{"id":3698,"date":"2012-02-27T10:55:48","date_gmt":"2012-02-27T10:55:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3698"},"modified":"2020-06-22T09:22:17","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:17","slug":"amici-della-siria-vogliono-missione-onu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3698","title":{"rendered":"\u201cAMICI DELLA SIRIA\u201d VOGLIONO MISSIONE ONU"},"content":{"rendered":"<p>(27\/02\/2012)<\/p>\n<p>Teniamo alta l&#8217;attenzione sulla Siria! Una nuova &#8220;missione di pace&#8221; sarebbe disastrosa e una nuova sconfitta per coloro che della &#8220;Pace di Cristo&#8221; fanno una ragione di vita. Come la comunit\u00e0 di Mar Musa di nuovo minacciata.<\/p>\n<p>Come per molti altri argomenti di grande interesse, i telegiornali e quasi tutte le agenzie di stampa italiane non dicono quello che sta succedendo. Il\u00a0TG1 continua a manifestare la sua pochezza in prima serata con servizi tipo quello di due sabati fa sull&#8217;imbroglione napoletano che mette una moneta in una brioche per ricattare il pasticciere.<\/p>\n<p>L&#8217;Arabia Saudita continua a giocare un ruolo che non dovrebbe neanche lontanamente pensare di avere, come colui che ha una trave nell&#8217;occhio e vuole rimuovere il fuscello da quello del fratello.<\/p>\n<p>Noi, che non abbiamo l&#8217;ampio ascolto del TG1, possiamo solo pubblicare questo articolo da Nena News.<\/p>\n<p>(fd)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bimba-siriana.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3701\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bimba-siriana.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(scritto da IKA DANO)<\/p>\n<p>Stati Uniti, Europa e Paesi del Golfo lanciano l\u2019ultimatum ad Assad e chiedono missione \u201cdi pace\u201d alle Nazioni Unite dopo cessate il fuoco. Russia e Cina contro, parte consistente dell\u2019<\/p>\n<p>opposizione siriana anche. Domani referendum per la nuova costituzione.<\/p>\n<p>Roma, 25 Febbraio 2012, Nena News \u2013 Gli \u201cAmici della Siria\u201d si sono incontrati ieri nella capitale tunisina. Rappresentanti di 60 nazioni \u2013 con a capo Stati Uniti, Europa e Paesi del Golfo \u2013 hanno discusso con alcuni gruppi dell\u2019opposizione siriana il piano d\u2019azione per risolvere la crisi: la ricetta sarebbe un accordo di tregua immediato e l\u2019invio di una missione \u201cdi pace\u201d ONU. In caso il regime di Al Assad si mostri riluttante, ci si tiene aperta l\u2019opzione di armare ulteriormente gli insorti ed applicare nuove sanzioni che isolino Damasco. Per l\u2019Arabia Saudita non \u00e8 abbastanza, e il ministro degli esteri abbandona l\u2019aula. Ma sembra i conti siano stati fatti senza l\u2019oste: il secondo fronte di opposizione siriano rifiuta di partecipare alla conferenza perch\u00e8 \u201cdannosa\u201d, ed i membri permanenti ONU Cina e Russia fanno altrettanto, contrari ad un intervento militare occidentale.<br \/>\nLa Francia ha comunicato che l\u2019Unione Europea congeler\u00e1 i fondi della banca nazionale siriana sotto giurisdizione europea luned\u00ec prossimo, e il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha assicurato che verr\u00e1 dato un giro di vite anche alle sanzioni da parte di Washington. Ma i toni vanno oltre: \u201cGli Stati Uniti e i suoi alleati sono pronti ad usare qualsiasi mezzo necessario per porre fine allo spargimento di sangue\u201d per mano del regime di Bashar al-Assad, ha dichiarato ieri il presidente americano Obama all\u2019agenzia AFP. Il senatore John McCain gli fa eco chiedendo di armare i ribelli. E il Clinton si lascia andare ad un dipinto manicheo, attaccando ancora una volta i grandi assenti alla conferenza Cina e Russia: il loro veto all risoluzione ONU per un intervento militare il 4 febbraio scorso sarebbe stato \u201cdoloroso\u201d, mentre \u201cdonne, uomini, giovani coraggiosi vengono massacrati\u201d. Pechino e Mosca evidentemente non starebbero dalla parte del popolo siriano.