{"id":9698,"date":"2015-01-15T10:42:51","date_gmt":"2015-01-15T10:42:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=9698"},"modified":"2020-06-22T09:19:14","modified_gmt":"2020-06-22T09:19:14","slug":"convegno-nazionale-di-pax-christi-3031-dicembre-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=9698","title":{"rendered":"Convegno Nazionale di Pax Christi (30\/31 dicembre 2014)"},"content":{"rendered":"<p>(14\/01\/2015)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2014-12-31-12.46.34.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-9701\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2014-12-31-12.46.34-1024x614.jpg\" alt=\"2014-12-31 12.46.34\" width=\"477\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2014-12-31-12.46.34-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2014-12-31-12.46.34-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Punto Pace di Vicenza ha constatato la buona partecipazione degli aderenti e di altre persone simpatizzanti al Convegno svoltosi a Villa San Carlo di Costabissara (VI).<\/p>\n<p>Ci \u00e8 sembrato significativo il richiamo al rapporto tra Pax Christi Italia e la stessa citt\u00e0 di Vicenza (a partire dal 1956) ed il fatto che il Convegno e, poi, la Marcia di fine anno si siano svolti in un capoluogo che risulta essere il pi\u00f9 militarizzato in Europa, di certo in Italia.<\/p>\n<p>Non solo il numero delle presenze, ma lo spirito di collaborazione e di seriet\u00e0 nel presentare le relazioni, gli interventi, le proposte, ci \u00e8 sembrato degno di un Movimento che intende proseguire nel cammino tracciato, ormai, in tanti anni, di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;esposizione, a pi\u00f9 voci, nel pomeriggio del 30 dicembre, delle attivit\u00e0 per la pace che si stanno svolgendo a Vicenza, ci \u00e8 sembrata di utilit\u00e0 per incoraggiare altri Punti Pace che si trovano ad operare nelle loro zone.<\/p>\n<p>La nostra impressione generale \u00e8 stata, quindi, positiva. Abbiamo avuto diversi riscontri di apprezzamento del lavoro svolto, anche da persone di Vicenza che hanno partecipato a tutto il Convegno o a qualche momento di esso.<\/p>\n<p>Siamo consapevoli che la stessa ricorrenza del Centenario della Grande Guerra ci offre gi\u00e0 e ci offrir\u00e0 ancor di pi\u00f9 nei prossimi anni diverse occasioni per diffondere informazioni storiche, analisi politiche e riflessioni morali preziose per non solo rileggere drammaticamente e non retoricamente quella \u201cinutile strage\u201d ma anche per cogliere i nessi delle problematiche attuali con quella tragedia che rappresent\u00f2 una svolta determinante per l&#8217;umanit\u00e0 tutta.<\/p>\n<p>Infine, non ci neghiamo il fatto che l&#8217;impulso e l&#8217;incoraggiamento datoci da un papa che sentiamo in perfetta sintonia con il nostro sentire cristiano (e di cui ci ha dato illustrazione chiara il vicepresidente Sergio Paronetto nella sua appassionata relazione), ci dona maggior forza a proseguire, umilmente ma coraggiosamente, nella testimonianza del Vangelo. Cos\u00ec \u00e8 per il nostro piccolo Punto Pace, ed il Convegno ci ha investito di ulteriore senso di responsabilit\u00e0. Speriamo sia cos\u00ec anche per gli altri.<\/p>\n<p><strong>Punto Pace di Vicenza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Convegno Nazionale di Pax Christi, 30\/31 dicembre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Villa San Carlo, Costabissara (Vicenza)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SALUTO E INTRODUZIONE AL CONVEGNO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Il saluto al Convegno da parte di Vicenza, citt\u00e0 amata da Pax Christi e citt\u00e0 militarizzata<\/strong><\/p>\n<p>A nome del Punto Pace di Pax Christi Vicenza, rivolgo a tutte e a tutti un saluto caloroso a questo Convegno.