{"id":8957,"date":"2014-07-23T15:08:57","date_gmt":"2014-07-23T15:08:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=8957"},"modified":"2020-06-22T09:19:56","modified_gmt":"2020-06-22T09:19:56","slug":"lettera-di-142-cittadini-israeliani-alla-famiglia-di-mohammed-abu-khadr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=8957","title":{"rendered":"Lettera di 142 cittadini israeliani alla famiglia di Mohammed Abu Khadr"},"content":{"rendered":"<h5>La carneficina che sta facendo a pezzi la gente di Gaza non fa parte di una guerra convenzionale. Uno degli eserciti pi\u00f9 potenti del mondo s\u2019\u00e8 scagliato con tutta la sua ferocia contro persone lasciate sole dai governi \u201camici\u201d, pronti semmai a chiudere loro, come sempre, ogni valico o via di fuga. Quel che accade in questi giorni a Gaza fa parte per\u00f2 di una guerra pi\u00f9 grande, quella di tutti gli Stati e di tutti gli eserciti contro tutti i popoli. S\u00ec, perfino contro quello che vive in Israele. Ce lo ricorda una splendida quanto emozionante lettera scritta da 142 cittadini israeliani capaci di vedere e capire l\u2019orrore che provocano l\u2019occupazione e la volont\u00e0 di chi esercita il potere politico e militare nel loro paese. \u201cViviamo qui da troppo tempo perch\u00e9 si possa dire che non sapevamo, che non abbiamo capito prima o che non siamo stati in grado di prevederlo\u201d. Quei cittadini scrivono alla famiglia di Mohammed Abu Khadr, il giovane palestinese arso vivo da un gruppo di coloni, ma scrivono anche al mondo intero. Sono parole che sfidano il pensiero dominante di una societ\u00e0 che hanno visto diventare povera e perdersi nella cultura della violenza. Quelle parole coraggiose tengono aperta, anche quando tutto sembra perduto, la sola speranza di un cambiamento in profondit\u00e0 che potrebbe aver ragione dell\u2019orrore\u00a0 142 cittadini israeliani<\/h5>\n<p>Michel Sabbah Patriarca Emerito di Gerusalemme<br \/>\nLe nostre mani grondano sangue. Le nostre mani hanno dato fuoco a Mohammed. Le nostre mani hanno soffiato sulle fiamme. <strong>Viviamo qui da troppo tempo perch\u00e9 si possa dire \u201cnon lo sapevamo, non lo abbiamo capito prima, non eravamo in grado di prevederlo\u201d<\/strong>. Siamo stati testimoni dell\u2019enorme macchina di incitamento al razzismo e alla vendetta messa in moto dal governo, dai politici, dal sistema educativo e dai mezzi di informazione.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo visto la societ\u00e0 israeliana diventare povera e in stato di abbandono, fino a quando la chiamata alla violenza \u00e8 diventata uno sfogo per molti, adulti e giovani senza distinzioni, in tutte le sue forme.<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo visto come l\u2019essere \u201cebreo\u201d sia stato totalmente svuotato di significato, e radicalmente ridotto a <strong>nazionalismo, militarismo, una lotta per la terra, odio per i non-ebrei, vergognoso sfruttamento dell\u2019Olocausto e dell\u2019\u201cInsegnamento del Re<\/strong> (Davide, ndt)\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di ogni altra cosa, <strong>siamo stati testimoni di come lo Stato di Israele<\/strong>, attraverso i suoi vari governi, <strong>ha approvato leggi razziste, messo in atto politiche discriminatorie, si \u00e8 adoperato per custodire con forza il regime di occupazione,<\/strong> preferendo la violenza e le vittime da ambo le parti ad un accordo di pace.<\/p>\n<p>Le nostre mani sono impregnate di questo sangue, e <strong>vogliamo esprimere<\/strong> le nostre condoglianze e<strong> il nostro dolore alla famiglia Abu Khadr<\/strong>, che sta vivendo una perdita inimmaginabile, <strong>e a tutta la popolazione palestinese<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ci opponiamo alle politiche di occupazione<\/strong> del nostro governo, e <strong>siamo contro la violenza, il razzismo e l\u2019istigazione<\/strong> che esiste nella societ\u00e0 israeliana.