{"id":3846,"date":"2012-03-18T18:45:51","date_gmt":"2012-03-18T18:45:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3846"},"modified":"2020-06-22T09:22:16","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:16","slug":"siria-incubo-di-torture-sistematiche-rapporto-di-amnesty-international","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3846","title":{"rendered":"Siria: incubo di torture sistematiche &#8211; Rapporto di Amnesty International"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unimondo.org\/var\/unimondo\/storage\/images\/guide\/diritti-umani\/tortura\/siria-incubo-di-torture-sistematiche\/715742-1-ita-IT\/Siria-incubo-di-torture-sistematiche_medium.jpg\" alt=\"\" \/><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 da www.unimondo.org<\/em><\/p>\n<p>Un nuovo\u00a0<strong>rapporto diffuso ieri da<a href=\"http:\/\/www.amnesty.it\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Amnesty International\u00a0<\/a><\/strong>denuncia l&#8217;incubo delle torture sistematiche vissuto dalle persone vittime degli arresti di massa nel corso della rivolta siriana. L&#8217;ampiezza delle torture e dei maltrattamenti ha raggiunto, secondo l&#8217;organizzazione per i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">diritti umani<\/a>, un livello che non si vedeva da anni e che ricorda il periodo nero degli anni Settanta e Ottanta.<\/p>\n<p>Rilasciato un giorno prima dell&#8217;anniversario dell&#8217;inizio delle proteste di massa nel paese, il rapporto di Amnesty International, intitolato &#8220;<strong>Volevo morire: parlano i sopravvissuti alla tortura in Siria<\/strong>&#8220;, documenta 31 metodi di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\/Tortura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tortura<\/a>\u00a0e maltrattamenti praticati dalle forze di sicurezza, dai militari e dalle\u00a0<em>shabiha<\/em>\u00a0(le bande armate filo-governative) attraverso i racconti di testimoni e vittime che l&#8217;organizzazione per i diritti umani ha incontrato in Giordania nel febbraio di quest&#8217;anno.<\/p>\n<p><em>&#8220;L&#8217;esperienza fatta dalle tante persone arrestate nel corso dell&#8217;ultimo anno \u00e8 ora molto simile a quella fatta dai prigionieri sotto l&#8217;ex presidente Hafez al-Assad: un incubo di torture sistematiche&#8221;<\/em>\u00a0&#8211; ha dichiarato Ann Harrison, vicedirettrice ad interim del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.\u00a0<em>&#8220;Le testimonianze che abbiamo ascoltato descrivono dall&#8217;interno un sistema di detenzione e interrogatori che, a un anno dall&#8217;inizio delle proteste, ha il principale obiettivo di degradare, umiliare e mettere a tacere col terrore le vittime&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Le torture e i maltrattamenti ai danni dei detenuti seguono in genere un modello stabilito<\/strong>. Molte vittime hanno dichiarato di essere state picchiate al momento dell&#8217;arresto. Il pestaggio \u00e8 proseguito con l&#8217;<em>haflet al-istiqbal\u00a0<\/em>(&#8220;festa di benvenuto&#8221;), all&#8217;arrivo nel centro di detenzione, con pugni e percosse con bastoni, calci dei fucili, fruste e cavi di corda intrecciata. I nuovi arrivati vengono solitamente lasciati in mutande e talvolta tenuti all&#8217;aperto anche per 24 ore.<\/p>\n<p>Il momento di maggior pericolo \u00e8 tuttavia quello dell&#8217;interrogatorio. Parecchi sopravvissuti alla tortura hanno descritto ad Amnesty International la tecnica del\u00a0<em>dulab<\/em>(&#8220;pneumatico&#8221;): il detenuto \u00e8 infilato dentro a uno pneumatico da camion, spesso sospeso da terra, e viene picchiato, anche con cavi e bastoni.<\/p>\n<p>Amnesty International ha riscontrato un aumento delle testimonianze sullo\u00a0<em>shabeh<\/em>: il detenuto \u00e8 appeso a un gancio o ad altro attrezzo in modo che i piedi fluttuino nel vuoto o le loro dita tocchino a malapena il pavimento; spesso, in questa posizione, viene picchiato.<\/p>\n<p>&#8220;Karim&#8221;, 18 anni, uno studente di al-Taybeh (provincia di Dera&#8217;a) ha raccontato ad Amnesty International che, nel dicembre 2011, presso la sede di Dera&#8217;a dei servizi segreti dell&#8217;Aeronautica, le persone che lo stavano interrogando gli hanno strappato la pelle dalle gambe usando delle tenaglie.<\/p>\n<p>Risulta ampio anche l&#8217;uso delle\u00a0<strong>scariche elettriche\u00a0<\/strong>durante gli interrogatori. Vittime di tortura hanno descritto ad Amnesty International tre metodi: la vittima o il pavimento della cella vengono bagnati d&#8217;acqua e poi viene sprigionata l&#8217;elettricit\u00e0; la &#8220;sedia elettrica&#8221;, con gli elettrodi applicati alle parti del corpo; e l&#8217;uso di pungoli elettrici.