{"id":5506,"date":"2012-10-14T16:15:20","date_gmt":"2012-10-14T16:15:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=5506"},"modified":"2020-06-22T09:22:04","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:04","slug":"25esimo-anniversario-di-un-sognatore-ucciso-thomas-sankara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=5506","title":{"rendered":"25esimo anniversario di un sognatore ucciso: Thomas Sankara"},"content":{"rendered":"<p>(15\/10\/2012)<\/p>\n<p>Nel giorno in cui ricorrono i 25 anni dalla tragica morte di Thomas Sankara, pubblichiamo con sincera commozione questo articolo ringraziando il prezioso e gratuito contributo degli amici Valentina Bartolucci e Claude Chanel Ouedraogo.<\/p>\n<p>Non posso non ricordare con sdegno quello che \u00e8 accaduto il <a href=\"http:\/\/www.forumcooperazione.it\/events\/2012\/it\/Pagine\/NewsDetail.aspx?idNews=17\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">1\u00b0 Ottobre a Milano<\/a> al convegno voluto dal Ministro Riccardi sulla Cooperazione Internazionale: l&#8217;attuale presidente del Burkina Faso, Blaise Campaor\u00e8, ritenuto <a href=\"http:\/\/comune-info.net\/2012\/09\/denunciamo-laccoglienza-di-blaise-compaore-in-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">uno dei responsabili<\/a> della scomparsa di Sankara, \u00e8 stato accolto e invitato a parlare.<\/p>\n<p>Non posso non sentirmi Sankariano e non posso non alzare la voce contro coloro che si lamentano della inaffidabilit\u00e0 degli africani e ne uccidono gli esempi migliori, solo perch\u00e9 rischiano di infrangere questo comodo clich\u00e9.<\/p>\n<p>(FD)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=5525\" rel=\"attachment wp-att-5525\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5525\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Thomas-Sankara2-300x295.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Thomas-Sankara2-300x295.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Thomas-Sankara2-90x90.jpg 90w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Thomas-Sankara2.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il Burkina-Faso, prima conosciuto come Alto Volta, conquist\u00f2 l\u2019indipendenza dalla Francia nel 1960. Gli anni \u201970 e \u201980 furono caratterizzati da ripetuti colpi di Stato, malcontenti sociali, scioperi e dimostrazioni di massa. Il Capitano Thomas Sankara sal\u00ec al potere nel 1983, con un colpo di Stato senza spargimenti di sangue. Nel 1984, il Paese venne rinominato \u2018Repubblica del Burkina-Faso\u2019, il Paese degli Uomini Integri. La Rivoluzione di Sankara \u00e8 per\u00f2 breve. Il 15 ottobre 1987 Thomas Sankara viene ucciso assieme a dodici ufficiali in un colpo di Stato. Blaise Compaor\u00e9 sale al potere. Alle elezioni multipartitiche all\u2019 inizio degli anni \u201990 \u00e8 eletto Presidente del Burkina-Faso senza opposizioni, e cos\u00ec per altri quattro termini, mantenendo il potere fino ad oggi, scampando anche al tentato colpo di Stato del 2003. Ancora oggi non \u00e8 stata fatta completa chiarezza sull\u2019uccisione di Sankara: rimangono dubbi soprattutto sui mandanti dell\u2019omicidio e sui torbidi motivi e interessi che vi erano dietro e che hanno inquinato e inquinano tutt\u2019ora la vita politica del Burkina-Faso.<\/p>\n<p>Thomas Sankara \u00e8 stato presidente del Burkina-Faso dal 4 agosto 1983 al 15 ottobre 1987. Stagione breve ma intensa: significativa, rivoluzionaria e, a suo modo, profetica. Parlando di lui, si \u00e8 parlato di \u2018sogno spezzato\u2019, \u2018speranza recisa\u2019, \u2018incidente chiuso\u2019. Qualcuno ha sperato e molti hanno temuto che con lui fossero state sepolte anche le sue idee, il suo modo di fare politica, il suo sogno rivoluzionario.