{"id":790,"date":"2011-04-28T15:30:27","date_gmt":"2011-04-28T15:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=790"},"modified":"2020-06-22T09:23:57","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:57","slug":"non-passa-lo-straniero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=790","title":{"rendered":"Non passa lo straniero"},"content":{"rendered":"<p><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><span style=\"font-size: x-small\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/bello042.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1664\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/bello042-285x300.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"300\" \/><\/a>Carissima Rut,<\/span><span style=\"font-size: small\"> <\/span><span style=\"font-size: x-small\">avrei voluto scriverti in ben altra circostanza.<br \/>\nPer approfondire ad esempio le ragioni di quell\u2019universalismo della salvezza che hanno indotto Dio a includere anche te, unica straniera nell\u2019albero della genealogia ebraica di Ges\u00f9.<br \/>\nNon ti nascondo infatti che quando nella messa viene proclamata la lista degli antenati di Cristo tramandataci da Matteo, mi sorprende e mi commuove sentir pronunciare il tuo nome di donna fugace come un fremito d\u2019ala. Sembra un nome abbreviato per pudore. O intimidito di comparire in mezzo al ferrigno scrosciare dei nomi di tanti maschioni.<br \/>\nTi scrivo, invece, perch\u00e9 voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l\u2019anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l\u2019Italia, e verso i quali la nostra civilt\u00e0, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, multireligiosa e multinonsoch\u00e9 non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanit\u00e0.<br \/>\nSo bene che il problema dell\u2019immigrazione richiede molta avvedutezza e merita risposte meno ingenue di quelle fornite da un romantico altruismo. Capisco anche le \u00abbuone ragioni\u00bb dei miei concittadini che temono chi sa quali destabilizzazioni negli assetti consolidati del loro sistema di vita. Ma mi lascia sovrappensiero il fatto che si stenti a capire le \u00abbuone ragioni\u00bb dei poveri allo sbando e che in questo esodo biblico non si riesca ancora a scorgere l\u2019inquietante malessere di un mondo oppresso dall\u2019ingiustizia e dalla miseria.<br \/>\nTu mi sembri, allora, l\u2019interlocutrice pi\u00f9 adatta delle mie confidenze, dal momento che, avendo coniugato il verbo accogliere<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: x-small\">non<\/span><span style=\"font-size: x-small\"><strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small\">solo nella forma attiva ma anche nella forma passiva, hai sperimentato la durezza dell\u2019emigrazione nella duplice fase: l\u2019esilio in patria e la ghettizzazione in terra straniera.<br \/>\nNon tutti conoscono la tua storia. Perci\u00f2 mi scuserai se, nel rievocarne alcuni particolari, sfiorer\u00f2 la discrezione e far\u00f2 violenza al tuo riserbo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: x-small\"><strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small\">Vivevi spensierata sulle alture di Moab, al di l\u00e0 del mar Morto, cullando sogni e parlando d\u2019amore con le tue compagne, quando un giorno arriv\u00f2 nel tuo paese una famiglia di spiantati. Erano stranieri, provenienti dalla <\/span><span style=\"font-size: x-small\">terra<\/span><span style=\"font-size: x-small\"><strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small\">di Canaan, colpita in quegli anni da una terribile carestia.<br \/>\nTi impression\u00f2 subito la carnagione bruna dei due figli. Uno dei quali si accorse di te.<br \/>\nMa tu eri ancora ragazzina. Tanto ragazzina, che il cuore si <\/span><span style=\"font-size: x-small\">mise a<\/span><span style=\"font-size: x-small\"><strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small\">battere di paura quando egli, con i gesti pi\u00f9 che con le parole, venne dai tuoi genitori a chiederti come sposa.<br \/>\nNon so se in casa quel giorno accaddero scenate. Ma c\u2019\u00e8 da supporre che ti rinfacciarono tutta la loro disapprovazione. Che eri il disonore della famiglia. Che non ti avrebbero pi\u00f9 riconosciuta come figlia. E che era un infamia girar le spalle tutt\u2019una volta alla propria tradizione, alla propria lingua, alle proprie divinit\u00e0, per correr dietro a una maledetto sconosciuto. E che, comunque, non avrebbero tollerato mai e poi mai, dopo averti cresciuta come un fiore, di doverti consegnare a uno di quei morti di fame. Accidenti a lui e a tutti quelli della sua razza!<br \/>\nFurono giorni amarissimi, ma alla fine la spuntasti tu, pur pagando caramente il prezzo della tua caparbiet\u00e0.<br \/>\nTi vedesti cos\u00ec tagliare tutti i ponti, e alla fine rimanesti sola. Al punto che, quando dopo dieci anni di tribolazione tuo marito mor\u00ec e morirono anche il fratello e il padre di lui, decidesti di seguire Noemi, la suocera addolorata, che, non avendo pi\u00f9 nessuno anche lei in quella amarissima terra straniera, volle rimpatriare.