{"id":6199,"date":"2013-01-14T17:26:10","date_gmt":"2013-01-14T17:26:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=6199"},"modified":"2020-06-22T09:21:02","modified_gmt":"2020-06-22T09:21:02","slug":"la-chiesa-del-grembiule-sentinella-di-pace-giustizia-e-salvaguardia-del-creato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=6199","title":{"rendered":"La Chiesa del grembiule, sentinella di Pace Giustizia e Salvaguardia del Creato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Don Luigi Renna \u00a0(dal Convegno di Leuca 2012)<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Chiesa del grembiule non \u00e8 una identit\u00e0 astratta, ma \u00e8 popolo di Dio che si identifica con il volto di uomini e donne, vescovi, laici, presbiteri e religiosi che camminano nella compagnia degli uomini di buona volont\u00e0. In questa Chiesa del grembiule troviamo don Tonino, testimone credibile, che vive il suo<em> sensus<\/em> <em>ecclesiae<\/em> in compagnia degli uomini di buona volont\u00e0. Fu Giovanni XXIII ad indirizzare, per la prima volta, una lettera enciclica non solo ai vescovi e ai fedeli tutti, ma anche a tutti gli uomini di buona volont\u00e0: era il 4 aprile 1963, e l\u2019enciclica era la <em>Pacem in terris, <\/em>la grande lettera sulla pace <em>senza se<\/em> e <em>senza ma. <\/em>La Chiesa non pu\u00f2 che camminare cos\u00ec, pena la perdita della sua identit\u00e0, cos\u00ec come la GS nel suo <em>incipit <\/em>le ricorda: \u201cLe gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\u2019oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli del Signore\u201d( GS 1). Queste parole devono essere care anche ad ogni non credente o credente in altra religione, perch\u00e9 spiegano il senso recondito del perch\u00e9 si ritrovano i cristiani a fianco, come compagni di strada. Erano molto care anche a don Tonino, che le cita innumerevoli volte quasi a farne il <em>leit<\/em> <em>motiv<\/em> dell\u2019insegnamento e della vita: \u201cCon queste parole la Chiesa planava dai cieli della sua disincantata grandezza e sceglieva di collocare definitivamente il suo domicilio sul cuore della terra (\u2026) Con questo preludio solenne, diga squarciata dei pensieri di Dio, la Chiesa sembra dire al mondo cos\u00ec: d\u2019ora in poi, le tue gioie saranno le mie; spartir\u00f2 con te il pane amaro delle identiche tristezze, mi lascer\u00f2 coinvolgere dalle tue stesse speranze e le tue angosce stringeranno pure a me la gola con l\u2019identico groppo di paura. Noi tuoi figli ti diciamo grazie, Chiesa, perch\u00e9 ci aiuti a ricollocare le nostre tende nell\u2019accampamento degli uomini\u201d<a name=\"sdfootnote1anc\" href=\"#sdfootnote1sym\"><\/a><sup>1<\/sup>. Per comprendere il senso di questo cammino nel quale don Tonino si \u00e8 inserito ed ha proseguito con il passo di una sentinella e di una guida che non voleva stare n\u00e9 avanti, n\u00e9 indietro, ma nel mezzo del popolo di Dio, mi piace richiamare tre immagini bibliche: la <strong>Genesi<\/strong>, <strong>l\u2019Esodo <\/strong>e l\u2019<strong>Apocalisse<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anzitutto la <strong>Genesi:<\/strong> \u00e8 il libro delle origini, caro ai cristiani e ai fratelli ebrei. Libro che unisce, potremmo dire, perch\u00e9 rivela il progetto di Dio sull\u2019umanit\u00e0 e le sue promesse fatte ad Abramo e alla sua discendenza. C\u2019\u00e8 una genesi che ha queste stesse caratteristiche nell\u2019impegno di don Tonino per la pace, la giustizia, la salvaguardia del creato. E\u2019 una genesi carica di <strong>mistero<\/strong>, nel senso teologico del termine: un progetto di Dio che si disvela nella storia e che solo gli occhi dei profeti riescono a percepire bene per poterlo indicare agli altri. E\u2019 la genesi che ha le sue pagine pi\u00f9 chiare e decisive nel Concilio Vaticano II, del quale don Tonino ha incarnato il rinnovamento<a name=\"sdfootnote2anc\" href=\"#sdfootnote2sym\"><\/a><sup>2<\/sup> e che ci appare in due passaggi di quell\u2019evento che non trov\u00f2 impreparato il giovane prete ugentino. Mi sembra che lo spirito conciliare pi\u00f9 autentico, nella delicata questione del rapporto Chiesa-mondo, debba fare riferimento alla <em>Gaudet Mater Ecclesia<\/em> e alla categoria di <em>segni dei tempi. <\/em>Un passaggio<em> <\/em>del discorso di Giovanni XXIII in apertura del Concilio \u00e8 pagina generatrice di una presenza nuova della Chiesa nel mondo: \u201cNell\u2019esercizio del nostro ministero pastorale ci feriscono talora l\u2019orecchio suggestioni di persone, pur ardenti di zelo, ma fornite di senso sovrabbondante d discrezione e di misura. Nei tempi moderni esse non vedono che prevaricazione e rovina(\u2026) A noi sembra di dover dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano eventi sempre infausti, quasi che incombesse la fine del mondo. Nel presente momento storico la Provvidenza ci sta conducendo ad un nuovo ordine di rapporti umani che, per opera degli uomini e per lo pi\u00f9 al di l\u00e0 della loro stessa aspettativa, si volgono verso il compimento di segni superiori e inattesi; e tutto, anche le umane avversit\u00e0, dispone per il maggior bene della Chiesa\u201d<a name=\"sdfootnote3anc\" href=\"#sdfootnote3sym\"><\/a><sup>3<\/sup>. L\u2019invito a non essere profeti di sventura, ma profeti di speranza, che sanno cogliere nella storia i segni che la Provvidenza prepara, al di l\u00e0 delle nostre aspettative e del nostro impegno, trova nel cuore di don Tonino un terreno fertile. Il concilio riconosce in vari passaggi questi segni che misteriosamente indicano la strada del bene comune e della salvezza a tutta l\u2019umanit\u00e0, e ne parla: a riguardo della crescente sensibilit\u00e0 per la libert\u00e0 religiosa ( cfr. <em>Dignitatis Humanae<\/em> 15), della necessit\u00e0 che la Chiesa li sappia scrutare ed interpretare alla luce del Vangelo (cfr. <em>Gaudium et spes<\/em> 4. 