<\/p>\n<p>Si ritiene invece che il suo sangue non sia stato sparso invano. Il suo sogno, \u00e8 vero, non si \u00e8 ancora propriamente realizzato ma non \u00e8 scomparso. Anzi, paradossalmente, i \u2018poteri\u2019\u00a0che hanno eliminato fisicamente la sua persona, hanno recuperato e mantenuto in vita alcune sue idee innovative, un p\u00f2 per amore, un p\u00f2 per forza o, detto in altro modo: un p\u00f2 per convinzione e un p\u00f2 per necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Sankara aveva mostrato al popolo una strada nuova e virtuosa da percorrere; con una vera e propria azione pedagogica aveva, iniziato ad aprire gli occhi alla gente in particolare ai contadini (il 90% della popolazione del Burkina-Faso). Questi hanno recepito il messaggio profondo con cui Sankara aveva dato loro una speranza, una voglia di fare, un coinvolgimento attivo per diventare protagonisti della loro vita e del loro sviluppo: non attendere passivamente la salvezza da \u2018altri\u2019 ma diventare attori consapevoli del proprio riscatto. La sua lotta ideologica contro l\u2019imperialismo (\u2018di fuori\u2019: da parte delle potenze occidentali, e \u2018di dentro\u2019: delle istituzioni del costume tradizionale) e contro la povert\u00e0 endemica ne hanno fatto di lui il \u2018Che Guevara africano\u2019.<\/p>\n<p>Quando Sankara, forte della sua onest\u00e0 intellettuale e profonda moralit\u00e0, ha indicato al suo popolo le cause del loro sottosviluppo, ha lottato per la giustizia sociale, ha consapevolmente diffuso la presa di coscienza della loro dignit\u00e0, ha sparso dei semi che faticosamente stanno germogliando e di cui si intravedono i primi frutti.<\/p>\n<p>Alla base di tutto il suo programma c\u2019\u00e8 la convinzione profonda che bisogna coinvolgere le masse: la sua Rivoluzione necessita di militanti di quartiere, di villaggio, di tutti e di ognuno. E\u2019 cos\u00ec che nascono i Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR) con la missione politica di coscientizzare le masse, quella socio-culturale-economica di impegnarsi nel lavoro collettivo per la societ\u00e0, e quella militare per difendere la Rivoluzione. La scommessa della Rivoluzione Burkinab\u00e8 si gioca tutta nel campo dell\u2019agricoltura, dell\u2019istruzione e nella rivalutazione del ruolo della donna.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il primo punto la questione \u00e8 veramente complessa. L\u2019agricoltura dell\u2019Africa sub-sahariana \u00e8 particolare: a causa della scarsa fertilit\u00e0 dei suoli (e delle scarse pioggie), \u00e8 tipicamente itinerante e ci\u00f2 si ripercuote nel ritardo della formazione degli Stati rispetto all\u2019Asia e all\u2019Europa. E\u2019 questa la forza-debolezza dell\u2019agricoltura dell\u2019Africa sub-sahariana, derivante non solo dalla \u2018storia\u2019 (soprattutto l\u2019influenza europea) ma anche dalla \u2018natura\u2019 (il clima e l\u2019ambiente). Sankara capisce che per uscire dal sottosviluppo bisogna partire dai due aspetti \u2013 coniugare \u2018natura\u2019 e \u2018storia\u2019: affrontare il deserto, il problema climatico ma anche la cultura mediatrice di usanze ancestrali, a volte controproducenti. Dir\u00e0 Sankara: \u201cLa lotta contro la fame e quella per la riforma della societ\u00e0 burkinab\u00e8 sono intimamente legate\u201d. Bisogna affrontare insieme, insomma, i problemi ambientali e quelli socio-politici. Sankara promuove cos\u00ec l\u2019elaborazione di un piano di sviluppo (il celebre \u2018piano quinquennale\u2019) non elaborato o imposto dall\u2019alto bens\u00ec \u2013 e questa \u00e8 la sua grande intuizione \u2013\u00a0elaborato collettivamente dai contadini mediante assemblee di villaggio. Non meno rivoluzionario \u00e8 il metodo di riperimento dei finanziamenti necessari al piano, basato su tre modifiche economiche:<\/p>\n<ul>\n<li>Diminuzione delle spese fisse di funzionamento (personale, burocrazia) con conseguente aumento delle spese per investimenti;<\/li>\n<li>Aumento dei prezzi agricoli come fonte di autofinanziamento del mondo rurale;<\/li>\n<li>Ricorso al finanziamento estero.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Spesso gli Stati prediligono il terzo metodo. Sankara, invece, indica l\u2019integrazione di questi tre metodi per un approccio sostenibile al problema agricolo. Ha dalla sua parte la gente dei villaggi ma urta certi interessi: la sua lotta contro i commercianti speculatori \u00e8 aspra; deve anche combattere contro alcuni pregiudizi e usanze ancestrali ben radicate, legate alla tradizione, tipiche della cultura e dell\u2019economia \u2018itinerante\u2019. Promuove un\u2019economia \u2018eco-sostenibile\u2019, contrasta il taglio selvaggio degli alberi e la libera circolazione degli animali allevati e promuove il rimboschimento. \u201cProduciamo e consumiano burkinab\u00e9\u201d diventa uno dei suoi slogan ufficiali. Invita i suoi ministri a indossare i tessuti locali incentivando cos\u2019 fortemente il settore tessile locale. Se la cancellazione del debito internazionale, ottenibile se richiesta all\u2019unisono da tutte le nazioni africana) non gli fu possibile, gli riusc\u00ec invece l\u2019obiettivo di dare 10 litri d\u2019acqua e due pasti al giorno a ciascun abitante. Sankara diceva di preferire un \u201caiuto che aiuti il Burkina a fare a meno dell\u2019aiuto\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019alfabetizzazione e l\u2019istruzione resta sempre pi\u00f9 valido il suo pensiero di fondo: contariamente a tanti \u2018regimi\u2019 non solo africani che vedono nell\u2019ignoranza delle masse lo strumento privilegiato del loro potere, Sankara, pur fra mille difficolt\u00e0, consegna importanti risultati: si batte per un\u2019educazione diffusa, anzi universale. Aperta anche alle donne.<\/p>\n<p>Siamo cos\u00ec al terzo punto: la donna. La Rivoluzione d\u2019Agosto toglie questo problema dal limbo ipocrita del silenzio della tradizione per portarlo sulla scena africana, inanzitutto lottando contro la pratica dell\u2019infibulazione combattendo le mutilazioni sessuali legate alla cultura delle popolazioni. L\u2019unico capo di Stato che in Africa Occidentale ha il coraggio di definire \u2018barbara\u2019 tale pratica \u00e8 proprio Sankara. Non meno grave \u00e8 il problema della prostituzione giovanile che Sankara affronta lanciando un programma di educazione sessuale nelle scuole e facilita l\u2019accesso ai contraccettivi abbassandone i prezzi. Mette anche mano al nuovo codice famigliare che prevede, fra le altre cose, l\u2019obbligo della monogamia e l\u2019uguaglianza femminile in termini ereditari. Rende inoltre possibile il diritto al divorzio per le donne e per di pi\u00f9 in tempi brevi. Nel suo famosissimo discorso dell\u20198 marzo del 1987, intitolato \u201cLa Liberazione della Donna: Un\u2019Esigenza del Futuro\u201d dir\u00e0: \u201cLa nostra societ\u00e0 ancora troppo primitivamente agraria, patriarcale e poligamica, fa della donna un oggetto di sfruttamento per la sua forza lavoro e di consumo, per la sua funzione di riproduzione biologica\u201d. Per Sankara \u00e8 necessario costruire una