{"id":9110,"date":"2014-09-15T08:22:36","date_gmt":"2014-09-15T08:22:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=9110"},"modified":"2020-06-22T09:19:21","modified_gmt":"2020-06-22T09:19:21","slug":"paracadutisti-italiani-nellinferno-centrafricano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=9110","title":{"rendered":"Paracadutisti italiani nell&#8217;inferno centrafricano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9111\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Repubblica-Centrafricana.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9111\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Repubblica-Centrafricana.jpg\" alt=\"cartina della Repubblica Centrafricana\" width=\"225\" height=\"225\" class=\"size-full wp-image-9111\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Repubblica-Centrafricana.jpg 225w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Repubblica-Centrafricana-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9111\" class=\"wp-caption-text\">cartina della Repubblica Centrafricana<\/p><\/div>\n<p>Nuovo intervento delle forze armate italiane in terra africana. Nei giorni scorsi si \u00e8 concluso a Bangui, capitale della martoriata Repubblica Centrafricana, lo schieramento di una cinquantina di militari dell\u2019Esercito che saranno integrati nella forza multinazionale dell\u2019Unione Europea, attivata in loco lo scorso giugno (EUFOR RCA). Il personale italiano proviene dall\u20198\u00b0 Reggimento genio guastatori della Brigata paracadutisti \u201cFolgore\u201d di Legnago (Verona) ed \u00e8 stato schierato presso la base \u201cUcatex\u201d di Bangui, mentre due ufficiali saranno impiegati presso il Comando generale operativo di Larissa (Grecia). La missione italiana nella Repubblica Centrafricana non si concluder\u00e0 prima del 15 dicembre 2014 ed \u00e8 stata finanziata con 2.987.065 euro grazie al decreto legge n. 109 dell\u20191 agosto scorso che ha prorogato sino alla fine dell\u2019anno le sempre pi\u00f9 numerose missioni internazionali delle forze armate e di polizia.<br \/>\nSecondo quanto comunicato dal Ministero della difesa, i par\u00e0 avranno il compito di \u201cgarantire il supporto della mobilit\u00e0 delle forze europee, la ricognizione e il mantenimento degli assi di comunicazione, la bonifica di residuati bellici e la realizzazione di lavori infrastrutturali di base in favore di EUFOR, della popolazione e del governo locale\u201d. Ai militari sar\u00e0 affidato inoltre il monitoraggio delle attivit\u00e0 di ricostruzione di un ponte, progetto finanziato dall\u2019Ue e affidato a imprese locali. Il contingente italiano disporr\u00e0 di un importante parco macchine operatrici del genio e di un congruo numero di veicoli blindati multiruolo \u201cLince\u201d (Iveco), dotati di torretta remotizzata \u201cHitrole\u201d.<br \/>\nLa Repubblica Centrafricana, uno dei paesi pi\u00f9 poveri del continente africano, \u00e8 vittima da due anni di una sanguinosa guerra civile che ha gi\u00e0 causato migliaia di vittime e pi\u00f9 di un milione e trecentomila sfollati. Nel marzo 2013, una coalizione di forze a prevalenza islamica, denominata \u201cS\u00e9l\u00e9ka\u201d, che accusava il governo di non aver rispettato gli accordi di pace firmati nel 2007 e nel 2011, occupava Bangui e costringeva alla fuga il presidente (ex golpista) Francois Boziz\u00e9. Da allora il conflitto tra le diverse fazioni si \u00e8 esteso a tutto il paese, mentre il nuovo governo di transizione guidato da Catherine Samba-Panza evidenzia fragilit\u00e0 e divisioni interne.<br \/>\nLa componente militare dell\u2019Unione Europea nella Repubblica Centrafricana \u00e8 costituita attualmente da 750 unit\u00e0 di diverse nazioni e comprende anche una forza di polizia. Le attivit\u00e0 di EUFOR RCA vengono svolte nel quadro della risoluzione Onu n. 2134 del 28 gennaio 2014 e della decisione del Consiglio Europeo del 10 febbraio, che hanno autorizzato un\u2019operazione militare transitoria di \u201cstabilizzazione interna\u201d in vista del pieno dispiegamento della missione MISCA (Mission internationale de soutien \u00e0 la Centrafrique), varata dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu nel dicembre 2013 e posta sotto l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019Unione Africana. Entro la fine di quest\u2019anno MISCA conter\u00e0 su un contingente di circa 4.000 militari e 150 membri civili, provenienti principalmente da Burundi, Camerun, Ciad, Gabon e Repubblica del Congo. Secondo gli accordi assunti internazionalmente, il governo di transizione dovrebbe fissare lo svolgimento di nuove elezioni politiche entro il febbraio 2015, mentre la missione Onu-Ua dovrebbe assicurare lo stazionamento nella Repubblica Centrafricana di 12.000 effettivi entro la fine del prossimo anno.