{"id":7106,"date":"2013-05-16T15:01:24","date_gmt":"2013-05-16T15:01:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=7106"},"modified":"2020-06-22T09:20:54","modified_gmt":"2020-06-22T09:20:54","slug":"mi-piacerebbe-che-i-partiti-ripartiamo-dalla-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=7106","title":{"rendered":"mi piacerebbe che i partiti&#8230;RIPARTIAMO DALLA POLITICA"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, alla fine, avremmo un dialogo tra la societ\u00e0 e la politica fatto di idee e non di sotterfugi, di speranze costruite insieme e condivise; avremmo una\u00a0 classe dirigente cresciuta in questa corresponsabilit\u00e0 che si vergognerebbe di comportarsi come si comporta una parte significativa dell\u2019attuale\u2026 ANGELO BERTANI riparte dalla politica con un articolo che fa pensare.<\/p>\n<header>\n<h1>Mi piacerebbe che i partiti\u2026 E voi che dite?<\/h1>\n<p>15 maggio 2013\u00a0by c3dem<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Boldrini-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7111\" alt=\"Boldrini 3\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Boldrini-3-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Boldrini-3-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Boldrini-3-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Boldrini-3.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a title=\"Commenti a Mi piacerebbe che i partiti\u2026 E voi che dite?\" href=\"http:\/\/www.c3dem.it\/6297#respond\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<\/header>\n<div>\n<p>Anche sul sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eptaforum.it\/\">www.eptaforum.it<\/a><i>\u00a0<\/i>(autorevole cenacolo di giuristi e intellettuali di area cattolica e democratica), da tempo si agitano i temi della riforma delle istituzioni e della politica italiana. Francesco Paolo Casavola \u00e8 stato chiarissimo: \u201clo Stato dei partiti ha ucciso la democrazia\u201d. Ugo De Siervo ribadisce: \u201c\u00e8 necessario un profondo rinnovamento dei partiti\u201d.\u00a0 E Pier Alberto Capotosti:\u00a0 \u201cservono\u00a0<i>partiti nuovi,<\/i>\u00a0non nuovi partiti\u201d. Dal canto suo, Marco Revelli, nel gennaio di quest\u2019anno, ha dato alle stampe un piccolo e bel libro,\u00a0<b>Finale di partito<\/b>(ed. Einaudi, 2013) in cui spiega: \u201c\u00e8 in atto una mutazione del tradizionale protagonista della nostra democrazia: il partito politico. Come l\u2019impresa ha trasformato la sua struttura dopo la crisi del fordismo, cos\u00ec i partiti stanno cambiando natura dentro una clamorosa crisi di fiducia. E talvolta finiscono\u201d.<\/p>\n<p>Del resto gi\u00e0 nel 2011 un sondaggio di Renato Mannheimer\u00a0 rivelava che l\u2019operato del governo era valutato positivamente solo dal 18 per cento degli intervistati; e l\u2019operato dei partiti di opposizione era positivo solo per il 13 per cento. La distanza critica tra l\u2019 \u201canimo\u201d dei cittadini e l\u2019 \u201cimmagine\u201d concreta della politica \u00e8 dunque elevatissima e tocca direttamente i partiti, la classe e l\u2019azione politica che esprimono.<\/p>\n<p>Per porre riparo a un tale disastro si avanzano molte e diverse proposte in tema di istituzioni, sistema politico e parlamentare, leggi elettorali\u2026 In ogni caso, il punto da cui partire \u00e8 l\u2019art. 49 della Costituzione: \u201cTutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale\u201d. Una delle cose pi\u00f9 scandalose\u00a0 in tema di \u201cCostituzione\u00a0 inattuata\u201d\u00a0 \u00e8 \u00a0l\u2019 evidente, clamorosa\u00a0 mancanza di una legge applicativa di questa norma costituzionale. I partiti vivono in una situazione di carenza normativa che ha favorito il loro deterioramento civile e culturale fino ai confini della illegalit\u00e0. Certo, per molti anni c\u2019era stata\u00a0 (forse!) una generale convergenza di fatto intorno al significato concreto del \u201cconcorrere con metodo democratico\u201d, cio\u00e8 della democrazia all\u2019interno dei partiti e dell\u2019azione dei partiti nella societ\u00e0. Ma oggi evidentemente non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dunque, \u00a0per restituire trasparenza ed efficacia alla nostra democrazia servir\u00e0\u00a0 riflettere su alcuni possibili mutamenti\u00a0 istituzionali (bicameralismo, semipresidenzialismo, criterio di ripartizione dei seggi maggioritario,proporzionale\u2026). Ma sembra evidente che la prima e pi\u00f9 urgente riforma dovrebbe essere una\u00a0 normativa (seguita da una prassi coerente) circa la vita, l\u2019azione e il ruolo concreto dei partiti.