<\/p>\n<p>Nel corso dell&#8217;ultimo anno paiono essere diventati pi\u00f9 comuni anche le torture basate sul genere e la\u00a0<strong>violenza sessuale<\/strong>. &#8220;Tareq&#8221; ha riferito ad Amnesty International che, nel luglio 2011, mentre era detenuto nella sede dei servizi segreti militari di Kafr Sousseh, a Damasco, \u00e8 stato costretto ad assistere allo stupro di un altro prigioniero, &#8220;Khalid&#8221;: &#8220;Gli hanno tirato gi\u00f9 i pantaloni. Aveva una ferita sulla coscia sinistra. L&#8217;ufficiale lo ha violentato contro il muro. &#8216;Khalid&#8217; non poteva fare altro che piangere e batteva la testa contro il muro&#8221;.<br \/>\nPer Amnesty International, le testimonianze dei sopravvissuti alla tortura costituiscono un&#8217;ulteriore prova dei crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 commessi in Siria. L&#8217;organizzazione ha ripetutamente chiesto che la situazione della Siria venisse deferita al procuratore della<strong>Corte penale internazionale<\/strong>, ma fattori politici hanno finora impedito che ci\u00f2 accadesse. La Russia e la Cina hanno bloccato due volte deboli proposte di risoluzione del Consiglio di sicurezza\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\/Onu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ONU<\/a>\u00a0che neanche facevano riferimento alla Corte.<\/p>\n<p>Non essendo riuscito il tentativo di coinvolgere la Corte, Amnesty International ha chiesto al Consiglio Onu dei diritti umani di prorogare il mandato della Commissione d&#8217;inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria e rafforzare la sua capacit\u00e0 di effettuare<strong>monitoraggio<\/strong>, documentare e denunciare in vista della possibile incriminazione dei responsabili di\u00a0<strong>crimini di diritto internazionale<\/strong>\u00a0e altre gravi violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Amnesty International auspica che la comunit\u00e0 internazionale voglia condividere la responsabilit\u00e0 di indagare e punire crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 nei tribunali nazionali, attraverso processi equi e senza il ricorso alla pena di morte. L&#8217;organizzazione per i diritti umani ha sollecitato la formazione di un team internazionale di investigatori e procuratori per garantire maggiori probabilit\u00e0 di arrestare i presunti responsabili.<\/p>\n<p><em>&#8220;Continuiamo a pensare che la\u00a0<\/em><em><strong>Corte penale internazionale rappresenti la migliore soluzione per garantire effettivamente che coloro che hanno commessi gravi crimini contro la popolazione siriana siano chiamati a rispondere del loro operato<\/strong><\/em><em>&#8220;<\/em>\u00a0&#8211; ha precisato Harrison.\u00a0<em>&#8220;Ma mentre questioni politiche rendono difficile questa opzione nel breve periodo, ai responsabili delle torture, compresi coloro che ne hanno dato l&#8217;ordine, non dovrebbe essere lasciato il minimo dubbio: affronteranno la giustizia per i crimini commessi sotto i loro occhi. Per questo, \u00e8 fondamentale che la Commissione d&#8217;inchiesta delle Nazioni Unite sia rafforzata e possa proseguire il suo lavoro&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Ulteriori informazioni<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso della sua missione in Giordania, Amnesty International ha intervistato decine di siriani scappati dalla violenza, tra cui 25 persone che hanno denunciato di essere state sottoposte a torture e maltrattamenti. Il rapporto odierno comprende 19 di queste testimonianze. Oltre la met\u00e0 dei casi riguarda la provincia di Dera&#8217;a, dove vennero uccisi i primi manifestanti nel marzo 2011. Gli altri casi sono relativi alle provincie di Damasco, Rif Dimashq, Hama, Homs, Latakia, al-Suwayda e Tartus.<\/p>\n<p>Da\u00a0<strong><em><a href=\"http:\/\/www.amnesty.it\/nuovo-rapporto-sulla-siria-torture-e-maltrattamenti-in-detenzione-fenomeno-sistematico-e-massiccio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Amnesty International<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 da www.unimondo.org Un nuovo\u00a0rapporto diffuso ieri daAmnesty International\u00a0denuncia l&#8217;incubo delle torture sistematiche vissuto dalle persone vittime degli arresti di massa nel corso della rivolta siriana. 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