<\/p>\n<p>In questo stesso luogo in cui ci troviamo, nel 1986 si tenne una sessione del Consiglio Internazionale di Pax Christi, presieduto dal Cardinale di Vienna, Konig, nuovo Presidente internazionale, e con la presenza di don Tonino Bello, nuovo Presidente nazionale.<\/p>\n<p>Inoltre va ricordato o fatto presente che nella citt\u00e0 di Vicenza si svolse il secondo Congresso nazionale, tenutosi dal 29 giugno al 1\u00b0 luglio 1956, e presieduto dal patriarca di Venezia Angelo Roncalli. Cos\u00ec ne riferisce, con un suo commento, don Primo Mazzolari, in un articolo apparso il 1\u00b0 settembre 1956 su \u201c<em>Adesso\u201d<\/em>, il giornale da lui fondato.<\/p>\n<p>Lo stesso don Mazzolari, in un altro articolo, pubblicato nel marzo dell&#8217;anno successivo, in tal modo si esprimeva a proposito di Pax Christi italiana: <em>\u201cPax Christi ha una presenza limitata, una voce ancora fioca e posizioni ancora equidistanti e poco audaci, le quali non riescono a spaccare il neutralismo sonnacchioso dei socialisti e il rischio calcolato dei soliti benpensanti\u201d<\/em> (vedi Primo Mazzolari,<em> Scritti sulla pace e sulla guerra<\/em>, edizione critica a cura di Guido Formigoni e Massimo De Giuseppe, Edb, 2009, p. 42, nota 190).<\/p>\n<p>Da allora Pax Christi ne ha fatto di strada, e &#8211; soprattutto con la Presidenza, internazionale e nazionale di don Luigi Bettazzi e, poi, di quella nazionale dell&#8217;indimenticabile don Tonino Bello &#8211; \u00e8 giunta a questo Convegno che segna pure il passaggio di Presidenza italiana dal caro don Giovanni Giudici, che anche noi di Vicenza ringraziamo e sentiamo ancora come compagno di cammino, al nuovo Presidente don Giovanni Ricchiuti, cui diamo, pure noi, un gioioso benvenuto.<\/p>\n<p>A Vicenza, citt\u00e0 altamente militarizzata, e non tanto da basi militari italiane o della NATO, ma da caserme e i siti militari statunitensi, da qualche anno, come tutti voi sapete, si \u00e8 sviluppata una ulteriore lotta contro la militarizzazione del territorio, in seguito alla decisione, imposta alla citt\u00e0, di costruire, nell&#8217;ex campo di aviazione Dal Molin, una nuova base militare americana &#8211; ora costruita e\u00a0 denominata \u201cDel Din\u201d &#8211; a servizio della nuova struttura militare statunitense chiamata AFRICOM.<\/p>\n<p>Molti cristiani della citt\u00e0 e della Diocesi, insieme a cittadini consapevoli, hanno ampiamente manifestato e operato perch\u00e9 la nuova base militare non venisse costruita, tenendo conto che la citt\u00e0 e i suoi dintorni sono gi\u00e0 occupati da realt\u00e0 che hanno ospitato, dagli anni &#8217;70 agli anni &#8217;90 del secolo scorso, perfino materiale nucleare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva il giornalista Antonio Mazzeo il 7 settembre 2012:<\/p>\n<table style=\"height: 223px;\" width=\"792\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"525\">\u201cPer decenni \u00e8 stata la punta avanzata della follia strategica Usa e Nato che ritenevano possibile una guerra nucleare \u201climitata\u201d per contenere l\u2019avanzata delle truppe sovietiche nel nord-est d\u2019Italia. A <em>Site Pluto<\/em>, installazione militare top secret, occultata tra le caverne carsiche e i boschi del comune di Longare (Vicenza) sono state