11), della crescente solidariet\u00e0 tra i popoli che \u00e8 compito dei laici promuovere con sollecitudine ( cfr. <em>Apostolicam Actuositatem<\/em> 14). La genesi dell\u2019impegno di don Tonino Bello per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, la troviamo in questa <em><strong>sensus<\/strong><\/em><strong> <\/strong><em><strong>conciliaris<\/strong><\/em><strong> <\/strong>nel cui solco egli si inserisce, non come uno stanco ripetitore, ma come un originale interprete. Sappiamo tutti che mentre la grande opera del Concilio si svolgeva, veniva promulgata la <em>Pacem<\/em> <em>in<\/em> <em>terris, <\/em>che con la sua definizione della guerra nella era atomica come una follia (<em>alienum est a ratione<\/em>), segnava una svolta e un punto di non ritorno nella riflessione e nell\u2019impegno ecclesiale per la pace. Mentre i padri conciliari si ponevano in ascolto dello Spirito, un autentico uomo di Dio esortava il papa e i vescovi a dire una parola sui poveri e sulla povert\u00e0: era Helder Camara che nel suo diario conciliare <em>Due del mattino,<\/em> ci d\u00e0 uno spaccato mistico e profetico di quello che fermentava a Roma in quegli anni. Ecco: la genesi dell\u2019impegno di don Tonino \u00e8 nella chiesa rinnovata dallo Spirito nel Concilio Vaticano II e gi\u00e0 presente negli stimoli che animavano la comunit\u00e0 cristiana di quegli anni e in particolare i luoghi della sua formazione, soprattutto Bologna con il suo Seminario dell\u2019ONARMO. <em>Tantum est aurora:<\/em> \u00e8 solo l\u2019aurora. Cos\u00ec si esprimeva Giovanni XXIII nel discorso iniziale dell\u201911 ottobre 1962, e cos\u00ec mi piace definire quel periodo embrionale del ministero di don Tonino. La genesi <strong>unisce<\/strong> in una promessa tutti i figli di Abramo e costituisce quella che don Tonino chiamer\u00e0 la nave-scuola della pace: \u201cCi auguriamo che le navi che sono passate per il ponte girevole di Taranto non sparino alcun colpo, neppure a salve. Ma si sappia bene che un primo siluro l\u2019hanno gi\u00e0 lanciato. Non contro le imbarcazioni iraniane, ma contro la nave scuola su cui da ormai cinquant\u2019anno impartono lezioni di pace Gandhi e Luther King, Tillich e Capitini, La Pira e Lanza del Vasto, Helder Camara, don Milani, Bobbio e Bettazzi\u201d<a name=\"sdfootnote4anc\" href=\"#sdfootnote4sym\"><\/a><sup>4<\/sup> Il bel volume di Sergio Paronetto <em>Don Tonino maestro di nonviolenza. Pedagogia, politica, cittadinanza attiva e vita cristiana,<\/em><a name=\"sdfootnote5anc\" href=\"#sdfootnote5sym\"><\/a><sup>5<\/sup> presenta in maniera esaustiva il legame profondo di don Tonino con il pensiero di questi uomini di ogni sensibilit\u00e0 religiosa e politica, uniti dalla stessa beatitudine, quella degli operatori di pace, il cui capostipite, dir\u00e0, rimane Ges\u00f9 Cristo. Questi uomini lo hanno stimolato nella ricerca, l\u2019hanno provocato nell\u2019emulazione, lo hanno aiutato con l\u2019esempio: \u201cFra quelli che ho conosciuto di persona La Pira, Lercaro, Bettazzi, Carretto, Turoldo, Balducci, il mio vescovo Mincuzzi\u2026 e poi la gente, i diseredati della mia parrocchia, i poveri della mia diocesi, gli umili, i semplici che ho incontrato nella mia esperienza pastorale.\u201d<a name=\"sdfootnote6anc\" href=\"#sdfootnote6sym\"><\/a><sup>6<\/sup>La compagnia dei credenti si arricchisce del respiro ecumenico: il movimento ecumenico che trover\u00e0 molte difficolt\u00e0 nel dialogo sulle questioni dogmatiche, sulle tematiche di carattere etico ha avvertito una grande sintonia ed un notevole senso di responsabilit\u00e0: l\u2019Assembla delle Chiese cristiane del continente europeo di Vancouver gi\u00e0 nel 1983 insisteva nell\u2019affrontare un processo conciliare tra le chiese in un\u2019area d\u2019impegno definita della \u201cgiustizia, pace e salvaguardia del creato\u201d, e giungeva all\u2019Assemblea di Basilea arricchita dalle relazioni del cardinali Martini, Willebrands ed Etchegaray<a name=\"sdfootnote7anc\" href=\"#sdfootnote7sym\"><\/a><sup>7<\/sup>. Il successivo incontro, l\u2019Assemblea Mondiale di Seoul, nel 1990, ne ricalcher\u00e0 le orme, in un respiro globale. In questa visione cos\u00ec ampia, secondo lo spirito della chiesa universale e conciliare, nella compagnia di tutti gli uomini di buona volont\u00e0, c\u2019\u00e8 la genesi dell\u2019impegno di don Tonino Bello. <em> <\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E