{"id":6204,"date":"2013-01-14T17:37:56","date_gmt":"2013-01-14T17:37:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=6204"},"modified":"2020-06-22T09:21:02","modified_gmt":"2020-06-22T09:21:02","slug":"pensieri-scomodi-di-don-tonino-sulla-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=6204","title":{"rendered":"Pensieri scomodi di don Tonino sulla pace"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"CENTER\">di Vito Angiuli (Convegno di Leuca 2012)<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Rivolgo un fraterno saluto a S. Ecc.za Mons. Giovanni Giudici e a S. Ecc.za Mons. Luigi Bettazzi e a tutti voi cari amici di Pax Christi. Vi ringrazio della vostra presenza. Decidendo di tenere il vostro Convegno annuale nella Diocesi di Ugento -S. Maria di Leuca, avete inteso riproporre alla comune riflessione il magistero di don Tonino nel XX anniversario della sua morte. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Questo vostro raduno, da una parte esprime il sincero ringraziamento a don Tonino, fedele testimone di Cristo e indimenticato presidente della vostra Associazione, dall\u2019altra rimarca la volont\u00e0 di rimanere fedeli al suo messaggio perch\u00e9 continui a fecondare la vita della Chiesa e della societ\u00e0. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Come voi stessi avete scritto nell\u2019invito, siete spinti dal desiderio di \u00abriscoprire e rilanciare dal Salento, luogo di confine geografico e porta d\u2019Oriente, il suo messaggio di profezia evangelica rivolto a chi non si rassegna ad un mondo segnato da tanti conflitti e ferito da tante forme di violenza\u00bb. Nello stesso tempo intendete ritrovare, insieme all\u2019attualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e della testimonianza di don Tonino \u00abanche le ragioni di un rinnovato impegno di \u201cPax Christi\u201d nella Chiesa e nella societ\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Nel ricco e articolato dibattito di questo Convegno, il mio contributo intende sottolineare l\u2019idea secondo la quale, a venti anni dalla morte di don Tonino, occorra intraprendere una ermeneutica pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 completa del suo pensiero. Per fare questo credo che sia necessario seguire un preciso orientamento. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Nella recente omelia che ho tenuto nella Cattedrale di Molfetta nel XXX anniversario dell\u2019inizio del ministero episcopale di don Tonino, ho espresso questo mio convincimento con le seguenti parole: \u00abColoro che si richiamano all\u2019esempio di don Tonino dovrebbero mantenere una vigile attenzione e incamminarsi in una triplice direzione: tornare alle radici delle questioni che hanno appassionato e nutrito la riflessione di don Tonino, all\u2019impostazione dei problemi al di l\u00e0 delle conclusioni da lui raggiunte, senza mai sentirsi soddisfatti dei risultati ottenuti; far emergere, in una sapiente e faticosa ricostruzione storica, l\u2019originalit\u00e0 del suo pensiero, mettendo possibilmente in luce il \u201cnucleo generatore\u201d e il corpo centrale delle sue intuizioni fondamentali; non rinunciare a far germogliare quella potenza innovativa e creativa che affonda le sue radici in un amore alla terra e all\u2019uomo considerati nella luce della redenzione compiuta dal mistero pasquale di Cristo\u00bb. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">In altri termini, occorre mantenere l\u2019unit\u00e0 e la circolarit\u00e0 tra l\u2019aspetto teologico, etico e sociale del pensiero di don Tonino. In questa unit\u00e0 e nel legame tra parola e gesto (<\/span><span style=\"font-size: large\"><em>gestis verbisque<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">) risiede la forza del suo messaggio. Separare questi aspetti significa indebolire la carica profetica della sua testimonianza. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Seguendo questo criterio, riprendo alcune linee del pensiero di don Tonino sulla pace. Richiamo, innanzitutto, la <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>prospettiva teologica <\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">della sua riflessione sulla pace. Essa si esprime secondo quattro direzioni: <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>sacramentale, staurologica, cristologica ed escatologica.