immagazzinate le testate nucleari del tipo W-79 con una potenza tra i 5 e i 10 kiloton e W-82 da 2 kiloton, destinate agli obici a corto raggio M-109 e M-110 dell\u2019esercito Usa e ai missili <em>Nike Hercules<\/em> della vicina base dell\u2019Aeronautica italiana di San Rocco. Poi Longare \u00e8 caduta in sonno per risvegliarsi all\u2019alba delle nuove campagne militari del Pentagono in terra d\u2019Africa.Adesso che i lavori di costruzione della megainstallazione della 173^ Brigata aviotrasportata volgono al termine nell\u2019ex aeroporto Dal Molin e il comando di US Army Africa \u00e8 pienamente operativo, servono nuovi poligoni per addestrare i reparti di Vicenza. E <em>Site Pluto<\/em>, con chiss\u00e0 quante altre aree demaniali in Veneto e Friuli, \u00e8 pronto a fare la sua parte. (&#8230;)\u201d.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre in un libro di qualche anno fa si scriveva: \u201cNel settembre del 1995 il problema delle armi atomiche tattiche acquista un particolare significato in quanto, dopo la firma del trattato di pace austriaco, le truppe d&#8217;occupazione americane vengono dislocate nel Nord Italia, a Vicenza, per creare\u00a0 il SETAF (Southern Europe Task Force), cio\u00e8 una forza americana dotata di missili a breve raggio Honest John e Caporal, a capacit\u00e0 nucleare\u201d (Paolo Cacace, <em>L&#8217;atomica europea<\/em>, Fazi, 2003, p. 75).<\/p>\n<p>Della nuova base militare americana all&#8217;ex-aeroporto Dal Molin, una rivista di architettura e ingegneria, cos\u00ec riportava nel 2007: \u201cin ciascuno dei quattro edifici sono disegnati cinque magazzini indicati come NBC storage\u201d (<em>Public Works Digest<\/em>, gennaio 2007). NBC \u00e8 la sigla per le armi nucleari, batteriologiche, chimiche.<\/p>\n<p>A tal proposito, Raniero La Valle, in un Seminario nazionale di studio tenutosi a Vicenza il 16 giugno 2007, affermava:<\/p>\n<p>\u201cNon siamo sicuri che a livello nazionale ci\u00f2 sia stato percepito, che sia stata colta la portata politica generale del sacrificio di Vicenza; non crediamo che sia stato percepito in che modo la nuova destinazione d\u2019uso della citt\u00e0 di Vicenza diventi una grande questione nazionale, n\u00e9 \u00e8 stata percepita la novit\u00e0 nella quale viene a trovarsi la situazione internazionale e mondiale per effetto di questo riarmo nucleare che qui viene avviato della piattaforma territoriale italiana.<\/p>\n<p>Il cuore del discorso sta infatti qui: non si tratta di un ampliamento e neanche di un raddoppio di una base preesistente, non si tratta di un accasermamento di altri duemila uomini di truppe aviotrasportate in modo che siano pi\u00f9 vicini agli scenari di guerra. Si tratta di una base per azioni di deterrenza e ritorsione nucleare previste nel quadro di una pianificazione militare chiamata \u201cPunta di diamante\u201d. Lo ha detto l\u2019ex presidente Cossiga con quell\u2019aria un po\u2019 beffarda con cui egli \u00e8 solito rivelare delle verit\u00e0 che gli altri tengono nascoste. Nella sua dichiarazione di voto al Senato del 28 febbraio scorso, come si pu\u00f2 leggere nel resoconto stenografico della seduta, egli si \u00e8 rallegrato &#8211; \u201camericano e guerrafondaio come sono\u201d ha detto con autoironia &#8211; della conferma della concessione \u201cal Pentagono\u201d della base\u00a0 militare di Vicenza, dalla quale operer\u00e0 \u201cil 173\u00b0 reggimento d\u2019attacco \u201cAirborne\u201d, strumento del piano di dissuasione e di ritorsione anche nucleare denominato \u201cPunta di