{"id":3399,"date":"2012-01-22T22:16:54","date_gmt":"2012-01-22T22:16:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3399"},"modified":"2020-06-22T09:22:20","modified_gmt":"2020-06-22T09:22:20","slug":"50-anni-dal-concilio-quale-chiesa-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=3399","title":{"rendered":"50 anni dal CONCILIO: quale chiesa oggi?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa del Concilio avrebbe i mezzi per affrontare una crisi la cui radicalit\u00e0 anche Benedetto XVI ha perfettamente recepito, fino al punto da immaginare un futuro di piccole comunit\u00e0 cristiane disseminate, in diaspora, nel mondo.\u00a0Avrebbe questa capacit\u00e0 di risposta; il problema \u00e8 che il papa e la Chiesa di oggi non vi fanno ricorso. Una lunga, appassionata, messa a fuoco sulla Chiesa di oggi, di Raniero La Valle. &#8220;La Chiesa se volesse potrebbe davvero, non solo in visione, ma nella sua vita reale, rovesciare il potere in servizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">A 50 DAL CONCILIO, CHE NE \u00c8 DELLA FEDE?<\/h3>\n<p>di Raniero La Valle<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A 50 anni dal Vaticano II, la domanda appropriata non \u00e8 quale sia lo stato della Chiesa, ma quale sia lo stato della fede. Perch\u00e9 la Chiesa potrebbe anche essere fiorente, le chiese piene, i seminari gremiti, ma se la fede si fosse\u00a0 inaridita, e di conseguenza anche la carit\u00e0, a nulla varrebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qui nasce un problema. L\u2019evento da ricordare, il Vaticano II, regge una domanda sulla fede? Certamente regge una domanda sulla Chiesa: perch\u00e9 quello che ha voluto fare il Vaticano II \u00e8 stato una riforma della Chiesa o, come diceva pi\u00f9 soavemente papa Giovanni, un \u201caggiornamento\u201d della Chiesa: e nella direzione di una manutenzione, di un arricchimento, di un adeguamento della Chiesa sono andati tutti i principali documenti conciliari, la Lumen Gentium, che appunto era chiamata, durante il suo iter conciliare, ilDe Ecclesia, il documento sulla liturgia, in quanto culto pubblico della Chiesa, la Dei Verbum, cio\u00e8 la Bibbia in relazione alla tradizione della Chiesa, il decreto sulla missione, sull\u2019apostolato dei laici, sui vescovi, sui preti, sui religiosi, fino ai documenti che risituavano la Chiesa nei suoi rapporti esterni: la Chiesa e il mondo, la Chiesa e le altre Chiese e comunit\u00e0 cristiane, le Chiese e le religioni non cristiane. Insomma, il Concilio ha avuto come programma e ha perseguito il fine di\u00a0 rispondere alla drammatica domanda di Paolo VI: \u00abChiesa di Cristo, che cosa dici di te stessa?\u00bb. Perci\u00f2 rifare ora questa domanda cinquant\u2019anni dopo, sarebbe del tutto appropriato. Che ne \u00e8 della Chiesa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno pertinente sembrerebbe invece l\u2019altra domanda: Chiesa di Cristo, a cinquant\u2019anni dal Concilio, che ne \u00e8 della fede? Sembrerebbe meno pertinente interrogare il Concilio su questo perch\u00e9 si dice che la fede non sarebbe stata\u00a0 l\u2019oggetto proprio delle deliberazioni conciliari. Questa tesi della irrilevanza del Concilio per la formulazione della fede dipende dall\u2019ermeneutica, cio\u00e8 dall\u2019interpretazione del Concilio, non solo quella che se ne d\u00e0 oggi, ma quella che del Concilio si dava nel corso stesso del suo svolgimento: il Concilio non aveva un compito dottrinale, teologico, si diceva, non doveva rivisitare i contenuti della fede, ma doveva essere pastorale, doveva occuparsi\u00a0 solo dei modi della sua trasmissione, della sua comunicazione al mondo; magari bisognava cambiare il linguaggio, renderlo pi\u00f9 consono alle forme proprie del pensiero moderno, ma il contenuto della fede non era all\u2019ordine del giorno. Si sarebbe potuto