{"id":4385,"date":"2012-05-21T12:35:30","date_gmt":"2012-05-21T12:35:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4385"},"modified":"2020-06-22T09:22:12","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:12","slug":"informare-per-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=4385","title":{"rendered":"Informare per non dimenticare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un anno di massacri nella Repubblica Democratica del Congo e in Costa d\u2019Avorio si sono meritati, rispettivamente, 5 e 10 servizi televisivi in prime time. Questo \u00e8 quanto emerge dal rapporto 2011 di Medici senza Frontiere sulle \u201cCrisi dimenticate dai media\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;estate 2011, la carestia nel Corno d&#8217;Africa \u00e8 stata annunciata dalle organizzazioni internazionali e non governative, come una catastrofe umanitaria senza precedenti: oltre 10 milioni di persone colpite e centinaia di migliaia di profughi. I telegiornali della sera hanno dedicato al tema 41 notizie, 372 in meno rispetto ai servizi dedicati all&#8217;evento mondano dell&#8217;anno: le nozze del principe William e Kate Middleton, in Regno Unito. \u00c8 quanto emerge dal<a href=\"http:\/\/www.medicisenzafrontiere.it\/cosafacciamo\/crisi_dimenticate\/rapporto.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>rapporto 2011 di Medici senza frontiere sulle &#8220;Crisi dimenticate dai media&#8221;<\/strong><\/a>, pubblicato il 15 maggio da Marsilio Editore.<\/p>\n<p>Ogni anno, dal 2005, Msf, in collaborazione con\u00a0<a href=\"http:\/\/www.osservatorio.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>l&#8217;Osservatorio di Pavia<\/strong><\/a>, stila una lista delle crisi pi\u00f9 gravi nel mondo, chiedendo un impegno ai mezzi di informazione. &#8220;Non far conoscere la sofferenza di milioni di rifugiati, di bambini malnutriti, di civili feriti e torturati &#8211; si legge dal rapporto &#8211; equivale a dire che tutte queste persone, e le loro sofferenze, le loro vite non esistono&#8221;.<\/p>\n<p>Nel 2011 le edizioni serali dei Tg di Rai, Mediaset e La7 hanno dedicato il 10% del totale dei servizi a crisi, conflitti, emergenze umanitarie e sanitarie, con un incremento di 4 punti rispetto al 2009, da attribuire, secondo i ricercatori, alla copertura mediatica sulle &#8220;Primavere arabe&#8221; e il terremoto in Giappone.<\/p>\n<p>Per la prima volta Msf ha deciso di monitorare il modo in cui i Tg hanno trattato gli sbarchi dei migranti in fuga dal Nord Africa. Su 1391 servizi, il 63% ha privilegiato la cronaca, senza alcuna contestualizzazione, mentre, nel 76% dei casi, il tono utilizzato \u00e8 allarmistico. &#8220;Toni epocali&#8221; li definisce l&#8217;organizzazione, il fenomeno \u00e8 descritto utilizzando frequentemente termini come: &#8220;emergenza&#8221;, &#8220;ondata record&#8221;, &#8220;esodo senza precedenti&#8221;, &#8220;numeri impressionanti&#8221;. &#8220;Poi c&#8217;\u00e8 il lessico bellico &#8211; spiega Msf &#8211; \u2018invasione&#8217;, \u2018occupazione&#8217;, \u2018tregua&#8217;,&#8217;bomba&#8217;, \u2018miccia&#8217;, \u2018polveriera&#8217;, \u2018evacuazione'&#8221;. Termini che hanno contribuito, secondo l&#8217;Osservatorio di Pavia, ad amplificare, talvolta, il fenomeno, piuttosto che rappresentarlo.<\/p>\n<p>Ancora una volta, invece, \u00e8 assente la voce deii migranti, raramente interpellati, subiscono la notizie cedendo il ruolo di narratori a esponenti politici e amministratori locali: &#8220;I protagonisti a cui \u00e8 data voce &#8211; dice Kostas Moschochoritis, Direttore generale MSF Italia &#8211; sono nel 65% dei casi i politici, fra Governo e amministrazioni locali. Alle testimonianze dei migranti \u00e8 stato riservato solo il 14% dello spazio; il 12% alle comunit\u00e0 locali e il 10% alle realt\u00e0 impegnate nella gestione del fenomeno&#8221;.<\/p>\n<p>La crisi su cui Msf chiede di accendere un riflettore, riguarda la condizione dei rifugiati dal Mali, fuggiti in Niger, Burkina Faso e Mauritania.&#8221;Fornire assistenza medica in quest&#8217;area \u00e8 estremamente difficile &#8211; spiega Msf &#8211; Chiediamo ai media italiani di accendere un riflettore su quest&#8217;area del tutto dimenticata, colpita pesantemente dalla siccit\u00e0 e dall&#8217;insicurezza alimentare&#8221;.<br \/>\nNigrizia &#8211; 17\/05\/2012<\/p>\n<p>(su www.nigrizia.it in audio\u00a0<a href=\"http:\/\/afriradio.altervista.org\/www\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>l&#8217;intervista<\/strong><\/a>\u00a0di Ismail Ali Farah a Sergio Cecchini, direttore della Comunicazione di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.medicisenzafrontiere.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Medici senza Frontiere<\/strong><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un anno di massacri nella Repubblica Democratica del Congo e in Costa d\u2019Avorio si sono meritati, rispettivamente, 5 e 10 servizi televisivi in prime time. 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