{"id":3604,"date":"2012-02-12T10:35:34","date_gmt":"2012-02-12T10:35:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3604"},"modified":"2020-06-22T09:22:19","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:19","slug":"ascoltiamo-il-grido-dei-poveri-il-messaggio-per-la-quaresima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3604","title":{"rendered":"ASCOLTIAMO IL GRIDO DEI POVERI. il messaggio per la quaresima"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><a name=\"1\"><\/a><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ascoltiamo il grido dei\u00a0 poveri<\/strong><\/span><\/h1>\n<p><em>Sintesi del messaggio pontificio per la Quaresima\u00a0 2012, 7 febbraio 2012<\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;<\/em><em><strong>Prestiamo\u00a0\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>attenzione<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>gli\u00a0<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>uni<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>agli\u00a0<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>altri,<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>per\u00a0<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>stimolarci<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>a<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>nella\u00a0<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>carit\u00e0<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>e\u00a0<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>nelle<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>opere\u00a0<\/strong><\/em><em><strong> <\/strong><\/em><em><strong>buone<\/strong><\/em><em>&#8220;<\/em><em> <\/em><em>(Eb<\/em><em> <\/em><em>10,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carit\u00e0 e nelle opere buone&#8221;<br \/>\n(Eb 10, 24)\u00a0\u00a0 Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una<br \/>\nvolta l&#8217;opportunit\u00e0 di riflettere sul cuore della vita cristiana: la<br \/>\ncarit\u00e0&#8230;. Quest&#8217;anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di<br \/>\nun breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: &#8220;Prestiamo<br \/>\nattenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carit\u00e0<br \/>\ne nelle opere buone&#8221; (10, 24)&#8230;. Il frutto dell&#8217;accoglienza di<br \/>\nCristo \u00e8 una vita dispiegata secondo le tre virt\u00f9 teologali: si<br \/>\ntratta di accostarsi al Signore &#8220;con cuore sincero nella<br \/>\npienezza della fede&#8221; (v. 22), di mantenere salda &#8220;la<br \/>\nprofessione della nostra speranza&#8221; (v. 23) nell&#8217;attenzione<br \/>\ncostante ad esercitare insieme ai fratelli &#8220;la carit\u00e0 e le<br \/>\nopere buone&#8221; (v. 24)&#8230;.Mi soffermo sul versetto 24, che, in<br \/>\npoche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre<br \/>\naspetti della vita cristiana: l&#8217;attenzione all&#8217;altro, la reciprocit\u00e0<br \/>\ne la santit\u00e0 personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1. <strong>&#8220;Prestiamo attenzione&#8221;: la responsabilit\u00e0 verso il fratello. Il primo elemento \u00e8 l&#8217;invito a<\/strong><br \/>\n<strong>&#8220;fare attenzione&#8221;:<\/strong> il verbo greco usato \u00e8 katanoein, che<br \/>\nsignifica osservare bene, essere attenti, guardare con<br \/>\nconsapevolezza, accorgersi di una realt\u00e0&#8230;.Il verbo che apre la<br \/>\nnostra esortazione invita a <strong>fissare lo sguardo sull&#8217;altro, prima di<\/strong><br \/>\n<strong>tutto su Ges\u00f9, e ad essere attenti gli uni verso gli altri, a non<\/strong><br \/>\n<strong>mostrarsi estranei, indifferenti alla sorte dei fratelli<\/strong>. Spesso,<br \/>\ninvece, prevale l&#8217;atteggiamento