societ\u00e0 libera e prospera, dove la donna sia uguale all\u2019uomo in tutti i campi. Nellostesso discorso dir\u00e0: \u201cCompagni, non pu\u00f2 esserci una vera rivoluzione sociale fino a che la donna non \u00e8 liberata. Che mai i miei occhi vedano una societ\u00e0, che mai i miei passi mi portino in una societ\u00e0 in cui met\u00e0 del popolo \u00e8 tenuta sotto silenzio\u201d. Il 22 settembre 1985 propone un cambio di ruoli, da ripetere ogni anno, in cui invita gli uomini ad andare a fare la spesa al posto delle donne per far capire la loro difficolt\u00e0 a comprare il cibo con i pochi soldi a loro disposizione, una pratica che verr\u00e0 poi smantellata alla morte di Sankara.<\/p>\n<p>Sankara prioritizz\u00f2 anche la questione sanitaria. Fu il primo governante africano a dichiarare che l\u2019AIDS era la pi\u00f9 grande minaccia per l\u2019Africa e fece costruire presidi sanitari in moltissimi villaggi grazie alla campagna \u201cUn Villaggio, Un Presidio Sanitario\u201d. L\u2019UNICEF defin\u00ec la campagna di vaccinazione per i bambini da lui promossa la pi\u00f9 grande registrata al mondo.<\/p>\n<p>Con tutti questi progetti, capiamo chiaramente che quella di Sankara \u00e8 stata in s\u00e9 e per s\u00e9 una vera \u2018rivoluzione\u2019. Ma come tutte le rivoluzioni, non mancarono certi sbagli, eccessi o errori che contribuirono a diminuire il suo impatto positivo e condussero, per certi versi, all\u2019eleminazione del suo leader. Thomas Sankara era un intellettuale, cosciente della meta da raggiugere. Era pure cosciente che una rivoluzione non si fa senza sacrifici. Questi sacrifici, Sankara li voleva \u2018ora e subito\u2019. Infatti, se la sua integrit\u00e0 e il suo impegno sono raramente messi in discussione, Sankara \u00e8 stato talvolta criticato per aver voluto cambiare le cose troppo velocemente, per taluni perch\u00e8 sapeva di avere poco tempo, per altri perch\u00e8 di temperamento precipitoso e perch\u00e8 spesso scambiava i suoi sogni per realt\u00e0. Cos\u00ec, dopo l\u2019entusiasmo dei primi momenti, cominciarono presto ad alzarsi delle voci all\u2019interno e al di fuori dell\u2019apparato revoluzionario contro il ritmo frenetico di questa \u2018rivoluzione\u2019, contro i diversi abusi che minacciavano la pace sociale, e, non ultimo, contro l\u2019utopia rivoluzionaria di Sankara, ormai isolato nel suo metodo rivoluzionario.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il ritmo delle riforme rivoluzionarie, Sankara ha iniziato, in 4 anni molti progetti che hanno provocato, in poco tempo, molti cambiamenti nella societ\u00e0 del Burkina. Dal cambio del nome del paese, da Alto Volta a Burkina-Faso, all\u2019inno nazionale, dalla moralizzazione della vita politica e sociale alla lotta contro le tradizioni oscurantiste, Sankara durante questo tempo, \u00e8 stato molto attivo, quasi frenetico. Non gli mancavano certo le idee per migliorare la sorte del suo Paese e aiutarlo ad uscire dello sottosviluppo. Tale ritmo non risparmiava nessuno, dal ministro del governo al funzionario della piccola provincia, dalla societ\u00e0 civile intera alle autorit\u00e0 religiose, tradizionali e amministrative, dal piccolo coltivatore al grosso commerciante, tutti furono chiamati a contribuire per il successo della Rivoluzione. Poco a poco, per\u00f2, si comincia a sentire la spossatezza, e soprattutto, per molti, la paura di essere presi da mira come persona contro-rivoluzionaria e denunciati alle strutture rivoluzionarie.