fare una discussione se la fede e il linguaggio che la esprime non fossero in\u00a0 realt\u00e0 una cosa sola. Ma questa discussione non si fece. Divenne luogo comune quello che per papa Giovanni era stato forse solo un enunciato un po\u2019 astuto di carattere prudenziale: perch\u00e9 nessuno si spaventasse del Concilio, per il fatto che doveva occuparsi di cose di cui da cent\u2019anni si occupava solo il papa, per di pi\u00f9 sotto il sigillo dell\u2019infallibilit\u00e0, Giovanni XXIII assicur\u00f2 che il Concilio non sarebbe stato dogmatico, ma pastorale, che non c\u2019era\u00a0 da discutere la dottrina, ma del modo come la Chiesa dovesse farla conoscere al mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec fu stabilito; o meglio cos\u00ec fu creduto, o meglio cos\u00ec convenne credere; ma era una convenzione, uno svisamento, perch\u00e9 in realt\u00e0 mettere mano a un rinnovamento cos\u00ec profondo della Chiesa come quello intrapreso dal Concilio non poteva non voler dire rivisitare anche i contenuti della fede, non certo nel suo nucleo fondamentale, cio\u00e8 la morte e risurrezione di Ges\u00f9 Figlio di Dio, ma nelle articolazioni, incrostazioni e sovrapposizioni di cui il messaggio si era accresciuto lungo i secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E papa Giovanni certo lo sapeva per primo: perch\u00e9, come disse nell\u2019allocuzione inaugurale del Concilio, Gaudet Mater Ecclesia, occorreva \u00abun balzo innanzi\u00bb proprio nella \u00abpenetrazione dottrinale\u00bb: certo, nella fedelt\u00e0\u00a0 all\u2019autentica dottrina, \u00abper\u00f2 studiata ed esposta attraverso le forme dell\u2019indagine e della formulazione letteraria del pensiero moderno\u00bb. Dunque era proprio la dottrina che era in questione, nei suoi contenuti non ancora manifesti, che dovevano essere penetrati, e nella sua formulazione, che doveva essere aggiornata, e ci\u00f2 proprio in funzione di un magistero pastorale. La pastorale era dunque il fine, non il surrogato della penetrazione dottrinale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso papa Giovanni, nella enciclica Pacem in terris, che doveva giungere solo qualche mese dopo, nell\u2019affermare la dottrina della libert\u00e0 religiosa e della libert\u00e0 di coscienza, di fronte all\u2019obiezione dei censori, padre\u00a0 Ciappi e padre Jarlot, secondo cui quella dottrina rompeva la continuit\u00e0 con il Sillabo e con la tradizione del magistero romano, prendeva atto tranquillamente che proprio di un mutamento dottrinale si trattava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque \u00e8 perfettamente legittimo domandarsi che cosa ha detto il Concilio sulla fede, e di conseguenza domandarsi, dopo cinquant\u2019anni, se la fede del Concilio \u00e8 la fede che oggi \u00e8 fatta propria ed annunciata dalla Chiesa. Forse, se ci poniamo questa domanda, possiamo meglio analizzare e capire la crisi religiosa nella quale \u00e8 caduta la societ\u00e0 contemporanea, e possiamo anche capire perch\u00e9 il detto di Ges\u00f9: \u201cTra voi non sia cos\u00ec\u201d, non si realizzi oggi per quanto riguarda il potere della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CRISI RELIGIOSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 dubbio che c\u2019\u00e8 una crisi religiosa, che, ancor prima che una crisi della Chiesa, \u00e8 una crisi della fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0E la crisi \u00e8 soprattutto nel passaggio tra la generazione dei nati prima del 1945 e la generazione dei nati\u00a0 dopo il 1981: tra le due generazioni non c\u2019\u00e8 solo una decrescita lineare nelle pratiche della fede dovuta alla secolarizzazione, ma un vero e proprio scarto generazionale, uno \u201cscalino\u201d, come lo chiama una indagine sullo stato della religione in Italia pubblicata nell\u2019Annale della