<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Per don Tonino \u00abla pace non \u00e8 tanto un problema morale, quanto un problema di fede. Perch\u00e9, pi\u00f9 che il nostro agire, tocca il nostro essere di persone \u201cconformate a Cristo\u201d in profondit\u00e0, non con l\u2019aggiunta esteriore di incarichi, ma con l\u2019unzione dell\u2019Olio che penetra e consacra radicalmente\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote2anc\" href=\"#sdfootnote2sym\"><\/a><sup>2<\/sup><span style=\"font-size: large\">. L\u2019impegno per la pace \u00e8 un imperativo che nasce dall\u2019alto; cio\u00e8 \u00e8 la logica conseguenza della grazia sacramentale, non il semplice risultato di una assunzione di responsabilit\u00e0 di tipo volontaristico e semplicemente umanitario.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Per questo la <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>pace va intesa innanzitutto come un dono<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">. Purtroppo \u2013 avverte don Tonino \u2013 questa visione della pace sta diventando \u00abuno slogan pronunciato da noi cristiani senza molta convinzione e usato come formula di maniera [\u2026]. Considerare la pace come acqua ricavata dai nostri pozzi \u00e8 un tragico errore di prospettiva di cui, prima o poi, pagheremo le spese col prosciugamento o con l\u2019inquinamento delle falde freatiche. Quando la riflessione delle nostre comunit\u00e0 riuscir\u00e0 a scoprire che i pozzi della pace sono le stimmate del Risorto?\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote3anc\" href=\"#sdfootnote3sym\"><\/a><sup>3<\/sup><span style=\"font-size: large\">. La pace \u00e8 il frutto maturo della Pasqua di Cristo, non il risultato di un impegno etico del cristiano.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">La pace, infatti, \u00e8<\/span><span style=\"font-size: large\"><em> fondata sulla croce<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">. \u00abLa pace &#8211; scrive don Tonino &#8211; deve continuamente tenere i conti aperti. Con la stoltezza della croce che provoca il sorriso dei dotti. Con la debolezza della Parola di Dio che suscita le preoccupazioni dei prudenti [\u2026]. \u201cIn hoc signo vinces\u201d. Con questo segno: quello della fede, che poi diventa, necessariamente, quello della croce con tutta la sua carica di assurdo. \u00c8 la croce che ci insegna come amare i nemici. Una croce da prendere per il braccio lungo, come fece Ges\u00f9, e non da impugnare per il braccio corto, come abbiamo fatto noi, usandola a guisa di spada che ferisce e uccide\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote4anc\" href=\"#sdfootnote4sym\"><\/a><sup>4<\/sup><span style=\"font-size: large\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">In ultima analisi,<\/span><span style=\"font-size: large\"><em> la pace non \u00e8 tanto un valore da promuovere, ma una persona da seguire: la stessa persona di Ges\u00f9.<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> Per questo,<\/span><span style=\"font-size: large\">nonostante viviamo una \u00abesperienza frammentata di pace, scommettere su di essa significa scommettere sull\u2019uomo. Anzi, sull\u2019uomo nuovo. Su Cristo: egli \u00e8 la nostra Pace. E lui non delude\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote5anc\" href=\"#sdfootnote5sym\"><\/a><sup>5<\/sup><span style=\"font-size: large\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Certo, non \u00e8 facile raggiungere la stessa statura di Cristo. Per questo bisogna considerare la pace come \u00abuna meta sempre intravista, e mai pienamente raggiunta. La sua corsa si vince sulle tappe intermedie, e mai sull\u2019ultimo traguardo. Esister\u00e0 sempre un \u201cgap\u201d tra il sogno cullato e le realizzazioni raggiunte [\u2026]. La pace \u00e8 un bene la cui interezza si sperimenter\u00e0 solo nello stadio finale del regno, trover\u00e0 nuovi motivi per continuare la corsa anche nella situazione di scacco permanente in cui \u00e8 tenuto dalla storia\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote6anc\" href=\"#sdfootnote6sym\"><\/a><sup>6<\/sup><span style=\"font-size: large\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Su queste coordinate teologiche, don Tonino fonda la sua riflessione etica e sociale della pace. In questa prospettiva, egli sottolinea che la pace \u00e8 innanzitutto<\/span><span style=\"font-size: large\"><em> rispetto e difesa della vita. <\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">A mo\u2019 di esempio valga la risposta