{"id":4801,"date":"2012-08-06T11:22:11","date_gmt":"2012-08-06T11:22:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4801"},"modified":"2020-06-22T09:22:08","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:08","slug":"promessa-per-lumanita-sfigurata-di-enzo-bianchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4801","title":{"rendered":"Promessa per l&#8217;umanit\u00e0 sfigurata  di Enzo Bianchi"},"content":{"rendered":"<p>\u201cHo visto una grande luce!\u201d. Cos\u00ec, rientrando di corsa in casa la mattina del 6 agosto 1945, una giovane madre giapponese che abitava a un centinaio di chilometri da Hiroshima aveva esclamato abbracciando il suo figlioletto di dieci anni, Kenzaburo Oe, futuro premio Nobel per la letteratura. Aveva fatto la sua tragica comparsa all\u2019orizzonte dell\u2019umanit\u00e0 la bomba atomica. Luce di morte e di devastazione. Eppure il cristiano non pu\u00f2 non collegare quella data (il 6 agosto) e quell\u2019esperienza (\u201cuna grande luce\u201d) alla festa della Trasfigurazione del Signore che proprio in quella data si celebra a partire dal IV secolo in Oriente e dall\u2019XI in Occidente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il Vangelo secondo Matteo descrive quell\u2019evento indescrivibile: \u201cGes\u00f9 fu trasfigurato (letteralmente: \u201ccambi\u00f2 d\u2019aspetto\u201d) davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni: il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce\u201d (Mt 17,2). In questa festa, quasi ignorata o celebrata distrattamente nell\u2019euforia vacanziera che contagia anche molti cristiani, si contempla il volto del \u201cFiglio dell\u2019uomo\u201d radioso di una luce destinata a tutto l\u2019universo, all\u2019umanit\u00e0 intera, perch\u00e9 \u00e8 la luce della vita divina che in Cristo vuole raggiungere ogni creatura: una luce di vita e di comunione.<\/p>\n<p>Eppure, fin dalla sua fissazione da parte dei monaci della Palestina, la scelta dell\u2019inizio di agosto per questa commemorazione ha avuto anche un\u2019altra coincidenza estremamente gravida di senso: in quegli stessi giorni, infatti, cade il 9 del mese di Av secondo il calendario ebraico, giorno di digiuno e di lutto in cui il popolo di Israele fa memoria della distruzione del primo e del secondo Tempio di Gerusalemme (avvenute rispettivamente nel 586 a.C. e nel 70 d.C.) e, a partire da l\u00ec, di tutte le altre tragedie che ne hanno contrassegnata la storia, come la cacciata dalla Spagna nel 1492, fino alla \u201ccatastrofe\u201d massima, la<em>shoah\u00a0<\/em>dello sterminio nazista del secolo scorso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, nata per contemplare Cristo nuovo Tempio, non fatto da mani d\u2019uomo, in coincidenza con la memoria della distruzione del Tempio costruito dall\u2019uomo, nata per celebrare il destino di luce che attende ogni uomo, la Trasfigurazione ha finito per vedere il suo significato arricchirsi tragicamente del ricordo di una luce \u2013 che acceca l\u2019umanit\u00e0 che ne \u00e8 colpita e abbrutisce l\u2019umanit\u00e0 che la scatena \u2013 e della commemorazione dell\u2019annientamento del luogo e del popolo scelto da Dio per manifestarsi. Mentre i cristiani, nelle loro chiese inondate di luce, celebrano la gloria di Dio che rifulge sul volto di Cristo, gli ebrei, nelle sinagoghe semibuie per la fioca luce di un unico lume, leggono il libro delle<em>\u00a0Lamentazioni<\/em>. E su tutti, lugubre e inquietante, grava l\u2019ombra di un bagliore di morte, la nube luminosa di una luce sterminatrice. Paradosso sconvolgente: la luce di vita della Trasfigurazione, che proviene da Dio e annuncia il futuro del mondo in Cristo, contrasta con la luce di morte prodotta dall\u2019uomo che minaccia il presente del mondo e ne compromette il domani. La Trasfigurazione ricorda la bellezza cui l\u2019umanit\u00e0 e l\u2019universo intero sono destinati, Hiroshima e la\u00a0<em>shoah<\/em>\u00a0testimoniano l\u2019abbrutimento di cui l\u2019uomo \u00e8 capace; la Trasfigurazione evoca, concentrandola nel Cristo, la gloria cui \u00e8 destinato il corpo umano, il cosmo stesso, Hiroshima e la\u00a0<em>shoah<\/em>\u00a0rivelano la capacit\u00e0 dell\u2019uomo di sfigurare la carne umana, di deturpare il corpo e lo spirito, di devastare il cosmo.<\/p>\n<p>Celebrare la Trasfigurazione per un cristiano significa allora anche un appello alla responsabilit\u00e0 e un\u2019esortazione alla com-passione, alla dilatazione del cuore nei confronti dell\u2019uomo sofferente. Non a caso, per i Vangeli, il Cristo che conosce la Trasfigurazione \u00e8 quello che ha appena annunciato per la prima volta il destino di passione e morte che lo attende, lo sfiguramento che patir\u00e0 da parte degli uomini (cf. Mt 16,21-23): di fronte al male, Ges\u00f9 sceglie di esserne vittima piuttosto che ministro. La Trasfigurazione diviene cos\u00ec il s\u00ec di Dio al Figlio che accetta la via della radicale solidariet\u00e0 con gli oppressi e le vittime della storia. Mistero della sofferenza, allora, quello racchiuso al cuore della stessa Trasfigurazione: essa trova nel dinamismo pasquale di morte-risurrezione, di sofferenza-vivificazione la propria logica.<\/p>\n<p>Inoltre, se il 9 di Av evoca le sofferenze degli ebrei e Hiroshima ricorda le sofferenze degli uomini tutti, il Cristo (che \u00e8 ebreo e lo \u00e8 per sempre) \u00e8 colui che raduna nel suo corpo di uomo, nella sua carne ebraica le sofferenze dell\u2019umanit\u00e0 intera. E la sua Trasfigurazione diviene speranza universale per ogni sofferente, anzi, per la reazione tutta che geme nell\u2019attesa della redenzione (cf. Rm 8,22). Ai cristiani spetta allora il compito di celebrare la Trasfigurazione sperando per tutti gli uomini; il fare memoria di questo evento della vita di Ges\u00f9 \u00e8 infatti la promessa che anche il nostro corpo di miseria e di peccato sar\u00e0 trasformato, cos\u00ec da ristabilire in noi l\u2019immagine piena di Dio. La Trasfigurazione \u00e8 il pegno che Dio lavora per conformarci al suo Figlio, fino a renderci somiglianti a lui; \u00e8 anche il pegno che tutto il nostro essere sar\u00e0 trasfigurato, senza rotture con la nostra situazione umana: neanche le nostre passioni, i nostri sensi, i nostri affetti umani saranno distrutti ma trasfigurati attraverso una purificazione il cui protagonista \u00e8 Dio. Vissuta in questa attesa, la Trasfigurazione diverr\u00e0 una festa che gi\u00e0 nell\u2019oggi accende bagliori di speranza nei cuori e illumina le coscienze suscitando compassione, corresponsabilit\u00e0, fraternit\u00e0 autentica.<\/p>\n<p align=\"right\"><em>Enzo Bianchi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cHo visto una grande luce!\u201d. Cos\u00ec, rientrando di corsa in casa la mattina del 6 agosto 1945, una giovane madre giapponese che abitava a un centinaio di chilometri da Hiroshima aveva esclamato abbracciando il suo figlioletto di dieci anni, Kenzaburo Oe, futuro premio Nobel per la letteratura. Aveva fatto la sua tragica comparsa all\u2019orizzonte dell\u2019umanit\u00e0 la bomba atomica. Luce di morte e di devastazione. 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