{"id":750,"date":"2011-04-25T14:38:22","date_gmt":"2011-04-25T14:38:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=750"},"modified":"2020-06-22T09:23:58","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:58","slug":"per-una-citta-accogliente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=750","title":{"rendered":"Per una citt\u00e0 accogliente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/bello015.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1615\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/bello015-259x300.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"300\" \/><\/a>Carissimi,<\/p>\n<p>voglio cominciare con la frase di un vescovo africano, Sant\u2019Agostino.<br \/>\nL\u2019avr\u00e0 colta senz\u2019altro, quando era a Milano emigrato anche lui, sulle labbra di Sant\u2019Ambrogio, vescovo europeo.<br \/>\nParlando degli eletti raccolti dai quattro venti per il giudizio finale, Agostino ci offre visivamente l\u2019icona della solidariet\u00e0 di tutti gli uomini in Ges\u00f9 Cristo.<br \/>\n<em>\u00abAdamo significa in greco tutto l\u2019universo.<br \/>\nIl suo nome si compone infatti di quattro lettere; A, D, A, M.<br \/>\nIn greco, appunto, i nomi dei punti cardinali cominciano con queste quattro lettere. <\/em>Anatol\u00e9 <em>significa l\u2019Est. <\/em>Dysis, <em>l\u2019Ovest. <\/em>Arktos <em>il Nord. <\/em>E Mesembria <em>il Sud. Messi insieme fanno <\/em>ADAM. <em>Per questo Adamo \u00e8 sparso su tutto il globo terrestre. Una volta si trovava in un solo posto, poi cadde e fin\u00ec in cocci che cosparsero di s\u00e8 il globo terrestre. Ma la misericordia di Dio raccolse dappertutto questi cocci e li fuse nel fuoco dell\u2019amore e rimise insieme ci\u00f2 che era sta\/o diviso\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><strong>Gioie e speranze, ma anche tristezze e angosce <\/strong><\/p>\n<p>Oggi i punti cardinali, per un disegno misterioso della Provvidenza e per una fase critica che l\u2019umanit\u00e0 sta attraversando in <em>\u00abquest\u2019ora magnifica e drammatica della storia\u00bb, <\/em>entrano in tutti i discorsi.<br \/>\nSi parla dell\u2019Est e del suo incredibile disgelo. Si parla dell\u2019Ovest e lo si associa alla Casa comune europea. Si parla del Nord e vengono in mente immagini di opulenza. Si parla del Sud e si corre col pensiero alla tragedia dello sfruttamento.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 che dire: \u00e8 attorno alle punte della rosa dei venti che oggi si vanno polarizzando \u00ab <em>le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini.<br \/>\n<\/em>Se, per\u00f2, sull\u2019accoppiata Est-Ovest pare che in questi ultimi tempi si orientino le gioie e le speranze della terra, l\u2019abbinamento Nord-Sud evoca, purtroppo, quasi sempre tristezze e angosce.<br \/>\nQuesto densificarsi delle tristezze e delle angosce sull\u2019asse Nord-Sud si verifica a livello planetario, a causa delle leggi di una economia perversa. Ed ecco: turbe affamate che vanno alla deriva, popoli oppressi da sfruttamenti disumani, folle incatenate dalle logiche del profitto, moltitudini escluse dal banchetto della vita, genti defraudate dei pi\u00f9 elementari diritti.<br \/>\nMa si verifica anche a livello nazionale, causa di quelle <em>\u00abstrutture di regressione\u00bb <\/em>o <em>\u00abdi peccato\u00bb <\/em>che hanno prodotto nel Sud d\u2019Italia uno sviluppo <em>\u00abincompiuto, distorto, dipendente e frammentato\u00bb, <\/em>le cui conseguenze pi\u00f9 tragiche sono, da una parte, la disgregazione dei modelli culturali propri delle regioni meridionali e, dall\u2019altra, la disoccupazione del 45% dei giovani dai trent\u2019anni in gi\u00f9.