<br \/>\n\u00abDove andrai tu andr\u00f2 anch\u2019io; dove ti fermerai mi fermer\u00f2; il tuo popolo sar\u00e0 il mio popolo, e il tuo Dio sar\u00e0 il mio Dio; dove morirai tu morir\u00f2 anch\u2019io e vi sar\u00f2 sepolta\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-size: x-small\">Varcasti cos\u00ec la frontiera, e cominci\u00f2 per te la seconda fase della tua esperienza di \u201cdiversit\u00e0\u201d.<br \/>\nUn vero e proprio mestiere non ce l\u2019avevi. Insieme con la qualifica professionale, ti mancava anche il libretto di lavoro, e a Betlemme, dove andasti ad abitare con Noemi, non ti vollero iscrivere nelle liste di collocamento. Sicch\u00e9, per camparti la vita, essendo il tempo in cui si cominciava a mietere l\u2019orzo, andasti a spigolare furtivamente nelle campagne.<br \/>\nO Dio, non era proprio lavoro nero, ma era certo un lavoro umiliante, perch\u00e9 scartato da tutti ed esposto alle molestie del mietitori.<br \/>\nMeno male che trovasti grazia presso un ricco massaro, un certo signor Booz, il quale ti prese a ben volere e ordin\u00f2 ai suoi dipendenti: \u00abLasciatela spigolare anche tra i covoni e non le fate affronto; anzi lasciate cadere apposta per lei spighe dai mannelli; abbandonatele, perch\u00e9 essa le raccolga, e non sgridatela\u00bb.<br \/>\nTi and\u00f2 veramente bene. Anzi meglio di cos\u00ec la sorte non poteva arriderti, dal momento che il massaro cominci\u00f2 ad avere del tenero per te e addirittura ti volle sposare, tra la meraviglia di tutte le donne di Betlemme che creparono d\u2019invidia. E brava la Moabita!<br \/>\nCarissima Rut, qualcuno potrebbe dire che, a proposito di <\/span><span style=\"font-size: x-small\"><strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: x-small\">immigrati, la tua vicenda non fa testo, perch\u00e9, essendosi conclusa<br \/>\ncon la fatidica frase \u00abe vissero felici e contenti\u00bb, sembra appartenere pi\u00f9 al genere delle telenovele che ai resoconti del telegiornale o ai servizi di Samarcanda, laddove le storie degli extracomunitari si intridono spesso di lacrime e di morte.<br \/>\nIo, invece, penso che nelle pieghe della tua avventura possiamo leggere il giudizio di Dio su questa impressionante transumanza di gente alla deriva.<br \/>\nLa tua storia, insomma, ci interpella non solo con la forza esemplare del paradigma, ma anche con la sollecitazione di risposte intelligenti di fronte al fenomeno della presenza degli stranieri nel nostro territorio.<br \/>\nAnzitutto, ci dice che la fusione di etnie diverse \u00e8 possibile: anzi, appartiene a quel pacco di progetti che costituiscono la sfida pi\u00f9 drammatica per la sopravvivenza della nostra civilt\u00e0. La comunicazione con le culture altre, insomma non \u00e8 un\u2019utopia, n\u00e9<br \/>\nuno sterile sospiro di sognatori.<br \/>\nQuando alle porte della citt\u00e0 si celebrarono le tue nozze col massaro di Betlemme, gli anziani rivolsero a Booz tuo marito uno<br \/>\nsplendido augurio, che vale tutto un trattato sulla integrazione al razziale: \u00abIl Signore renda la donna, che entra in casa tua, come  Rachele e Lia, le due donne che fondarono la casa di Israele\u00bb.<br \/>\nIn secondo luogo, la tua storia ci provoca a vincere gli istinti xenofobi che ci dormono dentro. Che si ammantano di ragioni  patriottiche. Che scatenano all\u2019interno delle nostre raffinatissime citt\u00e0, inqualificabili atteggiamenti di rifiuto, di discriminazione, di violenza, di razzismo. E che implorano dalle istituzioni con martellante coralit\u00e0, rigorosi provvedimenti di forza.<br \/>\nSiamo vittime di una insopportabile prudenza, e scorgiamo sempre angoscianti minacce dietro l\u2019angolo.<br \/>\nPerch\u00e9 lo straniero mette in crisi sostanzialmente due cose: la nostra sicurezza e la nostra identit\u00e0.<br \/>\nDa una parte, infatti, ci toglie il lavoro, ci contende la casa, ci riduce gli spazi, entra in competizione con noi, decostruisce l\u2019articolazione dei nostri interessi economici. Dall\u2019altra, sembra attentare ai nostri connotati, sfida la compattezza del nostro mondo spirituale, relativizza i nostri altari, sfibra il deposito delle nostre tradizioni,<br \/>\nEbbene, la tua storia ci fa capire che la segregazione \u00e8 la risposta pi\u00f9 sbagliata al problema razziale, cos\u00ec come rappresenta<br \/>\nuna iattura simmetrica il tentativo di voler assorbire nelle stratificazioni della nostra cultura i tratti emergenti della \u00abdiversit\u00e0\u00bb altrui, senza lasciarne neppure la traccia. Solo la progressiva intersezione di aree di valori sar\u00e0 capace di creare il terreno, calcando il quale nessuno debba sentirsi in esilio.<br \/>\nGrazie, dolcissima Rut, per questo tuo incredibile messaggio di universalit\u00e0 che lasci cadere dai tuoi covoni.<br \/>\nDietro i quali, alla ricerca dei tratti di un mondo pi\u00f9 solidale, siamo venuti anche noi a spigolare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-size: x-small\">don Tonino Bello<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/bello042.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1664\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/bello042-285x300.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima Rut, avrei voluto scriverti in ben altra circostanza. 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