rivista Il Regno. Secondo questa indagine, effettuata nel 2009 su un campione significativo, sia per la frequenza alla Messa e ai sacramenti, sia per la preghiera personale,\u00a0 sia nel dichiararsi credente, c\u2019\u00e8 un divario generazionale imponente; nel confronto ad esempio tra le percentuali di quanti pregano, fra quelli che sono nati prima del 1945 e la generazione degli anni Ottanta c\u2019\u00e8 un divario di 24 punti su 100; tra quelli che vanno a Messa la domenica, lo scarto tra anziani e giovani \u00e8 di 31 punti; altri parametri usati per misurare l\u2019identit\u00e0 religiosa (come ad esempio la fiducia nella Chiesa) danno analoghi risultati.\u00a0 \u00abIl calo pi\u00f9 netto in tutti gli aspetti del rapporto con la religione \u2013 sottolinea l\u2019inchiesta \u2013 riguarda proprio i\u00a0 giovanissimi. Sembra veramente di osservare un altro mondo\u00bb . \u00c8 la fine del modello dell\u2019Italia cattolica: riguardo \u00aba ogni aspetto dell\u2019identit\u00e0 religiosa i giovani, in particolare quelli nati dopo il 1981, sono tra gli italiani quelli pi\u00f9 estranei a un\u2019esperienza religiosa. Vanno decisamente meno in chiesa, credono di meno in Dio,\u00a0 pregano di meno, hanno meno fiducia nella Chiesa, si definiscono meno come cattolici e non ritengono che essere italiani equivalga a essere cattolici\u00bb . N\u00e9 in questo, tra i giovani, a differenza che tra gli anziani, ci sono differenze sostanziali tra uomini e donne. Ragazzi e ragazze la pensano allo stesso modo. I nostri figli \u2013 sottolinea Il Regno \u2013 presentano un quadro di analfabetismo religioso molto alto . E aggiunge il rapporto: \u00abGi\u00e0 si intravede la futura minoranza credente. \u00c8 immaginabile che quando i figli della generazione degli anni Settanta saranno padri, daranno un ulteriore contributo alla secolarizzazione\u00bb. Al contrario di tanti trionfalismi su un presunto \u201critorno del sacro\u201d, i dati esaminati nel rapporto, soprattutto riguardo alle enormi differenze generazionali, \u00abpotrebbero anticipare una drastica riduzione dei fedeli\u00bb. Finito il modello cattolico, si starebbe profilando il modello di \u00abun Paese genericamente cristiano\u00bb .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa crisi religiosa cattolica \u2013 non parliamo qui delle altre fedi \u2013 non \u00e8 del resto solo dell\u2019Italia. In un testo del teologo della liberazione Jos\u00e9 Comblin, che \u00e8 stato ora pubblicato postumo daAdista (n. 68\/11, ndt), si descrive una crisi che ha una portata universale. In America Latina i contadini poveri, che fino a ieri stavano con la Chiesa, ora vanno con gli evangelici; milioni di adolescenti stanno perdendo la fede; i giovani, compresi i nuovi sacerdoti, non sanno cosa fu il Concilio, che non riveste per loro alcun interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Jos\u00e9 Comblin il fattore scatenante della crisi \u00e8 stato il \u201868, a cui la Chiesa non ha saputo dare una risposta. Il \u201868 mise in questione le istituzioni stabilite, i sistemi di autorit\u00e0, il sistema dottrinale delle Chiese, i codici morali; la rivoluzione femminile, la pillola, cambiarono completamente la concezione della sessualit\u00e0, rimisero in questione la morale tradizionale senza che il modello di una morale nuova apparisse. Secondo Comblin, la Chiesa non seppe rispondere alla sfida del \u201868 perch\u00e9 il Vaticano II aveva risposto agli interrogativi e alle sfide della societ\u00e0 occidentale del 1962, ma non aveva risposte per la grande domanda di senso, di etica, di politica, di religione che si sarebbe spalancata nel \u201868 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL CONCILIO AVEVA RISPOSTE?