{"id":5668,"date":"2012-11-01T19:49:29","date_gmt":"2012-11-01T19:49:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=5668"},"modified":"2020-06-22T09:22:03","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:03","slug":"medio-oriente-la-terra-e-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=5668","title":{"rendered":"Medio Oriente, la terra e la pace"},"content":{"rendered":"<h4>La Missione di pace incontra la comunit\u00e0 beduina di Abu Khamis a rischio di perdere la propria terra. Il problema non \u00e8 pi\u00f9 cosa fanno gli israeliani, ma cosa fa la comunit\u00e0 internazionale.<\/h4>\n<h2>Deportati a casa propria<\/h2>\n<h4>I pacifisti italiani entrano nella zona C della Cisgiordania. Secondo gli accordi dovrebbe essere gi\u00e0 sotto l&#8217;Autorit\u00e0 nazionale palestinese. Nei fatti rimane occupata militarmente da Israele, mentre gli insediamenti dilagano.<\/h4>\n<p>Articolo di: Tavola della pace<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.perlapace.it\/k-engine\/pic\/cache\/9420-1.jpg\" alt=\"\" \/>Foto di Roberto Brancolini<\/div>\n<p>Arrivare a Khan al Akhmar non \u00e8 facile. Non c\u2019\u00e8 un ingresso, il pullman deve fermarsi lungo\u00a0l\u2019autostrada verso Gerico e scendiamo al volo, superiamo il guard rail e ci arrampichiamo per\u00a0una collinetta di sassi e terra. E\u2019 giusto cos\u00ec,\u00a0<strong>l\u2019accampamento della trib\u00f9 Jahalin \u00e8 illegale<\/strong>, lo \u00e8\u00a0qualunque struttura, anche quattro assi e una coperta, tirata su da palestinesi in questa area.<\/p>\n<p>Siamo nella zona C della Cisgiordania. Qui \u00e8 ufficialmente territorio palestinese, nei fatti tutta\u00a0la zona \u00e8 controllata militarmente dagli israeliani,<strong>tutto \u00e8 vietato ai palestinesi<\/strong>. Mentre un po\u2019\u00a0ovunque spuntano e crescono insediamenti di coloni, che si spingono sempre pi\u00f9 dentro la zona.<\/p>\n<p>Proprio sopra incombe Maaleh Adumim, il pi\u00f9 grande insediamento come superficie e il terzo\u00a0per abitanti. Una lunga striscia di alti edifici che si estende sul territorio di Gerico,\u00a0<strong>preparando il\u00a0<\/strong><strong>prossimo ampliamento del governatorato di Gerusalemme<\/strong>.\u00a0Un piano a cui si oppongono, inutilmente, le agenzie Onu presenti.<\/p>\n<p>Gli effetti pi\u00f9 pesanti, qui, li subiscono proprio i beduini.\u00a0<strong>Quella di Khan al-Ahmar \u00e8 una delle 20\u00a0<\/strong><strong>comunit\u00e0 residenti nella periferia di Gerusalemme che le autorit\u00e0 militari intendono sgomberare<\/strong>.\u00a0Sono in tutto circa 2mila persone, che vengono spinte sempre pi\u00f9 verso zone inospitali, senza la\u00a0possibilit\u00e0 di garantirsi un tetto stabile e una vita dignitosa e con le scuole pi\u00f9 vicine a 20 km di\u00a0distanza.<\/p>\n<p>Sono proprio i funzionari Onu ad accompagnarci da\u00a0<strong>Abu Khamis<\/strong>, il capofamiglia di questo piccolo\u00a0villaggio che vive di quel poco di pastorizia rimasta e di aiuti umanitari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vita per loro, ci racconta, \u00e8 durissima, segnata da sgomberi e vessazioni, che in alcuni casi\u00a0diventano vere e proprie forme di accanimento giudiziario. Ogni volta che qualcuno si allontana,\u00a0magari per un lavoretto, teme che arrivino i militari per abbattere le povere case che si sono\u00a0costruiti con le loro mani, disperdere le greggi, maltrattare donne e bambini.<\/p>\n<p>Due anni fa in questo piccolo villaggio, una Ong italiana,\u00a0<strong>Vento di terra<\/strong>, con il contributo della\u00a0Cooperazione italiana,\u00a0<strong>ha costruito una scuola per i bambini delle famiglie beduine dell\u2019area<\/strong>.\u00a0Un\u2019idea nata da Arc\u00f2 \u2013 Architettura e Cooperazione, che ha progettato la scuola secondo i criteri\u00a0dell\u2019architettura bioclimatica,\u00a0<strong>utilizzando duemila copertoni usati<\/strong>, recuperati nelle discariche e\u00a0ricoperti di una malta, in modo da creare muri spessi che proteggono dal caldo e dal freddo e\u00a0costano poco.