{"id":897,"date":"2011-06-01T17:26:48","date_gmt":"2011-06-01T17:26:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=897"},"modified":"2020-06-22T09:23:54","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:54","slug":"897","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=897","title":{"rendered":"Sicilia US Navy, piattaforma nel Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/A10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/A10.jpg\" alt=\"\" title=\"A10\" width=\"250\" height=\"135\" class=\"alignleft size-full wp-image-2243\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sembra essere forgiato all\u2019inferno il cacciabombardiere A-10 \u201cThunderbolt\u201d in dotazione all\u2019US Air Force. Sul velivolo \u00e8 montato un cannone lungo pi\u00f9 di sei metri, \u201cAvenger\u201d (vendicatore): un\u2019arma spietata, in grado di sparare fino a 4.200 colpi in un minuto. I proiettili di 30 centimetri contengono ognuno 300 grammi di uranio impoverito per perforare blindati e carri armati. Conti alla mano, ad ogni raffica \u201cAvenger\u201d disperde nell\u2019ambiente pi\u00f9 di 15 chili di microparticelle radioattive. Il \u201cThunderbolt\u201d \u00e8 stato impiegato nel 1991 durante la prima guerra del Golfo; poi \u00e8 stata la volta dei conflitti in Bosnia, Serbia-Kosovo, Afghanistan ed Iraq. Il Pentagono ha ammesso di utilizzarlo adesso in Libia contro i mezzi delle truppe filo-Gheddafi. Come \u00e8 stato ammesso l\u2019uso di un altro strumento di morte, l\u2019AC 130H \u201cSpectre\u201d, una versione modificata del C 130 \u201cHercules\u201d da trasporto. Pu\u00f2 essere dotato, alternativamente, di un cannone da 105 millimetri o da cannoncini da 40 e 25 millimetri. Anch\u2019essi sparano proiettili perforanti anti-carro.<br \/>\nCosa c\u2019entrino con l\u2019interdizione aerea e la no fly zone voluta dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU per \u201cdifendere\u201d la popolazione libica dall\u2019ira del rais \u00e8 un mistero. Ma la guerra \u00e8 guerra, inutile porsi domande o scrupoli di sorta, specie quando essa rappresenta un\u2019occasione irripetibile per sperimentare armi e tecnologie sempre pi\u00f9 distruttive in una Sicilia trasformata ormai in una vera e propria piattaforma militare al centro del Mediterraneo. I velivoli da pattugliamento P-3C \u201cOrion\u201d, ad esempio, un gioiello dell\u2019intelligence navale, sono stati convertiti in aerei d\u2019attacco anti-nave. Per la US Navy, il 28 marzo 2011 \u00e8 una data storica: l\u2019\u201cOrion\u201d, armato per la prima volta di missili AGM-65 \u201cMaverick\u201d, \u00e8 stato dirottato sul porto di Misurata per distruggere l\u2019unit\u00e0 della Guardia coste \u201cVittoria\u201d e due piccole imbarcazioni militari libiche. A individuare gli obiettivi e dirigere le operazioni ci pensano, dall\u2019alto, i \u201cGlobal Hawk\u201d (falco globale), temibili aerei senza pilota UAV con un\u2019apertura alare uguale a quella dei grandi velivoli passeggeri. Con un\u2019autonomia di volo superiore alle 30 ore, i \u201cGlobal Hawk\u201d sono in grado di raggiungere i 60.000 piedi di altezza, in qualsiasi condizione meteorologica. Sono i \u201cgrandi fratelli\u201d che spiano ogni movimento sospetto in aree che si estendono per migliaia di chilometri quadrati, teleguidati da terra, anelli chiave delle catene di controllo e comando delle guerre del XXI secolo, quelle a costo zero \u2013 in termini di vittime &#8211; per gli eserciti che le scatenano, e dove restano invisibili i morti, civili e militari, dei paesi che le subiscono.