diamante\u201d \u201d. Dunque ci\u00f2 di cui si discute non \u00e8 una caserma, ma una base per la guerra nucleare, ed una prospettiva politica secondo la quale il governo del mondo e delle sue risorse nei prossimi decenni sar\u00e0 affidato non alla politica, ma alla guerra. (\u2026). \u00c8 una base di intervento rapido nucleare, la casa madre dell\u2019unica unit\u00e0 aviotrasportata del Comando europeo degli Stati Uniti la cui area di responsabilit\u00e0 abbraccia l\u2019Europa, gran parte dell\u2019Africa e del Medio Oriente. Essa dipende dal comando SETAF, il cui quartiere generale \u00e8 anch\u2019esso a Vicenza, e che \u00e8 stato trasformato da comando di appoggio logistico in comando di teatro, responsabile \u2013 come viene spiegato \u2013 \u201cdel ricevimento, della preparazione al combattimento e del movimento avanzato delle forze che entrano nella regione meridionale per una guerra\u201d. E ci\u00f2 in collegamento con le basi aeree di Aviano e Sigonella e con quella logistica di Camp Darby, che insieme vengono cos\u00ec a formare il triangolo della piattaforma italiana per la guerra nucleare annunciata\u201d.<\/p>\n<p>Antonio Mazzeo scriveva recentemente: \u201cOltre duecento paracadutisti statunitensi stanno per essere trasferiti in Ucraina per partecipare ad una vasta esercitazione militare multinazionale. I par\u00e0 appartengono tutti al 173rd Airborne Brigade Combat Team, il reparto d\u2019\u00e9lite aviotrasportato dell\u2019esercito Usa di stanza a Vicenza. (&#8230;). Quella della 173^ brigata aviotrasportata di Vicenza sar\u00e0 la prima presenza di truppe Usa in territorio ucraino dopo lo scoppio del conflitto interno. (\u2026).<\/p>\n<p>Il 173rd Airborne Brigade Combat Team di Vicenza \u00e8 stato impiegato nei principali scacchieri di guerra mediorientali, in particolare in Iraq e in Afghanistan, dove pi\u00f9 di un centinaio di suoi militari hanno perso la vita. (\u2026). Con il trasferimento al \u201cDal Molin\u201d dei due battaglioni della 173rd Airborne Brigade provenienti dalla Germania, il numero dei soldati Usa a Vicenza ha raggiunto le 4.000 unit\u00e0\u201d (vedi <a href=\"http:\/\/www.ildialogo.org\/\">www.ildialogo.org<\/a>, 6 settembre 2014).<\/p>\n<p>Per concludere questa parte del Saluto-Introduzione, \u00e8 bello ricordare che il nuovo Vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, declinando l&#8217;invito ad andare a benedire la nuova base militare, il 4 luglio 2013, cos\u00ec si esprimeva nella lettera di giustificazione inviata al Colonnello David W. Buckingham, Comandante della Guarnigione dell&#8217;Esercito Statunitense a Vicenza:<\/p>\n<p>\u201cMi sia concesso sperare \u2013 sapendo che il cuore degli uomini ha delle risorse molto pi\u00f9 efficaci delle armi \u2013 che questa base militare possa essere trasformata in un centro di formazione e di azione per promuovere lo sviluppo del Continente africano, a servizio della vera libert\u00e0 e della democrazia\u201d.<\/p>\n<p>Il sogno di Isaia, dunque, continua, e ci vede impegnati ogni giorno, affinch\u00e9, con l&#8217;aiuto di Dio, si realizzi.<\/p>\n<p><strong>2. Benedetto XV\u00b0: l&#8217;\u201cinutile strage\u201d e noi, oggi<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro Convegno di fine anno si svolge, con queste premesse, nei pressi di questa citt\u00e0, tanto bella &#8211; soprattutto per le opere palladiane note a tutti, al punto da essere \u201cPatrimonio mondiale dell&#8217;Unesco\u201d &#8211; quanto espressione del militarismo che promuove e perpetua le guerre.