{"id":7101,"date":"2013-05-15T10:43:14","date_gmt":"2013-05-15T10:43:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=7101"},"modified":"2020-06-22T09:20:55","modified_gmt":"2020-06-22T09:20:55","slug":"nakba-day-e-europei-di-calcio-under-21-in-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=7101","title":{"rendered":"Nakba Day e Europei di calcio Under 21 in Israele"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/israele_palestina1.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/israele_palestina1-140x300.gif\" alt=\"israele_palestina[1]\" width=\"140\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7102\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/israele_palestina1-140x300.gif 140w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/israele_palestina1-234x500.gif 234w\" sizes=\"auto, (max-width: 140px) 100vw, 140px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Aumenta la protesta dei gruppi di solidarieta&#8217; con il popolo palestinese verso la decisione dell&#8217;UEFA di tenere il mese prossimo gli Europei under 21 in Israele<\/p>\n<p>Roma, 14 maggio 2013, Nena News &#8211; I villaggi palestinesi distrutti tra il &#8217;47 e il &#8217;48, e cancellati dalla faccia della terra, in quella che \u00e8 chiamata la Nakba (catastrofe), furono 532: gli abitanti, 750.000, ma secondo alcune fonti 900.000, furono cacciati con la forza o fuggirono, non pochi furono uccisi.<\/p>\n<p>Gli stadi individuati per le finali Under 21 in Israele sono situati nelle citt\u00e0 di Gerusalemme, Tel Aviv, Nethania e Petah Tikva, che in parte sono state costruite, o si sono estese, al di sopra dei villaggi distrutti nel corso della Nakba che culmin\u00f2 nel &#8217;48, ma si protrasse fino al &#8217;49, dopo essere stati ripuliti dai loro originari abitanti palestinesi. <\/p>\n<p>A Tel Aviv, i giochi si svolgeranno nello stadio BLOOMFIELD gi\u00e0 BASA, dal quale \u00e8 stato espulso il club palestinese Shabab el-Arab nel 1948. Come riserva, \u00e8 stato individuato lo stadio RAMAT GAN, che \u00e8 stato costruito sui terreni dai villaggi palestinesi di Jarisha e al-Jammasin al-Sharqi sequestrati in base alla legge del 1950 sulla propriet\u00e0 degli assenti. Altri quartieri e villaggi su cui si \u00e8 allargata Tel Aviv sono ancora: Al Manshyya, Al-Jamassin al- Gharbi, Al-Shaykh Muwannis, Salama, e Summayl.<\/p>\n<p>Furono distrutti e ripuliti etnicamente dalle bande dell&#8217;Irgun Zwai Leumi, dell&#8217;Haganah, e dalla famigerata Alexandroni. Tutti erano fiorenti villaggi, sulle cui terre ben coltivate e irrigate (a smentire la narrativa israeliana secondo cui Israele ha trasformato in giardini quello che era un deserto), sorgevano piantagioni di cerali, e si estendevano alberi di agrumi ed uliveti.<\/p>\n<p>A Nethanya, si giocher\u00e0 nel Nethanya Municipal Stadium, che incombe sull&#8217;unico edificio rimasto del villaggio palestinese di Bayyarat Hannun, distrutto e ripulito col terrore dai suoi abitanti il 31 marzo 1948, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Coastal Clearing (Ripulitura della costa). Dove siano andati i suoi abitanti non si sa.<\/p>\n<p>L&#8217;altro villaggio scomparso \u00e8 l&#8217;antichissima Umm Khalid. A Petah Tikva, i giochi si svolgeranno nello stadio HaMoshava. La citt\u00e0 si \u00e8 estesa fino a ricoprire totalmente la terra e quello che una volta era il villaggio di Fajja, sorto su antichi resti archeologici che, prima della distruzione, erano ancora visibili. Il 17 febbraio del 1948 le bande terroristiche dell&#8217;Hagan\u00e0 e dell&#8217;Irgun terrorizzarono gli abitanti costringendoli a fuggire. La pulizia etnica fu completata il 15 maggio. Il villaggio fu completamente distrutto tranne una casa. <\/p>\n<p>A Gerusalemme, si giocher\u00e0 nel Teddy Stadium, costruito accanto al villaggio palestinese, quasi completamente distrutto di al-Maliha, 5.798 abitanti prima dell&#8217;occupazione. Il villaggio \u00e8 stato etnicamente ripulito dai