<br \/>\nQuesto, almeno, sulla carta. In realt\u00e0 \u00e8 possibile che Bruxelles decida di estendere EUFOR RCA a buona parte del 2015, rafforzando il numero dei reparti impiegati. Come ammesso dall\u2019ex Alta rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza dell\u2019Unione europea Catherine Ashton, \u201cEUFOR RCA \u00e8 stata voluta per sostenere lo sforzo politico-militare del governo francese, che ha inviato prontamente a Bangui pi\u00f9 di 1.600 militari nell\u2019ambito dell\u2019Operazione &#8220;Sangaris\u201d. Un intervento, quello francese, che ha il merito di non occultare le sue reali finalit\u00e0 neocoloniali mentre invece l\u2019Ue ha scelto l\u2019ipocrita formula della \u201cmissione umanitaria\u201d. La task force francese ha infatti come obiettivo chiave la protezione dei giacimenti di uranio di Bakouma (prefettura di Mbomou), di propriet\u00e0 della transnazionale parigina Areva e della China Guandong Nuclear Power Company. Si tratta della principale miniera mondiale per l\u2019estrazione del prezioso minerale, utilizzato in Francia per la produzione di energia e testate nucleari.<br \/>\nL\u2019Unione Europea sta pure rafforzando gli aiuti economici-finanziari a favore delle autorit\u00e0 di governo di Bangui. Ad agosto, a conclusione del meeting dei ministri Ue della Cooperazione allo sviluppo di Firenze, \u00e8 stato approvato un fondo pro-Repubblica Centrafricana di 64 milioni di euro che si aggiungono agli 84 milioni stanziati in precedenza dalla Commissione europea. Altri \u201caiuti\u201d giungeranno da Stati Uniti (43 milioni di dollari), Banca Mondiale (100 milioni di dollari) e African Development Bank (75 milioni di dollari). Nel corso del 2014, l\u2019Italia ha destinato complessivamente 2 milioni di euro per far fronte all\u2019emergenza umanitaria nel paese centrafricano e finanziare due progetti, il primo nel settore della \u201cprotezione dell\u2019infanzia e dell\u2019istruzione\u201d affidato all\u2019UNICEF, e il secondo nel campo della \u201csanit\u00e0 e della sicurezza alimentare\u201d, che sar\u00e0 realizzato dalle ONG italiane gi\u00e0 attive nella Repubblica Centroafricana. A febbraio, inoltre, il Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri ha inviato a Bangui un aereo cargo contenente kit sanitari per un valore complessivo di centomila euro, da destinare agli sfollati dai combattimenti.<br \/>\nBuona parte delle attrezzature e degli \u201caiuti\u201d a favore delle missioni Onu e Ue nella Repubblica Centrafricana, sono stati inviati dallo scalo aeroportuale di Brindisi, dove \u00e8 ospitato dal 1994 il Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite (UNGSC) che supporta le operazioni di \u201cpeacekeeping\u201d e, dal 2000, la Base di pronto intervento umanitario (UNHRD), che opera a favore del World Food Program. Nello specifico, l\u2019Aeronautica militare italiana, grazie al proprio distaccamento di Brindisi, ha fornito appoggio tecnico ai velivoli cargo \u201cBoeing 747\u201d della compagnia saudita Saudia Airlines e agli \u201cAntonov 12\u201d della compagnia Ukraine Air Alliance, che hanno fatto la spola tra l\u2019aeroporto pugliese e quello di Bangui. Dopo i farmaci e il cibo, per l\u2019Italia e l\u2019Ue arriva l\u2019ora d\u2019intervenire nell\u2019inferno centrafricano con i blindati e i par\u00e0.<\/p>\n<p>Antonio Mazzeo<br \/>\n14\/09\/2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovo intervento delle forze armate italiane in terra africana. Nei giorni scorsi si \u00e8 concluso a Bangui, capitale della martoriata Repubblica Centrafricana, lo schieramento di una cinquantina di militari dell\u2019Esercito che saranno integrati nella forza multinazionale dell\u2019Unione Europea, attivata in loco lo scorso giugno (EUFOR RCA). 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