<\/p>\n<p>Inoltre, il territorio vicentino, e pi\u00f9 in generale del Triveneto e del Friuli Venezia-Giulia, \u00e8 stato teatro, cento anni fa, della Grande Guerra, l&#8217; \u201correnda carneficina\u201d, il \u201csuicidio dell&#8217;Europa civile\u201d, l&#8217; \u201cinutile strage\u201d, come affermava Benedetto XV\u00b0. Il Monte Pasubio, l&#8217;Altipiano di Asiago, il Monte Grappa, furono scenario di immense tragedie. La Grande Guerra, origine di tanti mali che giungono fino ai nostri giorni, fu una sconfitta per tutta l&#8217;Europa e per l&#8217;umanit\u00e0 intera: esse uscirono dal conflitto con quel senso di colpa che, nel nostro Paese, solo la retorica fascista riusc\u00ec a coprire, per celebrare la \u201cVittoria\u201d, e per predisporsi, di l\u00ec a non molti anni, ad una nuova, Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Della testimonianza del Papa di allora, Benedetto XV\u00b0, oltre alla celebre \u201cLettera ai capi dei paesi belligeranti\u201d del 1\u00b0 agosto 1917, cui rimando, vale la pena ricordare, secondo le parole di un giornalista cattolico, \u201c \u2026 <strong><em>le precise istruzioni fatte giungere in segreto ai singoli ordinari, per evitare ogni iniziativa che potesse interpretarsi come adesione pubblica della Chiesa italiana alla guerra<\/em><\/strong>(\u2026). <em>Resistono insomma i segni della <strong>sua lotta contro il militarismo, contro il nazionalismo<\/strong><\/em>, <em>mentre altri non desideravano che consacrare soldati italiani al Sacro Cuore<\/em>.<em>E, tutto questo, avendo subito capito che la guerra era \u00abun suicidio dell\u2019Europa\u00bb (4 marzo 1916), \u00abla pi\u00f9 tenebrosa tragedia della follia umana\u00bb (4 dicembre 1916) <\/em>(vedi: Marco Roncalli<em>, Benedetto XV, la croce contro \u201cl&#8217;inutile strage\u201d, <\/em>in<em> Avvenire<\/em>, 4.9.2014, p. 14).<\/p>\n<p>Nonostante il papa \u201c(\u2026)le Chiese nazionali appoggiarono i governi degli Stati di appartenenza. Tuttavia \u00e8 proprio con Benedetto XV che si volta pagina, che si incrinano le strutture portanti della teoria della &#8220;guerra giusta&#8221;. (\u2026)\u201d (<em>idem<\/em>).<\/p>\n<p>Nel sito <a href=\"http:\/\/www.inutilestrage.it\/\">www.inutilestrage.it<\/a> &#8211; promosso da Pax Christi Italia, e a cui rinvio per letture e utilizzo di materiale &#8211; \u00e8 stato inserito questo brano, tratto da un piccolo ma prezioso libretto:<\/p>\n<p>\u201cCon significativa tempestivit\u00e0, Benedetto XV scrive <strong>il 25 maggio<\/strong> una <strong>lettera<\/strong> al card. Vannutelli. <em>L&#8217;Azione Cattolica<\/em> (* giornale della Diocesi di Reggio Emilia; ndr)la riporta integralmente (n. 915, 4 giugno 1915). Ecco il passo pi\u00f9 significativo: \u201cCi ascoltino, dicevamo, coloro che hanno nelle loro mani i destini dei popoli. <strong>Altre vie <\/strong>certamente ci sono; vi sono <strong>altre maniere <\/strong>onde i diversi diritti possano avere ragione: a queste, <strong>deposte intanto le armi<\/strong>, essi ricorrano, sinceramente animati da retta coscienza e da animo volenteroso (\u2026).