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 proprio vero che il Concilio ha esaurito la sua spinta propulsiva gi\u00e0 nel \u201868? Il vero problema che io vorrei porre \u00e8 se il Concilio aveva delle risposte non solo per il mondo del suo tempo, ma anche per la crisi che si sarebbe\u00a0 aperta nel mondo che doveva venire, crisi che a cominciare dal \u201868, e attraverso la secolarizzazione e la globalizzazione, \u00e8 giunta fino ad ora. E vorrei anche chiedermi se nel Concilio, a saperlo interrogare, ci sono anche le risposte per affrontare la crisi di fede, la drastica diminuzione del numero dei fedeli, l\u2019analfabetismo\u00a0 religioso dei giovani d\u2019oggi e il prossimo avvento di una generazione non solo non pi\u00f9 cattolica, ma neanche genericamente cristiana. La domanda \u00e8 se la Chiesa del Concilio avrebbe i mezzi per affrontare una crisi la cui radicalit\u00e0 a mio parere anche Benedetto XVI ha perfettamente recepito, fino al punto da immaginare un futuro di piccole comunit\u00e0 cristiane disseminate, in diaspora, nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Concilio, a mio parere, avrebbe questa capacit\u00e0 di risposta; il problema \u00e8 che il papa e la Chiesa di oggi non vi fanno ricorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quali risposte potrebbe dare il Concilio? Io non credo che queste risposte potrebbero venire se noi continuiamo a chiedere al Concilio di fare quello che fino ad ora non \u00e8 riuscito a fare, cio\u00e8 la riforma della Curia, la riforma della Chiesa. Il processo di riforma fu infatti interrotto fin dal suo nascere, e difficilmente con la Chiesa di oggi potrebbe riprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 io non credo che i giovani stiano perdendo la fede, le donne raggiungano gli uomini nella loro lontananza dalla preghiera e dalla Chiesa, i poveri dell\u2019America Latina passino agli evangelici, perch\u00e9 il Sinodo dei vescovi non\u00a0 funziona, il codice di diritto canonico \u00e8 brutto e non sono state aggiornate come dovrebbero le altre strutture della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che la crisi c\u2019\u00e8 perch\u00e9 il messaggio di fede che oggi viene trasmesso non \u00e8 pi\u00f9 ascoltabile fuori della cerchia dei vecchi praticanti e non \u00e8 pi\u00f9 credibile per le giovani generazioni secolarizzate. E credo invece che il messaggio di fede della Chiesa del Concilio sarebbe ascoltabile e sarebbe credibile se fosse scoperto; sicch\u00e9 non \u00e8 una domanda retorica il chiedersi se non c\u2019\u00e8 un Concilio che \u00e8 rimasto nascosto, un Concilio ancora da scoprire e magari proprio nelle cose pi\u00f9 importanti. Se dalla superficie si passa a un livello pi\u00f9 profondo, si scopre che forse proprio di questo si tratta. Si tratta di ci\u00f2 che il Concilio ancora non ha detto alle Chiese o che ancora non \u00e8 stato ascoltato. Si tratta di un tesoro che lo Spirito ci ha messo dentro e di cui poco ci siamo accorti, e forse proprio perch\u00e9 non era affatto un tesoro nascosto, non stava tra le pieghe delle cose che pi\u00f9 erano state combattute, scritte e riscritte, ma stava nelle parti per cos\u00ec dire narrative del Concilio, non controverse, non<br \/>\ncontestate da nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una \u201cnarrazione\u201d fatta dal Concilio. Di l\u00ec a poco la crisi del Novecento avrebbe rimesso in discussione tutte le vecchie narrazioni (quella marxista, liberale, scientista ecc.); ed ecco che il Concilio anticipava i\u00a0 tempi, e del cristianesimo offriva una narrazione nuova. Essa si trovava non nelle parti dispositive dei grandi documenti conciliari, ma nelle loro introduzioni, nei proemi, dove si narrava la storia della salvezza, e su cui non si era accesa nessuna discussione nel Concilio, proprio perch\u00e9 c\u2019era l\u2019idea che la narrazione fosse sempre quella. E invece la narrazione era profondamente cambiata, e il fatto che