poi c\u2019\u00e8 <strong>l\u2019Esodo<\/strong>, cammino di conversione di un uomo, di un popolo, conquista \u2013 assolutamente non violenta- di una terra promessa. In don Tonino non c\u2019\u00e8 stato un cammino di conversione che l\u2019ha portato dall\u2019indifferenza all\u2019interesse per la pace, ma una predisposizione ad imparare, dal vangelo e dai segni dei tempi. Scrive Salvatore Leopizzi: \u201cSe per don Milani la scuola era tutto, per don Tonino si pu\u00f2 dire che tutto era scuola\u201d<a name=\"sdfootnote8anc\" href=\"#sdfootnote8sym\"><\/a><sup>8<\/sup>.Si lascia scavare dalla Parola di Dio, entra in dialogo con i personaggi del Vangelo, si lascia provocare dal magistero e tutto ci\u00f2 \u00e8 la lampada per illuminare la storia dalla quale si lascia interpellare. La <em>Populorum progressio<\/em> di Paolo VI colpisce per i riferimenti da lui fatti nell\u2019introduzione ai viaggi compiuti da arcivescovo di Milano in Africa ed in India, e dall\u2019apporto che hanno dato alla sua enciclica sullo sviluppo dei popoli. Anche don Tonino ha fatto i suoi viaggi che l\u2019hanno messo sempre in cammino con una provocazione nuova. Ricordiamo la provocazione ricevuta a Bariloche in Argentina, quando in una baracca scopre che tra le povere cose di una famiglia c\u2019\u00e8 un vangelo e scrive: \u201cMi sono rallegrato pensando che quelle persone erano credenti. Ho detto: \u201cSignora, legge il Vangelo?\u201d Con uno sguardo dolcissimo mi rispose \u201cUnico consuelo por nuestra pobreza\u201d Io, vescovo, non avrei mai pensato di ricevere annunci di liberazione proprio in quella capanna dei poveri\u201d<a name=\"sdfootnote9anc\" href=\"#sdfootnote9sym\"><\/a><sup>9<\/sup>. Lo converte un martire, mons. Oscar Romero, di cui scrive con ammirazione, dicendo che da quando un suo prete, padre Rutilio Grande fu assassinato, il vescovo salvadoregno visse con lo stile dei primi martiri cristiani, la <em>parresia, <\/em> cio\u00e8 la franchezza nel parlare, la <em>kaukesis, <\/em>cio\u00e8 il vanto per la croce di Cristo, la speranza. Nella preghiera che compone per il vescovo martire ha qualcosa da chiedere anche per s\u00e9: \u201cPrega, vescovo Romero, perch\u00e9 tutti i vescovi della terra si facciano banditori della giustizia e operatori di pace, e assumano la nonviolenza come criterio ermeneutico del loro impegno pastorale, ben sapendo che la sicurezza carnale e la prudenza dello spirito non sono grandezze commensurabili tra di loro\u201d<a name=\"sdfootnote10anc\" href=\"#sdfootnote10sym\"><\/a><sup>10<\/sup>. L\u2019intercessione di mons. Romero ha consolidato questo stile di don Tonino: <em>parres\u00eca<\/em>, <em>vanto<\/em> <em>nella<\/em> <em>croce<\/em> che un perseguitato per la giustizia deve abbracciare, <em>speranza<\/em>. <strong>L\u2019esodo di don Tonino non \u00e8 solitario<\/strong>. Ha fatto camminare anche la teologia della pace, della giustizia, della salvaguardia del creato. Esistevano gi\u00e0 encicliche sul tema della pace e discorsi del papa, esistevano anche documenti delle Chiese cristiane, ma la teologia era un po\u2019 timida. In ambito etico-sociale bisogna riconoscere che a volte le encicliche sono state pi\u00f9 audaci dei trattati di morale. Don Tonino scrive che la pace non \u00e8 tanto un problema morale, quanto un problema di fede: \u201cQuello della pace \u00e8 il discorso teologico pi\u00f9 robusto e pi\u00f9 serio, perch\u00e9 affonda le sue radici nel mistero trinitario. Se infatti pace \u00e8, come oggi si dice, \u201cconvivialit\u00e0 delle differenze\u201d, e se \u00e8 vero che la santissima Trinit\u00e0 \u00e8 anch\u2019 essa \u201cconvivialit\u00e0 delle differenze\u201d, dobbiamo concludere che la pace \u00e8 la definizione pi\u00f9 vera del mistero principale della nostra fede, in cui contempliamo tre persone uguali e distinte che siedono allo stesso banchetto della natura divina\u201d.<a name=\"sdfootnote11anc\" href=\"#sdfootnote11sym\"><\/a><sup>11<\/sup> Nel suo memorabile discorso all\u2019 Arena di Verona il 30 aprile del 1989 al Movimento \u201cBeati i costruttori di pace\u201d, alla vigilia dell\u2019Assemblea ecumenica di Seoul, parla del passaggio dal monoteismo assoluto al monoteismo trinitario della pace: una lettura ardita e sintetica, nella quale riporta velocemente quanto la migliore riflessione biblica e teologica aveva detto sul Dio trinitario, passando poi a mettere in relazione pace-giustizia-salvaguardia del creato che se considerate a \u201ccomportamenti stagno\u201d portano ad un corto circuito di verit\u00e0<a name=\"sdfootnote12anc\" href=\"#sdfootnote12sym\"><\/a><sup>12<\/sup>. Cosa sarebbe la pace senza la giustizia? Gi\u00e0 Paolo VI non aveva detto che lo sviluppo \u00e8 il nuovo nome della pace e non ripeter\u00e0 Giovanni Paolo II nella <em>Sollicitudo rei socialis<\/em> che la solidariet\u00e0 \u00e8 il nuovo nome della pace? Sviluppo e solidariet\u00e0 giammai sganciate dalla giustizia, anzi come attuazione di una giustizia che d\u00e0 a ciascuno ci\u00f2 che gi appartiene per il semplice fatto di essere nato, la dignit\u00e0 e di diritti che da essa promanano. Pi\u00f9 timido il riferimento alle questioni ecologiche