<\/p>\n<p>Ma la voce dell&#8217;amico e del padre, lo diciamo con l&#8217;animo affranto dal dolore, non venne ascoltata; la guerra continua ad insanguinare l&#8217;Europa e neppure si rifugge in terra e in mare da <strong>mezzi di offesa contrari alle leggi dell&#8217;umanit\u00e0 ed al diritto internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>E quasi non bastasse, il terribile incendio si \u00e8 esteso anche alla Nostra diletta Italia, facendo pur troppo temere anche per essa quella sequela di lagrime e di disastri che suole accompagnare ogni guerra, sia pur fortunata\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;azione discreta, ma condotta con determinazione, di Papa Benedetto XV contro la guerra, per una composizione pacifica delle controversie, non \u00e8 cominciata nell&#8217;agosto 1917, con la celebre lettera che parla dell&#8217;\u201cinutile strage\u201d (Giuseppe Dossetti jr, <em>2014. Cento anni non sono bastati<\/em>, Edizioni San Lorenzo, 2012, p. 65, nota 24; * nel sito il brano \u00e8 presentato con il titolo \u201cOnore a Benedetto XV\u00b0\u201d).<\/p>\n<p>Desidero concludere con un pensiero spirituale, segnalato da un testimone a me caro, don Giuseppe Dossetti (senior). Il brano che ci propone \u00e8 di Nicola Cabasilas, un santo laico della Chiesa bizantina del 1300:<\/p>\n<p>\u201cPoich\u00e9 Cristo \u00e8 la nostra pace, lui che ha fatto dei due <em>uno<\/em> e ha distrutto il muro della separazione, l&#8217;inimicizia, nella propria carne; poich\u00e9 da lui tutto \u00e8 stato pensato in funzione della pace, <strong>quale bene pu\u00f2 essere ritenuto superiore alla pace da coloro che fanno oggetto della meditazione e dell&#8217;impegno dell&#8217;anima i misteri del Cristo?<\/strong> Essi <strong>andranno in cerca della pace, come ordina Paolo, quanto di nessun&#8217;altra cosa; in questo si faranno guida degli altr<\/strong>i: distruggeranno l&#8217;odio stolto, faranno cessare i vani conflitti, ben sapendo che la pace \u00e8 cos\u00ec preziosa che Dio stesso \u00e8 venuto sulla terra a comprarla per gli uomini: lui, ricco e Signore di tutte le cose, non trov\u00f2 nessuna cosa degna di quel bene, ma la pag\u00f2 versando il proprio sangue\u201d (Nicola Cabasilas,<em> La vita in Cristo,<\/em> 304-305, citato da Giuseppe Dossetti,<em> Per una testimonianza evangelica della pace<\/em>, in <em>Il Vangelo nella storia. Conversazioni 1993-1995,<\/em> Paoline, 2012, p. 123).<\/p>\n<p>Il commento di don Dossetti era questo:<\/p>\n<p>\u201cProprio perch\u00e9 Cristo ha riconciliato gli uomini con il Padre e infuso in loro un sentimento radicale e totalizzante di pace, questo deve energicamente sospingere gli uni verso gli altri a opere concrete di misericordia e all&#8217;edificazione della pace.<\/p>\n<p>Infine, per abbozzare quello che \u00e8 stato un mio itinerario o una mia revisione interiore del problema, mi pare di poter concludere sommariamente cos\u00ec: pi\u00f9 ci si immerge nel Nuovo Testamento e se ne vedono le ragioni supreme e si considerano i cardini fondamentali dell&#8217;opera messianica, pi\u00f9 si deve dedurre che <strong><em>il bene fondamentale che gli uomini devono darsi reciprocamente \u00e8 quello della pace.<\/em><\/strong> (\u2026)\u201d (<em>ibidem<\/em>, p. 124).<\/p>\n<p>Con questi pensieri che diventano, per tutti noi, impegni responsabili per continuare il cammino personale e comunitario a servizio del Vangelo, auguro a tutti, a nome del Punto Pace di Vicenza, un buon Convegno, in Cristo nostra Pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>don Maurizio Mazzetto<\/strong><\/p>\n<p>(Punto Pace di Pax Christi Vicenza)<\/p>\n<p>30 dicembre 2014<\/p>\n<p><em>(* il neretto \u00e8 mio)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(14\/01\/2015) &nbsp; &nbsp; Il Punto Pace di Vicenza ha constatato la buona partecipazione degli aderenti e di altre persone simpatizzanti al Convegno svoltosi a Villa San Carlo di Costabissara (VI). 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