{"id":899,"date":"2011-06-01T17:29:03","date_gmt":"2011-06-01T17:29:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=899"},"modified":"2020-06-22T09:23:54","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:54","slug":"giornalisti-respinti-dai-centri-per-gli-immigrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=899","title":{"rendered":"Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/cara-e-cie1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2236\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/cara-e-cie1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><\/a>Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati <\/strong>ed esercizio del diritto di cronaca precluso a tempo indeterminato. Cosi\u2019 l\u2019emergenza immigrazione diventa anche un problema per la <strong>libert\u00e0 di stampa<\/strong>. Con una <strong>circolar<\/strong><strong>e a firma del Ministro dell\u2019Interno<\/strong>, (prot. n. 1305 del 01.04.2011) inerente l\u2019accesso ai Centri per immigrati, il Viminale consente, &#8220;fino a nuova disposizione&#8221;, l\u2019ingresso alle strutture di accoglienza e a quelle di detenzione &#8220;esclusivamente&#8221; a soggetti pubblici (ad esempio organismi internazionali quali Oim, Cri, Amnesty International, Caritas) e a individui singoli come parlamentari europei, deputati e senatori della Repubblica e consiglieri regionali.<\/p>\n<p>&#8220;Per quanto riguarda i <strong>Cara<\/strong>, e\u2019 <strong>illegittimo vietare l\u2019accesso ai giornalisti<\/strong>&#8221; commenta il giurista Fulvio Vassallo Paleologo dell\u2019Associazione studi giuridici sull\u2019immigrazione. &#8220;I centri di accoglienza non sono chiusi, i richiedenti asilo possono uscire e allora non si capisce perche\u2019 non possono entrare i giornalisti &#8211; spiega &#8211; il fatto che la circolare richiami congiuntamente i centri di accoglienza e quelli di identificazione e di espulsione, conferma la trasformazione in atto delle strutture di accoglienza in centri di detenzione&#8221;. Secondo il docente di Diritto di asilo dell\u2019Universita\u2019 di Palermo &#8220;l\u2019aspetto piu\u2019 grave svelato dal divieto d\u2019accesso per la stampa e\u2019 proprio questa <strong>assimilazione tra Cara e Cie<\/strong>, che al contrario sono strutture giuridicamente diverse&#8221;. Nei Cara infatti sono ospitati i richiedenti asilo in attesa che la commissione territoriale competente esamini la loro domanda di protezione internazionale.<\/p>\n<p>Nei <strong>Cie<\/strong> vengono reclusi fino a sei mesi i migranti che non hanno ottemperato al decreto di espulsione dall\u2019Italia, in attesa di essere identificati e rimpatriati. &#8220;Come si faceva dal 1998 al 2008 occorre creare regione per regione dei <strong>gruppi di monitoraggio composti da parlamentari<\/strong> anche regionali in collegamento con avvocati e giornalisti &#8211; sostiene Paleologo &#8211; L\u2019invito che si rivolge a quella politica che ancora dice di interessarsi di diritti umani e\u2019 di mettersi in collegamento con la societ\u00e0 civile per fare uscire dai centri le storie di soprusi, come \u00e8  successo da ultimo nel Cie temporaneo di Santa Maria Capua Vetere, dove alcune convalide di trattenimento sono diventate oggetto di denuncia penale solo perch\u00e9 alcune associazioni sono potute entrare in contatto con i migranti. Laddove ci\u00f2 non \u00e8 possibile, non si pu\u00f2 intervenire&#8221;.<\/p>\n<p>All\u2019interno dei centri per migranti e\u2019 comunque concesso l\u2019<strong>accesso ad alcune associazioni umanitarie<\/strong> che cooperano con il ministero dell\u2019Interno, tra cui l\u2019Alto commissariato Onu per i rifugiati. Tuttavia questo non assicura il rispetto dei diritti umani, secondo Paleologo. &#8220;Le associazioni incaricate soprattutto in regioni come Puglia, Basilicata, Calabria e Campania <strong>non possono garantire il monitoraggio continuo<\/strong>, unica garanzia per evitare che sugli abusi possa calare l\u2019impunit\u00e0 pi\u00f9 totale&#8221; sottolinea il giurista. Paleologo ricorda infine un decreto del ministro dell\u2019Interno Roberto Maroni che ha trasformato alcuni centri di accoglienza e tendopoli in Cie fino al 31 dicembre. Si tratta di Trapani Kinisia, Palazzo San Gervasio (Pz) e Santa Maria Capua Vetere (Ce). &#8220;Il regime dei Cara si connota sempre piu\u2019 per l\u2019applicazione di detenzione amministrativa &#8211; afferma il giurista dell\u2019Asgi &#8211; come dimostra l\u2019utilizzo di un Cara come Salina Grande a Trapani in alcune sue parti, quali la palestra, come centro di detenzione per i migranti tunisini in attesa del rimpatrio&#8221;.<\/p>\n<p>Fonte: Unimondo &#8211; Melting Pot Europa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati ed esercizio del diritto di cronaca precluso a tempo indeterminato. Cosi\u2019 l\u2019emergenza immigrazione diventa anche un problema per la libert\u00e0 di stampa. 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