{"id":7662,"date":"2013-09-08T18:17:20","date_gmt":"2013-09-08T18:17:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=7662"},"modified":"2020-06-22T09:20:17","modified_gmt":"2020-06-22T09:20:17","slug":"chiudete-quei-lager-due-mesi-dopo-lampedusa-i-giovani-alzano-la-voce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=7662","title":{"rendered":"CHIUDETE QUEI LAGER. due mesi dopo Lampedusa i giovani alzano la voce"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/LAMPEDUSA-francesco_8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7675\" alt=\"LAMPEDUSA francesco_8\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/LAMPEDUSA-francesco_8-300x204.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/LAMPEDUSA-francesco_8-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/LAMPEDUSA-francesco_8-500x340.jpg 500w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/LAMPEDUSA-francesco_8.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span><i>\u00a0Comunicato Arca della pace 2013<\/i><\/span><\/p>\n<table width=\"643\" border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"4\">\n<colgroup>\n<col width=\"633\" \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"TOP\" width=\"633\">\n<h1 align=\"CENTER\"><span><b>CHIUDETE QUEI LAGER<\/b><\/span><\/h1>\n<h1 align=\"CENTER\"><i style=\"font-size: x-large;\"><b>Per cominciare a rispondere a papa Francesco<\/b><\/i><\/h1>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Con i nostri occhi <\/b>abbiamo visto scorrere, qui nella \u201cterra-finestra\u201d di Puglia, come la chiamava don Tonino Bello, altri fotogrammi della storica giornata del vescovo di Roma del 7 luglio 2013 a Lampedusa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span><b>Siamo i partecipanti all&#8217;Arca della Pace 2013,<\/b><\/span><span> esperienza di giovani-adulti da ogni parte d&#8217;Italia che sulle orme di don Tonino Bello hanno percorso quest&#8217;estate la Puglia nei luoghi che traspirano una testimonianza ancora vivissima di un testimone che ci raggiunge dal futuro.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span><b>Lo sguardo affranto di papa Francesco<\/b><\/span><span> sembra non averci fatto voltare pagina ma continua a scuotere la nostra \u201cglobalizzazione dell&#8217;indifferenza\u201d verso i nostri fratelli che, evitando il cimitero del Mediterraneo, ci interpellano con la loro presenza implorante accoglienza e giustizia.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span><b>Lo stesso sguardo di \u201ccom-passione\u201d ci ha portato davanti alle mura del Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di Bari, lager legalizzato per \u201ccriminali clandestini\u201d. <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Giunti in prossimit\u00e0 del luogo (non localizzabile sulla cara geografica) \u00e8 uscito subito un carabiniere ed un soldato del Battaglione San Marco a sincerarsi del motivo della nostra presenza, quasi a testimoniare che in quel posto non \u00e8 gradita la sosta dei \u201cnon addetti ai lavori\u201d, che c\u2019\u00e8 qualcosa da tenere nascosto, qualcosa che forse non \u00e8 poi cos\u00ec bello da vedere e visitare. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span><b>Gli alti muri recintati di filo spinato non permettono di vedere oltre<\/b><\/span><span>, si pu\u00f2 solo cercare di ascoltare ma tutto sembra tacere\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Successivamente l\u2019incontro con un avvocato, colmo d&#8217;indignazione, ha sconvolto i nostri cuori.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Ci ha raccontato che cosa sono i <\/span><span><b>C<\/b><\/span><span>entri di <\/span><span><b>I<\/b><\/span><span>dentificazione ed <\/span><span><b>E<\/b><\/span><span>spulsione e quali le condizioni di chi vi si trova ad esserne imprigionato. Ha avuto la fortuna-sfortuna di entrarvi l\u2019anno scorso assieme ad alcuni periti (mandati dal ministero) per valutare se le condizioni presenti rendessero o meno la struttura a norma di legge e violasse o meno i diritti umani. La sua descrizione ci ha lasciato senza parole: ha visto una situazione a dir poco tragica somigliante a vere e proprie carceri, in cui gli uomini e le donne vengono derubati di tutti i loro diritti (perfino di quelli riconosciuti ai normali carcerati) e spogliati della loro stessa umanit\u00e0, per aver commesso, come unico crimine, quello di volere per s\u00e9 per i propri bambini e genitori un futuro pi\u00f9 dignitoso. Tali scomodi criminali senza nome sono lasciati oziare ventiquattrore al giorno, al freddo d\u2019inverno, al caldo d\u2019estate, senza sapere nulla di ci\u00f2 che ne sar\u00e0 del loro futuro. Chi tra di loro ha fatto anche esperienza di prigionia racconta <\/span><span><b>che la permanenza in un carcere \u00e8 di gran lunga migliore rispetto ad una permanenza in un CIE<\/b><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Di cosa che cosa succeda all\u2019interno di tali lager poco si sa, perch\u00e9 i permessi di accesso vengono concessi dal ministero con estrema rarit\u00e0 e severit\u00e0 (neppure il Sindaco della citt\u00e0 ha diritto ad entrarci), il che testimonia una situazione di giurisdizione statale alquanto problematica e sospetta. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span><b>Una sola cosa si sa: che si tratta di realt\u00e0 che violano la dichiarazione dei diritti universali dell\u2019uomo, i principi fondamentali della co<\/b><\/span><span><b>stituzione italiana e che sono state condannate dall\u2019Unione Europea<\/b><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Ma \u00e8 stato bravo il nostro caro avvocato, non ci ha lasciati carichi di pessimismo e rassegnazione bens\u00ec di speranza e determinazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Da qualche anno si \u00e8 impegnato, assieme ad altri colleghi, in una associazione volta alla tutela del bene comune sul territorio della citt\u00e0 di Bari (<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.classactionprocedimentale.it\/\"><span>www.classactionprocedimentale.it<\/span><\/a><\/span><\/span><span>) che si propone, mediante gli strumenti del diritto e della legge di combattere tali situazioni il illegalit\u00e0 e disumanit\u00e0. Il prossimo 13 novembre il tribunale di Bari sar\u00e0 chiamato a giudicare il CIE presente sul proprio territorio e tale evento potrebbe divenire un occasione davvero importante per risvegliare le coscienze intorpidite di molti e cambiare la direzione finora presa in \u201cmateria di immigrazione\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span><b>Consci che la denuncia non risolva alcuna situazione se poi non si trasforma in annuncio,<\/b><\/span><span> proposta, apertura, cos\u00ec come diceva don Tonino Bello, abbiamo continuato il nostro cammino alla ricerca di ulteriori soluzioni per una convivialit\u00e0 delle differenze. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Ed ecco imbatterci in don Giuseppe Colavero, fondatore della comunit\u00e0 AGIMI (<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/agimi.org\/\"><span>http:\/\/agimi.org<\/span><\/a><\/span><\/span><span>), che cerca da ben oltre vent\u2019anni di vivere l\u2019incontro con i migranti all\u2019insegna dell\u2019accoglienza e dell\u2019integrazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>\u00c8 stato lui, gridando con il dito puntato verso ciascuno di noi, a farci cogliere il segreto, la chiave di volta per affrontare la questione dell\u2019immigrazione: <\/span><span><b>\u201cRicordate che non ci potr\u00e0 mai essere integrazione, fintantoch\u00e9 non ci sar\u00e0 accoglienza\u201d. <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span>Con questa frase, che resta come spina che ci pungola il fianco, continueremo a pretendere dal nostro paese un trattamento pi\u00f9 umano per queste persone (conforme al terzo articolo della nostra costituzione e alla carta dei diritti dell&#8217;uomo), ma di pari passo ci ricorderemo e ricorderemo che l&#8217;accoglienza non pu\u00f2 mai derivare in ultima da una norma di legge, bens\u00ec dal cuore, dalle porte che noi lasciamo aperte, dalla tenerezza dei nostri abbracci e dall&#8217;ascolto autentico che sapremo dare a ciascuno di loro. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Don Tonino ricordava, pensando a molte famiglie rimaste senza casa: \u201cnon c&#8217;\u00e8 solo crisi di alloggi, c&#8217;\u00e8 crisi di amore.\u201d Ed \u00e8 proprio ci\u00f2 di cui abbiamo fatto esperienza in Puglia: <b>non basta la legge e il diritto, non bastano le cure mediche e delle condizioni di vita adeguate, non bastano le manifestazioni e la denuncia, ci vuole disponibilit\u00e0 ad allargare il cuore e le braccia verso l\u2019altro, chiunque esso sia.<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<i><b>I giovani dell&#8217;Arca della Pace, 8 settembre 2013<\/b><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Comunicato Arca della pace 2013 CHIUDETE QUEI LAGER Per cominciare a rispondere a papa Francesco Con i nostri occhi abbiamo visto scorrere, qui nella \u201cterra-finestra\u201d di Puglia, come la chiamava don Tonino Bello, altri fotogrammi della storica giornata del vescovo di Roma del 7 luglio 2013 a Lampedusa. Siamo i partecipanti all&#8217;Arca della Pace 2013, esperienza di giovani-adulti da ogni parte d&#8217;Italia che sulle orme di don Tonino Bello hanno percorso quest&#8217;estate la Puglia nei luoghi che traspirano una testimonianza ancora vivissima di un testimone che ci raggiunge dal futuro. 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