<\/p>\n<p><strong>Rifiutiamo di lasciare che il nostro ebraismo venga identificato con questo odio<\/strong>, un ebraismo che include le parole del rabbino di Tripoli e di Aleppo, il saggio Hezekiah Shabtai che ha detto: \u201cAma il tuo prossimo come te stesso\u201d (Levitico, XVIII).<\/p>\n<p>Questo amore reciproco non si riferisce soltanto a quello di un ebreo verso un altro, ma anche verso i nostri vicini che non sono ebrei. E\u2019 un amore che ci insegna a vivere con loro e insieme a loro perseguire il benessere e la sicurezza. Non \u00e8 soltanto il buonsenso che ce lo richiede, ma <strong>\u00e8 la Torah stessa, che ci ha ordina di condurre la vita in modo armonioso, nonostante e contro le azioni dello Stato e le parole dei nostri rappresentanti di governo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le nostre mani grondano di sangue.<\/strong><\/p>\n<p>Per questo <strong>ci impegniamo a continuare la nostra battaglia all\u2019interno della societ\u00e0 israeliana \u2013 ebrei e palestinesi \u2013 per cambiare la societ\u00e0 dal suo interno, per lottare contro la sua militarizzazione<\/strong> e per diffondere una consapevolezza che oggi risiede soltanto in una esigua minoranza.<\/p>\n<p><strong>Lotteremo contro<\/strong> la scelta di muovere ancora guerre, contro <strong>l\u2019indifferenza nei confronti dei diritti e delle vite dei palestinesi<\/strong>, e il continuo favorire gli ebrei in tutto questo ciclo di violenza.<\/p>\n<p><strong>Dobbiamo combattere per offrire un legame umano<\/strong>\u2013 un legame che sia anche <strong>politico, culturale, storico, israelo-palestinese ed arabo- ebraico<\/strong>; un legame che pu\u00f2 essere raggiunto attraverso la storia di molti di noi che hanno origini ebraiche ed arabe, e per questo, fanno parte del mondo arabo.<\/p>\n<p>La nostra scelta \u00e8 quella della lotta per l\u2019uguaglianza civile e il cambiamento economico, in nome dei gruppi emarginati e oppressi nella nostra societ\u00e0: <strong>arabi, etiopi, mizrahim (di discendenza araba), donne, religiosi, lavoratori migranti, rifugiati, richiedenti asilo e molti altri.<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte a questa situazione il lato pi\u00f9 forte \u00e8 quello che ha la capacit\u00e0 di <strong>usare la nonviolenza per abbattere il regime razzista e il vortice di violenza.<\/strong> Di fronte alla compiacenza di molti israeliani, cerchiamo e scegliamo la nonviolenza, mentre gli altri preferiscono permettere al regime di ingiustizia di rimanere saldo al proprio posto, e aspettano soluzioni che in qualche modo fermino la spirale infinita di violenza \u2013 che mostra la sua faccia ora in questa nuova guerra contro Gaza \u2013 soltanto per avere nuove morti e appelli alla vendetta da ambo le parti e allontanando un possibile accordo sempre pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>Le nostre mani grondano di sangue, e il nostro desiderio \u00e8 quello di creare <strong>una lotta congiunta con qualsiasi palestinese che voglia unirsi a noi contro l\u2019Occupazione<\/strong>, contro la violenza del nostro regime, contro il disprezzo dei diritti umani.<\/p>\n<p>Questa sar\u00e0 una lotta per mettere fine all\u2019Occupazione, o con <strong>l\u2019istituzione di uno Stato palestinese indipendente o attraverso la creazione di uno Stato unico in cui tutti saremo cittadini di pari diritti e dignit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le nostre mani sono piene di questo sangue. Affermandolo cos\u00ec forte nella nostra societ\u00e0 saremo sempre accusati dalla propaganda nazionalista<\/strong> di essere unilaterali, e di condannare soltanto i crimini israeliani e non quelli commessi dai palestinesi.