suoi abitanti il 15 luglio del 1948, ad opera di bande dell&#8217;Irgun Zvai Leumi e del Palmach. Le poche case arabe rimaste sono abitate da coloni ebrei: la moschea \u00e8 ancora in piedi col suo minareto che si erge, ormai in stato di abbandono, al centro del villaggio. <\/p>\n<p>Il Teddy Stadium \u00e8 anche la sede della famigerata squadra israeliana Beitar Jerusalem, i cui tifosi hanno dato alle fiamme la sede amministrativa del club nel mese di febbraio 2013, dopo che sono entrati nella squadra due giocatori musulmani provenienti dalla Cecenia. Un mese dopo, i tifosi hanno lasciato lo stadio quando uno di loro ha segnato il suo primo gol. Moshe Zimmermann, uno storico dello sport presso l&#8217;Universit\u00e0 ebraica, smentisce le affermazioni che i tifosi del Beitar Jerusalem siano solo una frangia estremista, e dichiara: &#8220;Il fatto \u00e8 che la societ\u00e0 israeliana nel suo complesso diventa sempre pi\u00f9 razzista, o almeno pi\u00f9 etnocentrica, e questi fatti ne sono un&#8217;espressione&#8221;. Gerusalemme fu attaccata dalla bande sioniste nell&#8217;aprile del &#8217;48. <\/p>\n<p>Il 9 aprile ci fu il massacro di Deir Yassin: il villaggio fu completamente distrutto e gli abitanti massacrati. Alla fine i morti erano oltre 100. Tale massacro sparse il terrore negli altri villaggi ed inizi\u00f2 la fuga. Il 14 maggio la parte nuova di Gerusalemme fu occupata, mentre 40 villaggi ad ovest della citt\u00e0 furono in parte distrutti, e ripuliti di tutti i loro abitanti. Pi\u00f9 di 90.000 persone, che abitavano Gerusalemme e i villaggi confinanti persero tutti loro averi e il diritto di vivere nelle loro case. Il 7 giugno 1967, le forze militari israeliane occuparono anche Gerusalemme Est, che fu annessa a Gerusalemme Ovest.<\/p>\n<p>Nell&#8217;opera di demolizione dei villaggi intorno a Gerusalemme si distinse la brigata Harel di Hitzhak Rabin, futuro primo ministro e premio Nobel per la pace, che evacu\u00f2 le case con la forza e le distrusse facendole esplodere.<\/p>\n<p>La Nakba non \u00e8 finita e si rinnova continuamente, attraverso i bombardamenti su Gaza, attraverso l&#8217;espulsione dei palestinesi dalle loro case e la costruzione delle colonie illegali in Cisgiordania, attraverso i raid quotidiani delle forze di occupazione, attraverso le costrizioni cui sono sottoposti i Palestinesi di Israele, trattati come cittadini di serie B. <\/p>\n<p>Per questo, Israele non merita di ospitare la Coppa UEFA Under 21 del 2013. Dare ad Israele l&#8217;onore di ospitare un evento sportivo internazionale sarebbe come premiare i suoi comportamenti contrari ai valori sportivi. Nel giugno 2011, 42 squadre di calcio palestinesi si sono rivolte a Michel Platini affinch\u00e9 la UEFA, di cui Platin\u00ec \u00e8 presidente, rivedesse la propria decisione di tenere il campionato in un paese che occupa militarmente la Palestina, non rispetta il diritto internazionale e viola costantemente i diritti umani, infischiandosene della disapprovazione internazionale, peraltro assai blanda.<\/p>\n<p>Da quel momento, in tutta Europa, Italia inclusa, e in tutto il mondo, \u00e8 cresciuta la campagna di mobilitazione Cartellino rosso all&#8217;Apartheid israeliana. La campagna fa parte del movimento globale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) lanciato dalla societ\u00e0 civile palestinese nel 2005, che trae ispirazione dal movimento anti-apartheid in Sud Africa, nel quale il boicottaggio sportivo ha svolto un ruolo importante. Contro la Coppa UEFA in Israele, finora sono state raccolte oltre 15000 firme online e si sono espresse 50 stelle del calcio europeo, oltre a personalit\u00e0 come il regista britannico Ken Loach, Marie Georges Buffet, gi\u00e0 ministro dello sport francese, e il compianto Stephane Hessel, co-estensore della Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo. <\/p>\n<p>Nel settembre 2010, Michel Platini si era detto preoccupato per le restrizioni che Israele impone ai calciatori palestinesi, ed era arrivato a dire: &#8220;Israele deve scegliere tra consentire allo sport palestinese di continuare e prosperare oppure essere costretto ad affrontare le conseguenze per i sui comportamenti.