<\/p>\n<p>I diversi abusi che macchieranno la rivoluzione di Sankara sarano soprattutto una conseguenza della volont\u00e0 di Sankara di cambiare completamente la societ\u00e0 in pochissimo tempo, di trasformare uno dei Paesi pi\u00f9 poveri del mondo in un esempio per il mondo intero. In questo senso, le stesse ragioni che hanno legitimato la rivoluzione di Sankara \u2013 lotta contro la corruzione, il neo-colonialismo, e l\u2019imperialismo e potere al popolo come unico garante del suo destino &#8211; sar\u00e0 anche alla base di disfunzioni o veri e propri abusi, non certo benefici all&#8217;immagine della rivoluzione sankariana.<\/p>\n<p>In effetti, a seguito dell\u2019indipendenza acquisita nel 1960 e di tanti colpi di Stato che hanno portato al potere diversi regimi pi\u00f9 o meno credibili, la rivoluzione di Sankara voleva finalmente essere una vera e propria \u2018Rivoluzione Democratica e Popolare\u2019 governata attraverso il \u2018Consiglio Nazionale della Rivoluzione\u2019 e rappresentata nei vari villaggi e citt\u00e0 attraverso i famosi \u2018Comitati di Difesa della Rivoluzione\u2019 (CDR). Con questa struttura, la rivoluzione era presente anche nei piccoli villaggi e controllava le diverse riforme di Sankara. Era una forza che permetteva di coinvolgere la massa nella gestione del loro proprio destino. Era anche efficiente per far conoscere i desideri e bisogni delle masse ai responsabili della rivoluzione. Ma presto, questa forza si mut\u00f2 qua e l\u00e0 in un sistema di reciproca denuncia, di vendette personali, di regolamenti di conti che finiranno per instaurare un clima di paura in grado di minaciare la pace sociale. Una larga parte del popolo burkinab\u00e8, analfabetizzata e radicata nella struttura tradizionale e gerarchica del potere tradizionale, non \u00e8 pronta a far sua l\u2019utopia Sankariana dell\u2019uguaglianza di tutti. Perci\u00f2 spesso purtroppo si riproducono, all\u2019interno dei CDR prepotenze e suprusi, tipici di una societ\u00e0 ancora fortemente gerarchizzata. Cominciano presto ad esserci abusi da parte dei Responsabili dei Comitati di Difesa della Rivoluzione: alcuni di loro, presi sul posto e poco formati (o scolarizzati) finirono per personalizzare il lato oscuro della rivoluzione. La pace sociale, che caratterizzava la societ\u00e0 finora era in dunque pericolo.<\/p>\n<p>Inoltre, Sankara, nella sua lotta contro la corruzione e alla ricerca di una giustiza esemplare e uguale per tutti, instaur\u00f2 i Tribunali Popolari della Rivoluzione (TPR). Questi tribunali, seppur importanti e benefici nel portare avanti una giustizia veramente uguale per tutti, non furono esenti da abusi di piccoli potentati locali e creatori di fratture sociali per errori giudiziari. Trasmesse in tutto il Paese, anche nei pi\u00f9 piccoli villaggi, tramite Radio, le sedute dei TPR, se permisero, da un lato, di dare un messaggio chiaro e inequivocabile a tutti per quanto riguarda la giutizia sociale contro l\u2019accaparramento di beni comuni in abuso della posizione sociale, d\u2019altra parte furono portatori di fratture sociali e un clima di terrore, per essere ingiustamente pubblicamente denunciati, anche se innocenti, con coseguente perdita di credibilit\u00e0, anche se dichiarati poi innocenti. Crearono in un certo senso e non volutamente una frattura sociale fra i \u2018puliti\u2019 e i \u2018corrotti\u2019, mettendo anche sul banco d\u2019accusa di fronte al Paese intero molte persone rette la cui unica colpa era quella di essere pi\u00f9 benestante di altri. D\u2019altra parte, nella sua lotta contro le pratiche oscurantiste della tradizione ancestrale, le religioni hanno finito per essere messe all\u2019indice, le loro identit\u00e0 e tradizioni messe in discussione e alcune pratiche viste come segni di arretratezza culturale. Per esempio, sotto Sankara, il potere dei capi villaggio, molto forte soprattutto tra i Mossi, venne depaurizzato con consequente riduzione della coesione sociale.