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una cosa che accomuna \u201cThunderbolt\u201d, \u201cOrion\u201d e \u201cGlobal Hawk\u201d: la condivisione degli stessi hangar e delle piste di volo. Gli angeli sterminatori della nuova crociata atterrano e decollano da Sigonella, la grande stazione aeronavale USA e NATO che sorge nella piana di Catania, negli ultimi quarant\u2019anni trampolino di lancio degli attacchi contro una miriade di obiettivi planetari. I caccia e i pattugliatori ci stazionano permanentemente. I \u201cfalchi globali\u201d, invece, sono al loro esordio bellico nel Mediterraneo: il primo di essi \u00e8 giunto segretamente a Sigonella solo nell\u2019ottobre dello scorso anno, ma la base \u00e8 destinata a divenire la \u201ccapitale internazionale\u201d di questi UAV utilizzati per lo spionaggio e la direzione degli attacchi, convenzionali e nucleari, contro ogni possibile obiettivo nemico in Europa, Asia ed Africa.<br \/>\nLa base siciliana funziona da vero e proprio hub per la movimentazione di uomini, mezzi e sistemi d\u2019arma destinati agli scacchieri di guerra in Africa, Medio oriente e sud-est asiatico. Per il conflitto libico sta offrendo il supporto tecnico-logistico agli aerei a decollo verticale V-22 \u201cOspreys\u201d agli elicotteri CH-46 \u201cSea Knight\u201d e CH-53E \u201cSuper Stallion\u201d del Corpo dei marines, e alle decine di cacciabombardieri F-15 ed F-16 che l\u2019US Air Force ha trasferito nel Canale di Sicilia.<\/p>\n<p>Scalo di dimensioni pi\u00f9 ridotte ma di uguale importanza strategica per la guerra alla Libia \u00e8 quello di Trapani-Birgi. La riluttanza USA a concedere agli alleati le infrastrutture di Sigonella, unitamente a misteriosi motivi di \u201csicurezza\u201d addotti dal ministero della difesa italiano, hanno determinato che la \u201ccoalizione dei volenterosi\u201d a guida NATO concentrasse nello scalo occidentale buona parte del dispositivo aereo impegnato nelle operazioni anti-Gheddafi. Cos\u00ec, oltre a quattro cacciabombardieri F-18 delle forze armate del Canada, sulla base aerea di Trapani Birgi sono stati fatti confluire i \u201cgioielli\u201d di morte dell\u2019Aeronautica italiana: i cacciabombardieri Eurofigher 2000 e Tornado.<\/p>\n<p>Tutti i velivoli impegnati in quella che \u00e8 stata denominata \u201cMissione Unified Protector\u201d utilizzano inoltre l\u2019aeroporto dell\u2019isola di Pantelleria, la postazione pi\u00f9 avanzata per i raid contro la Libia. L\u2019infrastruttura \u00e8 dotata di un mega-hangar ricavato all\u2019interno di una collina, capace di ospitare sino ad una cinquantina di aerei da guerra. Grazie ai recenti lavori di ampliamento delle due piste, Pantelleria ha pure assunto un ruolo chiave nelle attivit\u00e0 di controllo del Canale di Sicilia da parte dei velivoli delle forze amate italiane destinate al \u201ccontenimento\u201d degli sbarchi di migranti.<\/p>\n<p>Ad assicurare le operazioni di rifornimento delle navi da guerra e dei sottomarini statunitensi, italiani e dei paesi partner \u00e8 la base navale di Augusta (Siracusa), posta in una delle aree a pi\u00f9 alto rischio ambientale d\u2019Italia per la presenza di raffinerie, industrie chimiche, depositi di armi, ecc..<br \/>\nCon la guerra alla Libia il via vai delle unit\u00e0 militari si \u00e8 fatto ancora pi\u00f9 intenso ed \u00e8 sempre meno raro osservare nel golfo le minacciose sagome dei sottomarini nucleari che mettono ancora pi\u00f9 a rischio la sicurezza e la salute della popolazione locale, ignara di trovarsi di fronte a mezzi che imbarcano reattori del tutto simili a quelli della famigerata centrale di Chernobyl.<br \/>\n(fonte Antonio Mazzeo)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra essere forgiato all\u2019inferno il cacciabombardiere A-10 \u201cThunderbolt\u201d in dotazione all\u2019US Air Force. 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