{"id":3433,"date":"2012-01-28T16:20:39","date_gmt":"2012-01-28T16:20:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3433"},"modified":"2020-06-22T09:22:20","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:20","slug":"fermiamo-la-tav-israeliana-made-in-italy-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3433","title":{"rendered":"Fermiamo la &#8220;TAV&#8221; israeliana made in Italy"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/STOP-THE-TRAIN_modificato-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3434\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/STOP-THE-TRAIN_modificato-1-150x133.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"133\" \/><\/a>Far fallire il progetto illegale israeliano della Ferrovia A1 \u2013 Porre fine alla complicit\u00e0 internazionale<\/p>\n<p>Territori Palestinesi Occupati, 16 dicembre 2010<br \/>\nIl progetto israeliano per il treno ad alta velocit\u00e0 A1, pensato per collegare Gerusalemme e Tel Aviv, viola la Legalit\u00e0 Internazionale e i Diritti Umani. Il progetto per il treno A1 rappresenta una componente del continuo piano israeliano di rafforzamento del suo regime di occupazione, del suo ruolo coloniale e delle leggi di apartheid imposte alla popolazione palestinese, in modo particolare nella Cisgiordania occupata. Il progetto rappresenta solo un altro passo nel rafforzamento della politica israeliana di trasferimento forzato della popolazione (pulizia etnica), che ha cacciato e deprivato i palestinesi dei loro beni, negando ai rifugiati il diritto al ritorno sancito dalle Nazioni Unite ed il diritto a ricevere riparazioni, e vietando alla popolazione palestinese nel suo complesso di esercitare il suo diritto inalienabile all\u2019autodeterminazione per oltre 60 anni.<br \/>\nCompagnie private e parzialmente governative sono coinvolte in questo progetto illegale. Tra queste sia aziende israeliane \u2013 Amy Metorn Engineers and Consultants \u2013 che compagnie straniere, come Pizzarotti Spa, DB International, HBI Haerter, AB Plan, Parsons Brinkerhoff, Deutsche Bahn e Moscow Metrostoy.<br \/>\nIl coinvolgimento di compagnie private e governative in questo progetto, nonostante la sua evidente illegalit\u00e0, costituisce complicit\u00e0 nei crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0 commessi da Israele.<br \/>\nIl Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BNC), la pi\u00f9 ampia e rappresentativa coalizione della societ\u00e0 civile, fa appello alle persone di coscienza e alle istituzioni della societ\u00e0 civile ovunque nel mondo perch\u00e9 s\u2019impegnino nella campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro lo stato di Israele, cos\u00ec come contro le corporazioni israeliane ed internazionali coinvolte e\/o traenti profitto dal progetto illegale della ferrovia A1.<br \/>\nTra le altre violazioni della Legalit\u00e0 Internazionale e dei diritti dei palestinesi, il tracciato progettato per la ferrovia A1 percorre 6,5 chilometri attraverso la Cisgiordania occupata. In lampante violazione dei suoi obblighi in base al Diritto Internazionale Umanitario ed ai Trattati internazionali sui Diritti Umani, tra cui la IV Convenzione di Ginevra, Israele come potenza occupante ha espropriato \u2013 senza che vi fossero necessit\u00e0 militari \u2013 propriet\u00e0 private terriere palestinesi, con lo scopo di costruire infrastrutture permanenti, ed ostentatamente per soddisfare i bisogni della sua popolazione civile. Una volta completato, la ferrovia ad alta velocit\u00e0 A1 fornir\u00e0 servizi esclusivamente ai pendolari israeliani tra Gerusalemme e Tel Aviv.