<\/p>\n<p>A queste persone noi rispondiamo cos\u00ec: <strong>colui che sostiene o giustifica l\u2019uccisione dei palestinesi, supporta e incoraggia di conseguenza anche l\u2019uccisione degli israeliani ebrei.<\/strong> E viceversa. La giostra della violenza \u00e8 grande e si muove velocemente, ma noi ci opponiamo ad essa, e crediamo che l\u2019unica soluzione sia la nonviolenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andare contro i metodi di Netanyahu non significa necessariamente sostenere Hamas: la realt\u00e0 non \u00e8 dicotomica. Altre opzioni esistono nell\u2019asso tra questi due. Allora sottolineiamo ancora di pi\u00f9 che <strong>siamo cittadini israeliani e il centro della nostra vita \u00e8 Israele. Per questo la nostra pi\u00f9 grande critica \u00e8 rivolta alla societ\u00e0 israeliana<\/strong>, che cerchiamo di cambiare.<\/p>\n<p>Questi assassini si nascondono tra di noi, fanno parte di noi. Ci sono, ovviamente, spazi in cui si possono criticare anche le altre societ\u00e0. Ma crediamo, ciononostante, che <strong>il dovere di ogni persona sia di esaminare prima da vicino e in modo critico la propria societ\u00e0<\/strong>, e solo dopo si possa permettere di approcciarsi alle altre (\u2026).<\/p>\n<p>Le nostre mani grondano di questo sangue, e <strong>sappiamo che la maggior parte dei palestinesi innocenti uccisi negli ultimi 66 anni da noi israeliani ebrei non hanno mai ricevuto giustizia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I loro assassini non sono stati arrestati, neanche processati, a differenza dei ragazzi sospettati per l\u2019omicidio di Mohammed. La maggior parte di questi innocenti \u00e8 morta per mano di uomini in uniforme mandati dal governo, dai militari, dalla polizia o dallo Shin Bet.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questi omicidi<\/strong>, avvenuti per mezzo di aerei, artiglieria o di persona <strong>vengono definiti come \u201cerrori umani\u201d o \u201cproblemi tecnici\u201d<\/strong>. E quando ci si riferisce ad essi a volte si include soltanto una fiacca scusa. La maggior parte dei casi viene raramente posta sotto inchiesta e quasi tutti finiscono senza rinvii a giudizio, dissolvendosi nell\u2019aria. Tanti, troppi sono ignorati dai media, dalle agenzie giudiziarie, dall\u2019esercito.<\/p>\n<p><strong>La ragione per cui i sospettati della morte di Mohammed sono stati arrestati \u00e8 semplice: non portavano un\u2019uniforme.<\/strong><\/p>\n<p>Ad eccezione dei soldati condannati per il massacro di Kafr Qasam nel 1956 e rimasti in prigione per non pi\u00f9 di un anno, r<strong>aramente ci sono stati altri processi nelle Corti israeliane contro uomini dello Stato<\/strong>, anche per la maggior parte degli odiosi massacri a cui questa terra ha assistito.<\/p>\n<p><strong>Quando Benjamin Netanyahu esprime le sue condoglianze<\/strong> e condanna l\u2019omicidio di Mohammed, lo fa con lo stesso respiro di sempre, <strong>comunica<\/strong>ndo <strong>una rivendicazione pericolosa e razzista sulla superiorit\u00e0 morale di Israele nei confronti dei suoi vicini.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 posto per simili assassini nella nostra societ\u00e0. <strong>In questo noi ci distinguiamo dai nostri vicini<\/strong>. Nelle loro societ\u00e0 questi assassini sono visti come eroi e hanno delle piazze dedicate ai loro nomi. Ma questa non \u00e8 l\u2019unica differenza. Noi perseguiamo coloro che incitano all\u2019odio, mentre l\u2019Autorit\u00e0 Palestinese, i loro media ufficiali e sistema educativo fanno appello alla distruzione di Israele\u201d.<\/p>\n<p><strong>Netanyahu ha dimenticato che diverse persone sospettate di essere criminali di guerra hanno servito in vari governi israeliani<\/strong>, alcuni sotto la sua stessa leadership, e che il numero di persone innocenti assassinate negli ultimi 66 anni di conflitto dipinge un quadro molto diverso.