passasse senza discutere, significava che quella nuova narrazione era ormai pacifica nella vita di fede delle singole Chiese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne possono trovare molte prove nei testi del Concilio; ma se ne pu\u00f2 trovare una prova anche in una cosa che nel Concilio non c\u2019\u00e8. La Curia, durante la preparazione del Concilio, voleva che esso, dirimendo una questione non ancora\u00a0 formalmente definita, confermasse come dottrina di fede quella secondo la quale i bambini morti senza battesimo non sono salvi, e non vanno in paradiso. Ma la Commissione preparatoria del Concilio non lo mise nemmeno all\u2019ordine del giorno perch\u00e9 \u2013 come poi spieg\u00f2 la Commissione Teologica Internazionale nel 2007 \u2013 i vescovi che venivano al Concilio testimoniavano che la fede delle loro Chiese non era affatto che i bambini morti senza battesimo non\u00a0 fossero accolti nell\u2019abbraccio di Dio, come sosteneva una dottrina costante ripetuta da S. Agostino a Pio XII.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PIANO DI DIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque c\u2019\u00e8 una narrazione nuova, che poi altro non \u00e8 che una ricostruzione della storia della salvezza come facevano gli antichi Padri. I grandi documenti del Concilio cominciano raccontando il piano di Dio, il disegno del Padre presente nella creazione, nella storia, e nella croce di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, da questo disegno emerge un Dio inaudito, diverso da quello che prima del Concilio imparavamo dai nostri catechismi. Non era certo un Dio nuovo, era sempre il vero Dio che generazioni di cristiani avevano amato e adorato lungo i secoli, e a cui molti avevano consacrato la loro vita in donazioni totali. Per\u00f2 era come se uscisse da un velame che l\u2019aveva reso opaco, e si fosse meglio svelato attraverso quella crescita nella comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, che il Concilio stesso accreditava alla Chiesa nel suo cammino storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, nella presentazione che allora se ne faceva, Dio era un nume offeso che doveva essere placato dai nostri sacrifici, cos\u00ec come aveva voluto essere placato dal sacrificio del Figlio che a questo scopo avrebbe mandato a morire sulla croce; la nostra cattiveria era data per scontata e attendeva solo di essere perdonata; il giogo del peccato ci teneva sotto il peso della vecchia servit\u00f9, perfino la morte era per colpa nostra, altrimenti saremmo stati immortali, il mondo era una valle di lacrime, noi dovevamo disprezzare le cose terrene e le prosperit\u00e0\u00a0 del mondo, e cercare solo quelle celesti. Le nostre afflizioni erano del tutto meritate, come dicevano le preghiere della Messa: \u00abDio che vedi come per le nostre perversit\u00e0 siamo afflitti\u00bb; \u00abNoi che giustamente siamo afflitti a causa dei nostri peccati\u00bb; \u00abNoi che siamo afflitti a causa del nostro operare\u00bb; \u00abNoi incessantemente siamo afflitti a causa dei nostri eccessi\u00bb, e cos\u00ec via, di colpa in colpa. Cos\u00ec si pregava nell\u2019Ordinario latino della Messa prima<br \/>\ndella riforma liturgica del Concilio; e allora possiamo capire il salto che c\u2019\u00e8 stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019origine di quella comprensione della fede c\u2019era un\u2019antropologia pessimistica che era diventata cultura comune e che ancora oggi possiamo rintracciare alla base di molte istituzioni dell\u2019Occidente, a cominciare dallo Stato. Esso fu concepito infatti come antidoto alla congenita cattiveria umana che di per s\u00e9 porterebbe alla violenza generalizzata, alla lotta di tutti contro tutti, sicch\u00e9 anche la politica \u00e8 stata teorizzata come uno scontro tra Amico e Nemico. Il nostro acerrimo sistema