{"id":849,"date":"2011-05-08T16:27:19","date_gmt":"2011-05-08T16:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=849"},"modified":"2020-06-22T09:23:55","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:55","slug":"il-consiglio-comunale-di-lecco-contro-la-guerra-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=849","title":{"rendered":"Il Consiglio Comunale di Lecco contro la guerra in Libia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/lecco_veduta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/lecco_veduta-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1899\" \/><\/a>Nella seduta del 28 aprile 2011 il Consiglio comunale di Lecco approva l&#8217;ordine del giorno proposto dal consigliere Sandro Magni come lista unitaria SEL e FDS  contro l&#8217;intervento militare in Libia.<br \/>\nScrive Sandro: &#8220;Non \u00e8 stata una cosa semplice, perch\u00e9 si trattava di convincere una buona parte del PD. Ma la cosa \u00e8 riuscita. Non ho inventato niente, ho semplicemente trovato una disponibilit\u00e0 tra i consiglieri del PD che hanno risposto soprattutto alla loro coscienza. A significare che il lavoro sulla pace, e sulla rigorosa applicazione dell&#8217;art. 11 della Costituzione, svolto in questi anni a Lecco, in apparenza da pochi irriducibili pacifisti, ma credo anche dal decanato e dagli ambienti ecclesiali, stia dando i suoi frutti. Le parole possono essere svuotate dall&#8217;uso e dall&#8217;abuso e diventare vuota retorica, che poi non si concretizza nei momenti decisivi, lasciando aperti altri scenari e altre parole; oppure diventano pietre, metafora per dire senso a cui tenere fede.<br \/>\nSarebbe importante che quello che \u00e8 accaduto nel Consiglio Comunale di Lecco si moltiplicasse anche altrove e spingesse, dal basso, a rivedere scelte di politica internazionale.<br \/>\nNon so e non credo che sia finita la fase carsica del movimento per la pace e contro le guerre, \u00e8 certo comunque che non tutto \u00e8 stato cancellato e sepolto. Proviamoci ancora.&#8221;<\/p>\n<p>Ecco  il testo della delibera:<\/p>\n<p>ORDINE DEL GIORNO ai sensi art. 60 Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale.<br \/>\nOGGETTO:  INTERVENTO MILITARE IN LIBIA: emendamento al testo originario del proponente consigliere Alessandro Magni<br \/>\nPREMESSO CHE<br \/>\nLa rivolta che scuote  i regimi autoritari di tutto il mondo arabo contro le \u00e9lite che hanno prevaricato lo Stato e saccheggiato il paese, chiede  libert\u00e0 pubbliche e democrazia, insieme a una diversa redistribuzione dei redditi a favore dei salari e quindi una diversa politica economica, che riduca povert\u00e0, disoccupazione e emigrazione;<br \/>\nanche gli insorti libici, diversamente dalle nude mani degli altri popoli arabi, debolmente  armati, reclamano la liberazione da un potere dispotico e dalla furia repressiva del regime di Gheddafi, che ha potuto prosperare in questi anni, anche con la complicit\u00e0, dello stesso Occidente che ora gli muove contro;<br \/>\nun intervento della Comunit\u00e0 internazionale a difesa delle popolazioni civili, dopo le minacce di Gheddafi al suo popolo, seppur tardivo, era doveroso e necessario;<br \/>\ntuttavia tale intervento non doveva e non pu\u00f2 trasformarsi in un intervento di guerra<br \/>\nSOTTOLINEATO INOLTRE  CHE<br \/>\nLa coalizione internazionale non pu\u00f2 e non deve assolutamente andare oltre  il mandato ricevuto dall\u2019ONU per  la \u201cno-fly zone\u201d, che consente di pattugliare  il cielo per impedire che gli aerei militari del Paese colpito da questa sanzione si alzino in volo, e  non che vengano colpiti con dei missili  mezzi di terra e\/o edifici , con azioni che provocano  morti collaterali di civili che si devono invece  proteggere e difendere;<br \/>\nTENUTO CONTO  CHE:<br \/>\nDa tempo si doveva intervenire con altri mezzi, che non sono certamente quelli militari, per difendere i diritti umani in Libia.<br \/>\nAncora oggi, mentre si interviene in Libia, non si \u00e8 detto e fatto nulla  per fermare la repressione delle manifestazioni in Baharein, nello Yemen, in Siria e negli altri Paesi del Golfo.