{"id":9197,"date":"2014-10-07T17:24:11","date_gmt":"2014-10-07T17:24:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=9197"},"modified":"2020-06-22T09:19:20","modified_gmt":"2020-06-22T09:19:20","slug":"bahrain-contro-o-dalla-parte-dellisis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=9197","title":{"rendered":"Bahrain, contro o dalla parte dell&#8217;ISIS?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9198\" style=\"width: 256px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/baharain.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9198\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/baharain.jpeg\" alt=\"Bahrain\" width=\"246\" height=\"205\" class=\"size-full wp-image-9198\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9198\" class=\"wp-caption-text\">Bahrain<\/p><\/div>\n<p>La vicenda dei cugini Mohammed e Turki al Binali, nei ranghi dell\u2019Isis, dimostra che il regno degli al Khalifa da un lato afferma di combattere il \u201cterrorismo\u201d e dall\u2019altro lascia fare agli estremisti sunniti, necessari per tenere sotto controllo le proteste popolari.<\/p>\n<p>Nabil Rajab ha pagato ancora una volta con l\u2019arresto la denuncia della politica della monarchia assoluta del Bahrain. Scarcerato appena qualche mese fa, il direttore del Centro per i Diritti Umani nel Golfo, \u00e8 finito dietro le sbarre per un tweet che ha messo a nudo una realt\u00e0 che si vuole nascondere. Il Bahrain partecipa alla Coalizione capeggiata da Barack Obama contro lo Stato Islamico. Allo stesso tempo, ha scritto Rajab, il paese \u00e8 un \u00abincubatore ideologico\u00bb per jihadisti sunniti che vanno a combattere in Iraq e Siria. Non solo. L\u2019attivista bahranita ha accusato ex dipendenti del ministero dell\u2019interno di essersi uniti all\u2019Isis. La polizia politica, fa capire Rajab, utilizza feroci leggi antiterrorismo per far tacere gli oppositori ma non muove un dito contro i predicatori che esortano al jihad. Predicatori che evidentemente servono alla monarchia per fomentare l\u2019attivismo contro la maggioranza sciita della popolazione che \u2013 con il sostegno di esponenti sunniti democratici \u2013 da anni lotta per l\u2019uguaglianza e un nuovo Bahrain. Per re Hamad bin Isa al Khalifa invece gli oppositori sarebbero solo dei burattini di Tehran e del movimento libanese Hezbollah, \u201csovversivi\u201d che intenderebbero consegnare il Bahrain agli ayatollah.<\/p>\n<p>Desiderosa di compiacere gli alleati americani \u2013 gli Stati Uniti  in questo minuscolo arcipelago del Golfo hanno la base della V Flotta -, la monarchia al Khalifa il mese scorso ha aderito alla (presunta) Coalizione anti-Isis. Questo \u201cimpegno contro il terrorismo\u201d si scontra con la presenza di numerosi cittadini del Bahrain tra capi e miliziani agli ordini dell\u2019emiro dello Stato Islamico, Abu Bakr al Baghdadi. Che quella di Nabil Rajab non sia solo una tesi lo dimostra un video, messo in rete qualche giorno fa, in cui un ex tenente, Mohamed Isa al Binali,  assieme ad altri bahraniti \u2013 Abu-Laden Albahraini, Abu-Alfida Al Salami and Qaswara Albahraini \u2013 esorta i sunniti del suo paese ad unirsi all\u2019Isis. Al Binali un anno fa era all\u2019Accademia Militare. A settembre le autorit\u00e0 hanno annunciato il suo licenziamento per \u201cassenza prolungata\u201d eppure gi\u00e0 da quattro mesi si sapeva che il \u201ctenente\u201d si era unito all\u2019Isis. Al Binali fa parte di una famiglia molto vicina alla monarchia ed \u00e8 il cugino di Turki al Binali, un noto predicatore sunnita ritenuto un \u201cconsigliere\u201d dell\u2019emiro al Baghdadi.  Arrestato pi\u00f9 volte per le sue esortazioni al jihad regionale e globale contro gli sciiti e gli \u201cinfedeli\u201d, Turki al Binali \u00e8 stato liberato, ogni volta, dopo qualche giorno di carcere. Un video recente lo mostra mentre tiene un raduno di protesta davanti all\u2019ambasciata americana a Manama. La polizia resta a guardare mentre non avrebbe esitato a disperdere con la forza una pacifica manifestazione dell\u2019opposizione. Peraltro i libri del predicatore al Binali, che incitano all\u2019odio settario, sono disponibili ovunque nel paese dove invece sono oscurati i siti scomodi. Al movimento antagonista bahranita resta disponibile solo un giornale, al Wasat.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019arresto di Nabil Rajab non deve sorprendere, ormai la monarchia ha messo da parte qualsiasi idea di riforma ed \u00e8 tornata al pugno di ferro. Purtroppo il mondo non guarda al Bahrain, a ci\u00f2 che accade qui. Il re con la partecipazione alla Coalizione ritiene di essersi garantito un ulteriore via libera dell\u2019Occidente alla linea dura all\u2019interno del paese\u00bb, si lamenta la giornalista e attivista Reem al Khalifa, rimarcando che a novembre oltre alle elezioni \u2013 destinate a riconfermare al potere la minoranza sunnita che appoggia il re &#8211;  si terr\u00e0 in Bahrain un importante vertice sulla sicurezza regionale. Nessuno \u2013 aggiunge la giornalista \u2013 ricorda pi\u00f9 la sanguinosa repressione della rivolta di Piazza della Perla nel 2011, attuata dallo \u201cScudo del Golfo\u201d, le truppe di pronto intervento del Consiglio della Cooperazione del Golfo dominato dall\u2019Arabia saudita, protettrice della monarchia al Khalifa.<\/p>\n<p>Tra la popolazione crescono nel frattempo frustrazione e rabbia, ben pochi dei bahraniti che lottano per cambiare il paese, credono ancora alle possibilit\u00e0 di un processo politico. \u00abDopo tre anni di proteste \u2013 conclude Reem Khalifa \u2013 di manifestazioni represse nel sangue (un centinaio i morti, ndr), di arresti e condanne degli oppositori, i bahraniti sono stanchi e delusi. I giovani guardano con scetticismo alla lotta pacifica\u00bb. I social network perci\u00f2 servono a organizzare le proteste ma anche a contestare chi \u00e8 troppo soft con una monarchia che non esita ad usare la violenza settaria e a sbattere in galera, nel silenzio degli alleati occidentali, attivisti dei diritti umani prestigiosi come Nabil Rajab, Abdelhadi al Khawaja e sua figlia Maryam al Khawaja (libera su cauzione ma sotto processo). <\/p>\n<p>Michele Giorgio<\/p>\n<p>Roma, 06 Ottobre 2014, Nena News<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda dei cugini Mohammed e Turki al Binali, nei ranghi dell\u2019Isis, dimostra che il regno degli al Khalifa da un lato afferma di combattere il \u201cterrorismo\u201d e dall\u2019altro lascia fare agli estremisti sunniti, necessari per tenere sotto controllo le proteste popolari. Nabil Rajab ha pagato ancora una volta con l\u2019arresto la denuncia della politica della monarchia assoluta del Bahrain. 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