<\/p>\n<p>E non si tratta di un problema da poco o meramente tecnico. Si tratta di affrontare davvero il ruolo dei partiti nel nostro sistema politico. Credo che dovrebbe aprirsi una riflessione seria, approfondita: non frettolosa o polemica.\u00a0E poi\u00a0Sar\u00e0 necessario intessere un dialogo, tra soggetti politici ma soprattutto tra cittadini , per arrivare ad un orientamento coerente e praticabile, capace e meritevole di diventare patrimonio comune e infine comune esercizio del diritto di cittadinanza da parte dei cittadini e del dovere di coerente azione politica da parte dei politici. Gli uni e gli altri, legati da una reciproca amicizia civile e riconoscimento delle competenze e della onest\u00e0.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe che i partiti fossero delle realt\u00e0 trasparenti, con uno statuto democratico, una composizione, uno statuto e un\u2019 azione pubblica conosciuta. Che possa esserci un controllo sulla loro vita democratica interna;\u00a0 sul\u00a0 loro finanziamento\u00a0 (un due per mille? un contributo pubblico proporzionato a quello \u2013 trasparente \u2013 dei privati ? una detraibilit\u00e0?); sulla trasparenza e sobriet\u00e0 della loro leadership (a cominciare dagli aspetti culturali, etici, per finire a quelli patrimoniali); sulla seriet\u00e0 e incisivit\u00e0 della loro azione di approfondimento e divulgazione culturale.\u00a0 Immagino che potrebbe esserci (ed essere pubblico) l\u2019elenco dei dirigenti, dei militanti\u2026 Che l\u2019articolazione della loro presenza nella societ\u00e0 (sezioni, club, giornali, internet, convegni, manifesti) sia nota e normalmente aperta a chi vuole partecipare; che riesca ad essere di buon livello, onestamente impegnata a diffondere e a verificare le proprie idee e proposte. Che ci siano delle regole di comportamento pubblico \u2013 e anche privato \u2013 sui temi che possono interessare tutti\u00a0 i cittadini,\u00a0 perch\u00e9 far politica, anche di base, \u00e8 comunque una funzione\u00a0 pubblica; e ciascuno che vi si dedica deve anzitutto garantire la massima trasparenza. \u00a0Il diritto-dovere di giudicare e se del caso punire chi nella vita politica ha una condotta equivoca e disonesta, non \u00e8 solo competenza dei magistrati,\u00a0 ma \u00e8 diritto dovere degli aderenti e dei simpatizzanti dei partiti e di tutti i cittadini.<\/p>\n<p>Immagino un partito\u2026 \u2013 anzi no: un sistema di partiti, perch\u00e9 il sistema politico chiede dei soggetti omogenei; e poi:\u00a0se ci fossero cinque partiti, e solo quattro fossero virtuosi (nel senso fin qui indicato), non \u00e8 escluso che il quinto, magari pi\u00f9 spregiudicato e meno limpido, indurrebbe gli altri a corrompersi \u2013 \u2026immagino dunque dei partiti che (come in parte sapevano fare nel dopoguerra e nei primi decenni di vita democratica)\u00a0 siano una scuola di vita civile; dialoghino continuamente con la varie istanze della societ\u00e0 civile e con \u00a0i cittadini (singoli e organizzati in forme associative); che sappiano educare i giovani, valorizzare le persone mature (anche al di fuori di ruoli e compiti pubblici istituzionali). Che non facciano solo comizi e propaganda, ma sappiano dialogare, alla base e al vertice, e imparino cos\u00ec a leggere i segni dei tempi. E poich\u00e9 i segni dei tempi sono tanti, piccoli e grandi, locali e cosmici, servono vari partiti e molte persone e molta analisi e molto dialogo\u2026<\/p>\n<p>E cos\u00ec, alla fine, avremmo un dialogo tra la societ\u00e0 e la politica fatto di idee e non di sotterfugi, di speranze costruite insieme e condivise; avremmo una\u00a0 classe dirigente cresciuta in questa corresponsabilit\u00e0 che si vergognerebbe di comportarsi come si comporta una parte significativa dell\u2019attuale\u2026\u00a0 Del resto negli anni \u201950 e anche dopo, in parte, i politici provenienti dal mondo associativo, culturale, sindacale, erano ispirati da idee, progetti, speranze ben diversi da quelli di cui leggiamo oggi la cronaca sui giornali.