contrario: l&#8217;indifferenza, il<br \/>\ndisinteresse, che nascono dall&#8217;egoismo, mascherato da una parvenza di<br \/>\nrispetto per la &#8220;sfera privata&#8221;. Anche oggi risuona con<br \/>\nforza la voce del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura<br \/>\ndell&#8217;altro. Anche oggi Dio ci chiede di essere &#8220;custodi&#8221;<br \/>\ndei nostri fratelli (cfr. Gen 4, 9), di instaurare relazioni<br \/>\ncaratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell&#8217;altro<br \/>\ne a tutto il suo bene. Il grande comandamento dell&#8217;amore del prossimo<br \/>\nesige e sollecita la consapevolezza di avere una responsabilit\u00e0<br \/>\nverso chi, come me, \u00e8 creatura e figlio di Dio:<strong> l&#8217;essere fratelli in<\/strong><br \/>\n<strong>umanit\u00e0 e, in molti casi, anche nella fede, deve portarci a vedere<\/strong><br \/>\n<strong>nell&#8217;altro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se<\/strong><br \/>\n<strong>coltiviamo questo sguardo di fraternit\u00e0, la solidariet\u00e0, la<\/strong><br \/>\n<strong>giustizia, cos\u00ec come la misericordia e la compassione, scaturiranno<\/strong><br \/>\n<strong>naturalmente dal nostro cuore. Il Servo di Dio Paolo VI affermava che<\/strong><br \/>\n<strong>il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternit\u00e0: &#8220;Il<\/strong><br \/>\n<strong>mondo \u00e8 malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle<\/strong><br \/>\n<strong>risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella<\/strong><br \/>\n<strong>mancanza di fraternit\u00e0 tra gli uomini e tra i popoli&#8221;<\/strong> (Lett.<br \/>\nenc. Populorum progressio [26 marzo 1967], n. 66).<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione all&#8217;altro comporta<br \/>\ndesiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti:<br \/>\nfisico, morale e spirituale. La cultura contemporanea sembra aver<br \/>\nsmarrito il senso del bene e del male, mentre occorre ribadire con<br \/>\nforza che il bene esiste e vince, perch\u00e9 Dio \u00e8 &#8220;buono e fa il<br \/>\nbene&#8221; (Sal 119, 68). Il bene \u00e8 ci\u00f2 che suscita, protegge e<br \/>\npromuove la vita, la fraternit\u00e0 e la comunione. La responsabilit\u00e0<br \/>\nverso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell&#8217;altro,<br \/>\ndesiderando che anch&#8217;egli si apra alla logica del bene; interessarsi<br \/>\nal fratello vuol dire aprire gli occhi sulle sue necessit\u00e0. La Sacra<br \/>\nScrittura mette in guardia dal pericolo di avere il cuore indurito da<br \/>\nuna sorta di &#8220;anestesia spirituale&#8221; che rende ciechi alle<br \/>\nsofferenze altrui. L&#8217;evangelista Luca riporta due parabole di Ges\u00f9<br \/>\nin cui vengono indicati due esempi di questa situazione che pu\u00f2<br \/>\ncrearsi nel cuore dell&#8217;uomo. In quella del buon Samaritano, il<br \/>\nsacerdote e il levita &#8220;passano oltre&#8221;, con indifferenza,<br \/>\ndavanti all&#8217;uomo derubato e percosso dai briganti (cfr. Lc 10,<br \/>\n30-32), e in quella del ricco epulone, quest&#8217;uomo sazio di beni non<br \/>\nsi avvede della condizione del povero Lazzaro che muore di fame<br \/>\ndavanti alla sua porta (cfr. Lc 16, 19). In entrambi i casi abbiamo a<br \/>\nche fare con il contrario del &#8220;prestare attenzione&#8221;, del<br \/>\nguardare con amore e compassione. Che cosa impedisce questo sguardo<br \/>\numano e amorevole verso il fratello? Sono spesso la ricchezza<br \/>\nmateriale e la saziet\u00e0, ma \u00e8 anche l&#8217;anteporre a tutto i propri<br \/>\ninteressi e le proprie preoccupazioni. Mai dobbiamo essere incapaci<br \/>\ndi &#8220;avere misericordia&#8221; verso chi soffre; mai il nostro<br \/>\ncuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri<br \/>\nproblemi da risultare sordo al grido del povero. Invece proprio<br \/>\nl&#8217;umilt\u00e0 di cuore e l&#8217;esperienza personale della sofferenza possono<br \/>\nrivelarsi fonte di risveglio interiore alla compassione e<br \/>\nall&#8217;empatia: &#8220;Il giusto riconosce il diritto dei miseri, il<br \/>\nmalvagio invece non intende ragione&#8221; (Pr 29, 7). Si comprende<br \/>\ncos\u00ec la beatitudine di &#8220;coloro che sono nel pianto&#8221; (Mt 5,<br \/>\n4), cio\u00e8 di quanti sono in grado di uscire da se stessi per<br \/>\ncommuoversi del dolore altrui. L&#8217;incontro con l&#8217;altro e l&#8217;aprire il<br \/>\ncuore al suo bisogno sono occasione di salvezza e di beatitudine.<\/p>\n<p>Il &#8220;prestare attenzione&#8221; al<br \/>\nfratello comprende altres\u00ec la premura per il suo bene spirituale. E<br \/>\nqui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare<br \/>\ncaduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza<br \/>\neterna. Oggi, in generale, si \u00e8 assai sensibili al discorso della<br \/>\ncura e della carit\u00e0 per il bene fisico e materiale degli altri, ma<br \/>\nsi tace quasi del tutto sulla responsabilit\u00e0 spirituale verso i<br \/>\nfratelli&#8230;.<\/p>\n<p>Nella Sacra Scrittura leggiamo:<br \/>\n&#8220;Rimprovera il saggio ed egli ti sar\u00e0 grato. D\u00e0 consigli al<br \/>\nsaggio e diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 saggio; istruisci il giusto ed egli<br \/>\naumenter\u00e0 il sapere&#8221; (Pr 9, 8s). Cristo stesso comanda di<br \/>\nriprendere il fratello che sta commettendo un peccato (cfr. Mt 18,<br \/>\n15). Il verbo usato per definire la correzione fraterna &#8211; elenchein &#8211;<br \/>\n\u00e8 il medesimo che indica la missione profetica di denuncia propria<br \/>\ndei cristiani verso una generazione che indulge al male (cfr. Ef 5,<br \/>\n11). La tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di<br \/>\nmisericordia spirituale quella di &#8220;ammonire i peccatori&#8221;. \u00c8<br \/>\nimportante recuperare questa dimensione della carit\u00e0 cristiana. Non<br \/>\nbisogna tacere di fronte al male. Penso qui all&#8217;atteggiamento di quei<br \/>\ncristiani che, per rispetto umano o per semplice comodit\u00e0, si<br \/>\nadeguano alla mentalit\u00e0 comune, piuttosto che mettere in guardia i<br \/>\npropri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la<br \/>\nverit\u00e0 e non seguono la via del bene. Il rimprovero cristiano, per\u00f2,<br \/>\nnon \u00e8 mai animato da spirito di condanna o recriminazione; \u00e8 mosso<br \/>\nsempre dall&#8217;amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine<br \/>\nper il bene del fratello&#8230;. \u00c8 un grande servizio quindi aiutare e<br \/>\nlasciarsi aiutare a leggere con verit\u00e0 se stessi, per migliorare la<br \/>\npropria vita e camminare pi\u00f9 rettamente nella via del Signore. C&#8217;\u00e8<br \/>\nsempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e<br \/>\nriconosce, che discerne e perdona (cfr. Lc 22, 61), come ha fatto e<br \/>\nfa Dio con ciascuno di noi<\/p>\n<p>2.&#8221;Gli uni agli altri&#8221;: il<br \/>\ndono della reciprocit\u00e0. Tale &#8220;custodia&#8221; verso gli altri<br \/>\ncontrasta con una mentalit\u00e0 che, riducendo la vita alla sola<br \/>\ndimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e<br \/>\naccetta qualsiasi scelta morale in nome della libert\u00e0 individuale.<br \/>\nUna societ\u00e0 come quella attuale pu\u00f2 diventare sorda sia alle<br \/>\nsofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita.<br \/>\nNon cos\u00ec deve essere nella comunit\u00e0 cristiana! L&#8217;apostolo Paolo<br \/>\nInvita a cercare ci\u00f2 che porta &#8220;alla pace e alla edificazione<br \/>\nvicendevole&#8221; (Rm 14, 19), giovando al &#8220;prossimo nel bene,<br \/>\nper edificarlo&#8221; (ibid. 15, 2), senza cercare l&#8217;utile proprio &#8220;ma<br \/>\nquello di molti, perch\u00e9 giungano alla salvezza&#8221; (1 Cor 10, 33).<br \/>\nQuesta reciproca correzione ed esortazione, in spirito di umilt\u00e0 e<br \/>\ndi carit\u00e0, deve essere parte della vita della comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>I discepoli del Signore, uniti a Cristo<br \/>\nmediante l&#8217;Eucaristia, vivono in una comunione che li lega gli uni<br \/>\nagli altri come membra di un solo corpo. Ci\u00f2 significa che l&#8217;altro<br \/>\nmi appartiene, la sua vita, la sua salvezza riguardano la mia vita e<br \/>\nla mia salvezza. Tocchiamo qui un elemento molto profondo della<br \/>\ncomunione: la nostra esistenza \u00e8 correlata con quella degli altri,<br \/>\nsia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore<br \/>\nhanno anche una dimensione sociale. Nella Chiesa, corpo mistico di<br \/>\nCristo, si verifica tale reciprocit\u00e0: la comunit\u00e0 non cessa di fare<br \/>\npenitenza e di invocare perdono per i peccati dei suoi figli, ma si<br \/>\nrallegra anche di continuo e con giubilo per le testimonianze di<br \/>\nvirt\u00f9 e di carit\u00e0 che in essa si dispiegano. &#8220;Le varie membra<br \/>\nabbiano cura le une delle altre&#8221; (1 Cor 12, 25), afferma San<br \/>\nPaolo, perch\u00e9 siamo uno stesso corpo&#8230;.<\/p>\n<p>3. &#8220;Per stimolarci a vicenda nella<br \/>\ncarit\u00e0 e nelle opere buone&#8221;: camminare insieme nella santit\u00e0.<br \/>\nQuesta espressione della Lettera agli Ebrei (10, 24) ci spinge a<br \/>\nconsiderare la chiamata universale alla santit\u00e0, il cammino costante<br \/>\nnella vita spirituale, ad aspirare ai carismi pi\u00f9 grandi e a una<br \/>\ncarit\u00e0 sempre pi\u00f9 alta e pi\u00f9 feconda (cfr. 1 Cor 12, 31-13,13).<br \/>\nL&#8217;attenzione reciproca ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore<br \/>\neffettivo sempre maggiore, &#8220;come la luce dell&#8217;alba, che aumenta<br \/>\nlo splendore fino al meriggio&#8221; (Pr 4, 18), in attesa di vivere<br \/>\nil giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci \u00e8 dato nella nostra<br \/>\nvita \u00e8 prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell&#8217;amore<br \/>\ndi Dio. Cos\u00ec la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per giungere alla<br \/>\npiena maturit\u00e0 di Cristo (cfr. Ef 4, 13). &#8230; Cari fratelli e<br \/>\nsorelle, accogliamo l&#8217;invito sempre attuale a tendere alla &#8220;misura<br \/>\nalta della vita cristiana&#8221; (Giovanni Paolo II, Lett. ap. Novo<br \/>\nmillennio ineunte [6 gennaio 2001], n. 31). La sapienza della Chiesa<br \/>\nnel riconoscere e proclamare la beatitudine e la santit\u00e0 di taluni<br \/>\ncristiani esemplari, ha come scopo anche di suscitare il desiderio di<br \/>\nimitarne le virt\u00f9. San Paolo esorta: &#8220;gareggiate nello stimarvi<br \/>\na vicenda&#8221; (Rm 12, 10)&#8230;. Dal Vaticano, 3 novembre 2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascoltiamo il grido dei\u00a0 poveri Sintesi del messaggio pontificio per la Quaresima\u00a0 2012, 7 febbraio 2012 &#8220;Prestiamo\u00a0\u00a0attenzione gli\u00a0 uni agli\u00a0 altri, per\u00a0 stimolarci a nella\u00a0 carit\u00e0 e\u00a0 nelle opere\u00a0 buone&#8220; (Eb 10,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carit\u00e0 e nelle opere buone&#8221; (Eb 10, 24)\u00a0\u00a0 Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una volta l&#8217;opportunit\u00e0 di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carit\u00e0&#8230;. 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