<br \/>\nA usare queste terminologie, piuttosto inconsuete sulle labbra dei chierici, sono proprio i vescovi d\u2019Italia, <strong>i <\/strong>quali hanno firmato nell\u2019ottobre scorso un documento intitolato \u00abChiesa Italiana e Mezzogiorno&gt;.<br \/>\n\u00abTristezze e angosce\u00bb, cristallizzate attorno al Sud d\u2019Italia. Ma anche tanta, tantissima \u00absperanza&gt;.<br \/>\nE la speranza dei vescovi nasce sostanzialmente dall\u2019aver intuito che quello del meridione non \u00e8 problema dei meridionali. E\u2019 problema dell\u2019intera nazione. Risolvibile solo con la forte presa di coscienza di una solidariet\u00e0 che lega alla stessa nave i cittadini di Milano a quelli di Santa Maria di Leuca. Se si imbarca acqua a prua, chi sta a poppa non pu\u00f2 dormire tranquillo.<br \/>\n<em>\u00abIl paese non crescer\u00e0 se non insieme&#8230; E anche la Chiesa deve crescere insieme&gt;.<br \/>\n<\/em>\u00c8 questo il tema generatore del documento che sembra proprio riprendere la splendida suggestione agostiniana di Cristo nuovo ADAM, il quale raccoglie i cocci, oltre che da Est e da Ovest, anche da Nord e da Sud, e li fonde nel fuoco dell\u2019amore, insieme ci\u00f2 che era stato diviso.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, citt\u00e0 ospitale<\/strong><br \/>\nA questo punto, \u00e8 necessario che il discorso scenda al pratico, affinch\u00e9 una citt\u00e0 come Milano, che si onora di avere Sant\u2019Ambrogio quale patrono, guidi da protagonista quei processi di conversione sociale volti a superare la frattura esistente tra Nord e Sud d\u2019Italia.<br \/>\nVoi sapete che S. Ambrogio non solo ha scritto delle pagine stupende sulla cultura della ospitalit\u00e0, ma, essendo vissuto in un periodo di crisi economica, aggravata dalle esose imposizioni fiscali dell\u2019imperatore, e da una grande mobilit\u00e0 umana causata dalle invasioni dell\u2019Est europeo, ha saputo stimolare come nessun altro la coscienza cristiana del suo popolo a praticare l\u2019accoglienza nei confronti dei poveri e dei forestieri.<br \/>\nPenserei di articolare, attorno a quattro parole chiave, alcune suggestioni del documento sul Mezzogiorno, indicandone gli stimoli di speranza. E utilizzer\u00f2 lo stesso gioco di Agostino sulla parola ADAM.<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline\">Accoglienza<\/span><br \/>\n<\/em>Purtroppo, <em>sussistono atteggiamenti di chiusura e di rifiuto.<br \/>\n<\/em>Forse anche all\u2019interno delle Chiese. Le quali non sempre hanno avuto sufficiente coraggio nello stigmatizzare forme di inquietante razzismo e aggregazioni di bassa \u00ablega\u00bb, inconcepibili in una societ\u00e0 che si avvia a essere multirazziale e multiculturale. <em>\u00abLa sfida che viene alla Chiesa in questo campo \u00e8 grandemente impegnativa, l\u2019accoglienza reciproca \u00e8 un banco di prova dell\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019amore cristiano\u00bb.<br \/>\n<\/em>Accoglienza reciproca. Non tolleranza forzata. Non sopportazione \u00abpro bono pacis\u2019. Non calcolo mercantile. Ma coscienza, per tutti, che i milanesi hanno da offrire ai meridionali ben altro che un\u2019occupazione. E che i meridionali irrobustiscono la citt\u00e0 di ben altro che di forza-lavoro.