<\/p>\n<p>Una sfida riuscita. Ma, la scuola costruita con i copertoni riciclati ora \u00e8 a \u00a0rischio demolizione,\u00a0perch\u00e9 priva di autorizzazione come tutto qui. A denunciarli, sono stati gli stessi coloni di Maaleh\u00a0Adumim, che prima davano lavoro agli uomini. Quando la scuola \u00e8 stata inaugurata, per\u00f2, tutte\u00a0le porte si sono chiuse. La questione \u00e8 arrivata alla Corte Suprema e la comunit\u00e0 beduina, con\u00a0l\u2019appoggio delle agenzie Onu presenti, ha fatto ricorso, senza molte speranze, anche se per\u00a0garantire il diritto allo studio dei ragazzi beduini si sono mosse le istituzioni internazionali per vie\u00a0ufficiali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il diritto allo studio, per\u00f2, non \u00e8 il solo diritto negato a queste comunit\u00e0.\u00a0<strong>I campi beduini non\u00a0<\/strong><strong>ricevono acqua potabile n\u00e9 energia elettrica<\/strong>. Neanche parlare, ovviamente, di servizi igienici.\u00a0Eppure basterebbero pochi metri di prolungamento dal vicino insediamento per garantire loro\u00a0tutto l\u2019occorrente. Ogni abitante del campo consuma in media appena 20 litri al giorno, contro\u00a0una media di 200 litri a testa per i cittadini israeliani, anche quelli degli insediamenti che spuntano\u00a0sulle colline circostanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel campo operano anche le suore comboniane. Aziza ci racconta del mezzo mobile ottenuto\u00a0grazie alle offerte, che porta le cure primarie ai villaggi. E parla della difficolt\u00e0 di avere medicinali\u00a0sufficienti e della mancanza di assistenza per i disabili, sono tanti dice, anche se restano\u00a0nascosti. In compenso, gli anni passati accanto a queste famiglie ha permesso alle comboniane\u00a0di guadagnare la loro fiducia e avviare un progetto di educazione sanitaria per le donne, che\u00a0stanno partecipando con entusiasmo. Una iniziativa che punta a dare una minima autonomia di\u00a0intervento immediato per i piccoli problemi di salute, che non richiedono una corsa di parecchi\u00a0chilometri verso l\u2019ospedale pi\u00f9 vicino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante tutto, la vita di Jahalin va avanti lo stesso. Dopo le tante domande e le espressioni\u00a0di solidariet\u00e0 che gli ospiti italiani hanno riversato sul capo famiglia, Abu Khamis ringrazia la\u00a0delegazione dei rappresentanti degli Enti locali per la pace e i diritti umani, e tutti i presenti: la\u00a0vostra indignazione \u00e8 il miglior segnale per noi, significa che avete capito il nostro dramma; e\u00a0saluta con un invito:\u00a0<strong>raccontate all\u2019Europa cosa accade qui<\/strong>.<\/p>\n<p>da www.perlapace.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Missione di pace incontra la comunit\u00e0 beduina di Abu Khamis a rischio di perdere la propria terra. Il problema non \u00e8 pi\u00f9 cosa fanno gli israeliani, ma cosa fa la comunit\u00e0 internazionale. Deportati a casa propria I pacifisti italiani entrano nella zona C della Cisgiordania. Secondo gli accordi dovrebbe essere gi\u00e0 sotto l&#8217;Autorit\u00e0 nazionale palestinese. Nei fatti rimane occupata militarmente da Israele, mentre gli insediamenti dilagano. Articolo di: Tavola della pace Foto di Roberto Brancolini Arrivare a Khan al Akhmar non \u00e8 facile. Non c\u2019\u00e8 un ingresso, il pullman deve fermarsi lungo\u00a0l\u2019autostrada verso Gerico e scendiamo al volo, superiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":5689,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[257],"tags":[232,277,680],"class_list":["post-5668","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-international-news","tag-diritti-umani","tag-palestina","tag-tavola-della-pace"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 01:40:13","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5668","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5668"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5670,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5668\/revisions\/5670"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}