<br \/>\nUn popolo siriano che per\u00f2 non \u00e8 affatto unito nel supporto ad un intervento esterno. Il Coordinamento Siriano per il Cambiamento Democratico (CSCD) di Haytham Manna, polo di opposizione a cui fanno capo diversi partiti di sinistra e curdi, fa sapere che all\u2019ultimo momento ha deciso di non accogliere l\u2019invito alla conferenza di ieri, perch\u00e8 non tutti i gruppi di opposizione avrebbero ricevuto pari riconoscimento come legittimi rappresentanti del popolo. Il CSCD avrebbe inoltre assistito a \u201ctentativi di lasciare aperta la finestra militare, sia in relazione alla militarizzazione dell\u2019opposizione che per l\u2019intervento straniero\u201d \u2013 si legge oggi in una dichiarazione ufficiale \u2013 \u201cTutto questo \u00e8 in diretto conflitto con gli interessi del popolo siriano, i suoi confini, la sua unit\u00e0 e la sua lotta per la dignit\u00e0, la democrazia e la giustizia \u2013 che \u00e8 l\u2019essenza della rivoluzione siriana\u201d.<br \/>\nDi altro avviso il Consiglio Nazionale Siriano di Burhan Ghalioun, che appoggia la proposta dell\u2019Arabia Saudita di fornire armamenti e munizioni agli insorti ed in particolare al Libero Esercito Siriano basato in Turchia, e si auspica \u201cogni tipo di assistenza e aiuto per proteggere i nostri fratelli e sorelle in lotta per mettere fine alla tirannia\u201d \u2013 l\u2019agenzia Associated Press riporta Ghalioun da Tunisi. Il Consiglio starebbe lavorando per una Siria che rispetti i diritti di tutti, libera \u201cdal dominio di una famiglia mafiosa\u201d.<br \/>\nUn obiettivo che anche per altri gruppi di opposizione come l\u2019organizzazione \u201cCostruire lo Stato Siriano\u201d, intervistato a Damasco dall\u2019agenzia AFP, si pu\u00f2 raggiungere solo con un governo di transizione che includa esponenti del governo attuale, perch\u00e8 i gruppi di opposizione sarebbe frammentati e incapaci di guidare un processo di transizione. Come il Coordinamento di Manna, il movimento liberale \u00e8 contrario ad un intervento militare estero, timoroso che alcuni gruppi si schiererebbero con le forze internazionali ed altri contro. Uno scenario che assomiglierebbe molto ad una guerra civile.<br \/>\nNon per niente, dalle Nazioni Unite c\u00b4\u00e8 cautela, e la raccomandazione al dialogo tra regime e opposizione arriva anche da parte dell\u2019Alto Commissario per i Diritti Umani dell ONU. Il report commissionato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite pubblicato due giorni fa intanto documenta i soprusi del regime di Assad, ma sottolinea anche gli abusi perpetrati da gruppi di ribelli armati, composti soprattutto da disertori dell\u2019Esercito siriano. Secondo fonti citate dall\u2019agenzia Reuters, il contrabbando di armi leggere e strumenti militari per via di formazioni operanti alle frontiere siriane e supportate dell\u2019estero, sarebbe fiorente. Ora ci si starebbe attrezzando per fornire i ribelli dell\u2019Esercito Libero di missili anti-aerei e anti-carro.<br \/>\nSecondo dati dell\u2019Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, le vittime di 11 mesi di rivolte sarebbero gi\u00e0 7 600. Il governo di Assad da parte sua denuncia pi\u00f9 di 2 000 morti tra le sue file.<br \/>\nQuesto il punto fermo della Russia, storico alleato della Siria opposto alle interferenze occidentali: la violenza deve finire da entrambe le parti, e un cessate il fuoco di due ore al giorno deve essere raggiunto quanto prima per permettere l\u2019evacuazione di civili feriti. L\u2019agenzia di stato siriana SANA cita oggi il giornalista cinese Yan Chai Jing, che avrebbe confermato la ferma opposizione di Pechino ad un intervento, ritenendo l\u2019incontro degli \u201cAmici della Siria\u201d illegale, tanto quanto le decisioni prese in suo seno. E per bocca del russo Vyatcheslav Aldonysov, membro dell\u2019Accademia di Geopolitica, l\u2019agenzia SANA ribadisce l\u2019alleanza Damasco-Mosca: l\u2019Occidente \u00e8 accusato di strumentalizzare gli slogan di democrazia e diritti umani come pretesto per minare la Siria.<br \/>\nDomani, la contromossa del regime, che ha chiamato i suoi cittadini a votare per referendum la nuova costituzione. Pluralismo partitico con quattro nuovi partiti legalizzati e altri cinque in via di legalizzazione, cancellazione della legge di emergenza in vigore dal 1963, elezioni presidenziali e locali per imboccare un cammino di riforme, che \u2013 pur dovendo ancora dimostrare la sua credibilit\u00e0 \u2013 appare un\u2019<\/p>\n<p>alternativa migliore alla ripetizione dello scenario libico in Siria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(27\/02\/2012) Teniamo alta l&#8217;attenzione sulla Siria! 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