<br \/>\nIl fatto che il progetto dell\u2019A1 sia anche pensato per aiutare la politica israeliana di lungo periodo di trasferimento forzato della popolazione palestinese \u00e8 chiaramente evidente nel suo tracciato, che costringer\u00e0 i palestinesi, ancora una volta, ad abbandonare le proprie terre. Il tracciato \u00e8 stato progettato per espropriare ulteriore terra palestinese e per indebolire le fonti di sussistenza in comunit\u00e0 deboli che sono gi\u00e0 state vittima di espropri massicci e trasferimento forzato in passato, per poter far posto ad infrastrutture per israeliani che forniscono servizi alla popolazione ebraica dominante.<br \/>\nIl trasferimento forzato di una popolazione \u00e8 definito come il \u201csistematico, coercitivo e deliberato movimento di popolazione da un\u2019area all\u2019altra, con l\u2019effetto o il proposito di alterare la composizione demografica di un territorio, in modo particolare quando (la motivazione) ideologica o politica asserisce la dominazione di un certo gruppo su un altro\u201d (1). Questo costituisce un crimine di guerra ed un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 in base al Diritto Internazionale. Le vittime palestinesi, i rifugiati e i deportati hanno diritto a risarcimenti e compensazioni, tra cui il ritorno, la restituzione delle case e delle propriet\u00e0.<br \/>\nIl tracciato progettato per la ferrovia A1 nella Cisgiordania occupata corre attraverso le aree vicine alla linea dell\u2019armistizio del 1949 (la \u201cLinea Verde\u201d) e nell\u2019Enclave di Latrun, dove la costruzione del Ponte n. 6 \u00e8 gi\u00e0 stata completata. Questo crea un danno alle comunit\u00e0 palestinesi, di cui fanno parte molte persone, rifugiate del \u201948 o del \u201967.<br \/>\nI villaggi palestinesi di Imwas, Yalu e Beit Nuba sono stati completamente distrutti e i loro abitanti espulsi da Israele nel 1967. Da quel momento, Israele ha impedito il ritorno degli abitanti palestinesi dei villaggi attraverso ordini militari. Nuove infrastrutture si sono sviluppate attraverso lo stato e il Jewish National Fund, organizzazione colonialista, tra cui un\u2019area boschiva ricreativa chiamata Canada Park, eretta sulle rovine di questi tre villaggi, la colonia ebraica di Mevo Horon, il Muro e il progetto di ferrovia A1 in corso di costruzione (2). L\u2019effetto diretto di tutto ci\u00f2 \u00e8 stata la trasformazione della terra palestinese in un\u2019area a predominanza ebraico-israeliana.<br \/>\nA Beit Surik, i contadini palestinesi hanno tentato di proteggere parte della loro terra dalla confisca a dovuta alla costruzione del Muro illegale israeliano attraverso la resistenza popolare e le azioni legali. Tremila dunams di terra sono andati perduti, ma qualche terra agricola \u201cessenziale per la sussistenza della popolazione del villaggio\u201d \u00e8 stata salvata in base ad una sentenza della Suprema Corte Israeliana (4), che avrebbe altrimenti rifiutato di accogliere il parere consultivo del 2004 della Corte di Giustizia Internazionale. Il tracciato attualmente pianificato per la ferrovia A1 passa attraverso la terra che \u00e8 stata riconosciuta come \u201crisorsa fondamentale per la sussistenza della comunit\u00e0\u201d dalla Corte (5).<br \/>\nBeit Iksa \u00e8 un villaggio che ha offerto rifugio a molti rifugiati palestinesi, vittime della pulizia etnica israeliana nell\u2019area di Ramle-Lydda nel 1948. Nel 1967 le operazioni militari israeliane hanno indotto la fuga di larga parte della popolazione di Beit Iksa. Oggi, l\u201980% dei 2.000 abitanti rimasti sono registrati come rifugiati del \u201948 dall\u2019UNRWA. Israele ha gi\u00e0 confiscato il 40% della terra agricola del villaggio per la costruzione della colonia ebraica di Ramot, e il 60% rimasto \u00e8 previsto che rimanga dietro il Muro illegale israeliano. Il 10 novembre 2010 le Autorit\u00e0 israeliane