bipolare, forse, come mi auguro, finito l\u2019altro ieri, \u00e8 ancora il<br \/>\nfiglio di questa dottrina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo questa antropologia, l\u2019uomo si era infortunato appena creato; a causa del peccato era rimasto sfigurato, la sua natura decaduta, ferita; il paradiso terrestre c\u2019era stato davvero, ma ne eravamo stati cacciati. La libert\u00e0 dei\u00a0 moderni era considerata un delirio. L\u2019eguaglianza tra uomo e donna un\u2019eresia e anzi, secondo Pio XII, una tentazione diabolica, la lusinga di \u00abuna voce serpentina\u00bb. Il desiderio sessuale, i parti con dolore, il lavoro col sudore della fronte erano pena del peccato; l\u2019amore sponsale non inteso alla procreazione era, come si legger\u00e0 in un documento preparatorio del Concilio, \u00abun fetido onanismo coniugale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rievocando quei tempi, nel 1979, a quindici anni dalla chiusura del Concilio, il teologo Karl Rahner dir\u00e0 che la Chiesa era tributaria di un cattivo agostinismo per il quale la storia del mondo era ed \u00e8 \u00abla storia di una massa dannata nella quale solo a pochi \u00e8 dato salvarsi per una grazia di elezione raramente concessa\u00bb; quei pochi stavano nella Chiesa cattolica, fuori della quale non c\u2019era salvezza; quanto agli altri cristiani erano considerati come \u00abuna massa di eretici da indurre con le buone o con le cattive alla conversione all\u2019unica vera Chiesa\u00bb. \u00c8\u00a0 evidente che qui non c\u2019era una questione di disciplina, di riformismo ecclesiastico, ma una questione di fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E bench\u00e9 oggi molti si ostinino a dire che il Concilio non ha cambiato niente, la Chiesa e il suo annuncio di fede ne sono usciti trasformati; come dice Rahner, lo stesso annuncio di Cristo \u00e8 diventato un annuncio nuovo; \u00absia\u00a0 nell\u2019annunciatore che nell\u2019annuncio \u00e8 avvenuto qualcosa di nuovo, di irreversibile, di permanente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste cose non le abbiamo scoperte subito, ma nel tempo, e per molti cristiani sono ancora da scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma certamente il Dio testimoniato dal Concilio non \u00e8 un Dio vendicatore che debba essere risarcito e\u00a0 placato con l\u2019olocausto del Figlio; l\u2019et\u00e0 dei sacrifici \u00e8 conclusa, e con essa qualunque legittimazione religiosa delle pratiche vittimarie, delle vendette del sangue, delle rappresaglie, della violenza e della guerra. La parolaplacatio, da \u201cplacare\u201d, non c\u2019\u00e8 mai nei testi del Concilio n\u00e9 nella liturgia dopo il Concilio. Il Signore \u00e8 stato crocefisso non a causa di Dio e per far piacere a lui, ma a causa degli uomini, a cui egli ha pagato fino\u00a0 alla fine il prezzo del suo amore per loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dio del Concilio non \u00e8 il Dio bifronte, \u201ctremendum et fascinans\u201d, di cui parlava Rudolf Otto all\u2019inizio del Novecento, ma \u00e8 un Dio solofascinans, solamente buono. \u00c8 un Dio che non ha cacciato nessuno dal giardino dell\u2019Eden\u00a0 dopo il peccato; nella narrazione della storia della salvezza fatta dal Concilio questa cacciata non c\u2019\u00e8; la buona notizia \u00e8 che questa notizia non c\u2019\u00e8, e anzi, dice il Concilio, gli uomini, caduti in Adamo, Dio non li abbandon\u00f2, non dereliquit eos, ma a causa di Cristo sempre prest\u00f2 loro gli aiuti necessari per salvarsi e senza posa, sine intermissione, si prese cura del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, l\u2019essere umano non \u00e8 un fuscello sbattuto nel tempo (\u00abun roseau pensant\u00bb, come dice Pascal), ma ce la pu\u00f2 fare a prendere in mano la storia, ad aggiustarla (ius, il