{"id":708,"date":"2011-04-25T13:56:00","date_gmt":"2011-04-25T13:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=708"},"modified":"2020-06-22T09:23:59","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:59","slug":"i-piedi-del-risorto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=708","title":{"rendered":"I piedi del Risorto"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi,<br \/>\nio non so se nell\u2019ultima cena, dopo che Ges\u00f9 ebbe ripreso le vesti, qualcuno dei dodici si sia alzato da tavola, e, con brocca, catino e asciugatoio, si sia diretto a lavare i piedi del Maestro.<br \/>\nProbabilmente, no. C\u2019\u00e8 da supporre, comunque, che dopo la sua morte, ripensando a quella sera, i discepoli non abbiano fatto altro che rimproverarsi l\u2019incapacit\u00e0 di ricambiare la tenerezza del Signore.<br \/>\nPossibile mai, si saranno detti, che non ci \u00e8 venuto in mente di strappargli dalle mani quei simboli del servizio, e ripetere sui suoi piedi ci\u00f2 che egli ha fatto con ciascuno di noi?<br \/>\nDovette essere cos\u00ec forte il disappunto della Chiesa nascente per quell\u2019occasione perduta, che, quando Ges\u00f9 apparve alle donne il mattino della risurrezione, esse non seppero fare di meglio che lanciarsi su quei piedi e abbracciarli.<br \/>\nTestuale: \u00abavvicinatesi, gli cinsero i piedi e lo adorarono\u00bb.<br \/>\nCe lo riferisce Matteo, nell\u2019ultimo capitolo del suo Vangelo.<br \/>\nGli cinsero i piedi.<br \/>\nNon gli baciarono le mani o gli strinsero il collo. No. Gli cinsero i piedi!<br \/>\nErano gi\u00e0 bagnati di rugiada. Glieli asciugarono, allora, con l\u2019erba del prato e glieli scaldarono col tepore dei loro mantelli. Quasi per risarcire il Maestro, sia pure a scoppio ritardato, di un\u2019attenzione che la notte del tradimento gli era stata negata.<br \/>\nGli cinsero i piedi.<br \/>\nFortunatamente avevano portato con s\u00e8 i profumi, per ungere il corpo di Ges\u00f9.<br \/>\nForse ne ruppero le ampolle di alabastro e, in un rapimento di felicit\u00e0, riversarono sulle caviglie del Signore gli olii aromatici, che furono subito assorbiti da quei fori: profondi e misteriosi, come due pozzi di luce.<br \/>\nGli cinsero i piedi.<br \/>\nFinalmente! verrebbe la voglia di dire.<br \/>\nMa, chi sa, in quel ritardo ci doveva essere anche tanto pudore.<br \/>\nForse la Chiesa nascente, rappresentata dalle due Marie, prima di cadergli davanti nel gesto dell\u2019adorazione, aveva voluto aspettare di proposito che Ges\u00f9 riprendesse davvero le vesti. Non quelle che aveva momentaneamente deposto prima della lavanda. Ma quelle veramente inconsutili del suo corpo glorioso.<br \/>\nCarissimi fratelli, oggi voglio dirvi che la Pasqua \u00e8 tutta qui. Nell\u2019abbracciamento di quei piedi.<br \/>\nEssi devono divenire non solo il punto d\u2019incontro per le nostre estasi di amore verso il Signore, ma anche la cifra interpretativa di ogni servizio reso alla gente, e la fonte del coraggio per tutti i nostri impegni di solidariet\u00e0 con la storia del mondo.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 da illudersi. Senza questa dimensione adorante, espressa dal gruppo marmoreo di donne protese dinanzi al Risorto, saremo capaci di organizzare solo girandole appariscenti di sussulti pastorali.<br \/>\nSe non afferriamo i piedi di Ges\u00f9, lavare i piedi ai marocchini, o agli sfrattati, o ai tossici, non basta. Non basta neppure lavarsi i piedi a vicenda, tra compagni di fede.<br \/>\nSe la preghiera non ci far\u00e0 contemplare speranze ultramondane attraverso quei fori lasciati dai chiodi, battersi per la giustizia, lottare per la pace e schierarsi con gli oppressi, pu\u00f2 rimanere solo un\u2019estenuante retorica.<br \/>\nSe, caduti in ginocchio, non interpelleremo quei piedi sugli orientamenti ultimi per il nostro cammino, giocarsi il tempo libero nel volontariato rischia di diventare ricerca sterile di s\u00e8 e motivo di vana- gloria.<br \/>\nSe l\u2019adorazione dinnanzi all\u2019ostensorio luminoso di quelle stigmate non ci far\u00e0 scavalcare le frontiere delle semplici liberazioni terrene, impegnarsi per la promozione dei poveri potr\u00e0 sfiorare perfino il pericolo dell\u2019esercizio di potere.<br \/>\nNon basta avere le mani bucate.<br \/>\nCi vogliono anche i piedi forati.<br \/>\nE per questo che, quando Ges\u00f9 apparve ai discepoli la sera di Pasqua, \u00abmostr\u00f2 loro le mani e i piedi\u00bb.<br \/>\nE poi, quasi per sottolineare con la simbologia di quei due moduli complementari che, senza l\u2019uno o l\u2019altro, ogni annuncio di risurrezione rimarr\u00e0 sempre mortificato, aggiunse: \u00abguardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io\u00bb.<br \/>\nMani e piedi, con tanto di marchio! Ecco le coordinate essenziali per ricostruire la carta d\u2019identit\u00e0 del Risorto. Mani bucate. Richiamo a quella inesauribile carit\u00e0 verso i fratelli, che si fa donazione a fondo perduto.<br \/>\nPiedi forati. Appello esigente a quell\u2019amore verso il Signore, che ci fa scorgere il senso ultimo delle cose attraverso le ferite della sua carne trasfigurata.<br \/>\nBuona Pasqua!<br \/>\ndon Tonino Bello<\/p>\n<p>26 marzo 1989 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, io non so se nell\u2019ultima cena, dopo che Ges\u00f9 ebbe ripreso le vesti, qualcuno dei dodici si sia alzato da tavola, e, con brocca, catino e asciugatoio, si sia diretto a lavare i piedi del Maestro. Probabilmente, no. C\u2019\u00e8 da supporre, comunque, che dopo la sua morte, ripensando a quella sera, i discepoli non abbiano fatto altro che rimproverarsi l\u2019incapacit\u00e0 di ricambiare la tenerezza del Signore. 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