{"id":4791,"date":"2012-08-06T10:54:16","date_gmt":"2012-08-06T10:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4791"},"modified":"2020-06-22T09:22:08","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:08","slug":"messaggio-per-la-fine-del-ramadan-giovani-cristiani-e-musulmani-araldi-di-pace-e-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4791","title":{"rendered":"Messaggio per la fine del ramadan:  giovani cristiani e musulmani, araldi di pace e giustizia"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<div><\/div>\n<div>\u201cEducare i giovani cristiani e musulmani alla giustizia e alla pace\u201d: \u00e8 il titolo del tradizionale messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso pubblicato in occasione della fine del Ramadan, a firma del cardinale Jean-Loius Tauran, presidente del dicastero. Di seguito il testo:<\/div>\n<div>Cari Amici musulmani,<br \/>\n1. La celebrazione di \u2018Id al-Fitr, che conclude il mese del Ramadan, ci d\u00e0 la gioia di presentarvi i cordiali auguri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Ci rallegriamo con voi per questo tempo privilegiato che vi ha consentito, mediante il digiuno e altre pratiche di piet\u00e0, di approfondire l\u2019obbedienza a Dio, un valore a noi altrettanto caro. \u00c8 per questo che, quest\u2019anno, ci \u00e8 parso opportuno incentrare la nostra comune riflessione sul tema dell\u2019educazione dei giovani cristiani e musulmani alla giustizia e alla pace, che sono inseparabili dalla verit\u00e0 e dalla libert\u00e0.<br \/>\n2. Come sapete, se il compito dell\u2019educazione \u00e8 affidato alla societ\u00e0 intera, esso \u00e8 anzitutto, e in modo particolare, opera dei genitori e, con loro, delle famiglie, delle scuole e delle universit\u00e0, senza dimenticare i responsabili della vita religiosa, culturale, sociale, economica e del mondo della comunicazione. Si tratta di un\u2019impresa bella e insieme difficile: aiutare i fanciulli e i giovani a scoprire e sviluppare le risorse che il Creatore ha affidato loro e a stabilire relazioni umane responsabili. Riferendosi al compito degli educatori, Sua Santit\u00e0 il Papa Benedetto XVI ha affermato di recente: \u201cPer questo sono pi\u00f9 che mai necessari autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni\u2026 Il testimone \u00e8 colui che vive per primo il cammino che propone\u201d (\u201cMessaggio per la Giornata Mondiale della Pace\u201d 2012). Ricordiamo, inoltre, che i giovani sono anch\u2019essi responsabili della propria educazione come della propria formazione alla giustizia e alla pace.<br \/>\n3. La giustizia \u00e8 determinata innanzitutto dall\u2019identit\u00e0 della persona umana, considerata nella sua integralit\u00e0 ; essa non pu\u00f2 essere ridotta alla sua dimensione commutativa e distributiva. Non dimentichiamo che il bene comune non pu\u00f2 essere ottenuto senza solidariet\u00e0 e amore fraterno! Per i credenti, la giustizia autentica vissuta nell\u2019amicizia con Dio approfondisce le relazioni con se stessi, con gli altri e con l\u2019intera creazione. Inoltre, essi professano che la giustizia ha origine nel fatto che tutti gli uomini sono creati da Dio e sono chiamati a formare una sola ed unica famiglia. Una tale visione delle cose, nel pieno rispetto della ragione e aperta alla trascendenza, interpella pure tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, permettendo di coniugare armoniosamente diritti e doveri.<br \/>\n4. Nel mondo tormentato in cui viviamo, diventa sempre pi\u00f9 urgente l\u2019educazione dei giovani alla pace. Per impegnarvisi in modo adeguato, si deve comprendere la vera natura della pace che non si limita all\u2019assenza della guerra, n\u00e9 all\u2019equilibrio delle forze contrapposte, ma \u00e8 insieme dono di Dio e opera umana, da costruire incessantemente. Essa \u00e8 frutto della giustizia ed un effetto della carit\u00e0. \u00c8 importante che i credenti siano sempre attivi in seno alle comunit\u00e0 di cui sono membri: praticando la compassione, la solidariet\u00e0, la collaborazione e la fraternit\u00e0, essi possono contribuire efficacemente a raccogliere le grandi sfide dell\u2019ora presente: crescita armoniosa, svilupo integrale, prevenzione e risoluzione dei conflitti, per citarne solo alcune.<br \/>\n5. Per concludere, desideriamo incoraggiare i giovani musulmani e cristiani che vorranno leggere questo messaggio, a coltivare sempre la verit\u00e0 e la libert\u00e0, per essere autentici araldi di giustizia e di pace e costruttori di una cultura rispettosa dei diritti e della dignit\u00e0 di ogni cittadino. Li invitiamo ad avere la pazienza e la tenacia necessarie per realizzare questi ideali, senza mai ricorrere a compromessi ambigui, scorciatoie ingannevoli o mezzi poco rispettosi della persona umana. Soltanto uomini e donne siceramente convinti di queste esigenze potranno costruire delle societ\u00e0 in cui la giustizia e la pace diventeranno realt\u00e0. Voglia Dio colmare di serenit\u00e0 e di speranza i cuori, le famiglie e le comunit\u00e0 di coloro che nutrono il desiderio di essere \u2018strumenti di pace\u2019!Buona festa a tutti!<\/div>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cEducare i giovani cristiani e musulmani alla giustizia e alla pace\u201d: \u00e8 il titolo del tradizionale messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso pubblicato in occasione della fine del Ramadan, a firma del cardinale Jean-Loius Tauran, presidente del dicastero. Di seguito il testo: Cari Amici musulmani, 1. La celebrazione di \u2018Id al-Fitr, che conclude il mese del Ramadan, ci d\u00e0 la gioia di presentarvi i cordiali auguri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. 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