<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline\">Diversit\u00e0 <\/span><br \/>\n<\/em>Bisogna fare ancora molto cammino prima che il diverso venga visto come un dono e non come un attentato alla propria sicurezza. Di qui, la necessit\u00e0 di una maggiore reciproca conoscenza, <em>\u00abche far\u00e0 superare pregiudizi, polemiche, vittimismi, presunzioni di superiorit\u00e0, atteggiamenti di rigetto\u00bb.<br \/>\n<\/em>Diventer\u00e0 la citt\u00e0 di Milano una grande palestra spirituale dove genti di estrazione diversa si allenano a vivere quella \u00abconvivialit\u00e0 delle differenze\u2019\u00bb, sulla cui tavola si sperimenta la pace?<br \/>\nCesser\u00e0 questa metropoli di esprimere ogni tanto penose schegge di insofferenza e simbologie di rifiuto, che mal si adattano a quell\u2019immagine di magnanimit\u00e0 procurate soprattutto dalla secolare consuetudine col messaggio cristiano?<br \/>\nAttenzione, perch\u00e9, senza questa cultura della diversit\u00e0, l\u2019integrazione europea a cui ci avviciniamo rischia di allargare l\u2019area del Sud, spostandone semmai la linea di demarcazione da Napoli a Bologna.<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline\">Autonomia<\/span><br \/>\n<\/em>Ritornello che viene ripreso in pi\u00f9 passaggi da parte dei vescovi \u00e8 l\u2019esortazione rivolta ai meridionali a coltivare progetti autonomi di sviluppo, e a fare assegnamento su dinamiche autopropulsive.<br \/>\nMeridionali, non svendete le vostre ricche potenzialit\u00e0 etiche e culturali per omologarvi ad altrui abiti d\u2019importazione, firmati e di gran marca senza dubbio, ma destinati ad andarvi sempre o troppo stretti o troppo larghi. Utilizzando modelli importati o subdolamente imposti, continuerete a mantenere logiche di dipendenza.<br \/>\nE voi, comunit\u00e0 locali, fate in modo che <em>\u00abl\u2019integrazione dei diversi gruppi non significhi soppressione delle diversit\u00e0 culturali, di tradizioni, di usanze, di forme di espressione religiosa, ben\u00ec accoglienza di quelle ricchezze di cui ciascuno \u00e8 portatore. <\/em>Le vostre chiese siano agenzia periferica della Santissima Trinit\u00e0, al cui interno le persone divine, pur mettendo tutto in comune, mantengono la loro identit\u00e0, e sono cio\u00e8 \u201cpersone, uguali e distinte\u201d.<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline\">Moralit\u00e0<\/span><br \/>\n<\/em> \u00c8 una parola fondamentale in tutto il documento, il quale sin dalle prime battute afferma che il problema del Mezzogiorno si configura come <em>\u201cquestione morale\u201d.<br \/>\n<\/em>Prima di tutto, perch\u00e9 evidenzia tra Nord e Sud profonde disuguaglianze che offendono la giustizia, ed esasperano il modello di una Italia a due velocit\u00e0.<br \/>\nIn secondo luogo, perch\u00e9 richiama meccanismi immorali di stampo consumistico che alimentano la schiavit\u00f9 del possesso e la smania del godimento <em>\u00absenza altro orizzonte che la moltiplicazione e la continua sostituzione delle cose che gi\u00e0 si posseggono con altre ancora migliori <\/em>(S.R.S. 20).<br \/>\nIn terzo luogo, perch\u00e9 evoca fatalmente gli spettri della criminalit\u00e0 organizzata, lo scadimento del senso dello Stato, il degrado della pubblica amministrazione, la peste bubbonica del clientelismo.