hanno consegnato al Consiglio del villaggio di Beit Iksa un \u201cordine di acquisizione delle terre\u201d. L\u2019ordine stabilisce che 50 dunams di terra saranno confiscati per il progetto ferroviario A1: 20 dunams saranno confiscati in modo permanente per costruire una strada di accesso al tunnel; gli altri 30 \u201ctemporaneamente\u201d per realizzare il sito di costruzione. L\u2019ordine israeliano stabilisce che questi ultimi saranno riconsegnati alla popolazione, ma non dice quando. Cinquecento alberi di ulivo sono a rischio di sradicamento. Tra coloro che subiranno danni dal progetto ferroviario A1 ci sono almeno 10 famiglie di palestinesi rifugiati, 350 persone registrate dall\u2019UNRWA. Tutte queste famiglie sono economicamente deboli, soffrono gli effetti della disoccupazione e basano la propria sussistenza sull\u2019olio di oliva che producono. 6 di queste famiglie vedranno le loro terre confiscate ancora una volta. Un\u2019altra famiglia non vedr\u00e0 la propria terra confiscata, ma non avr\u00e0 mai pi\u00f9 accesso ad essa (6).<br \/>\nIn questo modo il progetto per la ferrovia A1 diventa parte del sistema infrastrutturale coloniale e di apartheid israeliano, che provvede alle necessit\u00e0 della popolazione ebraica dominante, e costituisce un altro passo nell\u2019implementazione della politica israeliana di trasferimento forzato della popolazione che ha, per oltre 6 decadi, persistentemente privato i palestinesi dei beni cacciandoli dalle proprie terre, negando ai rifugiati il diritto al ritorno e vietando l\u2019esercizio del diritto di autodeterminazione alla popolazione palestinese.<br \/>\nLa societ\u00e0 civile palestinese, rappresentata dal BNC, fa appello:<br \/>\nAi governi di Germania e Russia, perch\u00e9 pongano fine al coinvolgimento delle rispettive compagnie governative nel progetto ferroviario illegale A1;<br \/>\nAlle aziende private, perch\u00e9 si ritirino immediatamente dal progetto;<br \/>\nAi governi locali e nazionali ed alle amministrazioni locali perch\u00e9 pongano fine ai contratti e non ne stipulino di nuovi con quelle compagnie coinvolte nel progetto A1;<br \/>\nAlle persone di coscienza, perch\u00e9 avviino o intensifichino effettive campagne di boicottaggio e disinvestimento contro quelle compagnie coinvolte nel progetto, e perch\u00e9 facciano pressione sugli istituti finanziari perch\u00e9 disinvestano dalle compagnie coinvolte nel progetto A1.<br \/>\nInsieme possiamo assicurare la punibilit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 sociale e legale delle compagnie governative e private, far deragliare il progetto ferroviario illegale A1, mostrare il regime di occupazione israeliano, il colonialismo e l\u2019apartheid imposto alla popolazione palestinese, cos\u00ec come la sua politica di trasferimento forzato della popolazione, e promuovere il rispetto del diritto di riparazione per le vittime palestinesi e dei diritti inalienabili del popolo palestinese.<br \/>\nIl BNC ringrazia e saluta con affetto la Coalizione delle Donne per la Pace israeliana ed il suo progetto \u201cWho Profits from the Occupation\u201d, che ha condotto una ricerca valida e tempestiva sul progetto ferroviario A1 denunciando la complicit\u00e0 delle compagnie e delle aziende, e che faciliter\u00e0 la conduzione di una campagna vincente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Far fallire il progetto illegale israeliano della Ferrovia A1 \u2013 Porre fine alla complicit\u00e0 internazionale Territori Palestinesi Occupati, 16 dicembre 2010 Il progetto israeliano per il treno ad alta velocit\u00e0 A1, pensato per collegare Gerusalemme e Tel Aviv, viola la Legalit\u00e0 Internazionale e i Diritti Umani. 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