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Movimento Cattolico Internazionale per la Pace

A Biancavilla ricordando don Tonino Bello e la sua Chiesa del grembiule

Don Salvatore Leopizzi e il punto pace di Catania

Don Salvatore Leopizzi e il punto pace di Catania


Di don Tonino Bello si è parlato il 22 settembre scorso a Biancavilla, in provincia di Catania, presso la struttura di accoglienza di Sergio e Carmela “Casa di Maria”, dove è stato invitato dal Punto Pace Pax Christi Catania don Salvatore Leopizzi, parroco a Gallipoli, che per più di un decennio ha lavorato a stretto contatto con don Tonino.

Raccontando, a ruota libera, di lui e della propria esperienza al suo fianco, don Leopizzi ha ricordato alcune raccomandazioni ricevute personalmente da don Tonino, come quella di essere una “spina nel fianco di chi è soddisfatto”.

Dallo stesso don Leopizzi sono state rievocate alcune sue espressioni densissime di contenuti.
Riassumeva in tre parole quella che doveva essere la funzione della Chiesa nel mondo, “annunciare, denunciare, rinunciare”. Annunciare la speranza del Cristo Risorto, denunciare le ingiustizie della società, dando voce a chi non ce l’ha, rinunciare ai privilegi e farsi povera tra i poveri.
Il grembiule è l’unico ‘paramento sacro’ citato nel Vangelo, diceva don Tonino, prete e vescovo scomodo, che amava parlare appunto di una “Chiesa del grembiule”, cioè di una chiesa che doveva mettersi a servizio, in particolare degli ultimi, i più fragili, come simbolicamente aveva fatto Gesù con la lavanda dei piedi.
Quando ancora nessun papa Bergoglio si profilava all’orizzonte, don Tonino scandalizzava i cristiani ‘benpensanti’ e buona parte delle gerarchie ecclesiastiche per le sue critiche nei confronti di una politica che non serviva il bene comune e prendendo posizione in favore della pace, del disarmo e dell’obiezione fiscale alle spese militari.
Don Tonino, nel suo impegno pastorale, fu profetico anche su altri fronti. Insisteva soprattutto sul tema dell’accoglienza, sia dei migranti (che in quegli anni erano gli Albanesi), sia dei senza casa, che ospitava in episcopio, sia di tutti i diseredati.
(da ARGO – cento occhi su Catania)

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