<br \/>\nE infine, perch\u00e9 la situazione di squilibrio del Mezzogiorno nasce sostanzialmente da una fonte ad altissimo inquinamento etico: la considerazione del mercato  \u201c<em>come realt\u00e0 vincente sull\u2019uomo e sulla solidariet\u00e0 tra gli uomini\u201d.<br \/>\n<\/em>Contro questi serpeggiamenti di immoralit\u00e0 siamo chiamati a lottare tutti insieme, con stile penitenziale e con la forte speranza di potercela fare.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Dove abita la speranza <\/strong>Ce n\u2019\u00e8 abbastanza perch\u00e9 questa nobilissima citt\u00e0 di Milano, patria adottiva di moltitudini di meridionali, sorretta dalla parola del Vangelo, diventi l\u2019epicentro di un terremoto di conversione che le restituisca, sugli scenari della giustizia e della solidariet\u00e0, quella rilevanza esemplare, che qualche volta ha espresso solo in termini di egemonia o di paternalismo.<br \/>\nSant\u2019Ambrogio scriveva: <em>\u00abL\u2019ospite non ti chiede ricchezze, ma benevola accoglienza. Non un banchetto sontuoso, ma il cibo ordinario. Meglio l\u2019ospitalit\u00e0 dei legumi offerti con amicizia e benevolenza, che uccidere vitelli nella stalla con inimicizia\u2019.<br \/>\n<\/em>Ce n\u2019\u00e8 abbastanza anche per voi, carissimi conterranei del Meridione.<br \/>\nPerch\u00e9 la volutt\u00e0 dell\u2019accumulo e la smania di rivalse sociali non vi porti a preferire vitelli grassi conditi di inimicizia ai legumi offerti con benevolenza.<br \/>\nPerch\u00e9 possiate esprimere a questa terra gratitudini pi\u00f9 profonde di quelle dovute per compensazioni mercantili.<br \/>\nPerch\u00e9 qui al Nord non disdegnate di esibire con fierezza le vostre radici, e quando scendete al Sud abbiate a essere lieti di far vedere il rigoglio degli innesti spirituali pi\u00f9 che il rigonfiamento del vostro portafogli.<br \/>\nPerch\u00e9, se \u00e8 vero che nei poveri si nasconde \u00abun grande potenziale evangelizzatore\u00bb, impariate presto ad esprimerlo a vantaggio di questa citt\u00e0: non fosse altro, per ringraziarla dell\u2019accoglienza che vi ha offerto.<br \/>\nE le ricambierete il dono con lieti annunci di distacco, di sobriet\u00e0, di sacrificio, di gusto di vivere, di ricerca del\u2019essenziale, di costante attenzione agli ultimi pi\u00f9 ultimi, di quella passione per la giustizia che vi ha fatto riempire per secoli cisterne di lacrime.<\/p>\n<p><strong>Un grazie e un augurio<br \/>\n<\/strong>Il grazie va a lei, Eminentissimo Cardinale Martini, per l\u2019onore che ha concesso a me, vescovo del profondissimo Sud, di parlare in questa solenne assemblea: \u00e8 un segno straordinario di come lei sente vibrare nella sua anima la \u00absollicitudo rei meridionalis\u00bb. L\u2019augurio va alla citt\u00e0. Ges\u00f9 Cristo, nuovo ADAM, nel quale non solo l\u2019Est e l\u2019Ovest, ma anche il Nord e il Sud si ricompongono, dia a Milano l\u2019onore di presentarsi all\u2019Europa come luogo di pace, dove si svolgono le prove generali di una nuova solidariet\u00e0 planetaria.<\/p>\n<p>don Tonino Bello<\/p>\n<p>Milano, Basilica di <em>S. <\/em>Ambrogio, 6 dicembre 1989<\/p>\n<p>Tratto da \u201cScritti vari, interviste, aggiunte\u201d, Raccolta Luce e Vita n. 6<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, voglio cominciare con la frase di un vescovo africano, Sant\u2019Agostino. L\u2019avr\u00e0 colta senz\u2019altro, quando era a Milano emigrato anche lui, sulle labbra di Sant\u2019Ambrogio, vescovo europeo. 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