data<\/span><span style=\"font-size: large\">a don Torquato Sergenti nell\u2019incontro tenuto nel liceo classico di Citt\u00e0 di Castello (25.10.1988). Il sacerdote aveva rilevato che, certo, la vita va difesa \u00ababolendo la produzione e il commercio delle armi, ma va difesa anche contro i cucchiaini d\u2019oro. Madre Teresa dice che finch\u00e9 ci sar\u00e0 un aborto, non ci sar\u00e0 la pace sulla terra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">A questa osservazione, don Tonino risponde in questo modo: \u00ab\u00c8 importante giocare la partita a tutto campo; e naturalmente in tutto questo discorso c\u2019entra anche il problema dell\u2019aborto. \u00c8 chiaro, tutte le violenze nei confronti dell\u2019uomo vanno combattute, ostacolate. Ho scritto una preghiera proprio nel giorno della Giornata della vita intitolata <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>Dammi Signore un\u2019ala di riserva<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote7anc\" href=\"#sdfootnote7sym\"><\/a><sup>7<\/sup><span style=\"font-size: large\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Questa preghiera, pertanto, costituisce una invocazione e un preciso impegno di lotta contro ogni attentato alla vita e alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">La pace, infatti, va costruita nella storia<\/span><span style=\"font-size: large\"><em>.<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> Certo &#8211; scrive don Tonino &#8211; \u00abla pace \u00e8 un\u2019acqua che scende dal cielo: ma siamo noi che dobbiamo canalizzarla affinch\u00e9, attraverso le condutture approntate dalla nostra genialit\u00e0, giunga a ristorare tutta la terra [\u2026]. Frutto della giustizia \u00e8 la pace, dice Isaia in uno splendido passo. E il salmo 85 parla cos\u00ec apertamente di baci tra i due partners, che non mancano coloro a cui verrebbe il sospetto che questi rapporti abbiano del torbido, e calpestino il cosiddetto elementare senso del pudore\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote8anc\" href=\"#sdfootnote8sym\"><\/a><sup>8<\/sup><span style=\"font-size: large\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">In ultimo, don Tonino ribadisce che la pace non \u00e8 una \u201cgrazia a buon mercato\u201d, ma \u00abil nuovo martirio a cui oggi la Chiesa viene chiamata\u00bb <\/span><a name=\"sdfootnote9anc\" href=\"#sdfootnote9sym\"><\/a><sup>9<\/sup><span style=\"font-size: large\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Per questo occorre una nuova stagione di testimoni della pace che sappiano coniugare non solo la dimensione festiva, ma anche la <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>dimensione feriale della pace<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">. \u00abDovremmo abituarci &#8211; esorta don Tonino &#8211; ad abbinare la pace a parole pi\u00f9 quotidiane. Parliamo quasi sempre di festa della pace, marce della pace, veglie della pace, tavole rotonde sulla pace. Ne deriva l\u2019immagine distorta che la pace riesca ad andare d\u2019accordo solo con compagne fortunate. Che si mostri in pubblico solo con coloro che hanno sfondato. Che accetti di apparire in vetrina solo con realt\u00e0 di rango superiore. O di passeggiare in tandem unicamente con seguaci blasonate. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Forse \u00e8 arrivato il momento di capire che, oltre che di <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>festa<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">, dovremmo poter parlare di <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>ferialit\u00e0<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> della pace. Invece che coniugarla sempre con le <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>marce<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">, dovremmo appaiarla un po\u2019 pi\u00f9 con i <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>percorsi quotidiani<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> che, in linea ordinaria, sono scanditi su ritmi scarsamente eroici. Al di l\u00e0 delle <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>veglie<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">, cariche di vibrazioni emotive e risonanti di salutari utopie, dovremmo prender atto che la pace si costruisce anche nei <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>sonnolenti meandri della storia<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> e