<br \/>\nEVIDENZIATO CHE:<br \/>\nl\u2019Italia deve diventare, eventualmente e sempre pi\u00f9, il crocevia dell\u2019impegno Europeo e internazionale per la pace e la sicurezza umana nel Mediterraneo con un solo grande interesse e una sola grande missione da compiere: fermare l\u2019escalation della violenza, togliere rapidamente la parola alle armi e ridare la parola alla politica, promuovendo il negoziato politico a tutti i livelli per trovare una soluzione pacifica e sostenibile<br \/>\nVALUTATO CHE:<br \/>\nLa storia ci ha insegnato che la guerra, dopo l\u2019immane conflitto del 1939-45 e la nascita dell\u2019ONU, se mai lo \u00e8 stata, non \u00e8 pi\u00f9 una soluzione, tanto meno per difendere i diritti umani;<br \/>\nSe si vogliono  difendere i diritti umani, l&#8217;unica strada per farlo \u00e8 che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione;<br \/>\nChe le guerre, erroneamente, appaiono, a un certo punto, inevitabili solo perch\u00e9 non si \u00e8 fatto nulla per prevenirle,  avendo  per anni  ignorato le violazioni dei diritti,  favorito l\u2019arricchimento sul traffico di armi,  negata la dignit\u00e0 dei popoli e la giustizia sociale.<br \/>\nAppaiono inevitabili le guerre solo a chi le ha preparate.<br \/>\nCONSIDERATO CHE<br \/>\nLa nostra Carta Costituzionale, baluardo formale e sostanziale della nostra memoria e della nostra democrazia, rifiuta categoricamente la guerra anche come strumento  per risolvere i conflitti internazionali, come chiaramente esplicato nell\u2019Articolo 11 \u201cL\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u201d.<br \/>\nche il comma 7 dell\u2019art. 2 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce che \u00abnessuna disposizione del presente Statuto autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in questioni che appartengano alla competenza interna di uno Stato\u00bb e che conseguentemente \u00e8 indiscutibile che la \u00abguerra civile\u00bb di competenza interna alla Libia non sia un evento di cui possa occuparsi militarmente il Consiglio di Sicurezza.<br \/>\nChe pertanto  non ha  senso servirsi \u2013 per invocare l\u2019intervento armato,  \u2013 della cosiddetta \u00abresponsabilit\u00e0 di proteggere\u00bb (Responsibility to Protect), se non altro perch\u00e8 il Consiglio di Sicurezza (fino ad oggi e\/o purtroppo) non \u00e8 competente ad emanare nuove norme di diritto internazionale.<br \/>\nChe l\u2019interpretazione distorta e \u201cdi parte\u201d della Carta dell\u2019ONU costituisce un elemento di svilimento di questa fondamentale istituzione della convivenza internazionale, presente e soprattutto futura, e che un suo ulteriore indebolimento  costituisce la premessa di ogni arbitrio internazionale affidato ad un puro principio di effettivit\u00e0 delle ragioni della forza armata<br \/>\nChe la \u00abguerra civile\u00bb interna alla Libia non rappresentava e non rappresenta tuttora una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale,<br \/>\nChe inoltre, come  la Lega Araba ha sostenuto,  l\u2019 obiettivo della risoluzione  \u00e8 \u00absalvare i civili non ucciderne altri\u00bb e che pertanto   altre vie potevano e possono essere imboccate alla ricerca di una mediazione e per una soluzione del conflitto.<\/p>\n<p>DI FRONTE A TUTTO CIO\u2019 IL CONSIGLIO COMUNALE DELLA CITTA\u2019 DI  LECCO<br \/>\n&#8211; Condanna fermamente, per le motivazioni sopra richiamate, il ricorso alla soluzione militare come strumento per rispondere efficacemente alla domanda di libert\u00e0 e di democrazia che provengono da quelle popolazioni;<br \/>\n&#8211; Esorta e impegna il Governo Italiano a ritirare la propria adesione all\u2019intervento perch\u00e9 non garantisce l\u2019incolumit\u00e0 delle popolazioni civili, facendosi invece promotore di un cessate il fuoco immediato e incondizionato, dell\u2019apertura di canali e corridoi umanitari per soccorrere la popolazione libica e degli altri paesi dell\u2019area,  e  dell\u2019istituzione di una commissione internazionale composta da Paesi interessati davvero a trattare con le parti in conflitto, come la Lega Araba o l\u2019Unione Africana, per una soluzione pacifica, in sostegno ad un processo di transizione nel quale il popolo libico possa scegliere definitivamente con quali modalit\u00e0 chiudere l\u2019era di Gheddafi e costruire un futuro di pace, libert\u00e0 e democrazia. <\/p>\n<p>Lecco, 28.04.2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella seduta del 28 aprile 2011 il Consiglio comunale di Lecco approva l&#8217;ordine del giorno proposto dal consigliere Sandro Magni come lista unitaria SEL e FDS contro l&#8217;intervento militare in Libia. 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