diritto, viene da iustari, che vuol dire\u00a0 aggiustare). Il Figlio di Dio si \u00e8 unito in qualche modo ad ogni uomo, afferma il Concilio, perci\u00f2 la salvezza \u00e8 per tutti, e tutti possono cooperare a realizzarla, perch\u00e9, dice con la Bibbia il Vaticano II, \u00abDio ha messo l\u2019uomo in mano al suo consiglio\u00bb, e nella misura in cui vengano \u00absuscitati uomini pi\u00f9 saggi\u00bb \u00e8 possibile far fronte a una situazione in cui, come dichiara la Costituzione pastorale, \u00ab\u00e8 in pericolo il futuro del mondo\u00bb. E, quanto alla libert\u00e0, essa \u00e8 la dignitas humana, la dignit\u00e0 stessa dell\u2019uomo, e in nessun modo la si pu\u00f2 coartare, nemmeno col\u00a0 pretesto di non dare libert\u00e0 all\u2019errore. La riconciliazione della Chiesa col mondo, celebrata dal Concilio, \u00e8 stata in realt\u00e0 una riconciliazione con l\u2019uomo, con gli uomini e le donne quali noi siamo; e da questo non si pu\u00f2 tornare indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA FEDE DELLA CHIESA DEL CONCILIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0La mia idea \u00e8 che, se la fede annunciata oggi dalla Chiesa non fosse dominata dal peccato, dalla punizione, dall\u2019afflizione e dalla morte come giusta pena per la nostra natura decaduta e corrotta, e fosse invece la lieta fede\u00a0 annunciata dal Concilio, la novit\u00e0 della fede del Concilio, i giovani, le donne, i contadini poveri, il mondo, sarebbero molto pi\u00f9 propensi ad accoglierla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo insistere sulla novit\u00e0 non dovrebbe ferire nessun orecchio cristiano. Novit\u00e0 di vita, nuova creazione, nova et vetera, nuova nascita, nuova alleanza, l\u2019essere \u201ccapaci della santa novit\u00e0\u201d, come si prega a Pasqua, sono parole\u00a0 familiari al lessico cristiano. E cos\u00ec, contro quelli che negano i cambiamenti del Concilio, noi possiamo dire novit\u00e0 del Concilio, novit\u00e0 nella fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che non cambia il kerigma, che \u00e8 quello del Signore morto e risorto, e resta ferma la gloriosa fede di Calcedonia, che non \u00e8 affatto superata come qualche teologo moderno vorrebbe. Ma senza una nuova intelligenza della fede molte delle cose che il Concilio ha detto non sarebbero state nemmeno pensabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sarebbe stato possibile l\u2019ecumenismo, cio\u00e8 il riconoscere le altre Chiese come vere Chiese, se il Concilio non avesse introdotto la distinzione tra Chiesa di Cristo e Chiesa cattolica romana, attraverso la formula secondo la quale la Chiesa di Cristo subsistit in, sussiste nella Chiesa cattolica romana senza tuttavia esaurirsi in essa? Questa \u00e8 una cosa che riguarda la fede, non i sacri canoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sarebbe stato possibile aprire il dialogo con le religioni non cristiane, e con lo stesso ebraismo, se non fosse stata abbandonata la formula secondo cui Extra Ecclesiam nulla salus? Lo stare o il cadere, secondo la fede, di questo presupposto di esclusivit\u00e0 \u00e8 gravido di enormi conseguenze per tutto il rapporto della grazia con la storia, i popoli, il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Come sarebbe stato possibile fondare la libert\u00e0 religiosa senza quella fede che ha permesso di articolare in\u00a0 modo nuovo l\u2019antropologia del Concilio? La libert\u00e0 come dignitas humana poggia sulla identificazione dell\u2019uomo come imago Dei, ed \u00e8 per questo che non si pu\u00f2 mettere in subordinazione gerarchica, come si faceva prima del Concilio, la libert\u00e0 rispetto alla verit\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 stessa dell\u2019uomo: nella Pacem in terris di Giovanni XXIII, uno dei quattro \u201cpilastri\u201d della