<\/p>\n<p>Alla fine del 1986 la situazione si era degradata per i malintesi interni alla Rivoluzione e le resistenze dei poteri tradizionali alle riforme, soprattutto quelle riguardanti le donne. L\u2019isolamento di Sankara, conseguenza di una rivoluzione che poco a poco gli scapper\u00e0 dalle mani, si noter\u00e0 soprattutto verso la fine della sua vita. Per Sankara, la rivoluzione era la sua vita, il suo slogan, ripetuto ogni volta, \u00e8 infatti \u201cLa patria o la morte, vinceremo\u201d. Sankara era consapevole che la sua rivoluzione aveva dei limiti eppure era convinto di poterla guidare grazie alla sua integrit\u00e0 personale. Riconosceva i suoi errori e voleva correggerli. Sapeva anche di essere in pericolo di vita da quando cominci\u00f2 a incontrare resistenza anche nel suo proprio entourage rivoluzionario. La sua convizione profetica di andare fino alla fine dell\u2019ideale rivoluzionario fino a essere in opposizione con tutti lo condurr\u00e0, passo dopo passo, all\u2019ultimo traguardo del 15 ottobre 1987. Sankara morto, la rivoluzione sotterrata dopo qualche spasmo di sopravivenza, rimangono due grosse questioni che, dopo un quarto di secolo dalla sua morte, meriterebbero di essere ulteriormente approfondite:<\/p>\n<p>(1)<em> La Rivoluzione Sankarista, malgrado il consenso di cui godeva dalla parte della popolazione soppratutto rurale, era veramente<strong> <\/strong>democratica e popolare?<strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p>E\u2019 importante mettere in evidenza questa questione non per negare le legittime aspirazioni del popolo burkinab\u00e9 ma per sottolineare il modo in cui fu instaurata, mantenuta per poi sparire con la sua morte. Sankara al seguito di altri suoi precursori africani (tra i quali Kwam\u00e9, N Kruma e Patrice Lumumba) era visionario. Capiva le aspirazioni del suo popolo e pensava per lui. Rimane per\u00f2 il fatto che non tutto il popolo, malgrado l\u2019ammirazione che suscitava, riusciva a seguirlo nella sua avventura rivoluzionaria. Forze il popolo non era ancora pronto a rischiare il \u201csalto di qualit\u00e0\u201d\u00a0che gli proponeva Sankara e questo, a nostro parere, sar\u00e0 uno dei limiti della Rivoluzione Sankariana.<\/p>\n<p>(2) <em>Erano veramente necessari tanti sacrifici e sofferenze?<\/em><\/p>\n<p>Sankara \u00e8 salito al potere con un colpo di Stato ma senza versare sangue. Eppure, durante l\u2019esercizio del potere, sopratutto nella lotta contro i cosiddetti \u2018Nemici del popolo\u2019 e \u2018Nemici del Potere\u2019 alcuni dovettero pagare con la perdita della loro vita. Infatti, accusati, a torto o a ragione, di fomentare colpi di Stato, di voler porre fine alla rivoluzione o di essersi alleati con \u2018l\u2019imperialismo estero\u2019 non mancarono processi militari rapidi ed esecuzioni sommarie. Inoltre, ci fu anche una vera e propria caccia alla strega che mise tante famiglie in difficult\u00e0 attraverso i licenziamenti su decreto ministeriale senza processi giusti ed equitabili o caus\u00f2 l\u2019esilio, volontario o forzato, di tante persone che temevano a rimanere per paura di essere denunciati, processati e anche uccisi.<\/p>\n<p>Questo prezzo alto che la rivoluzione richiedeva fini\u2019\u00a0per infastidire molti, a tal punto che alcuni si auguravano la deposizione del leader carismatico ma troppo impetuoso. Questo accader\u00e0 il 15 ottobre 1987, ma non in modo auspicato.