{"id":4674,"date":"2012-07-15T14:10:54","date_gmt":"2012-07-15T14:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4674"},"modified":"2020-06-22T09:22:09","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:09","slug":"non-odiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4674","title":{"rendered":"Izzeldin Abuelaish \u201cNon odier\u00f2\u201d Piemme ed"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=4680\" rel=\"attachment wp-att-4680\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4680\" title=\"Izzeldin\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Izzeldin.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"362\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Izzeldin Abuelaish \u201cNon odier\u00f2\u201d Piemme ed.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una storia vera, la storia di un palestinese nato nel campo profughi di Jabalia, a Gaza, in una famiglia cacciata , come migliaia di altre famiglie palestinesi, dalla propria casa al momento della nascita dello Stato di Israele nel 1948. E&#8217; la storia della tenacia di un uomo, della sua incrollabile fede nelle possibilit\u00e0 di costruire percorsi di pace anche in realt\u00e0 tormentate come quelle di Israele e Palestina. E di una tenacia ancora pi\u00f9 incredibile perch\u00e9 fortemente provata dalla vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Izzeldin, nato nel &#8217;55, figlio primogenito di una famiglia numerosa, nove tra fratelli e sorelle, grazie al sostegno di borse di studio si laurea in medicina al Cairo, si specializza in ginecologia in diverse universit\u00e0 straniere, lavora nell&#8217;ospedale israeliano Soroka a Beersheba e tiene un ambulatorio gratuito a Gaza. Sembrerebbe quasi una situazione normale, ma chi ha un minimo di conoscenza su che cosa voglia dire entrare ogni giorno da Gaza in Israele, sull&#8217;incertezza costante che caratterizza gli spostamenti dei palestinesi, su che cosa sia la vita in un campo profughi, ne coglie certamente le difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Izzeldin dopo la laurea sposa Nadia, una ragazza palestinese conosciuta nello stesso campo profughi dove era cresciuto. Si specializza nella cura dell&#8217;infertilit\u00e0 proprio per aiutare le coppie ad avere figli, e vive la pratica medica come un&#8217;occasione per creare ponti di conoscenza e di stima con colleghi e pazienti, ebrei o palestinesi che siano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0La sua \u00e8 una vita di successo professionale, approfondisce le sue conoscenze nelle migliori universit\u00e0, si specializza in sanit\u00e0 pubblica ad Harvard, e nel frattempo la sua famiglia si arricchisce di otto figli, vivono sempre a Gaza, anche se ormai fuori dal campo. Una vita sempre scandita dalle difficolt\u00e0 di essere palestinese, quindi sottoposta all&#8217;incertezza, soprattutto in occasione delle reazioni alle diverse intifade, ma che non mette mai in discussione il fatto di prestare la sua opera sia a Gaza sia in Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Una prima forte prova \u00e8 nel 2008 la morte della moglie per leucemia, ma la tragedia pi\u00f9 grande arriva il 16 gennaio del 2009, quando, nel corso dell&#8217;operazione \u201cpiombo fuso\u201d granate israeliane colpiscono la camera da letto delle ragazze, uccidendo tre delle sue figlie, Bessan, Aya e Mayar. La foto che compare sulla copertina del libro le ritrae tutte e tre sulla spiaggia di Gaza in un pomeriggio del 12 dicembre 2008. Avevano tracciato i loro nomi sulla sabbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Sue le parole \u201cPoi, nel gennaio 2009, ho perso tre figlie preziose e una nipote quando un carro armato israeliano ha colpito la mia casa a Gaza. Quando sono i tuoi figli a essere diventati un \u201cdanno collaterale\u201d in un conflitto apparentemente senza fine, quando hai visto i loro corpi letteralmente fatti a pezzi e decapitati, le vite cancellate, come puoi non odiare? Come puoi evitare le collera? Io ho giurato di non odiare e di evitare la collera a causa della mia salda fede di musulmano&#8230; ma questo non significa non agire per correggere le ingiustizie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Instancabile Izzeldin lavora per costruire i suoi ponti, trasforma la sua rabbia nella ricerca costante, paziente, tenace, di strade per superare le generalizzazioni e le divisioni, nella ricerca di strumenti di conoscenza reciproca, di mezzi per vincere l&#8217;ignoranza e la rassegnazione, senza mai smettere di credere che la pace sia possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R.T.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Izzeldin Abuelaish \u201cNon odier\u00f2\u201d Piemme ed. Questa \u00e8 una storia vera, la storia di un palestinese nato nel campo profughi di Jabalia, a Gaza, in una famiglia cacciata , come migliaia di altre famiglie palestinesi, dalla propria casa al momento della nascita dello Stato di Israele nel 1948. 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