che divengono pi\u00f9 urgenti e pi\u00f9 pressanti a livello globale negli anni \u201990 dello scorso secolo. La teologia, anche grazie a don Tonino, ha fatto il suo esodo, e il suo linguaggio simbolico, unito alla credibilit\u00e0 del suo impegno, ha spinto a ricercare nella direzione di questo trinomio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con don Tonino ha camminato la Chiesa locale, la Puglia, i vescovi della conferenza episcopale pugliese, tra i quali ha portato l\u2019interesse, la passione, la forza di pronunciarsi per tutte le tematiche che riguardavano la regione e il mondo intero. Innumerevoli i suoi impegni, che rispondo bene all\u2019aggettivo glocale: impegno locale con lo sguardo rivolto al globale e consapevole della interdipendenza tra le due dimensioni della realt\u00e0. Le acciaierie di Giovinazzo, la lotta al commercio delle armi, la lotta alla militarizzazione di alcune regioni come la Puglia, la Sardegna e il Veneto, il sostegno con Pax Christi e tante associazioni contro l\u2019istallazione dei missili a Crotone, degli Jupiter e dei Tornado a Gioia del Colle, della portaerei Garibaldi a Taranto; la lotta espressa nel sostegno all\u2019obiezione di coscienza e all\u2019obiezione fiscale, contro i poligoni di tiro sulla Murgia,le campagne contro i mercanti di morte, le prese di posizione contro la guerra del Golfo, l\u2019accoglienza degli albanesi, la marcia a Sarajevo. La beatitudine degli operatori di pace \u00e8 stata come un torrente che ha irrigato la terra, che ci ha resi tutti pi\u00f9 sensibili, facendo fare a tutti un bell\u2019esodo. Quanti ostacoli in questo cammino, quante tentazioni a tornare indietro, forse anche quella di qualche vitello d\u2019oro, qualche conquista che facesse dire: possiamo fermarci qui. Credo che don Tonino abbia fatto anche camminare la societ\u00e0 italiana e oggi anche grazie a lui quell\u2019articolo della Costituzione in cui si dice che l\u2019Italia ripudia la guerra, \u00e8 pi\u00f9 libero da <em>ma<\/em> e <em>se<\/em>. Ha fatto camminare Pax Christi. Nel suo primo congresso nazionale di Pax Christi l\u20198 dicembre 1986, espone le linee portanti del movimento, richiamandosi all\u2019icona del buon samaritano e indicando cinque aeree di impegno concreto: l\u2019area dell\u2019educazione alla pace, quello dell\u2019area della nonviolenza e della difesa polare non violenta, quella dei diritti umani e del rapporto Nord-Sud, l\u2019area dell\u2019obiezione di coscienza, quella delle cesure difficili da ricomporre. Su quest\u2019ultima, voglio lasciare una citazione: \u201cE\u2019 la cesura tra testimonianza personale ( ineludibile specialmente sulle scelte di sobriet\u00e0 e coerenza) e progetti sociali. Tra impegno locale ( con tutte le sue logiche di incarnazione e quindi vissuto spicciolo) e mutamenti globali. Fra tensioni di solidariet\u00e0 concreta ( fatta di gesti di condivisione, di assistenza, di olio e vino sulle ferite) e politica.(\u2026) Un giorno godremo nella loro interezza di tutte quelle realt\u00e0 che qui sulla terra siamo chiamati a far spuntare allo stato germinale e che ci sforziamo di far maturare nei segni: la pace., la fraternit\u00e0, la giustizia, la libert\u00e0. E\u2019 dalla Gerusalemme del cielo ( nella quale entreremo nell\u2019ottavo giorno) che si deve scatenate l\u2019empito entusiasta per ci\u00f2 che agli occhi dell\u2019uomo sembra incredibile, assurdo, irraggiungibile: la nonviolenza, il disarmo, l\u2019unilateralit\u00e0 del disarmo, il perdono, la rinunzia evangelica, la povert\u00e0, la gratuit\u00e0, la tenerezza. Ci accorgeremo finalmente che la pace non \u00e8 un \u2018aspirazione, ma \u00e8 una persona: Ges\u00f9 Cristo, l\u2019Emmanuele, il Dio con noi\u201d<a name=\"sdfootnote13anc\" href=\"#sdfootnote13sym\"><\/a><sup>13<\/sup> Perch\u00e9 questa citazione cos\u00ec lunga? Per due motivi: la prima \u00e8 che la lacerazione fra ideali e vita, fra mete conquistate e mete da conquistare \u00e8 sempre in agguato, in un esodo. E poi perch\u00e9 in una nota del testo di Paronetto ho letto: \u201cSandro Bregantin, Gianni Novello e Giuliana Bonino testimoniano l\u2019iniziale perplessit\u00e0 dell\u2019uditorio congressuale, sospettoso verso meditazioni ritenute troppo \u201cspirituali\u201d in momenti cos\u00ec caldi dal punto di vista politico.\u201d<a name=\"sdfootnote14anc\" href=\"#sdfootnote14sym\"><\/a><sup>14<\/sup> E invece c\u2019\u00e8 qui il segreto della tensione mantenuta da don Tonino nell\u2019esodo della pace, nel credere, come diceva Charles Peguy, che una rivoluzione sociale o \u00e8 morale o non \u00e8 una rivoluzione. In quest\u2019esodo ha conquistato con l\u2019arma della nonviolenza: sempre parole di dialogo, sempre scelte fatte con grande rispetto, persino quella tanto contestata dell\u2019obiezione fiscale, per diffondere la coscienza dell\u2019obiezione. Persino la lettera pi\u00f9 indignata, quella ad Indro Montanelli direttore de Il Giornale, il 20 febbraio 1986, \u00e8 carica di rispetto e scrive: \u201cStia tranquillo signor direttore. Il senso dello Stato e della storia non ci sentiamo di chiederlo in prestito a nessuno. Amiamo l\u2019Italia anche noi, almeno quanto lei. La nostra Italia, laica, repubblicana, fondata sulla costituzione. E chi avanza dubbi sul nostro religioso rispetto verso le istituzioni dello Stato, ci offende non meno di chi dubita del nostro amore verso la Chiesa. Non ce ne voglia. Non gliene vogliamo neppure noi, mentre senza rancore la salutiamo.