<\/p>\n<p>Dopo questo breve excursus vale la pena ritornare al punto di partenza e esattamente alla visione \u2018profetica\u2019 di Sankara: riposizionare il baricentro del potere dal singolo e dalle <em>\u00e9lites <\/em>alle masse, coinvolgere i contadini, la gente nella presa di coscienza dei problemi, coinvolgerli nella ricerca di soluzioni, alla partecipazione alla vita politica, nella lotta per migliorare la societ\u00e0, nella rivendicazione dei diritti e l\u2019aspirazione a una vita dignitosa. Questi sono i semi che stanno germogliando nelle varie \u2018primavere\u2019 degli Stati (per adesso) dell\u2019Africa del Nord e del Medio Oriente. Ora pi\u00f9 che mai Sankara \u00e8 vivo: l\u2019uomo \u00e8 stato ucciso, l\u2019 \u2018incidente\u2019\u00a0\u00a0\u00e8 stato chiuso, ma non la sua eredit\u00e0. Il suo messaggio \u00e8 pi\u00f9 vivo, urgente, vero, necessario che mai. La speranza di un mutamento \u00e8 in atto.<\/p>\n<p>Morto Sankara, morta la sua rivoluzione, gli \u2018errori\u2019 che hanno contribuito alla sua caduta minacciano ancora la societ\u00e0 Burkinab\u00e9. Rimane comunque la presa di coscienza cominciata con Sankara , ed oggi \u00e8 pi\u00f9 viva che mai. Il 20 febbraio 2011, un giovane studente, Justin Zongo, mor\u00ec a seguito delle torture da parte delle forze dell\u2019ordine. In seguito a questo evento, che appare a prima visto come un \u2018errore\u2019 isolato, il Burkina-Faso \u00e8 scosso da proteste e rivolgimenti popololari di tali intensit\u00e0 da costringere anche il potente Presidente Compaor\u00e9 alla fuga dal suo palazzo presidenziale impaurito dall\u2019ira anche delle sue guardie. In modo simile alle rivolte che hanno scosso molti Paesi arabi, tutto il Burkina \u00e8 uscito molto scosso da questi rivolgimenti e manifestazioni popolari i cui slogan sono la ricerca della giustizia sociale e del diritto per tutti, la lotta contro la corruzione e la difesa dei poveri e deboli contro gli abusi del potere politico. In queste crisi che chiamiamo volentieri piccole \u2018rivoluzioni\u2019, vediamo che gli ideali di Sankara, di giustizia, di lotta contro il sottosviluppo, di uguaglianza, ideali per cui Thomas Sankara a suo tempo ha sacrificato la sua vita, sono oggi pi\u00f9 vivi che mai.<\/p>\n<p><strong>Valentina Bartolucci &amp; Claude Chanel Ouedraogo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(15\/10\/2012) Nel giorno in cui ricorrono i 25 anni dalla tragica morte di Thomas Sankara, pubblichiamo con sincera commozione questo articolo ringraziando il prezioso e gratuito contributo degli amici Valentina Bartolucci e Claude Chanel Ouedraogo. Non posso non ricordare con sdegno quello che \u00e8 accaduto il 1\u00b0 Ottobre a Milano al convegno voluto dal Ministro Riccardi sulla Cooperazione Internazionale: l&#8217;attuale presidente del Burkina Faso, Blaise Campaor\u00e8, ritenuto uno dei responsabili della scomparsa di Sankara, \u00e8 stato accolto e invitato a parlare. Non posso non sentirmi Sankariano e non posso non alzare la voce contro coloro che si lamentano della inaffidabilit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":5582,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[180],"tags":[232,184,185],"class_list":["post-5506","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano","tag-diritti-umani","tag-giustizia","tag-legalita"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 13:27:26","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5506"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17095,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5506\/revisions\/17095"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}