{"id":5722,"date":"2012-11-05T16:47:06","date_gmt":"2012-11-05T16:47:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=5722"},"modified":"2020-06-22T09:22:03","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:03","slug":"darmi-e-damore-lettera-da-barbiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=5722","title":{"rendered":"D&#8217;Armi e d&#8217;Amore  &#8211;  Lettera da Barbiana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=5740\" rel=\"attachment wp-att-5740\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/DON-LORENZO-300x180.jpg\" alt=\"\" title=\"DON LORENZO\" width=\"300\" height=\"180\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5740\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/DON-LORENZO-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/DON-LORENZO-250x150.jpg 250w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/DON-LORENZO.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div>\n<h1><strong style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;\">Dei giovani di Pax Christi trascorrono la Giornata<\/strong><\/h1>\n<h2><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;\"><strong>delle Forze Armate a Barbiana, il paese dove oper\u00f2 <\/strong><\/span><\/h2>\n<h2><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;\"><strong>don Lorenzo Milani. Soldati, obbedienza, missioni di <\/strong><\/span><\/h2>\n<h2><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-large;\"><strong>pace: pensieri di don Renato Sacco.<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div>\n<div>04\/11\/2012<\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/ca\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=cdc8326313&amp;view=att&amp;th=13acb450bec62981&amp;attid=0.1.1&amp;disp=emb&amp;zw&amp;atsh=1\" alt=\"Don Renato Sacco. Nella foto di copertina (dell'archivio Onu) la scultura dell'artista svedese Carl Fredrik Reutersw\u00e4rd: Si trova a New York. S'intitola: Non violenza.\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/p>\n<div>Don Renato Sacco. Nella foto di copertina (dell&#8217;archivio Onu) la scultura dell&#8217;artista svedese Carl Fredrik Reutersw\u00e4rd: Si trova a New York. S&#8217;intitola: Non violenza.<\/div>\n<\/div>\n<div>S\u00ec, \u00e8 proprio vero, tutto dipende dai punti di vista. Un conto \u00e8 vedere un bombardamento da 5.000 metri di altezza e un conto \u00e8 viverlo nello scantinato della propria casa.\u00a0<strong>La stessa cosa vale per la ricorrenza del 4 novembre. Quest&#8217;anno mi trovo in Toscana, a Barbiana, dove \u00e8 vissuto, \u00e8 morto ed \u00e8 sepolto don Lorenzo Milani, il sacerdote che scrisse la lettera ai cappellani militari\u00a0<\/strong>(\u00abL&#8217;obbedienza non \u00e8 ormai\u00a0pi\u00f9 una virt\u00f9,\u00a0ma la pi\u00f9 subdola\u00a0delle tentazioni\u00bb)\u00a0e fu denunciato. Scrisse poi la lettera ai giudici, non potendosi presentare in tribunale perch\u00e8 malato. Fu assolto ma, in appello, venne condannato. Intanto, per\u00f2, il reo era morto il 26 giugno 1967.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/ca\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=cdc8326313&amp;view=att&amp;th=13acb450bec62981&amp;attid=0.1.2&amp;disp=emb&amp;zw&amp;atsh=1\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"167\" \/><\/p>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>Leggere queste lettere cos\u00ec intense, insieme al gruppo dei giovani di Pax Christi, che ha voluto essere qui proprio oggi, mi ha aiutato, come prete e come uomo, a vedere con occhi diversi anche il 4 novembre. Quanta retorica sulla guerra. Magari mascherata con parole altisonanti, tutte scritte con capolettere maiuscole: Eroi, Patria, Valori, Civilt\u00e0. Non sarebbe giusto anche ricordare il motivo per cui si celebra il 4 novembre?\u00a0<strong>Cio\u00e8 la fine della Prima guerra mondiale che ha visto, solo tra gli italiani: 600.000 morti, 947.000 feriti, mutilati e invalidi, 600.000 prigionieri e dispersi. Forse si dovrebbero ricordare le parole di papa Benedetto XV, del 1 agosto 1917:<\/strong>\u00a0\u00abQuesta guerra, un\u2019inutile strage\u00bb. Perch\u00e9 non vivere questa ricorrenza partendo proprio dai dati impressionanti di questa &#8220;strage&#8221;?\u00a0<strong>Perch\u00e9 si cerca sempre di presentare la guerra, magari chiamandola con altri nomi, come se fosse una cosa &#8220;umana&#8221;? Invece \u00e8 pura follia, \u00abalienum est a ratione\u00bb\u00a0diceva Giovanni XXIII nella Pacem in Terris. Perch\u00e9 non partire, come credenti, proprio dal Vangelo, dal comandamento pi\u00f9 importante di cui parla il Vangelo di oggi?