\u201d<a name=\"sdfootnote15anc\" href=\"#sdfootnote15sym\"><\/a><sup>15<\/sup> La forma della nonviolenza \u00e8 entrata, con questo popolo della pace nello stile di chi vuole sfidare Golia con la semplice fionda di Davide. Come termina l\u2019esodo? Con l\u2019ingresso nella terra promessa, del popolo ma non di Mos\u00e8. La Sacra Scrittura dice: \u201cMos\u00e8 sal\u00ec dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga, che \u00e8 di fronte a Gerico. Il Signore gli mostr\u00f2 tutto il Paese(\u2026) Il Signore gli disse: \u201cQuesto \u00e8 il paese per il quale io ho giurato ad Abramo, ad Isacco e a Giacobbe: Io lo dar\u00f2 alla tua discendenza. Te l\u2019ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai. Mos\u00e8, servo del Signore, mor\u00ec in quel luogo, nel paese di Moab, secondo l\u2019ordine del Signore.\u201d( Dt 34, 1.5). Cos\u00ec mi sembra sia morto don Tonino, con molte domande, ma con anche una grande certezza, cose di cui scrive sul suo diario il 13 dicembre 1992: \u201cQuando giungiamo sul porto di Ancona, una folla ci attende con fiaccole e striscioni. Baci, abbracci. Arrivederci, addio. Ci troveremo in altre occasioni! Poi rimango solo e sento per la prima volta una grande voglia di piangere. Tenerezza, rimorso e percezione del poco che si \u00e8 potuto seminare e sulla lunga strada che rimane da compiere. Attecchir\u00e0 davvero la semente della nonviolenza? Sar\u00e0 davvero questa la strategia del domani? Sar\u00e0 davvero questa la strategia del domani? E\u2019 possibile cambiare il mondo con il semplice gesto dei disarmato?(\u2026) sono troppo stanco per rispondere stasera. Per ora mi lascio cullare da una incontenibile speranza. Le cose cambieranno, se i poveri lo vogliono\u201d<a name=\"sdfootnote16anc\" href=\"#sdfootnote16sym\"><\/a><sup>16<\/sup> Con questa speranza e con la consegna del testimone ai poveri, come Mos\u00e8 si addormenta lontano da una terra che ha appena intravisto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">E poi c\u2019\u00e8 l\u2019 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Apocalisse.<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> Non consideriamo questa parola nel significato catastrofico che ha assunto nel tempo, ma in quello biblico di rivelazione, di parola di Dio detta alle chiese. All\u2019angelo della chiesa di Efeso scrivi\u2026, all\u2019angelo della chiesa di Smirne scrivi&#8230; Non \u00e8 una lettera riservata, ma \u00e8 il progetto di Dio consegnato alla Chiesa ma non solo per la Chiesa, per il mondo intero. Sono parole dette quando tutto sembra perduto e la Bestia e Babilonia la grande sembrano far precipitare tutto nel baratro del nulla. Sono le parole dette per indicare la direzione della storia, della nostra storia. Il tempo presente \u00e8 tempo di questa rivelazione. Com\u2019\u00e8 questa Chiesa del grembiule, sentinella di pace, salvaguardia del creato? Dobbiamo dire che il magistero e la teologia su questo non mancano di intervenire. Il magistero di Giovanni Paolo II, nelle giornate della pace, ci ha accompagnato fino alla sua morte, e continua a farlo quello di Benedetto XVI. Non sono mancate prese di posizione chiare come quella del cardinal Martino all\u2019indomani dell\u2019arresto di Saddam Hussein, per contestare modalit\u00e0 e pubblicit\u00e0 non consone alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo. Il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, ultima opera del Concilio \u2013 sovente i padri conciliari nei loro <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>desiderata<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>et<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>vota<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> avevano espresso il desiderio di avere uno strumento agile per la formazione al sociale, una sorta di catechismo sociale- \u00e8 stata una delle ultime opere di Giovanni Paolo II. Le parti dedicate alla pace e alla salvaguardia del creato costituiscono dei solidi punti di riferimento, che hanno il coraggio di mettere al bando espressioni come quella ambigua di guerra preventiva<\/span><\/span><a name=\"sdfootnote17anc\" href=\"#sdfootnote17sym\"><\/a><sup>17<\/sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> e parole molto illuminate sulle radici del terrorismo. Significativo quello che si dice sulla deterrenza delle armi, nel capitolo dodicesimo, interamente dedicato alla pace: \u201cQualsiasi accumulo eccessivo di armi, o il loro commercio generalizzato, non possono essere giustificati moralmente; tali fenomeni vanno valutati anche alla luce della normativa internazionale in materia di non-proliferazione, produzione, commercio e uso dei differenti tipi di armamenti. Le armi non devono mai essere considerate alla stregua di altri beni scambiati a livello mondiale o sui mercati interni. Il