&#8221; Da quella dichiarazione sono trascorsi due anni e mezzo, e non sono certo &#8220;prosperate&#8221; le condizioni dello sport palestinese. I militari israeliani, hanno di nuovo bombardato Gaza, distruggendo le infrastrutture sportive e del calcio, tra cui la sede del Comitato Nazionale Paraolimpico e lo Stadio Nazionale di Rafah, e hanno ucciso quasi 200 persone, tra cui ragazzi che giocavano al pallone. <\/p>\n<p>I calciatori palestinesi sembrano essere proprio nel mirino di Israele: tre giocatori della Nazionale, Ayman Alkurd, Shadi Sbakhe e Wajeh Moshate, sono stati uccisi nell&#8217;operazione Piombo fuso. E ci sono voluti tre mesi di sciopero della fame ed una protesta internazionale perch\u00e9 Israele rilasciasse, nel luglio dell&#8217;anno scorso, il giocatore della nazionale Mahmoud Sarsak &#8211; arrestato mentre viaggiava da Gaza in Cisgiordania per una partita e detenuto per tre anni senza capo d&#8217;accusa n\u00e9 processo. Mentre sono ancora in prigione, insieme a 4.500 detenuti politici palestinesi, il portiere della squadra olimpica Omar Abu Rois e il giocatore di Ramallah Mohammed Nimr. Il calciatore Zakaria Issa, invece, \u00e8 morto di cancro in prigione, senza aver avuto la possibilit\u00e0 di accesso ad alcuna cura. <\/p>\n<p>Come per tutti i Palestinesi, anche per i calciatori vige il divieto di movimento, sia nei Territori Palestinesi Occupati sia verso l&#8217;estero, per cui \u00e8 molto difficile per loro allenarsi o gareggiare. E se verr\u00e0 confermato il mal concepito piano di tenere il Campionato Under 21 in Israele, a migliaia di tifosi di calcio palestinesi dei TPO sar\u00e0 negato l&#8217;ingresso in Israele per vedere le partite, mentre i coloni israeliani saranno liberi di andare e venire senza ostacoli.<\/p>\n<p>La campagna europea Cartellino Rosso chiede che il potenziale positivo dello sport sia utilizzato per fare pressione su Israele, affinch\u00e9 ponga fine agli abusi e alle violenze, di cui si macchia da 65 anni e che lo rendono inadatto ad ospitare eventi sportivi internazionali. Permettere ad Israele di ospitare i giuochi ne rafforzerebbe il senso di impunit\u00e0. <\/p>\n<p>Attivisti della campagna provenienti da tutta l&#8217;Europa manifesteranno al prossimo Congresso UEFA, che si terr\u00e0 a Londra il 24 maggio, e chiederanno che Mahmoud Sarsak possa intervenire al Congresso per spiegare le ragioni della campagna che chiede di spostare la coppa Under 21 in un altro paese oltre a sospendere Israele dall&#8217; UEFA e dalla possibilit\u00e0 di ospitare futuri eventi sportivi fino a quando non rispetti il diritto internazionale. <\/p>\n<p>Chiediamo che anche gli attivisti e sportivi italiani per la pace si uniscano alla campagna inviando cos\u00ec il messaggio forte che nel calcio non c&#8217;\u00e8 posto per la negazione sistematica dei diritti umani. Nel caso l&#8217;UEFA scelga di ignorare i tanti appelli per spostare il campionato, facciamo appello ad indire proteste in tutta l&#8217;Italia l&#8217;8 giugno, giorno della partita Italia &#8211; Israele.<\/p>\n<p>di Loretta Mussi*<br \/>\n Nena News<\/p>\n<p>*Cartellino rosso all&#8217;Apartheid israeliana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aumenta la protesta dei gruppi di solidarieta&#8217; con il popolo palestinese verso la decisione dell&#8217;UEFA di tenere il mese prossimo gli Europei under 21 in Israele Roma, 14 maggio 2013, Nena News &#8211; I villaggi palestinesi distrutti tra il &#8217;47 e il &#8217;48, e cancellati dalla faccia della terra, in quella che \u00e8 chiamata la Nakba (catastrofe), furono 532: gli abitanti, 750.000, ma secondo alcune fonti 900.000, furono cacciati con la forza o fuggirono, non pochi furono uccisi. 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