pace, insieme alla libert\u00e0, era la verit\u00e0, ma la verit\u00e0 consisteva\u00a0 nel fatto che dai rapporti fra le comunit\u00e0 politiche venisse eliminata ogni traccia di razzismo, e venisse \u00abriconosciuto il principio che tutte le comunit\u00e0 politiche sono uguali per dignit\u00e0 di natura; per cui ognuna di esse ha il diritto all\u2019esistenza, al proprio sviluppo, ai mezzi idonei per attuarlo, ad essere la prima\u00a0 responsabile nell\u2019attuazione del medesimo; e ha pure il diritto alla buona reputazione e ai dovuti onori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0E d\u2019altra parte come avere tanta fiducia nell\u2019uomo da riconoscergli una libert\u00e0 radicale, e come lasciare libero l\u2019uomo di credere o non credere, se l\u2019uomo \u00e8 rimasto sfigurato nella sua natura dal peccato, pur se redento da\u00a0 Cristo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E come sarebbe stato possibile il nuovo rapporto della Chiesa col mondo, se non grazie a un passaggio, nella fede, dalla visione apocalittica alla visione evangelica del Regno presente gi\u00e0 qui sulla terra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL POTERE DELLA CHIESA E NELLA CHIESA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine c\u2019\u00e8 la questione del potere nella Chiesa. Nella fede come era percepita e professata prima del Concilio molto difficilmente avrebbe potuto realizzarsi, riguardo al potere della Chiesa e nella Chiesa, il detto di Ges\u00f9: \u00abTra voi non sia cos\u00ec\u00bb. E infatti, soprattutto nel secondo millennio, non era stato possibile, e non sarebbe possibile neanche oggi, finch\u00e9 il messaggio della fede non venga a sostituire il \u201cprogetto culturale\u201d, che non pu\u00f2 disgiungersi dal potere e non garantisce che la Chiesa non voglia signoreggiare sulla societ\u00e0 e sullo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019antropologia pessimista dell\u2019uomo peccatore, accanto a molte altre cose, si \u00e8 fondato in effetti anche il potere temporale della Chiesa. Nella storia, la rivendicazione del potere della Chiesa sui regni e gli imperi era\u00a0 giustificata ratione peccati; e il mistico Bernardo di Chiaravalle nel XII secolo scriveva al suo discepolo, papa Eugenio III, spiegandogli che il fondamento del suo potere non stava \u201cin possessionibus\u201d, ma \u201cin criminibus\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella fede del Concilio la Chiesa pu\u00f2 davvero, non solo in visione, ma nella sua vita reale, rovesciare il potere in servizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di Adista Documenti n. 4 del 21\/01\/2012<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa del Concilio avrebbe i mezzi per affrontare una crisi la cui radicalit\u00e0 anche Benedetto XVI ha perfettamente recepito, fino al punto da immaginare un futuro di piccole comunit\u00e0 cristiane disseminate, in diaspora, nel mondo.\u00a0Avrebbe questa capacit\u00e0 di risposta; il problema \u00e8 che il papa e la Chiesa di oggi non vi fanno ricorso. Una lunga, appassionata, messa a fuoco sulla Chiesa di oggi, di Raniero La Valle. &#8220;La Chiesa se volesse potrebbe davvero, non solo in visione, ma nella sua vita reale, rovesciare il potere in servizio. &nbsp; A 50 DAL CONCILIO, CHE NE \u00c8 DELLA FEDE? di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3400,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[180],"tags":[],"class_list":["post-3399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-16 19:05:42","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3399"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3399\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17165,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3399\/revisions\/17165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}