pace, di giustizia e solidarietà, facciamo fatica a uscire dai
    nostri egoismi e dai nostri nazionalismi.
    Poiché nonostante lo sguardo che Dio ha su ciascun essere umano, creato a sua immagine,
    noi lasciamo che dei migranti o dei richiedenti d’asilo vengano trattati come criminali.
    Meditazione di Maria Valenzi – Federazione Chiese Evangeliche in Italia

    Un’impegno per l’Europa dalla CHARTA OECUMENICA

    Tutti: Sul fondamento della nostra fede cristiana ci impegniamo per un’Europa umana e sociale, in cui si facciano valere i diritti umani ed i valori basilari della pace, della giustizia, della libertà, della tolleranza, della partecipazione e della solidarietà

    Lettore: Noi consideriamo come una ricchezza dell’Europa la molteplicità delle tradizioni regionali, nazionali, culturali e religiose. Di fronte ai numerosi conflitti è compito delle Chiese
    assumersi congiuntamente il servizio della riconciliazione anche per i popoli e le culture.
    Sappiamo che la pace tra le Chiese costituisce a tal fine un presupposto altrettanto importante. I nostri sforzi comuni sono diretti alla valutazione e alla risoluzione dei problemi politici e sociali nello spirito del Vangelo. Dal momento che noi valorizziamo la persona e la dignità di ognuno in
    quanto immagine di Dio, ci impegniamo per l’assoluta eguaglianza di valore di ogni essere

    Tutti: In quanto Chiese vogliamo promuovere insieme il processo di democratizzazione in Europa. Ci impegniamo per un ordine pacitlco, fondato sulla soluzione non violenta dei conflitti. Condanniamo pertanto ogni forma di violenza contro gli esseri umani, soprattutto contro le donne ed i bambini.

    Lettore: Riconciliazione significa promuovere la giustizia sociale all’interno di un popolo e tra tutti i popoli ed in particolare superare l’abisso che separa il ricco dal povero, come pure la
    disoccupazione. Vogliamo contribuire insieme affinchè venga concessa un’accoglienza umana e dignitosa a donne e uomini migranti, ai profughi ed a chi cerca asilo in Europa.

    Tutti: Ci impegniamo a contrastare ogni forma di nazionalismo che conduca

    all’oppressione di altri popoli e di minoranze nazionali ed a ricercare una soluzione non violenta dei conflitti
    PADRE NOSTRO e SEGNO DELLA PACE – Conclusione
    Cel.: Possa la benedizione del Signore discendere su noi tutti in virtù della Sua grazia e del Suo amore per l’umanità e la creazione ora e sempre nei secoli dei secoli

    Tutti: Andiamo in pace e testimoniamo al mondo intero, in parola ed opere, l’amore e la sollecitudine di Dio per l’intera creazione, nel nome di Cristo. Amen.

    Canto finale Taizè

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