Magistero, inoltre, ha espresso una valutazione morale del fenomeno della <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>deterrenza<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">: \u00ab L&#8217;<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>accumulo delle armi <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">sembra a molti un modo paradossale di dissuadere dalla guerra eventuali avversari. Costoro vedono in esso il pi\u00f9 efficace dei mezzi atti ad assicurare la pace tra le nazioni. Riguardo a tale mezzo di dissuasione vanno fatte severe riserve morali. La <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>corsa agli armamenti <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">non assicura la pace. Lungi dall&#8217;eliminare le cause di guerra, rischia di aggravarle \u00bb.Le politiche di deterrenza nucleare, tipiche del periodo della cosiddetta Guerra Fredda, devono essere sostituite con concrete misure di disarmo, basate sul dialogo e sul negoziato multilaterale.\u201d<\/span><\/span><a name=\"sdfootnote18anc\" href=\"#sdfootnote18sym\"><\/a><sup>18<\/sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">E sul terrorismo internazionale:<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><strong>\u201c<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>Il terrorismo va condannato nel modo pi\u00f9 assoluto. Esso manifesta un disprezzo totale della vita umana e nessuna motivazione pu\u00f2 giustificarlo, in quanto l&#8217;uomo \u00e8 sempre fine e mai mezzo<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">. Gli atti di terrorismo colpiscono profondamente la dignit\u00e0 umana e costituiscono un&#8217;offesa all&#8217;intera umanit\u00e0: \u00ab <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>Esiste perci\u00f2 un diritto a difendersi dal terrorismo<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00bb.<\/span><\/span><sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">1081<\/span><\/span><\/sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> Tale diritto non pu\u00f2 tuttavia essere esercitato nel vuoto di regole morali e giuridiche, poich\u00e9 la lotta contro i terroristi va condotta nel rispetto dei diritti dell&#8217;uomo e dei principi di uno Stato di diritto.<\/span><\/span><sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">1082<\/span><\/span><\/sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> L&#8217;identificazione dei colpevoli va debitamente provata, perch\u00e9 la responsabilit\u00e0 penale \u00e8 sempre personale e quindi non pu\u00f2 essere estesa alle religioni, alle Nazioni, alle etnie, alle quali i terroristi appartengono. La collaborazione internazionale contro l&#8217;attivit\u00e0 terroristica \u00ab <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>non pu\u00f2 esaurirsi soltanto in operazioni repressive e punitive<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">. \u00c8 essenziale che il pur necessario ricorso alla forza sia accompagnato da una coraggiosa e lucida analisi delle<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em> motivazioni soggiacenti agli attacchi terroristici<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00bb. \u00c8 necessario anche un particolare impegno sul piano \u00ab <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>politico e pedagogico<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00bb per risolvere, con coraggio e determinazione, i problemi che, in alcune drammatiche situazioni, possono alimentare il terrorismo: \u00ab Il reclutamento dei terroristi, infatti, \u00e8 pi\u00f9 facile nei contesti sociali in cui si semina l&#8217;odio, i diritti vengono conculcati e le situazioni di ingiustizia troppo a lungo tollerate \u00bb<\/span><\/span><a name=\"sdfootnote19anc\" href=\"#sdfootnote19sym\"><\/a><sup>19<\/sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">. C\u2019\u00e8 stata l\u2019enciclica <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>Caritas in veritate<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> che ha riproposto i temi della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato nel solco iniziato dalla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>Populorum<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>progressio<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">, ed ha indicato nell\u2019etica del dono il criterio per superare un\u2019economia che genera vorticosamente tanta povert\u00e0. Il magistero richiede per\u00f2 chi lo diffonda, lo incarni, lo faccia divenire cultura di un popolo, perch\u00e9 richiede una mediazione da cristiani responsabili, intelligente, non partitica, ma sociale e politica in senso ampio. Qui si avverte una certa carenza. Lo stesso vale per il cammino ecumenico delle chiese, che vive momenti di rallentamento, poco slancio. I timori rischiano di tarpare le ali alla speranza. E\u2019 un tempo di luci ed ombre, come il tempo preannunciato dall\u2019Apocalisse, e nel quale viene chiesto alla Chiesa soprattutto di ascoltare e quindi di agire, senza lasciarsi intimorire. Anche i conflitti assumono sempre pi\u00f9 la coloritura religiosa, ma sappiamo che cos\u00ec non \u00e8 e non dovremmo neppure interrogarci sull\u2019accoglienza, la mano tesa anche se dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 chi per timore dell\u2019occidente \u00e8 chiuso al dialogo. Il dialogo \u00e8 nel nostro Dna, come la pace: all\u2019angelo della Chiesa scrivi \u2026 C\u2019\u00e8 una rinnovata sensibilit\u00e0 per la salvaguardia del creato: dal 2006 la celebrazione della giornata, il 1\u00b0 settembre, in prospettiva ecumenica perch\u00e9 \u00e8 il capodanno liturgico ortodosso, ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di crescere in consapevolezza e spinge a cercare nuove forme che prevengano i gravi danni di uno sviluppo insostenibile. Mi chiedo come vengono celebrate queste giornate nelle nostre chiese e quanta consapevolezza diffondono. Mi chiedo se c\u2019\u00e8 molto discernimento nelle comunit\u00e0 ecclesiali e nella societ\u00e0 civile su questioni come quella dello smaltimento dei rifiuti e sulle energie rinnovabili. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">Poi ci sono le scelte, che hanno bisogno di uomini che paghino la loro beatitudine con la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>parresia<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">, la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>kaukesis<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> e la perseveranza nella speranza. Qui sentiamo forse la nostalgia di don Tonino, ma stiamo attenti a questa nostalgia: non fa piacere a lui, non fa onore a noi, perch\u00e9 egli non ha mai avuto la pretesa di essere un eroe, ma solo quella di essere un testimone. Oggi abbiamo la grande questione dei conflitti dimenticati e dei loro finanziamenti; dell\u2019utilizzo dei nostri risparmi in una finanza che sia etica: non mancano attenzioni a questi temi, ma forse sono troppo timide. Anche di fronte al dilemma salute o lavoro degli operai dell\u2019ILVA ci sentiamo dilaniati ed abbiamo bisogno di far chiarezza e di vedere azioni concrete, perch\u00e9 non si rimanga impantanati nello <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>status<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>quo<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">. La crisi economica e una certa politica irresponsabile e oserei dire permissiva nei confronti dello strapotere della finanza, ha generato nuovi poveri. Sentiamo che c\u2019\u00e8 bisogno di un serio ritorno alla politica come <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>mistica<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>arte, <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">perch\u00e9 il bene comune lo si costruisce nella politica, locale, nazionale, europea, internazionale. La Chiesa del grembiule non ha soluzioni preconfezionate: ascolta, discerne, orienta. Sa che deve esserci. La Lettera a Diogneto, indicando la vocazione dei credenti dice: \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non \u00e8 lecito abbandonare\u201d<\/em><\/span><\/span><a name=\"sdfootnote20anc\" href=\"#sdfootnote20sym\"><\/a><sup>20<\/sup><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>. <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">E\u2019 un richiamo valido per tutti, sempre, quanto pi\u00f9 per un movimento come Pax Christi. Non dimentichiamo per\u00f2 che il timone della storia ce l\u2019ha il Signore \u2013 \u00e8 il messaggio dell\u2019Apocalisse \u2013 e che il testimone don Tonino l\u2019ha lasciato ai poveri. E i poveri vogliono, la storia cambier\u00e0. Lo vogliono i poveri? Come non volere la libert\u00e0, il riscatto, il bene comune? Forse i poveri hanno bisogno semplicemente che qualcuno, come ha fatto don Tonino, si faccia loro compagno di strada. Allora crederanno alla Chiesa del grembiule e si rallegreranno; allora si compir\u00e0 quella parola che fu il motto del vescovo don Tonino: ascoltino gli umili e si rallegrino. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">Don Luigi Renna<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">Docente di teologia morale- Facolt\u00e0 Teologica Pugliese <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote1sym\" href=\"#sdfootnote1anc\"><\/a>1<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO, <em>Omelia,<\/em> in <em>Omelie e scritti quaresimali,<\/em> Mezzina, Molfetta 2005, 288-289.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote2sym\" href=\"#sdfootnote2anc\"><\/a>2<sup>\u0002<\/sup> Cfr. A. CHIEREGHIN, <em>Un vescovo secondo il Concilio. Don Tonino Bello, uomo che visse dentro, che visse insieme, che vide oltre. Lettura teologico pastorale del ministero episcopale del vescovo di Molfetta- Ruvo- Giovinazzo- Terlizzi, 1982-1993,<\/em> Ed Insieme, Terlizzi ( Ba) 2001.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote3sym\" href=\"#sdfootnote3anc\"><\/a>3<sup>\u0002<\/sup> GIOVANNI XXIII, <em>Discorso nella solenne apertura del Concilio,<\/em>in EV 1, (39). <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote4sym\" href=\"#sdfootnote4anc\"><\/a>4<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO, <em>La non violenza in una societ\u00e0 violenta,<\/em> in <em>Scritti di pace,<\/em> Mezzina, Molfetta 1997, 56.