<\/p>\n<p>Quando guardiamo il numero di ebrei israeliani e di palestinesi uccisi, vediamo che il numero dei palestinesi \u00e8 molto pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>Netanyahu dimentica anche, o cerca di farci dimenticare, l\u2019incitamento diffuso propagato dal suo governo nelle ultime settimane, e le sue parole di vendetta dopo la scoperta dei corpi dei tre ragazzi ebrei rapiti \u2013 Gilad Shaar, Naftali Fraenkel ed Eyal Yifrah \u2013 quando tutti noi eravamo in stato di profondo shock: \u201c<strong>Satana non ha ancora inventato una vendetta per il sangue di un bambino<\/strong>, n\u00e9 per il sangue di questi ragazzi giovani e puri\u201d (\u2026).<\/p>\n<p>Le nostre mani hanno sparso questo sangue, e <strong>invece di dichiarare giorni di digiuno, lutto e pentimento, il governo ha ora deciso di lanciare un\u2019operazione militare a Gaza,<\/strong> che ha chiamato \u201cOperazione Bordo Protettivo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chiediamo al governo di fermare questa operazione subito<\/strong> e di lottare per una tregua e per un accordo di pace, a cui il governo israeliano si \u00e8 sempre opposto negli ultimi anni.<\/p>\n<p><strong>Gaza \u00e8 la storia di tutti noi; \u00e8 anche l\u2019oblio della nostra storia<\/strong>. E\u2019 il posto pi\u00f9 segnato dal dolore in Palestina e in Israele (\u2026). Gaza \u00e8 la nostra disperazione.<\/p>\n<p>Le nostre origini comuni sembrano essere state spazzate via sempre pi\u00f9 lontano: dopo 40 anni di possibilit\u00e0 di un compromesso storico doloroso tra i due movimenti nazionali, quello palestinese e quello sionista, questa opzione \u00e8 gradualmente evaporata. <strong>Il conflitto viene reinterpretato in termini mitologici e teologici, in termini di vendetta<\/strong>, e tutto ci\u00f2 che ora possiamo promettere ai nostri figli sono molte altre guerre per le generazioni a venire, nuove uccisioni tra entrambi i popoli, e la costruzione di un regime di apartheid che richieder\u00e0 ancora pi\u00f9 decenni per essere smantellato.<\/p>\n<p><strong>Le nostre mani hanno sparso questo sangue<\/strong>(\u2026), cerchiamo di lavorare contro questa tendenza. Lo facciamo attraverso le varie comunit\u00e0 della nostra societ\u00e0: ebrei e palestinesi, arabi e israeliani, Mizrahi e Ashkenazi, tradizionalisti, religiosi, laici e ortodossi.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo scelto di opporci ai muri, alle separazioni, alle espropriazioni e deportazioni, al razzismo e alla colonizzazione<\/strong>, per offrire un futuro comune come alternativa all\u2019attuale stato depressivo, oppressivo e violento della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Vogliamo costruire un avvenire che non si arrenda al ciclo di violenza e di vendetta<\/strong>, ma che al suo posto offra la giustizia, la riparazione, la pace e l\u2019uguaglianza; un futuro che attinge agli elementi comuni della nostra cultura, umanit\u00e0 e tradizioni religiose in modo che le nostre mani non serviranno pi\u00f9 a spargere sangue, ma a ricongiungerci l\u2019uno con l\u2019altro in pace, con l\u2019aiuto di dio, Insha\u2019Allah.<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/f50e1d609a50a41c5a0f6a7067007f65-kWlD-U430201236893097IbH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-8958\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/f50e1d609a50a41c5a0f6a7067007f65-kWlD-U430201236893097IbH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-150x150.jpg\" alt=\"f50e1d609a50a41c5a0f6a7067007f65-kWlD-U430201236893097IbH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La carneficina che sta facendo a pezzi la gente di Gaza non fa parte di una guerra convenzionale. 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