cresce anche nelle pieghe sotterranee dell\u2019esistenza. E non \u00e8 blasfemo affermare che, al di l\u00e0 dei velluti delle <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>tavole rotonde<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">, la pace si costruisce sul ruvido <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>tavolo<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> del falegname come <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>desco<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> del contadino. Sulla <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>cattedra<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> dell\u2019insegante come sulla <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>scrivania<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> dell\u2019impiegato. Sullo <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>scanno<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> dello scolaro come sulla <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>mensola<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> della casalinga. <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>Sull\u2019impalcatura<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> del metalmeccanico come su ogni <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>banco<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\"> impoetico dove si consumano le pi\u00f9 oscure fatiche giornaliere\u00bb<\/span><a name=\"sdfootnote10anc\" href=\"#sdfootnote10sym\"><\/a><sup>10<\/sup><span style=\"font-size: large\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-size: large\">La Vergine di Leuca, la Madonna <\/span><span style=\"font-size: large\"><em>de finibus terrae<\/em><\/span><span style=\"font-size: large\">, ci aiuti ad essere testimoni di Cristo e a portare la pace fino ai confini della terra.<\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: large\">+ Vito Angiuli<\/span><\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><span style=\"font-size: large\">Vescovo di Ugento- S. Maria di Leuca<\/span><\/p>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote1sym\" href=\"#sdfootnote1anc\"><\/a>1<sup>\u0002<\/sup> <em>Riflessione<\/em> al Convegno di <em>Pax Christi<\/em>, Basilica di Leuca, 31 dicembre 2012. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote2sym\" href=\"#sdfootnote2anc\"><\/a>2<sup>\u0002<\/sup> A. Bello, <em>Omelie e scritti quaresimali<\/em>, II, Luce e vita, Molfetta, 2005, n. 39, p. 40.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote3sym\" href=\"#sdfootnote3anc\"><\/a>3<sup>\u0002<\/sup> A. Bello, <em>Scritti di pace<\/em>, IV, Luce e vita, Molfetta, 1997, n. 133, p. 149.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote4sym\" href=\"#sdfootnote4anc\"><\/a>4<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi<\/em>, IV, n. 78, p. 90.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote5sym\" href=\"#sdfootnote5anc\"><\/a>5<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi<\/em>, IV, n. 138, pp. 152-153.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote6sym\" href=\"#sdfootnote6anc\"><\/a>6<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi<\/em>, IV, n. 127, p. 152.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote7sym\" href=\"#sdfootnote7anc\"><\/a>7<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi<\/em>, IV, n. 122, p. 137; 126 p. 141.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote8sym\" href=\"#sdfootnote8anc\"><\/a>8<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi<\/em>, IV, n. 134- 135, p. 150.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote9sym\" href=\"#sdfootnote9anc\"><\/a>9<sup>\u0002<\/sup> I<em>vi<\/em>, IV, n. 136, p. 150.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote10sym\" href=\"#sdfootnote10anc\"><\/a>10<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi<\/em>, n. IV, 33, pp. 41-42.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vito Angiuli (Convegno di Leuca 2012) Rivolgo un fraterno saluto a S. Ecc.za Mons. Giovanni Giudici e a S. Ecc.za Mons. Luigi Bettazzi e a tutti voi cari amici di Pax Christi. Vi ringrazio della vostra presenza. Decidendo di tenere il vostro Convegno annuale nella Diocesi di Ugento -S. Maria di Leuca, avete inteso riproporre alla comune riflessione il magistero di don Tonino nel XX anniversario della sua morte. 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