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote5sym\" href=\"#sdfootnote5anc\"><\/a>5<sup>\u0002<\/sup> S. PARONETTO, <em>Don Tonino maestro di nonviolenza. Pedagogia, politica, cittadinanza attiva e vita cristiana<\/em> Paoline, Milano 2012.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote6sym\" href=\"#sdfootnote6anc\"><\/a>6<sup>\u0002<\/sup> Cfr. A. BELLO, <em>Scritti di pace, <\/em>239. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote7sym\" href=\"#sdfootnote7anc\"><\/a>7<sup>\u0002<\/sup> Cfr. G. CURRA\u2019, <em>L\u2019ecologia nell\u2019insegnamento di Giovanni Paolo II,<\/em> Editoriale Progetto 2000,Cosenza 2000, 74-75.<em> <\/em> <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote8sym\" href=\"#sdfootnote8anc\"><\/a>8<sup>\u0002<\/sup> S. PARONETTO, <em>o.c.,<\/em> 30.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote9sym\" href=\"#sdfootnote9anc\"><\/a>9<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO, <em>La nonviolenza&#8230;,<\/em> 63.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote10sym\" href=\"#sdfootnote10anc\"><\/a>10<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO <em>Sui sentieri di Isaia,<\/em> 102-103.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote11sym\" href=\"#sdfootnote11anc\"><\/a>11<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO, <em>Convivialit\u00e0 delle differenze,<\/em> 43-53.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote12sym\" href=\"#sdfootnote12anc\"><\/a>12<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO, <em>Giustizia, pace, salvaguardia del creato,<\/em> in <em>Scritti di pace,<\/em> 161.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote13sym\" href=\"#sdfootnote13anc\"><\/a>13<sup>\u0002<\/sup> <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote14sym\" href=\"#sdfootnote14anc\"><\/a>14<sup>\u0002<\/sup> S. PARONETTO, <em>o.c.,<\/em>78.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote15sym\" href=\"#sdfootnote15anc\"><\/a>15<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO, <em>Scritti di pace<\/em>, 35.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote16sym\" href=\"#sdfootnote16anc\"><\/a>16<sup>\u0002<\/sup> A. BELLO, <em>Diari e scritti pastorali<\/em>, Mezzina, Molfetta 2005,110<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><a name=\"sdfootnote17sym\" href=\"#sdfootnote17anc\"><\/a>17<sup>\u0002<\/sup> \u201c<span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>Quanto, poi, a un&#8217;azione bellica preventiva, lanciata senza prove evidenti che un&#8217;aggressione stia per essere sferrata, essa non pu\u00f2 non sollevare gravi interrogativi sotto il profilo morale e giuridico<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>. Pertanto, solo una decisione dei competenti organismi, sulla base di rigorosi accertamenti e di fondate motivazioni, pu\u00f2 dare legittimazione internazionale all&#8217;uso della forza armata, identificando determinate situazioni come una minaccia alla pace e autorizzando un&#8217;ingerenza nella sfera del dominio riservato di uno Stato\u201d.<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"> PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\"><em>Compendio della dottrina sociale della Chiesa,<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif\"><span style=\"font-size: small\">LEV, Citt\u00e0 del Vaticano 2004, n.501.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote18sym\" href=\"#sdfootnote18anc\"><\/a>18<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi,<\/em> 508.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote19sym\" href=\"#sdfootnote19anc\"><\/a>19<sup>\u0002<\/sup> <em>Ivi,<\/em>514.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small\"><a name=\"sdfootnote20sym\" href=\"#sdfootnote20anc\"><\/a>20<sup>\u0002<\/sup> <em>A Diogneto,<\/em> 4,10.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Don Luigi Renna \u00a0(dal Convegno di Leuca 2012) La Chiesa del grembiule non \u00e8 una identit\u00e0 astratta, ma \u00e8 popolo di Dio che si identifica con il volto di uomini e donne, vescovi, laici, presbiteri e religiosi che camminano nella compagnia degli uomini di buona volont\u00e0. In questa Chiesa del grembiule troviamo don Tonino, testimone credibile, che vive il suo sensus ecclesiae in compagnia degli uomini di buona volont\u00e0. Fu Giovanni XXIII ad indirizzare, per la prima volta, una lettera enciclica non solo ai vescovi e ai fedeli tutti, ma anche a tutti gli uomini di buona volont\u00e0: era [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[252],"tags":[421,864,863],"class_list":["post-6199","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-focus","tag-chiesa-2","tag-grembiule","tag-luigi-renna"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-20 21:28:08","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6199","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6199"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6199\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6202,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6199\/revisions\/6202"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}