<\/p>\n<p>Per comodit\u00e0 del lettore, e per provocare qualche intervento, provo a riassumere alcuni obbiettivi sui quali mi sembra che si potrebbe riflettere insieme per disegnare una forma-partito migliore di quella che attualmente prevale (se si pu\u00f2 parlare di \u201cforma\u201d per i nostri attuali partiti\u2026): quale tipo di soggettivit\u00e0 andr\u00e0 riconosciuta ai partiti; a quali condizioni; quali regole per iscriversi, regole per diventare dirigenti; quale trasparenza economica e quali fonti di finanziamento; quali regole di democrazia interna; quali caratteri minimi del ruolo culturale, e altri caratteri\u00a0 possibili riguardo cultura e informazione e a quali condizioni; a quali condizioni si acquista e si perde la soggettivit\u00e0 per proporsi all\u2019elettorato; come \u00a0selezionare la classe dirigente, come cambiarla; come i partiti potranno trasformarsi e cambiare secondo le novit\u00e0 dello scenario politico e sociale (e tecnologico).<\/p>\n<p>Naturalmente non tutto pu\u00f2 e deve essere definito per legge. Ma pu\u00f2 essere utile immaginare scenari complessivi per definire\u00a0 le strutture portanti del sistema dei partiti per una democrazia sempre pi\u00f9 \u201csostanziale\u201d, \u00a0nella quale la dimensione della \u201cpartecipazione\u201d si equilibri, ed anzi sia sinergica, con le dimensioni della rappresentanza, della delega e del controllo.<\/p>\n<p>Tra le molte possibili mi permetto di segnalare qui alcuni testi apparsi di recente e che costituiscono a mio avviso un patrimonio importante che il mondo cattolico democratico offre oggi alla riflessione su questi temi. I primi due sono piccoli libri ma lucidissimi e concreti, proposti dall\u2019editrice\u00a0<i>In dialogo<\/i>, espressione del movimento\u00a0<i>Citt\u00e0 dell\u2019uomo<\/i>\u00a0\u00a0fondato da Lazzati . Uno \u00e8\u00a0<b>Democrazia nei partiti<\/b>, con testi di Luciano Caimi, Emanuele Rossi, Enzo Balboni, Angelo Mattioni, Valerio Onida e Filippo Pizzolato.((In dialogo ed, 2010). In particolare segnalo l\u2019intervento di Rossi : \u201cPer una disciplina legislativa dei partiti politici\u201d. Il secondo libro \u00e8<b>Etica e verit\u00e0 in democrazia<\/b>, curato da Luciano Caimi, con testi di Guido Formigoni, Michele Nicoletti, Luigi Franco Pizzolato e Giuseppe Lazzati (In dialogo ed, 2011). Un terzo libro \u00e8 di Lorenzo Caselli, gi\u00e0 presidente del Meic e docente di etica economica:\u00a0<b>La vita buona nell\u2019economia e nella societ\u00e0<\/b>\u00a0(ed Lavoro, 2012). Da queste e analoghe sorgenti culturali e morali potrebbero venire idee e forze adeguate a proporre e realizzare un autentico, necessario rinnovamento della politica e, in particolare, della\u00a0<i>forma<\/i>\u00a0e dell\u2019<i>anima<\/i>\u00a0dei partiti\u2026<\/p>\n<p>Angelo Bertani<\/p>\n<p>dal sito C3DEM<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, alla fine, avremmo un dialogo tra la societ\u00e0 e la politica fatto di idee e non di sotterfugi, di speranze costruite insieme e condivise; avremmo una\u00a0 classe dirigente cresciuta in questa corresponsabilit\u00e0 che si vergognerebbe di comportarsi come si comporta una parte significativa dell\u2019attuale\u2026 ANGELO BERTANI riparte dalla politica con un articolo che fa pensare. Mi piacerebbe che i partiti\u2026 E voi che dite? 15 maggio 2013\u00a0by c3dem Anche sul sito\u00a0www.eptaforum.it\u00a0(autorevole cenacolo di giuristi e intellettuali di area cattolica e democratica), da tempo si agitano i temi della riforma delle istituzioni e della politica italiana. 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