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Don Milani scriveva nella lettera ai cappellani militari: \u00abNon voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. E&#8217; troppo facile dimostrare che Ges\u00f9 era contrario alla violenza e che per s\u00e9 non accett\u00f2 nemmeno la legittima difesa\u00bb. Da Barbiana risuona ancora oggi un invito alla riflessione, a non lasciarci abbindolare dalle parole spesso superficiali e menzognere che accompagnano ogni operazione di guerra.\u00a0<strong>Da Barbiana risuona un invito forte al primato della coscienza.\u00a0<\/strong>Di fronte alla guerra, di fronte ad un ordine di uccidere deve prevalere la coscienza e non la giustificazione dell&#8217;obbedienza.\u00a0<strong>\u00abBisogna aver il coraggio \u2013 scriveva don Milani \u2013 di dire ai giovani che l&#8217;obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9, ma la pi\u00f9 subdola delle tentazioni&#8230;\u00bb<\/strong>.\u00a0Mi chiedo: perch\u00e9 non aprire un serio confronto sulla guerra oggi? Sul servizio militare, non pi\u00f9 obbligo di leva, ma professionale? Perch\u00e9 si \u00e8 praticamente cancellato il servizio civile per i giovani? Perch\u00e9 non ci si riesce a confrontare n\u00e9 col mondo politico, n\u00e9 militare, n\u00e9 religioso? Perch\u00e9 non interrogarci sul ruolo dei cappellani militari oggi? Perch\u00e9 dopo 10 anni di guerra in Afghanistan non si vuole fare un serio bilancio dei veri risultati ottenuti? Quali?<\/div>\n<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/ca\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=cdc8326313&amp;view=att&amp;th=13acb450bec62981&amp;attid=0.1.4&amp;disp=emb&amp;zw&amp;atsh=1\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/p>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>Io sono stato lo scorso anno in Afghanistan cos\u00ec come sono stato molte volte anche in Irak. Quali i risultati di quella guerra, che Giovanni Paolo II defin\u00ec &#8220;avventura senza ritorno&#8221;? Sono domande che pongo con molto rispetto nei confronti di tutte le vittime, anche dei soldati italiani uccisi, proprio perch\u00e9 credo di essere stato tra i pochissimi italiani presenti alle esequie celebrate a Baghdad il 18 novembre 2003, delle 19 vittime italiane a Nassirya, credo sia doverosa una riflessione diversa sulla guerra, con meno retorica e pi\u00f9 realismo.<strong>\u00a0\u00abE\u2019 davvero insopportabile questa retorica sulla guerra sempre pi\u00f9 incombente e asfissiante\u00bb,\u00a0abbiamo scritto nell\u2019appello \u2018Eroi per la pace o vittime della guerra?\u2019, firmato da oltre 100 preti.<\/strong>\u00a0Perch\u00e9 si tende ad identificare la missione, il servizio, con l&#8217;attivit\u00e0 militare? Perch\u00e9 anche nel campo educativo sembra sempre pi\u00f9 prendere piede una cultura militare, armata?<strong>\u00a0Perch\u00e9 non aprire una seria riflessione sul valore e sulla pratica del nonviolenza attiva? Non solo perch\u00e9 ce lo indica il Vangelo di Ges\u00f9, ma anche perch\u00e9 ce lo chiede la Costituzione Italiana che all&#8217;art. 11 recita: \u00abL&#8217;Italia ripudia la guerra&#8230;\u00bb.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Si sono proprio punti di vista diversi, ma da Barbiana i giovani mi hanno ricordato che don Milani invitava a stare sempre dalla parte dei pi\u00f9 deboli. Il priore don Lorenzo ci ha creduto fino in fondo e ha pagato caro questo suo essere accanto ai pi\u00f9 deboli: \u00abFa strada ai poveri senza farti strada\u00bb. Allora anche il comunicato dei giovani di Pax Christi, leggibile sul sito \u00a0<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">paxchristi.it<\/a>, merita di essere preso in considerazione, \u00e8 una critica costruttiva, che apre a cammini di confronto, unica strada possibile per la pace, per la vita.\u00a0<strong>\u00abCome collettivo giovani di PaxChristi vogliamo invitare a una riflessione sul significato della festa delle Forze armate del 4 novembre, proponendo che essa diventi momento di commemorazione di tutte le vittime civili di tutte le guerre&#8230;.<\/strong>Chiediamo che questa festa si trasformi da un&#8217;occasione di celebrazione a un momento di riflessione reale sulla funzione delle Forze armate e degli eserciti nazionali tenendo conto e ravvivando i principi ispirati dagli articoli 10-11 della nostra Costituzione\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>don Renato Sacco, Pax Christi<\/strong><\/div>\n<div><strong><br \/>\n<\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dei giovani di Pax Christi trascorrono la Giornata delle Forze Armate a Barbiana, il paese dove oper\u00f2 don Lorenzo Milani. 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